L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

giovedì 14 maggio 2015

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: Studio choc sulle api in Valdarda: 'Coperte di inquinanti del cementificio'

Studio choc sulle api in Valdarda: "Coperte di inquinanti del cementificio"






Api tanto imbrattate da agenti inquinanti da non essere più riconoscibili. Se non è allarmante, sicuramente non rassicura lo studio degli entomologi Ilaria Negri e Marco Pellecchiapresentato ieri sera a Fiorenzuola presso il cinema Capitol e che riguarda alcune rilevazioni effettuate su questi animali in Valdarda. In particolare nella zona del cementificio Buzzi Unicem, che si trova a Mocomero di Vernasca. 



Una serata di approfondimento, organizzata dai comitati “Basta Nocività in Valdarda”, “Aria Pulita in Valdarda” e Legambiente, per avere sempre più elementi che giustifichino il loro “no” alla richiesta dell’azienda di poter utilizzare nel forno 60mila tonnellate all’anno di CarboNext come combustibile. 







Un nome tecnico (brevettato dalla ditta stessa) che secondo gli abitanti della Valdarda nasconderebbe altri rischi per la salute. CarbonNext, infatti, tradotto significa rifiuti utilizzati per produrre energia al posto dei derivati del petrolio per la lavorazione di cemento e calcestruzzi. 




Una decisione che sta facendo montare sempre più la protesta degli abitanti, di Vernasca, certo, ma anche di Lugagnano, Morfasso e via via fino a Fiorenzuola, che oltre ai rischi sulle emissioni dal camino delle cementeria temono maggiore traffico di mezzi pesanti, che sarebbero utili a portare questi rifiuti, lavorati in un’azienda del Lodigiano a circa 150 chilometri di distanza, alla Buzzi Unicem. 

E così, dopo la presa di posizione delle mamme di Vernasca, che hanno minacciato di “non mandare più i figli a scuola” e quella di sei insegnanti che si sono detti “pronti a lasciare il nostro posto di lavoro per la salute dei bambini”, è arrivato questo studio sulle api, che farebbe intendere come le emissioni del cementificio avrebbero dirette conseguenze sulla salute delle persone. 



Dottoressa Ilaria Negri, qual’è il risultato emerso più preoccupante?




“Abbiamo trovato molte api che si sono sporcate di particolato atomosferico  inquinate, con le ali completamente rivestite di questa sostanza che è di derivazione antropogenica (non naturale). Il corpo delle api funziona come una spugna, per cui riescono ad assorbire il particolato atmosferico”.
Da dove verrebbe questa sostanza?
“E’ sicuramente una sostanza che non deriva dall’erosione delle rocce della Valdarda. Abbiamo trovato anche particolato delle argille e dei minerali, però la maggior parte dei composti trovati hanno una composizione chimica molto strana, non analoga in natura. Quindi il maggiore indiziato è il cementificio”. 
Quello che lei definisce “particolato” è una sostanza pericolosa per l’uomo?
“Vista la quantità trovata, abbiamo mostrato immagini dove non si distingueva la superficie dell’insetto da quello che lo ricopriva. Oltre a questo particolato atmosferico abbiamo rilevato inoltre la presenza di metalli pesanti, per cui sicuramente qualche pericolo per la salute potrebbe esserci con l’inalazione e il contatto. Sarebbe necessario, comunque, uno studio epidemiologico per confermare i nostri sospetti. Ma se le api che vivono solo tre settimane si riempiono così tanto, possiamo solo pensare le conseguenze su una persona che vive da anni nella zona”.
Insomma,potrebbe esserci correlazione tra i danni che possono subire le api e quelle sui cittadini della Valdarda?
“Non abbiamo dati sui tassi di mortalità delle api, anche perché la loro vita non è molto lunga. In 40 giorni l’ape adulta muore, quindi non è facile stabilire se queste sostanze siano tossiche per l’ape, a difefrenza degli insetticidi. Non è detto che il particolato faccia morire le api, perché magari necessita di più tempo. Non esistono infatti studi sui tumori negli insetti, visto che è una patologia che implica una vita più lunga per manifestarsi. Però di tante sostanze trovate molte sembrano riconducibili alle materie prima utilizzate nel cementificio per la lavorazione. La preoccupazione in questo periodo è rivolta alle emissioni del camino ma si hanno anche con la semplice movimentazione dei materiali, con le operazioni carico-scarico, stoccaggio e frantumazione. Che rimangono in atmosfera e le persone ne possono venire in contatto”. 





Gianmarco Aimi 








 



























ARPA Sicilia Direzione Generale
fax 0916574146

ARPA Sicilia ST Palermo
Via Nairobi 4  PALERMO
fax
0917033345

Provincia Regionale PALERMO
fax 091 6628275
E p.c.

ASSESSORATO
REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE
        SERVIZIO 1 Via Ugo La Malfa, 169 
90146 –
Palermo
fax 091.7077139 

ASSESSORE
REGIONALE DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE
Via Ugo
La Malfa, 169 
90146 –
Palermo
 fax: 091 7077963

DIRIGENTE
GENERALE DEL
DIPARTIMENTO
AMBIENTE 
Dott.
Maurizio Pirillo
Fax: 091 7077294

Comune di
Isola delle Femmine
 comuneisoladellefemmine@viapec.net
fax0918617204

Comune di
Capaci
sindaco.comunecapaci@pec.it
fax0918671260


Oggetto:
ACCESSO ALLE INFORMAZIONI
AMBIENTALI – ITALCEMENTI - DATI DI QUALITA’ DELL’ARIA a partire dalla data di
attivazione  fino al 30   DI
APRILE 2015 MONITORATI DALLA CENTRALINA SITUATA IN VIA MAZONI ALL’INTERNO DELLA
SCUOLA MEDIA RISO, COMUNE  ISOLA DELLE
FEMMINE



Visto
la Legge 241/1990;
Visto
l’articolo 3 del DLgs 19 agosto 2005 n 195;

Il
sottoscritto Giuseppe Ciampolillo, nella qualità di coordinatore del Comitato
Cittadino Isola Pulita sezione Legambiente di Palermo, con la presente richiede
i dati del monitoraggio dei parametri di qualità dell’aria ambiente rilevati
dalla data di attivazione fino al trenta  di aprile 2015 dalla cabina posizionata in
Isola delle Femmine all’interno del Complesso scolastico Francesco Riso, via
Manzoni, Isola delle Femmine (DRS n. 693 del 17.07.2008, AIA ITALCEMENTI)

 In attesa di
ricevere nei tempi e nelle forme previste per legge porgo distinti Saluti

         Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE
           GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com
           SITO:

           
http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/

 Tel 3331017981

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ITALCEMENTI A.I.A. 2014 CONFERENZE CONVOCAZIONI E VERBALI DEL 22 LUGLIO E 20 NOVEMBRE 2014








ITALCEMENTI DIFFIDA AL RITIRO IN AUTOTUTELA DECRETO AIA 693 2008 OSSERVAZIONI AIA 2014 DECADENZA AIA 2008 INOSSERVANZA PRESCRIZIONI INTERROGAZIONI E RISPOSTE EUROPA SU DECRETO 693 2008









All’Assessore Regionale del
Territorio e dell’Ambiente

Al Dirigente Generale
Dipartimento Ambiente  .

Al Servizio 1
        Dipartimento Ambiente   

p.c.
Al Presidente della Regione

Alla Procura della
Repubblica
Tribunale di Palermo

Al Comando Carabinieri NOE

Al Presidente della IV
Commissione
Ambiente e Territorio

Al Comune di Isola delle
Femmine

Al Comune di Capaci
          ambiente.comunecapaci@pec.it   


Oggetto: VIOLAZIONE NORMATIVA SUL DIRITTO DI  PARTECIPAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA
PULITA SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI PUBBLICI  (TAVOLO TECNICO DEL 20 NOVEMBRE 2014 SERVIZIO
1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE A.I.A. ALLA
DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


Il
sottoscritto, Giuseppe Ciampolillo, coordinatore del Comitato Cittadino Isola
Pulita sezione Legambiente, in riferimento al procedimento per la concessione
dell’autorizzazione in oggetto, fa presente quanto segue:

  • il
    giorno 22 luglio 2014 il Servizio 1 del D.R.A.- ARTA convocava un incontro
    informativo, definito “avvio del procedimento” riguardante il “rinnovo”
    A.I.A. - Italcementi sito di Isola delle Femmine – ex art 29 octies del
    D.Lgs 152/06 e s.m.i., D.R.S. del 18.07.2008; in detta sede questo
    Comitato, regolarmente invitato, rappresentava una serie di osservazioni
    sia sul rilascio dell’autorizzazione (ritenuta irregolare perché
    rilasciata da soggetto che a quella data non ne aveva titolo) che sui
    successivi adempimenti e controlli da parte degli Organi preposti
    (ritenuti mancanti nei tempi e nei modi previsti dall’autorizzazione), il
    tutto meglio specificato nel relativo verbale che si richiama
    integralmente e che si allega; il Comitato formulava, altresì, la
    richiesta di esame dei rapporti dei sopralluoghi effettuati dall’ARPA nel
    periodo 2009-2013;
  • il
    giorno 8 agosto 2014 sul sito web dell’ARTA veniva pubblicato l’Avviso pubblico procedura di rinnovo AIA per Cementeria
    Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art. 29-quater, D.Lgs.
    152/06 e ss.mm.ii.);
  • il
    giorno 2 settembre 2014 questo Comitato inviava al Servizio 1 (per
    conoscenza anche a  numerosi altri
    indirizzi istituzionali, nonché al Comando CC del NOE ed alla Procura
    della Repubblica di Palermo) le proprie osservazioni, corredate da
    numerosi allegati, cui si rimanda integralmente, dove ribadiva, con ulteriori
    dettagli, le problematiche già sollevate nell’incontro del 22 luglio; da allora nulla veniva più comunicato
    sul procedimento a questo Comitato
    ;
  • il
    giorno 04/03/2015, a seguito di richiesta di accesso agli atti del
    04/03/2015 presso il Servizio 1, si apprendeva che il 20 novembre 2014
    (nota di convocazione n. 52367 del 12 novembre del Servizio 1) si era
    svolto un Tavolo tecnico nell’ambito del suddetto procedimento, a cui,
    inspiegabilmente, non era stato
    invitato
    questo Comitato e ciò nonostante che la predetta convocazione
    facesse esplicito riferimento alle proprie osservazioni formulate
    nell’incontro del 22 luglio (“in
    riscontro alle richieste formulate nel corso dello stesso incontro dal
    dott. Gioacchino Genchi n.q. di consulente tecnico del Comitato Cittadino
    di Isola Pulita”
    );

Il
Comitato, giusto alla luce di quanto rappresentato, in primis gli appunti mossi nei confronti del D.R.S. 693/08 e sugli
atti consequenziali connessi,  ritiene
che la  mancata convocazione al Tavolo
tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al
procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno
di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della
cittadinanza;

Il
Comitato, pertanto, avanza diffida a rendere nulla la riunione tenutasi il 20
novembre ed ogni altro atto sequenziale, chiedendo, al contempo, la sua
tempestiva riconvocazione, considerato peraltro che i termini di chiusura del
procedimento appaiono già superati.
 
Il
Comitato fa riserva, ove non dovesse ricevere riscontro entro sette giorni
dalla presente, di rivolgersi alla Autorità Giudiziaria. 

          Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE    GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com

n.b.
si allega
: Osservazioni
a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita rinnovo A.I.A. Italcementi Inviate
con posta certificata il giorno 2 settembre 2014

Isola
delle Femmine 7 aprile 2015

        
Ricevuta di
avvenuta consegna


Il giorno 07/04/2015 alle ore 17:28:17 (+0200)
il messaggio "DIFFIDA MANCATO INVITO ISOLA PULITA PROCEDURA AIA 20
NOVEMBRE 2015" proveniente da
giuseppeciampolillo@pec.it ed indirizzato a "presidente@certmail.regione.sicilia.it"

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destinazione.


Identificativo del messaggio:
opec275.20150407172815.30824.02.11.15@pec.aruba.it
         
Il giorno
07/04/2015 alle ore 17:28:17 (+0200) il messaggio


"DIFFIDA MANCATO INVITO ISOLA PULITA
PROCEDURA AIA 20 NOVEMBRE 2015" proveniente da
giuseppeciampolillo@pec.it ed indirizzato a "assessorato.territorio@certmail.regione.sicilia.it"

è stato consegnato nella casella di
destinazione.


Identificativo del messaggio:
opec275.20150407172815.30824.02.11.15@pec.aruba.it
         
Il giorno
07/04/2015 alle ore 17:28:17 (+0200) il messaggio


"DIFFIDA MANCATO INVITO ISOLA PULITA
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A CURA DEL
COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE OVE INSISTE IN PIENO
CENTRO ABITATO IL CEMENTIFICIO DELLA 
ITALCEMENTI AZIENDA CLASSIFICATA COME INDUSTRIA INSALUBRE DI PRIMA CLASSE 








ALL’ASSESSORATO REGIONALE
TERRITORIO ED AMBIENTE
   SERVIZIO 1 Via Ugo La Malfa,
169    
90146 – Palermo
Tel. 091.7077121, Fax 091.7077139 

E p.c.
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE
SICILIANA
ON.LE ROSARIO CROCETTA
PALAZZO D’ORLEANS
PIAZZA INDIPENDENZA 21
90129 PALERMO
Fax 091 7075199 tel 091
7075281

ALL’ASSESSORE REGIONALE DEL
TERRITORIO E DELL’AMBIENTE
Via Ugo La Malfa,
169    
90146 - Palermo
tel.: 091 7077870 - fax:
091 7077963


AL DIRIGENTE GENERALE DEL
DIPARTIMENTO AMBIENTE  DELL’A.R.T.A.
Dott. Gaetano Gullo
Via Ugo La Malfa,
169    
90146 - Palermo
091 7077807 - 091 7077223
Fax: 091 7077294

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
C/O TRIBUNALE DI PALERMO
PIAZZA V.E. ORLANDO 1
90138 PALERMO

Comado Carabinieri Tutela
per l'Ambiente
Nucleo Operativo Ecologico
Piazza Principe di
Camporeale 64
90100 PALERMO
tel. 091/6788076, Fax 091
515142  

Al Presidente della IV
Commissione
Ambiente e Territorio
c.a. Giampiero Trizzino
fax 0917054564


Oggetto:
OSSERVAZIONI  – 
Procedimento di rinnovo Autorizzazione Integrata       Ambientale della Italcementi S.p.a. di
Isola delle Femmine

Con
riferimento, alla pubblicazione del giorno 8 agosto 2014, apparso sul sito
dell’A.R.T.A. dipartimento: “Avviso pubblico procedura di rinnovo aia
per cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art 29-quater,
d.lgs. 152/06 e s.m.i.) “
     (vedi allegati 1 e 2  )  
il
Comitato Cittadino  Isola Pulita di Isola
delle Femmine, associato a Legambiente, formula le seguenti osservazioni:

1.  
Il Comitato rileva innanzitutto la nullità del DRS 683 del 18 luglio
2008 in quanto emanato da soggetto che non ne aveva titolo.
L’ing.
Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, non era di fatto il dirigente
responsabile del Servizio  VIA-VAS poichè
il decreto del Dirigente Generale pro tempore che ne approvava il contratto di
lavoro fino al 16 dicembre 2008 è datato 17 dicembre 2008 (DDG n. 1474), cioè
risulta essere stato adottato 5 mesi dopo l’autorizzazione concessa dall’ing.
Sansone alla Italcementi.
     
Nel citato DDG l’arch. Tolomeo fa riferimento alla nota a sua firma, DTA
n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ing. Sansone
l’incarico di responsabile del Servizio.
       E’ persino superfluo evidenziare che
l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con
una semplice nota ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto
dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti
amministrativi, essa può avvenire con un provvedimento di pari livello della
precedente attribuzione, giammai con una nota.
     
Sarebbe come concedere o prorogare una autorizzazione, p.e. alle
emissioni in atmosfera, un AIA, ecc., con una nota e non con un provvedimento
specifico.
     
A tal proposito, il Comitato rileva che deve presumersi che sia il
dirigente generale arch. Pietro Tolomeo che l’ing. Sansone non potessero
ignorare, per manifesta evidenza, l’illegittimità di una procedura e di una
nomina del tutto irregolare, non valida e, di conseguenza, priva di  ogni efficacia amministrativa.



      Ma c’è anche di più.


     
Nella nota n. 17818 l’arch. Tolomeo motiva la procedura adottata
richiamando l’art. 36, comma 9, del CCRL dell’area della dirigenza.
     
Si tratta di un richiamo del tutto improvvido che contraddice
completamente il suo stesso operato, in quanto il comma 9 recita “Nelle ipotesi in cui non vi siano modifiche
della struttura né motivi che giustifichino eventuali rotazioni o comunque il
mancato rinnovo del contratto, e non vi sia una valutazione negativa
dell’operato del dirigente, allo stesso deve essere garantita la stipula di un nuovo contratto
individuale senza soluzione di continuità per l’azione amministrativa e
gestionale entro e non oltre i successivi trenta giorni
”.
     
Ne consegue che l’arch. Tolomeo ha operato anche in palese violazione
del CCRL dell’area della dirigenza e che il conferimento dell’incarico all’ing.
Sansone è avvenuto in modo irregolare, illegittimo e non retrodatabile, tutte
ragioni per cui, in ogni caso, l’ing. Sansone alla data di emanazione del DRS
n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo né il potere occorrenti a
formalizzare il provvedimento dell’AIA.      
   
2.  
Stanti i rilievi di nullità sollevati al punto 1) il Comitato potrebbe
anche esimersi da ulteriori considerazioni. Cionondimeno, la presunta autorizzazione
e l’attuale avvio della procedura del suo preteso “rinnovo” si prestano a far
eccepire altri motivi di irregolarità anch’essi di manifesta evidenza.
      a)
L’art. 6 del DRS n. 693 prevedeva che “Il
provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di
collaudo. Gli enti preposti al controllo esamineranno in quella sede le
risultanze della suddetta visita e potranno, se ritenuto necessario, modificare
le condizioni e prescrizioni autorizzative
”.
      L’art
7 precisava che “L’Autorizzazione
Integrata Ambientale viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte
le prescrizioni impartite dalle competenti attività intervenute in sede di
conferenza dei servizi…che fanno parte integrante e sostanziale del presente
decreto…
”. Nelle pagg. 4-11 venivano specificati le “Prescrizioni relative alle attività di recupero di rifiuti come materie
prime
”, i “Limiti alle emissioni”,
le “Prescrizioni relative all’impianto”,
le “Prescrizioni relative ai combustibili
utilizzati ed ai consumi energetici
“, le “Prescrizioni relative ai rifiuti prodotti “ e le “Prescrizioni relative alle attività di
monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)
”. Veniva fatto obbligo
all’azienda di procedere “entro 24 mesi dal rilascio
dell’autorizzazione
alla
conversione tecnologica (“revamping”) dell’impianto con il completo
allineamento alle Migliori Tecnologie Disponibili previste per il settore del
cemento
…”, ma nel caso del mancato “revamping” “…comunque adeguare l’impianto esistente alle M.T.D. attraverso i seguenti
interventi”
[quelli sopra specificati].
      Tuttavia,
alla scadenza dei 24 mesi risulta che nessuna delle autorità preposte si è
premurata di  adempiere agli obblighi
discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel DRS n. 693

al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione.
      b)
Il 9 giugno del 2011, a distanza di 36
mesi
e cioè con un anno di ritardo, il Servizio 1, riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e
prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio
”,
teneva la riunione di un tavolo tecnico “al
fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla
attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento
”.
      Dalla
lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di
operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione,
inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia
nel merito, p.e. sugli interventi strutturali, limitandosi la discussione solo
ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento
delle centraline di rilevamento degli inquinanti.
      Quindi,
il dato che se ne trae e che dopo 36 mesi dal rilascio del provvedimento AIA
restavano privi di ogni verifica quei presupposti e quelle prescrizioni che
avrebbero dovuto rendere valida e definitiva l’autorizzazione
.   

      Da allora ad oggi, cioè a distanza
complessiva di 6 anni dal DRS n. 693, la situazione, come è noto e come risulta
agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del
provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in quanto nulla
è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto
essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di
emanazione dell’autorizzazione.

       Questo Comitato, pertanto, nel
sottolineare l’inspiegabile comportamento degli enti deputati al controllo di
attuazione del DRS n. 693, fa presente che mancano del tutto i presupposti per
procedere al rinnovo di una autorizzazione da considerarsi, in primis, di per sé inesistente e,
eventualmente, non più valida almeno dal luglio del 2010.

       Alla luce delle superiori
considerazioni, questo Comitato ritiene inattuabile la procedura di  rinnovo essendo, invece, necessaria
un’autorizzazione ex novo.
          
         Comitato Cittadino Isola Pulita
         COORDINATORE GIUSEPPE CIAMPOLILLO
         posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
         email: isolapulita@gmail.com




Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e
Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza,
per inosservanza prescrizioni,  decreto
693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la
presente intende ribadire  quanto
dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1°
Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato,
avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la
procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I
cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle
autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo
conto del principio della applicazione della
prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di
raggiungere l’obiettivo di un elevato 
livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione
delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione
della Unione Europea ed a  livello
nazionale) atte a 
ridurre gli impatti
ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata 
di vita tecnica dell’impianto, la
previsione di
prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere
prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi
per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano
conto delle
tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche
ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere
prescritti
limiti inferiori
a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle
prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali
siano tali da renderle necessarie.
d) La individuazione di dettaglio
di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti
preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche
modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili
individuate per l’impianto
.

Preso atto dell’istanza
presentata, dalla  Italcementi datati
3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed
ammodernamento tecnologico dell’impianto.

(rintracciabile
sul sito a pag 


Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della
Conferenza dei  Servizi la Italcementi
faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del
pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la
Italcementi aveva presentato  il
3.11.2006

Preso atto che il 29
agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il
“Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing
Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità
competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso
l’impianto  congiuntamente con gli enti
che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla
comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di
verifica  la attuazione delle
prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a.
è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di
progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato
al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle
competenti autorità intervenute  in sede
di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno
parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data
di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le
prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili,
dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in
conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda
di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla
conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento
alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale
miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento
dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo).
Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare
un sistema di abbattimento delle  polveri
che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello
emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito
e diffida  a provvedere con istanza in
autotutela, inviato con Raccomandata 
R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011
al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA.
Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi
i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi
S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale
Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad
uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità
per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente
inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità
anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti
sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute
dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia
effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte
nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata
comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale
relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla
cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte
dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la
stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la
comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del
cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente
costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che
obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività
di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso
e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita
gli  Enti in indirizzo, per le competenze
che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o
revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18
luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine
previsto dalla stessa  e/o per gli altri
motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di
adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto
dell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine



Per maggiori informazioni si
trovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:







CEMENTIFICIO DI
ISOLA, IL “GIALLO” DELL’AUTORIZZAZIONE IMPOSSIBILE

17 dicembre 2014

L’assessorato
regionale al Territorio e Ambiente avrebbe rilasciato il Via-Vas ad
Italcementi, con la firma di un dirigente che non aveva titolo per farlo. La
denuncia del Comitato cittadino e dell’eurodeputato grillino Corrao, che ha
portato la vicenda a Bruxelles
di Paolo Patania

Può uno dei più grandi cementifici siciliani operare,
per ben sei anni, con un’autorizzazione rilasciata da un dirigente regionale
che non aveva titoli per firmare l’atto? Stando a quello che si legge in un
documento del “Comitato cittadino Isola pulita”, sembrerebbe di sì. Di più:
sembra che Bruxelles, nei giorni scorsi, abbia acceso i riflettori sul
cementificio di Isola delle Femmine partendo proprio dai fatti
raccontati nel documento dal quale ha preso spunto l’europarlamentare del
Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, che su questa storia sta conducendo
una battaglia politica. Le carte sono state peraltro inviate a Regione,
carabinieri e magistratura.

Nella relazione del “Comitato cittadino Isola
pulita” c’è scritto che il decreto del responsabile del Servizio
dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che ha rilasciato l’Autorizzazione
integrale ambientale
(Aia) alla cementeria di Isola delle Femmine sarebbe
nullo. Il riferimento è al “Drs 683 del 18 luglio 2008”. Questo perché Drs –
sigla che sta per Dirigente responsabile del servizio – ha emanato
un’autorizzazione “da soggetto che non ne aveva titolo”.  

Nel mirino finisce l’ingegner Vincenzo Sansone,
firmatario del provvedimento, che a quella data “non era di fatto il dirigente
responsabile del servizio Via-Vas”. Il riferimento è al servizio
dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che rilascia la Valutazione
di impatto ambientale (Via) e la Valutazione ambientale strategica (Vas). E qui
c’è il primo passaggio strano di questa vicenda: il decreto del dirigente
generale che nomina Sansone dirigente del servizio Via Vas risale al 17
dicembre 2008. Quindi quando lo stesso Sansone ha rilasciato l’autorizzazione
all’Italcementi – e cioè cinque mesi prima – non era dirigente del servizio
Via-Vas
. La nomina di Sansone, stando alle date, sarebbe addirittura a
“sanatoria” del periodo pregresso, e quindi retroattiva. In pratica, stando a
quanto si legge in questo documento, l’ingegnere Sansone viene nominato
responsabile del Servizio Via-Vas cinque mesi dopo aver rilasciato
l’Autorizzazione integrale ambientale alla cementeria di Isola delle Femmine.

Nel documento si legge che il dirigente
generale dell’epoca dell’assessorato al Territorio, Pietro Tolomeo, fa
riferimento “alla nota a sua firma, Dta n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la
quale avrebbe affidato all’ingegnere Sansone l’incarico di responsabile del
Servizio”. Punto, questo, che viene contestato nel documento del Comitato di
Isola delle Femmine: “È persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o
attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice
nota, ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel
caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, può
avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione,
giammai con una nota”.

La nomina di Sansone, secondo il documento, sarebbe
irregolare
“e, di conseguenza, priva di ogni efficacia amministrativa”. E
avrebbe anche violato il contratto collettivo di lavoro dell’area della
dirigenza regionale. “In ogni caso – si legge sempre nel documento –
l’ingegnere Sansone, alla data di emanazione del Drs n. 693, il 17 luglio 2008,
non aveva il titolo, né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento
dell’Aia”.

Fine dei problemi?

Non esattamente. Nel documento si parla
anche di collaudi e prescrizioni che riguarderebbero lo stesso
cementificio di Isola delle Femmine. E di obblighi. Il cementificio avrebbe
dovuto procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione (da
parte dell’assessorato al Territorio e Ambiente, ndr), alla conversione
tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle
migliori tecnologie disponibili previste per il settore del cemento…”.
“Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi – si legge sempre nel documento – risulta
che nessuna delle autorità preposte si è premurata di adempiere agli obblighi
discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel Drs n. 693
al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione”.

Il 9 giugno del 2011, cioè con tre anni di
ritardo, l’assessorato al Territorio e Ambiente riconoscendo che “il decreto
prevedeva condizioni e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da
effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio…”, teneva la riunione di un
tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha
provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel
Decreto di riferimento”.

Dalla lettura del verbale
risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel
rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione, “inspiegabilmente
nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito” degli
interventi strutturali. La discussione viene limitata “solo ad alcuni aspetti
relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle
centraline di rilevamento degli inquinanti” “Da allora ad oggi – si legge
sempre nel documento – cioè a distanza di sei anni, la situazione, come risulta
agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del
provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in
quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che
avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi
dalla data di emanazione dell’autorizzazione”.


A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE
FEMMINE



IL PATERACCHIO TOLOMEO PIETRO DIRETTORE GENERALE NOMINA SANSONE RESP 2 SERVIZIO VIA VAS IL 17 12 08 SINO AL 16 12 08  DERETO AIA 693 ITALCEMENTI 17 7 08 
Interrogazioni
parlamentari
29 agosto
2014
E-006436-14
Interrogazione
con richiesta di risposta scritta

alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Ignazio Corrao (EFDD)

Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/arrow_title_doc.gif Oggetto: 
A.I.A. Italcementi (Isola delle Femmine): possibile violazione della
direttiva 96/61/CE (e successive modifiche e integrazioni)
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/answer.gif
Il
27 agosto 2014 è stata inviata al Commissario Potočnik una lettera dai
membri della deputazione regionale, nazionale ed europea del Movimento 5
Stelle (M5S) sulla possibile violazione del diritto europeo, da parte della
Regione Sicilia, per quanto riguarda l'attuazione della normativa europea
relativa all'Autorizzazione Integrata Ambientale (impianto Italcementi
dell'Isola delle Femmine).
Emerge
che per sei anni, dal momento del rilascio dell'A.I.A. con decreto del
responsabile del servizio (D.R.S.) 693/2008 ad oggi, non sono state
rispettate le prescrizioni previste dall'A.I.A. relativamente al monitoraggio
della qualità dell'aria che prevedevano l'installazione di due centraline. Ad
oggi emerge una chiara responsabilità per la mancata installazione delle
centraline da parte dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (ARTA),
il quale non ha convocato il tavolo tecnico finalizzato a individuare le
tipologie e i luoghi per l'installazione delle stesse. Inoltre, alla lettura
dei diversi verbali ispettivi dell'Agenzia Regionale Protezione Ambiente
(ARPA), l'ARTA non è intervenuta omettendo atti di competenza previsti dalla
normativa italiana in attuazione dell'articolo 14 della direttiva 96/61/CE e
non ha ottemperato all'obbligo di diffida per mancato rispetto delle
prescrizioni previste dall'A.I.A.
Alla luce
di quanto descritto si chiede alla Commissione europea di verificare se vi è,
in linea di principio, una violazione della direttiva 96/61/CE.

Interrogazioni parlamentari
15
ottobre 2014
Risposta
di Janez Potočnik a nome della Commissione
L'art. 8
della direttiva (UE) 2010/75(1) sulle
emissioni industriali prevede l'obbligo per gli Stati membri di adottare le
misure necessarie per garantire il rispetto delle condizioni di
autorizzazione.
Sulla
base delle informazioni disponibili risulta che il gestore dell'impianto
abbia presentato nel 2014 una domanda di rinnovo dell'autorizzazione IPPC.
Nella sua richiesta il gestore ha espressamente dichiarato che l'impianto
funziona nel completo rispetto delle disposizioni della (precedente)
autorizzazione IPPC. Nel contesto della procedura di rinnovo
dell'autorizzazione IPPC, l'autorità competente ha la possibilità di
verificare la conformità del gestore alla legislazione dell'UE e, in caso di
non conformità, può rifiutare il rinnovo della suddetta autorizzazione.
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/navigation/hr.gif
GU
L 334 del 17.12.2010, pag. 17. Questa direttiva ha abrogato la
direttiva 2008/1/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento
(che a sua volta abrogava la direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la
riduzione integrate dell'inquinamento).


Interrogazioni parlamentari
31 ottobre 2014
E-008576-14
Interrogazione con richiesta di risposta scritta

alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Ignazio Corrao (EFDD)

Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/arrow_title_doc.gif Oggetto:  A.I.A. Italcementi (Isola
delle Femmine): possibile violazione della normativa europea
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/answer.gif
In risposta all'interrogazione E-006436/2014 la
Commissione afferma che «l'art. 8 della direttiva (UE) 2010/75 sulle
emissioni industriali prevede l'obbligo per gli Stati membri di adottare le
misure necessarie per garantire il rispetto delle condizioni di
autorizzazione».
Come la Commissione stessa ha potuto constatare
e ammettere (si veda comunicazione ARES(2014)2995107), sulla base dei dati di
fatto il decreto AIA non è stato applicato in maniera integrale come previsto
dalla normativa europea. E ancora oggi la situazione non è mutata.
Stiamo parlando di un decreto AIA del 2008 e di
ben sei anni di completa inazione da parte dell'autorità competente che,
nonostante fosse informata nelle relazioni annue da parte dell'Agenzia
regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), non è intervenuta con alcun
atto di diffida, come previsto dalla normativa nazionale in attuazione
dell'art. 8 della direttiva 2010/75. Si tratta di una situazione persistente
da sei anni.
Può la Commissione chiedere informazioni alla
Regione Siciliana riguardo a tale situazione?


Interrogazioni
parlamentari
7 gennaio
2015
E-000149-15
Interrogazione
con richiesta di risposta scritta

alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Ignazio Corrao (EFDD)

Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/arrow_title_doc.gif Oggetto: 
A.I.A. Italcementi (Isola delle Femmine): possibile violazione della
normativa europea (replica)
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/answer.gif
Nella risposta E-008576/2014 la Commissione afferma di
aver constatato sulla base del verbale del 22/07/2014 che il decreto AIA del
2008 non è stato applicato in maniera integrale come previsto dalla normativa
europea.
La
Commissione fa riferimento all'invito ad installare le centraline fatto dalle
autorità competenti al gestore dell'impianto nel 2014. Si segnala che a
quell'invito non ha fatto seguito alcun intervento. Pertanto la violazione
persiste da 6 anni durante i quali vi è stata completa inazione da parte
dell'autorità competente che, nonostante fosse informata annualmente
dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, non è intervenuta con
alcuna diffida (come previsto dalla normativa). Sarebbe grave se la
Commissione intendesse avallare un atteggiamento persistente da 6 anni di
violazione del diritto europeo, senza neanche sollecitare le autorità
competenti.
Proprio
sulla scorta di queste motivazioni, a seguito della denuncia CHAP (2014)
03804, la Commissione ha avviato la procedura EU Pilot 7194/14/ENVI,
informando di voler avviare una indagine e un confronto con le autorità
italiane. La risposta
E-008576/2014 apparirebbe incoerente con
l'avvio della procedura EU Pilot sopramenzionata.
La
Commissione può fornire aggiornamenti rispetto alla procedura in corso?




A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE
FEMMINE



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