L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

sabato 28 novembre 2015

TAR PALERMO RICORSO T.M.B. TECNIS S.p.a. INTERCANTIERI VITADELLO ECOPROGRESS S.r.l.Ladurner Srl ATZWANGER SPA CEIF CONSEDIL ISOLA DELLE FEMMINE Mafia: Crocetta, entro giugno firma per Giardino della memoria

N. 01219/2014 REG.PROV.COLL






N. 01035/2014 REG.RIC

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REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 1035 del 2014, proposto da:

Tecnis Spa, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Giovanni Figuera, Giuseppe Meli, Harald Bonura, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Nicola Giudice sito in Palermo, via M. D'Azeglio N. 27/C;

contro
Commissario Delegato per l'Emergenza Rifiuti, Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità Dip. Reg. dell'Acqua e dei Rifiuti, Presidenza della Regione Siciliana, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria per legge con uffici siti in Palermo, via A. De Gasperi 81; 
nei confronti di
Ati Intercantieri Vittadello Spa e altri, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Nicola Musone, Francesco Stallone, Gianluigi Pellegrino, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Francesco Stallone in Palermo, sito via Nunzio Morello N.40;
Torricelli Spa, Loto Impianti, Società Generali Rifiuti Srl; 
per l'annullamento
- dell'ordinanza n. 1 del 18/2/2014 (comunicata con nota prot. n. 370 del 21/2/2014) con la quale il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti dell'Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, nell'esercizio delle funzioni attribuitegli dall'O.C.D.P.C. n. 148 del 18/*2/2014 ha disposto l'aggiudicazione definitiva dell'appalto di "Progettazione esecutiva di esecuzione dei lavori di realizzazione di un impianto per il trattamento meccanico e biologico della frazione residuale e della frazione organica dei rifiuti urbani da realizzare il contrada Bellolampo del Comune di Palermo - 1° lotto funzionale" alla costituenda Associazione Temporanea d'Imprese costituita dalle imprese Intercantieri Vittadello s.p.a. (capogruppo 9, Torricelli s.r.l. (mandante), Loto Impianti s.r.l. (mandante) e SO.GE.RI. s.r.l. (mandante);
- dei verbali della Commissione giudicatrice in seduta pubblica nn. 1, 2, 3, 4 e 5, rispettivamente del 13/11/2013, 18/11/2013, 25/11/2013, 16/12/2013 e 30/12/2013;
- dei verbali della Commissione giudicatrice in seduta riservata nn. 1, 2, 3, 4, 5 e 6, rispettivamente del 16/12/2013, 18/12/2013, 20/12/2013, 23/12/2013 e 27/12/2013;
- della nota prot. n. 1601 del 30/12/2013, con cui il presidente della Commissione giudicatrice ha trasmesso al Commissario Delegato e al RUP i verbali di gara in seduta pubblica nn. 4 del 16/12/2013 e 5 del 30/12/2013, con relativa aggiudicazione provvisoria in favore dell'A.T.I. controinteressata;
- di ogni altro atto, anche non conosciuto, comunque connesso.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Avvocatura erariale dello Stato per le Amministrazioni intimate e per il Commissario Delegato per L'Emergenza Rifiuti;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Ati Intercantieri Vittadello Spa ed il successivo ricorso incidentale;
Visto l'art. 14, cod. proc. amm.;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 maggio 2014 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori avv. G. Figuera, G. Meli, avv. dello Stato G. Ciani e avv. F. Stallone;

Premesso che con il ricorso in epigrafe indicato, e con il ricorso incidentale proposto dalla controinteressata, si controverte sulla legittimità degli atti di gara (rispettivamente aggiudicazione definitiva e mancata esclusione della ricorrente principale) indetta dal Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti (nominato con O.P.C.M. n. 3887/2010) per la “Progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di realizzazione di un impianto per il trattamento meccanico e biologico della frazione residuale e della frazione organica dei rifiuti urbani da realizzare in contrada Bellolampo nel Comune di Palermo – 1° lotto funzionale”;
Ritenuto che preliminarmente il Collegio è tenuto a scrutinare l’eccezione di parte sulla ritenuta incompetenza territoriale del TAR adito, sollevata per il combinato disposto di cui all’art.133 lett.p) e art. 135 lett.e) C.P.A., atteso che la questione relativa alla competenza precede quella sulla domanda cautelare, come disposto dal comma 2 art. 15 c.p.a.;
Considerato che con disposizione normativa - cui al comma 1 art.2 D.L.43/2013 – rubricato “Norme per evitare l’interruzione del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani nel territorio di Palermo” – il legislatore nazionale, “… atteso il permanere delle condizioni di emergenza ambientale e ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di evitare il verificarsi di soluzioni di continuità negli interventi posti in essere nel corso della gestione della medesima emergenza ambientale …” , ha prorogato i poteri del Commissario straordinario cit. “limitatamente agli interventi necessari a: a) completare la realizzazione ed autorizzazione della c.d. sesta vasca della discarica di Bellolampo nel comune di Palermo; b) realizzare ed autorizzare, nelle more della piena funzionalità della citata sesta vasca, speciali forme di gestione dei rifiuti; c) mettere in sicurezza l'intera discarica, garantendo la corretta gestione del percolato in essa prodotto e completando il sistema impiantistico di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti urbani, al fine di pervenire al conferimento in discarica di soli rifiuti trattati; d) migliorare ed incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti nel territorio del comune di Palermo; e) implementare e completare il sistema impiantistico previsto nel piano regionale di gestione dei rifiuti urbani di cui al decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 luglio 2012, pubblicato per comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 2 agosto 2012, al fine assicurare una corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti (…)” ;
Ritenuto che nel caso qui in esame il Collegio ritiene di non poter condividere l’orientamento di altra Sezione di questo Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sede di Palermo, di cui all’ordinanza della Sez. I n. 84 del 23 gennaio 2014 , emanata in relazione ad autonomo ricorso presentato da altra impresa avverso gli atti di esclusione dalla medesima gara, con la quale in fattispecie analoga –e sull’eccezione di competenza sollevata dall’Avvocatura erariale- è stata riconosciuta la competenza del T.A.R. per la Sicilia;
Considerato infatti che in questa sede il Collegio non ritiene del tutto conducente il richiamo alla pregressa giurisprudenza del Consiglio di Stato (Sez. V. sent. 3251/2012) in quanto: A) quella pronuncia aveva riguardo ratione temporis ad una differente formulazione della norma contenuta nella lett.e) art.135 c.p.a. [che prima delle modifiche apportate rispettivamente con l’art.1 D.Lgs. 195/2011 ed in ultimo dall’art.1, lett.u), d.Lgs 160/2012, si limitava ad un mero rinvio alla “controversie di cui all’art. 133, comma 1, lett. p)” c.p.a.] ; B) il giudice di seconde cure affrontava la questione del rapporto tra le due norme cit. in relazione alla problematica connessa alla censura, riproposta in appello, della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, per ciò che concerne “le controversie comunque attinenti alla complessiva azione di gestione del ciclo dei rifiuti …” [di cui alla seconda parte della lett.p) del comma 1 art. 133 c.p.a.]; C) la sentenza (breve) di primo grado del T.A. R. Campania, sede di Salerno, n.1411/2011, confermata con la pronuncia del Consiglio di Stato cit., aveva coerentemente ritenuto non sussistere i presupposti della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, proprio in ragione della insussistenza in quella controversia di una situazione emergenziale;
Ritenuto che, diversamente, nel caso in esame, come sopra ampiamente comprovato mercé il richiamo alle espresse previsioni normative, si versa in una chiara situazione di emergenza reiteratamente riconosciuta dal legislatore nazionale tanto da prorogare i poteri del Commissario ad Acta proprio al fine di adottare, tra gli altri, i provvedimenti necessari ad implementare e completare il sistema impiantistico al fine assicurare una corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti, di talché il bando di gara e il correlativo provvedimento di aggiudicazione (qui impugnato) appaiono invero atti coessenziali allo svolgimento dei poteri commissariali in relazione ai quali, quindi, non può che riconoscersi la competenza funzionale inderogabile del T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, ai sensi dell’art. 135, comma 1 lett. e) c.p.a., in combinato disposto con il comma 1 art. 14 c.p.a.;
Ritenuto quindi, per le considerazioni che precedono, che deve dichiararsi l’incompetenza dell’adito T.A.R. per la Sicilia, appartenendo la questione alla competenza funzionale inderogabile del T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, presso il quale la causa potrà essere riassunta entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza, come prescritto dal comma 4 art. 14 c.p.a.;
Ritenuto di poter compensare tra le parti costituite le spese della presente fase;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda) dichiara l’incompetenza del T.A.R. adito, appartenendo la questione dedotta alla competenza funzionale inderogabile del T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, presso il quale la causa può essere riassunta nei termini di cui in motivazione;
Spese compensate.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 9 maggio 2014 con l'intervento dei magistrati:
Filippo Giamportone, Presidente
Carlo Modica de Mohac, Consigliere
Roberto Valenti, Consigliere, Estensore
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE


DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 09/05/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=DPXIQ3K3QD6PPGCGMNRHXHYUIE&q=BELLOLAMPO



N. 00145/2014 REG.PROV.PRES






N. 00806/2006 REG.RIC








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REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)

Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO
sul ricorso numero di registro generale 806 del 2006, proposto da:
Ecoprogress S.r.l. - Soc. N.Q. e C/Ti - A.T.I., rappresentato e difeso dall'avv. Tommaso D'Angelo, con domicilio eletto presso Tommaso D'Angelo in Palermo, via Resuttana 366; 
contro
Azienda Unita' Sanitaria Locale N. 6 di Palermo, rappresentato e difeso dall'avv. Salvatore Narbone, con domicilio eletto presso Azienda Usl N.6 Ufficio Legale in Palermo, via Pindemonte 88; Dipart:Gestione Appalti e Fornitura c/o Ausl 6 di Palermo; 
e con l'intervento di
ad opponendum:
Seap S.r.l., rappresentato e difeso dall'avv. Francesco Buscaglia, con domicilio eletto presso Daniela Salerno in Palermo, via N.Turrisi, 59 C/Stud.Favata; 
per l'annullamento
appalto servizio di gestione impianto di termodistrizione bellolampo

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’art. 82, co. 1, cod. proc. amm.;
Considerato che il ricorso risulta depositato il giorno 12 aprile 2006;
Considerato che nel termine e nel modo previsti dal citato art. 82, co.1, cod. proc. amm. non è stata presentata nuova istanza di fissazione di udienza;

P.Q.M.
Dichiara perento il ricorso indicato in epigrafe.
Spese compensate.
La Segreteria darà comunicazione del presente decreto alle parti costituite.
Ai sensi dell'art. 85, comma 3 e segg., cod. proc. amm., nel termine di 60 giorni dalla comunicazione ciascuna delle parti costituite può proporre opposizione al Collegio, con atto notificato a tutte le parti.

Così deciso in Palermo il giorno 12 maggio 2014.





Il Presidente
Filoreto D'Agostino





DEPOSITATO IN SEGRETERIA
Il 16/05/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)





N. 00084/2014 REG.PROV.CAU.




N. 03140/2013 REG.RIC.  





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REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 3140 del 2013, proposto da Ladurner Srl in persona del legale rappresentante pro tempore, in persona e quale capogruppo dell’ATI costituita con

Atzwanger s.p.a., CEIF Soc. coop., Consedil S.p.a., in persona dei rispettivi legali rappresentanti, rappresentate e difese dall'avv. Mario Barioli, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Gabriele La Malfa Ribolla in Palermo, via Nunzio Morello 40,

contro
Presidente Regione Siciliana in Persona del Presidente pro tempore, Ufficio del Commissario Delegato alla Emergenza Rifiuti per la Regione Sicilia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona dei rispettivi legali rappresentanti, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliata in Palermo, via A. De Gasperi 81; 
per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia,
- del verbale di gara n. 1 del 13 . 11 .2013 con cui la Commissione di gara ha disposto l'esclusione del costituendo raggruppamento di imprese con capogruppo Ladurner S.r.l. dalla procedura aperta per la realizzazione di un impianto per il trattamento meccanico e biologico della frazione residuale e della frazione organica dei rifiuti urbani da realizzare in ContradaBellolampo nel Comune di Palermo;
- della comunicazione di esclusione ex art. 79, comma 5, lett. b) del D.lgs. 163/06 e ss.mm. e ii. della costituenda ATI con capogruppo Ladurner S.r.l., avvenuta con nota del 18.11.2013 prot. 1117 del Responsabile del Procedimento, Ing. Ciro Azzara, dell'Ufficio del Commissario Delegato per l'Emergenza Rifiuti - Regione Siciliana;
- del Parere della Commissione giudicatrice sul preavviso di ricorso giurisdizionale ex art. 243 - bis del D.lgs. 163/06 della costituenda ATI Ladumer S.r.l. con cui è stata confermata l'esclusione della ricorrente dalla procedura di gara CIG 531962121F;
- della nota dell'ufficio del Commissario Delegato per l'Emergenza Rifiuti - Regione Siciliana del 29.11.2013 prot. n. 1254 con cui è stato comunicato il parere della Commissione Giudicatrice e con cui lo stesso è stato condiviso dalla Stazione Appaltante e rigettata l'istanza ex art. 243 bis del D.Lgs. 163/06 s.m.i. dell'ATI Ladurner;
- del verbale di gara n. 3 del 25.11.20 13 nella parte in cui la Commissione di gara ha confermato l'esclusione della costituenda ATI Ladumer S.r.l. disposta nella seduta del 13.11.2013;
- di ogni altro atto presupposto, preordinato, connesso e consequenziale nonché dell'aggiudicazione della gara qualora nel frattempo intervenuta.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Avvocatura dello Stato per conto delle Amministrazioni intimate;
vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
visto l'art. 55 cod. proc. amm.;
visti tutti gli atti della causa;
ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
relatore nella camera di consiglio del giorno 23 gennaio 2014 il Primo Referendario dott.ssa Maria Barbara Cavallo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale.

Ritenuto, quanto alla eccezione di incompetenza territoriale sollevata dall’Avvocatura dello Stato nella memoria depositata il 20 gennaio 2014, che sia invece condivisibile la prospettazione della ricorrente in ordine al permanere della competenza in capo a questo Tribunale, alla luce del combinato – disposto degli artt. 133 lett. E) e P) nonché 135 lett. E) c.p.a., posto che detta disposizione – che stabilisce la competenza funzionale del Tar Lazio nelle “ controversie aventi ad oggetto le ordinanze e i provvedimenti commissariali adottati in tutte le situazioni di emergenza dichiarate ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225 nonché gli atti, i provvedimenti e le ordinanze emanati ai sensi dell'articolo 5, commi 2 e 4 della medesima legge n. 225 del 1992” – deve essere interpretata in senso restrittivo, escludendosi dalla nozione di “ gestione del ciclo dei rifiuti” la procedura di evidenza pubblica che, come in questo caso, pur indetta dal Commissario delegato all’emergenza, abbia carattere meramente strumentale rispetto all’attività di gestione dell’emergenza (cfr. Cons. Stato, sez. V, 31 maggio 2012 n. 3251);
- ritenuto che se il legislatore avesse voluto attribuire tutti i provvedimenti di competenza commissariale alla giurisdizione del Tar del Lazio, avrebbe utilizzato un criterio esclusivamente soggettivo, la quale cosa non è avvenuta;
- ritenuto, quanto alla fondatezza della domanda di sospensione dei provvedimenti impugnati, che la stessa non possa essere accolta in quanto il preteso “ soccorso istruttorio” in realtà sarebbe consistito in una indebita integrazione ex post di informazioni essenziali che le società partecipanti alla gara avrebbero dovuto fornire a pena di esclusione, senza poter pretendere oneri di verifica aliunde da parte della stazione appaltante.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) rigetta l’istanza di sospensione dei provvedimenti impugnati.
Compensa le spese della presente fase cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 23 gennaio 2014 con l'intervento dei magistrati:
Filoreto D'Agostino, Presidente
Federica Cabrini, Consigliere
Maria Barbara Cavallo, Primo Referendario, Estensore
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE


DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 23/01/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)







Strage di Capaci, Tina Montinaro: «Basta antimafia da parata»

Tina Montinaro dice basta all’«antimafia da parata» dei politici. «Che dicano chiaramente Non ce ne frega un accidente della memoria di quel giorno, di rendere onore al sacrificio di cinque persone morte mentre servivano lo Stato”»

Tina Montinaro
Tina Montinaro
Tina Montinarola vedova di Antonio Montinaro, il caposcorta di Falcone ucciso nella strage di Capaci e presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici, in una nota bacchetta le istituzioni e la classe politica regionali: «Anche quest’anno le istituzioni regionali e la classe politica siciliana si sono contraddistinte per il manifesto disinteresse verso la memoria diAntonio MontinaroVito Schifani e Rocco Di Cillo, i tre poliziotti morti il 23 maggio del 1992 sull’autostrada A29, insieme al giudice Giovanni Falcone e a sua moglie Francesca Morvillo. Ci auguriamo – scrive Tina Montinaro – che, per conservare un briciolo di coerenza e onestà intellettuale, non sfoggino la solita retorica del ricordo, buona solo a far passerella sul palcoscenico dell’antimafia parolaia». La vedova Montinaro sottolinea come sia dal 2012 che «si attende che partano i lavori per la realizzazione del Parco della memoria Quarto Savona 15, quello spazio che doveva nascere sul tratto della A29 che collega Capaci a Palermo dove è avvenuto l’attentato e in cui avrebbe potuto trovare una degna collocazione il relitto dell’auto su cui viaggiavano mio marito Antonio, Vito e Rocco. Avevamo avuto l’assicurazione dall’allora governatore Raffaele Lombardo che ci sarebbero stati i finanziamenti, ma oggi non si trova nè la delibera promessa nè i finanziamenti, ai quali avrebbe partecipato anche l’Anas». Le risposte mancate, non riguardano soltanto il precedente governatore della Sicilia. Tina Montinaro spiega di aver chiesto «più volte all’attuale presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, di incontrarmi per fare chiarezza ma è stato tutto inutile, come vane sono state le rassicurazioni di molti politici, pronti, solo a parole, a farsi promotori dell’avvio dei lavori». 
La vedova del caposcorta di Giovanni Falcone, se questi sono i risultati dell’interesse della politica a perseguire un percorso della memoria, chiede ai politici di dire chiaramente «”Non ce ne frega un accidente della memoria di quel giorno, di rendere onore al sacrificio di cinque persone morte mentre servivano lo Stato”. Sarebbe quanto meno un atto di coraggio».

http://100passijournal.info/strage-di-capaci-tina-montinaro-basta-antimafia-da-parata/

Mafia: Crocetta, entro giugno firma per Giardino della memoria






Palermo, 21 mag. - (Adnkronos) - "I lavori di riqualificazione del Giardino della memoria 'Quarto Savona Quindici' sono stati già definiti il 5 marzo scorso con il direttore compartimentale dell'Anas e con il commissario straordinario di Isola delle Femmine, Matilde Mulé". Così il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, risponde a distanza a Tina Montinaro, presidente dell'associazione Quarto Savona Quindici e moglie di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, ucciso nella strage di via D'Amelio. Oggi la vedova dell'agente di scorta aveva denunciato il mancato avvio dei lavori del Parco della Memoria 'Quarto Savona 15', che sarebbe dovuto nascere sul tratto della A29 tra Capaci a Palermo, teatro dell'eccidio. I lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2012, denuncia Montinaro. Adesso dal governatore Crocetta arriva la rassicurazione. La Regione, infatti, ha recuperato lo stanziamento dell'importo necessario, pianificato con il direttore Tonti dell'Anas "le modalità di realizzazione e la sinergia da attuare". I primi di giugno la convenzione sarà sottoscritta dallo stesso presidente della Regione, dal Comune di Isola delle Femmine, dal prefetto di Palermo e dal direttore regionale dell'Anas. L'intervento per la realizzazione del nuovo parco urbano "Quarto Savona Quindici" ovrà essere concluso entro 90 giorni dall'affidamento dei lavori. "E' di tutta evidenza - conclude Crocetta - che l'impegno e l'azione dell'amministrazione regionale e di questo governo, restituire non soltanto il doveroso decoro ad un luogo simbolo per tutta la Sicilia e l'Italia, ma anche conservare e rinnovare ogni giorno la memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e tutti gli uomini uccisi barbaramente dalla mafia, dando anche il giusto riconoscimento alle famiglie per il loro doloroso sacrificio".

(21 maggio 2014 ore 17.16)

http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/-/4502818 


IL 24 MAGGIO 2013 SUCCEDEVA...........

capaci-auto-commemor

La delusione della vedova Montinaro: “Solo al Nord vogliono l’auto della strage”

La blindata sarà esposta in quaranta comuni tra Emilia Romagna e Veneto
di Romina Marceca - 24 maggio 2013

Sono gli indignati delle commemorazioni. Stanchi delle parate ufficiali, delle «frasi di circostanza e delle «lacrime a orologeria». Dal magistrato alla vedova dell’agente di scorta e fino ai poliziotti che, dopo le cerimonie, si ritrovano a combattere contro i tagli previsti dallo Stato.

Tina Martinez, vedova di Antonio Montinaro, il caposcorta del giudice Falcone, per la prima volta non ha partecipato a Palermo alle commemorazioni della strage di Capaci. Prima di salire sull’aereo per Verona si è sfogata: «È una vergogna. Sarò in giro tra 40 comuni del Veneto e dell’Emilia per esporre la macchina blindata recuperata dal luogo della strage e che a Palermo nessuno vuole. Da due anni lotto per ottenere un giardino della memoria a Isola delle Femmine, mi è stato risposto che in quel Comune ci sono state infiltrazioni mafiose». Replica il commissario straordinario Vincenzo Covato: «La pratica non è chiusa ed è all’esame della commissione straordinaria».

«Nessuno in Sicilia mi ha invitata alle commemorazioni e invece al nord hanno finanziato il viaggio dell’auto per commemorare i nostri morti», aggiunge Tina Martinez, fondatrice dell’associazione «QuartoSavonaQuindici », dalla sigla della squadra che proteggeva Falcone. «Dopo 21 anni — dice — non abbiamo un’unica verità e restano solo la retorica e le parate ufficiali. I giovani sono la mia ultima speranza, per questo vado nelle scuole».

Anche il giudice Piergiorgio Morosini non ha partecipato alle commemorazioni. Ieri era nel suo ufficio del Tribunale tra le carte del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. «Su Capaci ci sono ancora pezzi mancanti e la verità giudiziaria venuta a galla finora è una verità parziale. Questo non è rassicurante in uno Stato democratico. Penso che trascorrere anche queste giornate di ricordo al proprio lavoro è il modo migliore per onorare la memoria dei nostri caduti. Sarebbe bene mettere da parte i gossip sui processi e dedicarsi invece agli eventi di cui i processi si occupano».

Antonio Ingroia, invece, ha scritto su Facebook: «Ricordo Giovanni Falcone sempre, perché è stato uno dei miei maestri. Provo amarezza perché nell’anniversario lo piangono tutti ma poi i suoi insegnamenti e i suoi moniti a vigilare sulle collusioni tra affari, politica e criminalità organizzata vengono sistematicamente dimenticati».

Ieri alla caserma Lungaro, per la deposizione della corona di fiori, erano pochi i parenti dei tre agenti di scorta uccisi nel 1992. Tra questi c’era Alba Terrasi, convivente di Rocco Dicillo: «Si ricorda e si prova rabbia per quella verità che non arriva». Indignati anche i sindacalisti della polizia. «Ai vivi chi ci pensa? — si chiede Mimmo Milazzo, segretario generale Consap — Lo Stato sta decidendo di alzare l’età pensionabile e mancano i mezzi». «L’ultimo taglio — aggiunge Giovanni Assenzio, segretario generale Siulp — è di duemila ore di straordinario. Il reparto scorte ha metà delle blindate ferme e da dicembre non viene pagato lo straordinario “Emergenza Africa” ai poliziotti del reparto mobile».


La Repubblica


TINA MONTINARO LA MAFIA A ISOLA è SEMPRE ESISTITA

 

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/tina-montinaro-la-mafia-isola-e-sempre.html

 

20 ° anniversario della strage di Capaci.

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/20-anniversario-della-strage-di-capaci.html

 

Noi e la paura, lettera a Giovanni Falcone

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/noi-e-la-paura-lettera-giovanni-falcone.html

 

"S" maggio 2012 L'ISPEZIONE A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO






Il PROFESSORE. “ la notizia mi è arrivata come un fulmine a ciel sereno “



CERTO E’ COMPRENSIBILE Si fa fatica a “leggere” i fatti ciò che ci circonda quello che avviene, si fa fatica ad osservare ed interpretare la realtà, quando in genere si è occupati a fare altro……….





SUCCEDE che l’omicidio avvenuto ad Isola delle Femmine di Pietro Enea nel lontano 1982 ad oggi non abbia trovato il colpevole di quest’efferato omicidio

SUCCEDE ad Isola delle Femmine, un’area di 1.800 metri quadri (vedasi Conferenza di servizi conclusa il 29/10/2001) destinato alla rimessa e deposito del Cantiere del Raddoppio ferroviario S.I.S. sia CONCESSA da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale d’Isola un’area di dieci volte superiore con la costruzione di un’industria di Calcestruzzi


SUCCEDE ad Isola delle Femmine, nell’ottobre del 2006, in Piazza Umberto arresto del boss latitante Salvatore Alfano importante esponente della famiglia mafiosa Della Noce
SUCCEDE che due imprenditori scompaiano da Isola delle Femmine e non ne sappia più nulla.
SUCCEDE  che ad Isola delle Femmine in vari blitz dei Carabinieri e della Guardia di Finanza siano sequestrati beni appartenenti a famiglie mafiose
SUCCEDE  che il territorio d’Isola delle Femmine veda la presenza di mafiosi arrestati nell’operazione ADDIO PIZZO 5
SUCCEDE  che le elezioni amministrative del 2009 per Sua stessa ammissione siano inquinate per intervento della mafia.   Lei si era accorto di ciò, vedasi delibera 52 dell’anno 2009.
SUCCEDE  che Isola delle Femmine ad oggi 2012 non si sia dotato di un moderno Piano Regolatore Generale (è in vigore quello del 1977)
SUCCEDE  un’area destinata alla costruzione di una pubblica VIA sia destinata alla costruzione di un “Parco Urbano”. Quella stessa area costruita su materiale di risulta proveniente dal cantiere del raddoppio ferroviario di quella stessa azienda che: «... i vertici della S.I.S. erano coscienti della forza di Impastato... Dalle carte dell’inchiesta... salta fuori che tanti politici, di schieramento diverso, hanno bussato alla porta della S.I.S. per piazzare operai e imprese nei cantieri» «... dal presidente dell’Ars, Francesco Cascio del Pdl, agli onorevoli Francesco Mineo (Grande Sud) e Riccardo Savona dell’Udc... dall’ex assessore del comune di Palermo Patrizio Lodato (Italia Domani) al sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello (lista civica). (pag 6 Vicenza Più 24 giugno 2011 )
SUCCEDE  che sull’attività svolta in questi ultimi anni dall’Ufficio Tecnico Comunale d’Isola delle Femmine si siano concentrate tutta un serie di denunce e disfunzioni giuridiche e burocratiche.
SUCCEDE  che a ridosso della Italcementi (azienda insalubre per la salute umana e per l’ambiente) siano state permesse costruzioni di civili abitazioni, scuole, pronto soccorso e attività sportive.  
SUCCEDE  che l’intero territorio d’Isola delle Femmine sia in pratica massacrato dalla continua cementificazione
SUCCEDE  che l’intero territorio d’Isola delle Femmine per una buona metà della Sua Sindacatura sia stato letteralmente ricoperto di MUNNEZZA
SUCCEDE   Isola delle Femmine non sia mai caduta cosi in basso!
SUCCEDE  per salvaguardare la democrazia la partecipazione, la legalità e la trasparenza nella gestione della Cosa Pubblica debba intervenire una Commissione Governativa
SUCCEDE che la GIOIA l'ALLEGRIA la SOCIALITA' non abbiano più diritto di cittadinanza ad Isola delle Femmine

Il PROFESSORE l’abbiamo lasciato nella Sua “ per me la notizia è come un FULMINE a ciel sereno…”

Il PROFESSORE ricorda molto la canzone di Guccini "..... alla stazione di Bologna la notizia arrivò in u baleno un............"



SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE!


Lei  " come un fulmine a ciel sereno " Ci chiediamo se effettivamente si rende conto di ciò che proferisce.

TINA MONTINARO,  che la realtà riesce a leggerla molto bene se non altro per i suoi trascorsi e per le sue sofferenze,  informa il PROFESSORE che “ La mafia a Isola delle Femmine è sempre esistita, diciamo la verità, non è del tutto INEDITO ma le infiltrazioni mafiose sul territorio di Isola delle Femmine ci stanno da sempre, diciamo la verità, ci stanno da SEMPRE se no  insomma manco le stragi facevano NO! Dico  questo,  insomma QUI nessuno è CRETINO”

Un suggerimento per il Consigliere di MAGGIORANZA dichiaratosi egli stesso presidio della legalita’ a Isola delle Femmine

RIFLETTA BENE sulle parole della Tina. Le saranno di conforto e di sostegno per   DIMETTERSI IMMEDIATAMENTE come aveva promesso “….. NEL MOMENTO IN CUI MI RENDESSI CONTO CHE…”

n.b. Suggerisca al PROFESSORE di seguirla IMMEDIATAMENTE

Questo naturalmente in sintonia per quanto avete sempre AFFERMATO: 

"Noi amiamo Isola delle Femmine"




A “Brontolo” le stragi di mafia e il ricordo del giudice Falcone



 IL 26 MAGGIO 2012 SUCCEDEVA:


Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
Pino Ciampolillo


Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti  è puramente casuale !!!!!!!!!!!!


“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in  superficie “






Fonte http://www.livesicilia.it
Autore Riccardo Lo Verso

 









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