L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

sabato 30 maggio 2015

Il blog di Carmelo Catania: Nuovi indagati per il disastro ambientale di contr...

Il blog di Carmelo Catania: Nuovi indagati per il disastro ambientale di contr...: Nuovi sviluppi sull'indagine della procura della Repubblica di Barcellona P.G. sul disastro ambientale della discarica di Mazzarrà S...





Isola delle Femmine Addio Pizzo 5: TANGENTI E RIFIUTI, IL PROCESSO LA REGIONE GRANDE ...: TANGENTI E RIFIUTI, IL PROCESSO  LA REGIONE GRANDE ASSENTE Gennaio 2015 - 18:03 di  Riccardo Lo Verso La Regione Siciliana e il gov...



CINQUE DIRIGENTI REGIONALI RINVIATI A GIUDIZIO PER IL “CASO GENCHI” | SI24 - IL VOSTRO SITO QUOTIDIANO - GIORNALE DI CRONACA, POLITICA, COSTUME, SOCIETÀ. NOTIZIE DALL'ITALIA E DAL MONDO



FULVIO BELLOMO È IL NUOVO DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO
TECNICO REGIONALE.

 FULVIO
BELLOMO È IL NUOVO DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO TECNICO REGIONALE. LO HA
NOMINATO LA GIUNTA PRESIEDUTA DA ROSARIO CROCETTA, SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE
ALLE INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ, NICO TORRISI. BELLOMO PRENDE IL POSTO
DELL'INGEGNERE VINCENZO SANSONE, ANDATO IN PENSIONE. «RINGRAZIO IL PRESIDENTE
CROCETTA E LA GIUNTA - HA DETTO TORRISI - PER AVERE CONDIVISO LA MIA PROPOSTA.
IL DOTTORE BELLOMO È UN DIRIGENTE PREPARATO ED È STATO PREMIATO IL MERITO.
PERALTRO, CON LA SUA NOMINA IL DIPARTIMENTO TECNICO REGIONALE NON SUBIRÀ ALCUN
RALLENTAMENTO NELLE ATTIVITÀ D'ISTITUTO». IL DIPARTIMENTO TECNICO REGIONALE
VENNE ISTITUITO NEL 2012 CON LA RIFORMA DELLA LEGGE REGIONALE SUGLI APPALTI.
PER IL DELICATO RUOLO DI VIGILANZA CHE SVOLGE, IL PRESIDENTE CROCETTA, SUBITO
DOPO LA SUA ELEZIONE, AVEVA NOMINATO DIRIGENTE GENERALE TANO GRASSO, IL
PRESIDENTE NAZIONALE DELL'ASSOCIAZIONE ANTIRACKET. CHE NON SI È MAI INSEDIATO
PERCHÉ NON AVEVA I TITOLI RICHIESTI DALLA LEGGE.


NUOVI ACCERTAMENTI 

E 5 INDAGATI

10/12/2014

L’INCHIESTA
SULLA GESTIONE DELLA DISCARICA DI MAZZARRÀ S. ANDREA. SONO 8 ADESSO LE PERSONE
LA CUI POSIZIONE È AL VAGLIO DELLA PROCURA DI BARCELLONA


 SI ALLARGA
–NELL’AMBITO DI UN ATTO DOVUTO PER UN ACCERTAMENTO IRRIPETIBILE – IL CERCHIO
DEGLI INDAGATI COINVOLTI NELLA GESTIONE DELL’IMPIANTO DI SMALTIMENTO DEI
RIFIUTI DI PROPRIETÀ DELLA SOCIETÀ MISTA “TIRRENOAMBIENTE”. I PM DI BARCELLONA
FRANCESCO MASSARA E GIORGIO NICOLA CHE INDAGANO PER VERIFICARE LA LEGITTIMITÀ DELLE
AUTORIZZAZIONI RILASCIATE PER IL FUNZIONAMENTO DELL’IMPIANTO DI SMALTIMENTO DEI
RIFIUTI, CHIUSO A SEGUITO DI ORDINANZA DI SEQUESTRO, HANNO FATTO NOTIFICARE
COMPLESSIVAMENTE OTTO INFORMAZIONI DI GARANZIA AD AMMINISTRATORI E DIRIGENTI
DELLA SOCIETÀ MISTA, MA ANCHE A FUNZIONARI REGIONALI E PROVINCIALI CHE HANNO
AVUTO RUOLI DECISIVI NELLE AUTORIZZAZIONI CHE HANNO CONSENTITO LA COSTRUZIONE E
L’AMPLIAMENTO DEL SITO DI CONTRADA ZUPPÀ. INFATTI, OLTRE ALL’EX PRESIDENTE
ANTONIO “ANTONELLO” CRISAFULLI, 53 ANNI E AGLI EX AMMINISTRATORI DELEGATI
GIUSEPPINO “PINO” INNOCENTI, 61 ANNI E GIUSEPPE ANTONIOLI DI 53 ANNI, I NUOVI
INDAGATI A CUI È STATA NOTIFICATA L’INFORMAZIONE DI GARANZIA, SONO: GLI EX
PRESIDENTI DELLA TIRRENOAMBIENTE, IL DOCENTE UNIVERSITARIO SEBASTIANO “NELLO”
GIAMBÒ, 66 ANNI; IL SUO SUCCESSORE, IL FARMACISTA FRANCESCO CANNONE, 61 ANNI. A
QUESTI SI AGGIUNGONO UN ALTO DIRIGENTE REGIONALE DELL’ASSESSORATO AL TERRITORIO
E AMBIENTE, VINCENZO SANSONE, 63 ANNI, DI PALERMO; IL FUNZIONARIO REGIONALE
GIANFRANCO CANNOVA, 56 ANNI, ATTUALMENTE RINCHIUSO IN CARCERE PER LE NOTE
VICENDE RELATIVE ALLE AUTORIZZAZIONI RILASCIATE IN CAMBIO DI PRESUNTE TANGENTI
PER QUATTRO DISCARICHE SICILIANE, E IL FUNZIONARIO DELL’UFFICIO AMBIENTE DELLA
PROVINCIA DI MESSINA, ARMANDO CAPPADONIA, 57 ANNI. LE ACCUSE MOSSE AGLI OTTO
INDAGATI NELLO SPECIFICO SI DISTINGUONO. PER GLI AMMINISTRATORI CHE SI SONO
SUCCEDUTI NELLA GESTIONE DELLA SOCIETÀ MISTA, GIAMBÒ, CANNONE, CRISAFULLI,
INNOCENTI E ANTONIOLI, SI CONTESTA IN CONCORSO IL REATO DI CUI ALL’ART. 256
DECRETO LEGISLATIVO 152 DEL 2006, COMMESSO DAL 27 AGOSTO 2014 E CON CONDOTTA
TUTTORA PERMANENTE.
LE ACCUSE PER SANSONE E
CANNOVA RIGUARDANO INVECE IL REATO DI CUI ALL’ARTICOLO 479 DEL CODICE PENALE,
FALSITÀ IDEOLOGICA COMMESSA DA PUBBLICO UFFICIALE IN ATTI PUBBLICI, COMMESSO IN
PALERMO IL 29 FEBBRAIO DEL 2009 CON LA SOTTOSCRIZIONE DELL’ATTO CHE CONCEDEVA
LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE E AUTORIZZAVA L’AMPLIAMENTO DELLA
DISCARICA;
CAPPADONIA, SINGOLARMENTE RISPONDE DA SOLO DI FALSITÀ IDEOLOGICA
COMMESSA DA PUBBLICO UFFICIALE IN ATTI PUBBLICI, PER LA SOTTOSCRIZIONE DI UN
ATTO L’1 DICEMBRE DEL 2006. LA NOTIFICA DELLE INFORMAZIONI DI GARANZIA, AI TRE
PRECEDENTI INDAGATI E AGLI ALTRI CINQUE CHE SI SONO AGGIUNTI ADESSO ALL’ELENCO,
ESEGUITA DAI CARABINIERI DEL NOE DI CATANIA CHE LO SCORSO 27 AGOSTO AVEVANO
EFFETTUATO L’ACCESSO ALL’IMPIANTO DI CONTRADA ZUPPÀ CHE POI HA PORTATO AL
SEQUESTRO, SI È RESA NECESSARIA PERCHÉ I DUE MAGISTRATI INQUIRENTI DEVONO
PROCEDERE AD ACCERTARE, NELLE FORME DELL’ATTO NON RIPETIBILE, «LA PRESENZA DI
EVENTUALE INQUINAMENTO NEL SITO OCCUPATO DALLA DISCARICA DI MAZZARRÀ
SANT’ANDREA». A TALE PROPOSITO È STATO GIÀ DESIGNATO UN CONSULENTE TECNICO
D’UFFICIO, L’INGEGNER FRANCESCO MELIDORO. 


DISCARICA MAZZARRÀ,
NOMINATO IL PERITO

L'INCHIESTA SULL'IMPIANTO. SALGONO A DIECI GLI INDAGATI


SARÀ IL DIRIGENTE DEL DIPARTIMENTO NAZIONALE DI
PROTEZIONE CIVILE, NICOLA DELL’ACQUA IL PERITO CHE ESEGUIRÀ L’INCIDENTE
PROBATORIO SUL RISCHIO INQUINAMENTO ED I DIFETTI DI PROGETTAZIONE E
REALIZZAZIONE ALLA BASE DELL’INCHIESTA SULLA DISCARICA DI MAZZARRÀ SANT’ANDREA.
LA NOMINA È STATA DISPOSTA DAL GIP DEL TRIBUNALE DI BARCELLONA, DANILO MAFFA,
SU RICHIESTA DEI PM FRANCESCO MASSARA E GIORGIO NICOLA. LA PERIZIA SVOLTA DAL
TECNICO, CHE RICEVERÀ UFFICIALMENTE L’INCARICO A FEBBRAIO, SARÀ DUNQUE UN
PASSAGGIO FONDAMENTALE PER LA VERIFICA DI QUANTO GL’INQUIRENTI HANNO
RICOSTRUITO E CHE HA PORTATO ALLA CHIUSURA DELL’INVASO LO SCORSO NOVEMBRE. I
RILIEVI DEL PERITO DOVRANNO ACCERTARE IN QUALI CONDIZIONI SI TROVI, EFFETTIVAMENTE,
L’IMPIANTO DI CONTRADA ZUPPÀ ED IN PARTICOLARE DOVRANNO FORNIRE RISCONTRI SULLE
IPOTESI INVESTIGATIVE DI RISCHIO INQUINAMENTO DEI POZZI DELL’ACQUEDOTTO DI
FURNARI E DEL TORRENTE MAZZARRÀ, A SEGUITO DELL’ACCATASTAMENTO INDISCRIMINATO
DI RIFIUTI, OLTRE IL LIMITE CONSENTITO, E DEI LAVORI EDILIZI DI AMPLIAMENTO,
REALIZZATI IN VIOLAZIONE DELLE AUTORIZZAZIONI. UN’INDAGINE COMUNQUE COMPLESSA
CHE STA FACENDO IL SUO DECORSO MENTRE L’INVASO RIMANE CHIUSO E SI AGGRAVA IL
PERENNE STATO DI EMERGENZA RIFIUTI DEI COMUNI MESSINESI. SONO DIECI I NOMI
ISCRITTI SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI NEL PROCEDIMENTO CHE MIRA ALLA VERIFICA
DELLE CONDIZIONI DI SICUREZZA DELLA DISCARICA DI MAZZARRÀ LA LEGITTIMITÀ DELLE
AUTORIZZAZIONI CONCESSE ED IL RISPETTO DELLE STESSE PER IL FUNZIONAMENTO
DELL’IMPIANTO. AGLI OTTO INDAGATI GIÀ NOTI, SI SONO AGGIUNTI DUE FUNZIONARI DEL
DIPARTIMENTO AMBIENTE DELLA PROVINCIA, SALVATORE FRANCESCO D’ARRIGO ED EUGENIO
FARAONE. GLI ALTRI INDAGATI, GIÀ RAGGIUNTI A NOVEMBRE DA AVVISO DI GARANZIA, SONO
VARI AMMINISTRATORI E DIRIGENTI DI TIRRENO AMBIENTE, MA ANCHE FUNZIONARI
PROVINCIALI E REGIONALI. NELL’ELENCO FIGURANO ANTONIO CRISAFULLI, SEBASTIANO
GIAMBÒ E FRANCESCO CANNONE, EX PRESIDENTI DI TIRRENO AMBIENTE, GLI EX
AMMINISTRATORI DELEGATI
PINO
INNOCENTI E GIUSEPPE ANTONIOLI,
IL
DIRIGENTE DELL’ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE VINCENZO SANSONE, IL
FUNZIONARIO DELL’UFFICIO AMBIENTE DELLA PROVINCIA ARMANDO CAPPADONIA E
SOPRATTUTTO IL FUNZIONARIO REGIONALE ANTONIO CANNOVA, ATTUALMENTE DETENUTO PER
LE PRESUNTE TANGENTI INTASCATE IN CAMBIO DELLE AUTORIZZAZIONI NEI CONFRONTI
PROPRIO DELLE DISCARICHE SICILIANE.


LE
VERITÀ DI MALTAURO SUGLI APPALTI SICILIANI

 MERCOLEDÌ, 18 GIUGNO 2014


I MAGISTRATI DELLA PROCURA DI CATANIA
HANNO INTERROGATO ENRICO MALTAURO SU VICENDE COLLEGATE ALLA COSTRUZIONE DI
ETNAPOLIS, IL GRANDE CENTRO COMMERCIALE PRIVATO, REALIZZATO NEI PRESSI DI
CATANIA CON UN PROJECT FINANCING DA 160 MILIONI DI EURO. L’IMPRENDITORE
VICENTINO ARRESTATO PER GLI APPALTI DELL’EXPO È STATO ASCOLTATO COME PERSONA
INFORMATA DEI FATTI, IMPUTATO IN PROCEDIMENTO CONNESSO.
I SOSTITUTI ETNEI, CHE HANNO IN CORSO
UN’INDAGINE CONTRO IGNOTI RUBRICATA NEL 2014, GLI HANNO CHIESTO SE AVESSE MAI
INCONTRATO O CONOSCIUTO I FRATELLI BASILOTTA, ALLE CUI AZIENDE LA MALTAURO
COSTRUZIONI AVEVA AFFIDATO IN SUBAPPALTO ALCUNI LAVORI PER ETNAPOLIS. I
BASILOTTA SONO RIUSCITI AD AGGIUDICARSI IN QUESTI ANNI IMPORTANTI OPERE NEL
CATANESE, NELL’AGRIGENTINO E NEL NISSENO E UNO DEI FRATELLI – VINCENZO – FU
ARRESTATO NEL 2005 NEL CORSO DI UN’INCHIESTA SU MAFIA, APPALTI E POLITICA. I
MAGISTRATI SOSPETTAVANO CHE FOSSE ORGANICO ALLA FAMIGLIA LA ROCCA,
RAPPRESENTANTE DEL CLAN SANTAPAOLA-ERCOLANO NEL TERRITORIO DI CALTAGIRONE.
VINCENZO BASILOTTA È STATO CONDANNATO IN SECONDO GRADO PER ASSOCIAZIONE
MAFIOSA, MA LA CORTE DI CASSAZIONE NE HA RINVIATO IL PROCESSO IN CORTE
D’APELLO.
MALTAURO HA VARCATO LO STRETTO DOPO AVERE ACQUISITO LE
ATTIVITÀ DEI GRACI E DEI COSTANZO, I COSTRUTTORI CATANESI CHE, INSIEME AI
FINOCCHIARO E AI RENDO, SI ERANO AFFERMATI IN SICILIA NEGLI ANNI ’70 E ’80. E
ATTUALMENTE È SOTTO PROCESSO A MESSINA CON L’ACCUSA DI AVERE CORROTTO GIUSEPPE
CHIOFALO, UN INGEGNERE DEL PD, EX RESPONSABILE DELLA SEGRETERIA TECNICA DEL
SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI RAFFAELE GENTILE. PER FAVORIRE LE PROPRIE AZIENDE,
MALATURO GLI AVREBBE ALLUNGATO DEL DENARO “A MEZZO BONIFICO BANCARIO SUL CONTO
CORRENTE APPOSITAMENTE APERTO DAL CHIOFALO A NOME DEL CENTRO STUDI CETRAS E
DALLA SOCIETÀ AMBIENTE E SICUREZZA”. IL PROCEDIMENTO MESSINESE NASCE DA UNO
STRALCIO DELL’INCHIESTA DI CATANIA SULL’USO DI CEMENTO DEPOTENZIATO NEI LAVORI
PER LA METROPOLITANA ETNEA.

ALL’INIZIO DELL’INTERROGATORIO I MAGISTRATI HANNO ANCHE ACCENNATO DI SFUGGITA
AL PORTO DI RIPOSTO, UN ALTRO APPALTO SICILIANO IN CUI È PRESENTE LA MALTAURO,
MA HANNO SUBITO LASCIATO CADERE L’ARGOMENTO. CIÒ LASCIA SUPPORRE CHE
L’INCHIESTA POSSA SPINGERSI OLTRE ETNAPOLIS.
AL SOLE-24 ORE RISULTA, INFATTI, CHE IL 20 FEBBRAIO DI
QUEST’ANNO DAL DIPARTIMENTO TECNICO DELLA REGIONE SICILIANA, DIRETTO DA
VINCENZO SANSONE, SIA PARTITA UNA DENUNCIA PER PRESUNTE IRREGOLARITÀ NEGLI
APPALTI DEI PORTI DI ACITREZZA E DI RIPOSTO, E CHE TRA I DESTINATARI
DELL’ESPOSTO VI FOSSERO, ACCANTO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE, ROSARIO CROCETTA,
E ALLA PROCURA DELLA CORTE DEI CONTI, ANCHE LE PROCURE DELLA REPUBBLICA DI
CATANIA E PALERMO E LA PROCURA GENERALE DI PALERMO.
LA CONTESTAZIONE RIGUARDA LA MODALITÀ DI AFFIDAMENTO DEI
LAVORI PER TRATTATIVA PRIVATA DA PARTE DEL DIPARTIMENTO INFRASTRUTTURE. IL CASO
PIÙ ECLATANTE È QUELLO DEL PORTO DI RIPOSTO, DOVE GLI ORIGINARI AGGIUDICATARI
DELLA GARA – LA IRA, OGGI DEI MALTAURO, E LA SILVA, POI FALLITA – , DOPO AVERE
SUBITO DAL COMMITTENTE PUBBLICO LA RESCISSIONE DEL CONTRATTO PER INADEMPIENZA,
RIOTTENNERO NEL 2009 L’AFFIDAMENTO DEGLI STESSI LAVORI PER TRATTATIVA PRIVATA,
CON RIBASSI MOLTO INFERIORI AI PRECEDENTI E QUINDI CON MAGGIORI UTILI.
UNA NORMA NAZIONALE RECEPITA DALLA REGIONE CONSENTIREBBE
DI ADOTTARE QUESTO TIPO DI PROCEDURA, PURCHÉ I LAVORI SIANO PERÒ CONCESSI ALLO
STESSO PREZZO DEL CONTRATTO RESCISSO: CONDIZIONE CHE NON RICORRE NEL CASO DI
RIPOSTO.

CASO ANALOGO, L’APPALTO DEL PORTO DI ACITREZZA: PRIMA AGGIUDICATO ALLA SILVA,
POI RESCISSO E IN SEGUITO RIAGGIUDICATO IN MODO PRIVATO. NON SAPPIAMO QUANTI E
QUALI OPERE SIANO STATE APPALTATE CON IDENTICHE MODALITÀ. SAPPIAMO SOLO
CHE LE DUE GARE IN QUESTIONE SONO STATE
GESTITE DA UNO STESSO UFFICIO DEL DIPARTIMENTO INFRASTRUTTURE DIRETTO DA
GIOVANNI ARNONE.
INSOMMA, DOPO L’INTERROGATORIO DI ENRICO MALTAURO,
L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI CATANIA POTREBBE ESPANDERSI A MACCHIA D’OLIO E
FINIRE PER COINVOLGERE LA PROCURA DI PALERMO, DOVE PERALTRO LA QUESTIONE DI
ACITREZZA E DI RIPOSTO FU SOLLEVATA QUALCHE ANNO FA DA UNO ZELANTE DIRIGENTE REGIONALE,
DAL CUI ESPOSTO ERA SCATURITA UN’INDAGINE POI ARCHIVIATA.




ABUSO D’UFFICIO, A GIUDIZIO 5 DIRIGENTI REGIONALI


PALERMO - IL GUP DI PALERMO, LORENZO MATASSA, HA RINVIATO A GIUDIZIO CINQUE DIRIGENTI REGIONALI PER ABUSO D’UFFICIO. SONO GIOVANNI ARNONE, DIRIGENTE GENERALE DELL’ASSESSORATO ALLE INFRASTRUTTURE (DIFESO DAGLI AVVOCATI BARTOLOMEO PARRINO E OTTAVIANO PAVONE); SERGIO GELARDI, DIRIGENTE GENERALE DELL’ASSESSORATO AL TURISMO; ANTONINO MANISCALCO, DIRIGENTE DELL’ASSESSORATO ALLA FUNZIONE PUBBLICA; PIETRO TOLOMEO, EX DIRIGENTE DEL CORPO FORESTALE; VINCENZO SANSONE, EX DIRIGENTE DELL’ASSESSORATO ALL’AMBIENTE, IN PENSIONE.


SECONDO L’ACCUSA, I CINQUE (TOLOMEO E GELARDI NELLA QUALITÀ DI DIRIGENTI GENERALI; ARNONE, MANISCALCO E SANSONE NELLA QUALITÀ DI COMPONENTI DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DELL’ASSESSORATO ALL’AMBIENTE) NON AVREBBERO PERMESSO ALL’EX DIRIGENTE GIOACCHINO GENCHI DI CONTRODEDURRE SULLA MANCATA ASSEGNAZIONE, NEL 2006, DELL’INDENNITÀ DI RISULTATO, UNA SORTA DI PREMIO DI PRODUZIONE ASSEGNATO AI DIRIGENTI CHE SUPERANO LA SOGLIA DI 70 PUNTI NELLA VALUTAZIONE DI UNA SPECIALE COMMISSIONE.

IN QUELL’OCCASIONE FU ASSEGNATO A GENCHI IL PUNTEGGIO DI 58.01 PERCHÉ I REVISORI AVREBBERO RILEVATO CHE NON FACEVA PAGARE LA TASSA DI CONCESSIONE ALLE IMPRESE A CUI RILASCIAVA LA AUTORIZZAZIONE PER L’EMISSIONE IN ATMOSFERA DI SOSTANZE INQUINANTI. LA VIOLAZIONE FU COMUNICATA ALLA CORTE DEI CONTI CHE HA CONDANNATO, SIA IN PRIMO CHE IN SECONDO GRADO, GENCHI, PER DANNO ERARIALE. IL PROCESSO AI CINQUE DIRIGENTI COMINCERÀ IL 4 MAGGIO DAVANTI ALLA TERZA SEZIONE DEL TRIBUNALE DI PALERMO.


17/06/2014 05:01
AL SOLE-24
ORE RISULTA, INFATTI, CHE IL 20 FEBBRAIO DI QUEST'ANNO DAL DIPARTIMENTO TECNICO
DELLA REGIONE SICILIANA, DIRETTO DA VINCENZO SANSONE,
SIA PARTITA UNA DENUNCIA PER PRESUNTE IRREGOLARITÀ NEGLI APPALTI DEI PORTI DI
ACITREZZA E DI RIPOSTO, E CHE TRA I DESTINATARI DELL'ESPOSTO VI FOSSERO,
ACCANTO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE, ROSARIO CROCETTA, E ALLA PROCURA DELLA
CORTE DEI CONTI, ANCHE LE PROCURE DELLA REPUBBLICA DI CATANIA E PALERMO E LA
PROCURA GENERALE DI PALERMO.
MAZZARRÀ,
DISCARICA INQUINANTE: DUE BUROCRATI REGIONALI INDAGATI PER FALSO IDEOLOGICO


NEL
MIRINO DELLA PROCURA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO GIANFRANCO CANNOVA, GIÀ IN
CELLA PER L'INDAGINE SU RIFIUTI E TANGENTI, E VINCENZO SANSONE. NEL 2009
RILASCIARONO UN'AUTORIZZAZIONE ALLA SOCIETÀ TIRRENOAMBIENTE CHE GESTIVA IL
SITO. SOTTO INCHIESTA ANCHE ARMANDO CAPPADONIA, FUNZIONARIO DELL'ARPA 
DI MANUELA MODICA

CINQUE AVVISI DI
GARANZIA PER REATO AMBIENTALE E FALSO IDEOLOGICO. SI ESTENDE L'INCHIESTA DELLA
PROCURA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO SULLA DISCARICA DI MAZZARRÀ SANT'ANDREA.
ALTRE CINQUE PERSONE RISULTANO ADESSO INDAGATE: TRA LORO, DUE FUNZIONARI
DELL'ASSESSORATO REGIONALE AL TERRITORIO E UN FUNZIONARIO DELL'ARPA, AGENZIA
REGIONALE PER L'AMBIENTE, PER I QUALI VIENE IPOTIZZATO IL REATO DI FALSO
IDEOLOGICO COMMESSO DA PUBBLICO UFFICIALE.




SI TRATTA DI GIANFRANCO CANNOVA, GIÀ DETENUTO AL
PAGLIARELLI DI PALERMO PERCHÉ ACCUSATO DI AVER INCASSATO TANGENTI PER FAVORIRE
ALCUNI IMPRENDITORI NEL SETTORE DELLE DISCARICHE, E VINCENZO SANSONE, DIRIGENTE
GENERALE DEL DIPARTIMENTO REGIONALE TECNICO. A ENTRAMBI VIENE CONTESTATA
UN'AUTORIZZAZIONE RILASCIATA ALLA SOCIETÀ CHE GESTISCE LA DISCARICA, LA
TIRRENOAMBIENTE SPA, NEL FEBBRAIO DEL 2009. ARMANDO CAPPADONIA, FUNZIONARIO
DELL'ARPA, È INVECE INDAGATO PER UN'AUTORIZZAZIONE RILASCIATA NEL 2006.


DOPO LA RICHIESTA DI SEQUESTRO, FIRMATA LO
SCORSO 3 NOVEMBRE E NELLA QUALE RISULTAVANO INDAGATI GLI EX AMMINISTRATORI DI
TIRRENOAMBIENTE ANTONIO CRISAFULLI, GIUSEPPE ANTONIOLI (GIÀ CON DIVIETO DI
DIMORA IN SICILIA A SEGUITO DI UN'INDAGINE PER CORRUZIONE DI UN DIRIGENTE
REGIONALE) E PINO INNOCENTI, IL PROSSIMO 16 DICEMBRE LA PROCURA AVVIERÀ UNA
VERIFICA, NON RIPETIBILE IN DIBATTIMENTO, PER ACCERTARE LA PRESENZA DI
EVENTUALE INQUINAMENTO NEL SITO DELLA DISCARICA.




LE INDAGINI SI ESTENDONO ANCHE A SEBASTIANO
GIAMBÒ, EX SINDACO DI MAZZARRÀ SANT'ANDREA, GIÀ PRESIDENTE DEL CDA DI
TIRRENOAMBIENTE, OGGI AGLI ARRESTI DOMICILIARI DOPO LA CONDANNA IN PRIMO GRADO
NELL'AMBITO DELL'OPERAZIONE VIVAVIO DELLA DDA DI MESSINA, PER CONCORSO ESTERNO
IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA, E FRANCESCO CANNONE, ANCHE LUI EX PRESIDENTE DEL CDA
DELLA STESSA SOCIETÀ. PER LORO LA PROCURA IPOTIZZA IL REATO AMBIENTALE.


SI ATTENDE ADESSO LA VERIFICA DISPOSTA DALLA
PROCURA PER IL PROSSIMO 16 DICEMBRE: A ESEGUIRLA SARÀ L'INGEGNERE FRANCESCO
MELIDORO, LO STESSO CHE NEL RAPPORTO DEL 17 SETTEMBRE AVEVA RILEVATO: "LE
ACQUE SOTTERRANEE DELLA DISCARICA PRESENTANO NOTEVOLI INDICI DI INQUINAMENTO,

 SULLE PARETI DELLA
DISCARICA ESISTONO
SITUAZIONI DI CRITICITÀ CORRELATE CON FUORIUSCITA
DI PERCOLATO TALI DA GENERARE LOCALI PROFONDE INCISIONI... E LE CONDIZIONI
PRECARIE DI EQUILIBRIO DEL CORPO DELLA DISCARICA... POTREBBERO PORTARE FENOMENI
GRAVITATIVI O FRANOSI DI RILEVANTE PERICOLO PER L'AMBIENTE E PER L'INCOLUMITÀ
DELLE PERSONE, I QUALI POTREBBERO MANIFESTARSI IN UN BREVE MEDIO PERIODO DI
TEMPO, IN OCCASIONE SOPRATTUTTO DI INTENSE PRECIPITAZIONI ATMOSFERICHE".







ABUSO D’UFFICIO, A GIUDIZIO 5 DIRIGENTI REGIONALI - LASICILIA.IT

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