L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

martedì 7 ottobre 2014

AREA AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE 100 MILIARDI SIRACUSA PRIOLO INTERVENTI PER IL RISANAMENTO AMBIENTALE

AREA AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE 100 MILIARDI SIRACUSA PRIOLO INTERVENTI PER IL RISANAMENTO AMBIENTALE 
                                       TGR - Sicilia


Continuano ad uscire dati allarmanti sulla salute delle popolazioni esposte nelle aree a rischio; gli ultimi, pubblicati nel rapporto SEPIAS ed illustrati ieri,  sulla presenza di Arsenico INORGANICO nel sangue e nelle urine di campioni di popolazione in 4 siti inquinati, testimoniano che a Gela l'inquinante supera persino Taranto.
24 anni di vane denunce sulle aree a rischio siciliane, gli ingenti finanziamenti erogati (circa 40 milioni di euro   trasferiti agli allora prefetti commissari delegati nel 2002).


LA SICILIA TERRA DI NESSUNO?????????????????????????????

SILENZIO ASSORDANTE E MENEFREGHISMO ASSOLUTO  e nel mentre le industrie inquinano la gente si ammala  la gente muore i bambini nascono malfermi …….

QUESTA E’ LA SICILIA

NESSUNA INIZIATIVA volta ad  interventi di risanamento e della salute della gente.

NESSUNA INIZIATIVA volta a  scoperchiare il pentolone delle responsabilità a tutti i livelli (Presidenti della Regione, Prefetti commissari, Assessori, dirigenti generali ed uffici dell'apparato burocratico, tutti temi persino ignorati dalla attuale competizione elettorale !!!.  

Italcementi di Isola delle Femmine: 

SILENZIO  sul fatto che l’AUTORIZZAZZIONE INTEGRATA AMBIENTALE concessa nel 2008  è DECADUTA da oltre 4 anni per inosservanza delle prescrizioni 

SILENZIO per non avere i Cittadini di Isola delle Femmine alcun controllo sul tipo e la quantità di inquinanti provenienti dalla Italcementi

E INTANTO LA ITALCEMENTI BRUCIA PETCOKE

Piano copiato dal Veneto: 

SILENZIO  sul fatto che  GIUSTIZIA ha condannato per ben 2 volte il dirigente DELL’ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE  coordinatore del PIANO 

  “…il piano regionale sull’aria presenta delle vistose copiature da altra regione……..” il piano regionale dell’aria manifesta grossolanità di certi errori e delle evidenti incongruità di parti del Piano regionale per la Tutela della Qualità dell’aria…”

E INTANTO IL PIANO E’ ANCORA IN BELLA MOSTRA SUI SITI ISTITUZIONALI DELLA REGIONE

ED I DIRIGENTI RESPONSABILI??????????

Distilleria Bertolino è già una leggenda, ecc. ecc.

SILENZIO da parte delle Istituzioni – Comuni Regione Minstero dell’Ambiente  Ministero della Salute Ministero della Giustizia Comunità Europea

SILENZIO da parte di chi  deve esercitare un Controllo sul rispetto delle leggi decreti norme ambientali Assessorato territorio Ambiente A.R.P.A.

SILENZIO da parte della politica   dei Sindacati delle Associazioni Ambientaliste che devono  salvaguardare i diritti dei Cittadini e il rispetto delle REGOLE

SILENZIO dei Cittadini ormai “assuefatti”  e ricattati  SALUTE o LAVORO?

SILENZIO SILENZIO SILENZIO  CHE NELLA STORIA RECENTE SI E’ SINONIMO DI COMPLICITA’ E DI CORRUZIONE


PER QUANTO POSSIAMO ANCORA RESISTERE RESISTERE RESISTERE RESISTERE  



SI BRUCIA PETCOKE A GELA


GELA ARSENICO INORGANICO NEL SANGUE DEI CITTADINI ANCHE NELLE URINE TROVATE DIVERSE SPECIE DI ARSENICO OLTRE LA SOGLIA



Contaminazione da arsenico: rilevata presenza di sostanze  cancerogene negli abitanti di 4 città


giovedì 8 maggio 2014, 13:28 di 



ARSENICO

Viene presentata domani 9 maggio, presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche (piazzale Aldo Moro 7 – Roma, ore 10,00-16,30), la pubblicazione scientifica che raccoglie i risultati del Progetto ‘Sepias – Sorveglianza epidemiologica in aree interessate da inquinamento ambientale da arsenico di origine naturale o antropica’. Lo studio del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie del Ministero della salute è coordinato dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr), di cui è responsabile Fabrizio Bianchi, ed è pubblicato sulla rivista ‘Epidemiologia & Prevenzione’ in un supplemento disponibile on line da domani.
La ricerca ha riguardato 282 residenti in aree del Monte Amiata, nel viterbese, a Taranto e Gela. “Nelle urine dei soggetti controllati abbiamo misurato il contenuto di diverse specie organiche e inorganiche di arsenico, alcune delle quali sono riconosciute cancerogene certe per l’uomo”, spiega Fabrizio Bianchi. “Sono stati misurati inoltre parametri di rischio cardiovascolare mediante ecodoppler carotideo e cardiaco e, nel sangue, numerosi biomarcatori di suscettibilità genetica, di danno al DNA, di effetto precoce”. Ad ogni partecipante è stato sottoposto un questionario.
arsenicoDallo studio emergono numerose informazioni di carattere scientifico e sanitario. “Le quattro aree risultano caratterizzate diversamente per distribuzione e tipologia di arsenico assorbito dai partecipanti al biomonitoraggio e anche per alcune caratteristiche genetiche”, prosegue Bianchi. “Per quanto riguarda l’arsenico inorganico sono stati osservati valori medi di concentrazione elevati, sulla base di quelli di riferimento nazionali e internazionali per il biomonitoraggio umano, in un soggetto su quattro sul totale, ma con rilevanti differenze: 40% Gela, 30% Taranto, 15% viterbese, 12% Amiata. Questi dati, da usare con cautela in considerazione dei piccoli campioni, non sono marcatori di malattia ma testimoniano l’avvenuta esposizione”.
Sono emerse alcune associazioni statisticamente significative tra concentrazione di arsenico e fattori di rischio indagati col questionario. “Principalmente con l’uso di acqua di acquedotto e di pozzo, ma anche con esposizioni occupazionali e con consumo di alimenti quali pesci, molluschi o cereali, che dovranno essere indagati con studi specifici”, continua il ricercatore Ifc-Cnr. “La preoccupazione per i rischi ambientali per la salute appare peraltro acutissima, specie nelle due aree industriali. A Taranto e Gela circa il 60% del campione giudica la situazione grave e irreversibile e oltre l’80% ritiene certo o molto probabile che in aree inquinate ci si possa ammalare di tumore o avere un figlio con malformazioni congenite”.
Diversificato il livello di fiducia negli enti locali: “Nel 40% dei casi nell’Amiata e nel 27 a Viterbo, ma solo nel 6% a Taranto e nel 16 a Gela”, conclude Bianchi. “Lo studio ha fornito indicazioni importanti per la definizione di sistemi di sorveglianza nelle aree studiate che includano interventi di prevenzione sulle fonti inquinanti conosciute e la valutazione della suscettibilità individuale all’arsenico. Si suggerisce la prosecuzione del monitoraggio periodico a iniziare dai soggetti con i valori più elevati, per i quali si propone un protocollo di presa in carico, assieme a un’informazione costante e attenta da parte delle autorità, avvalendosi dei ricercatori e degli operatori della sanità pubblica”



NELL'ANNO 2009 






















Arsenico da record

Una ricerca del Cnr conferma che il comune di Gela è tra le aeree più inquinate del mondo. Nel sangue dei campioni esaminati ci sono veleni di ogni tipo. Dal piombo al mercurio




Ora avete il petrolio, disse l'ingegnere. "Il petrolio? Mi creda, se lo succhiano - disse il professore - se lo succhiano. E così finisce col petrolio: una canna lunga da Milano a Gela, e se lo succhiano". Leonardo Sciascia aveva capito. Aveva scritto in un racconto del 1966, 'Il mare colore del vino', che il petrolchimico della città siciliana non avrebbe portato una lira nelle tasche dei suoi abitanti. Mai, però, avrebbe potuto immaginare che, dopo 40 anni, la città sarebbe diventata famosa in tutto il mondo per i tassi mostruosi di malformazioni e tumori.


L'area di Gela è una delle più inquinate del mondo, ed è cosa nota. Ma ora l'Oms ha scoperto che nelle vene degli abitanti scorre anche arsenico. Il biomonitoraggio effettuato dal Cnr è durato mesi, e ha dato risultati choccanti: il sangue del 20 per cento del campione, composto in tutto da 262 persone, è pieno di veleno. Oltre all'arsenico ci sono tracce di rame, piombo, cadmio e mercurio. Non si tratta di operai esposti sul lavoro, ma di casalinghe, impiegati, giovani sotto i 44 anni. Residenti a Gela, Niscemi e Butera. Nelle loro urine sono stati trovati livelli di arsenico superiori del 1.600 per cento al tasso-limite. Facendo una proporzione sul totale dei residenti, a rischio avvelenamento potrebbero trovarsi più di 20 mila persone.



Non stupiscono, visti i risultati delle analisi, i nuovi dati sulla mortalità e le malattie, statistiche che arrivano fino al 2007: "Nell'area in studio", si legge nel rapporto pubblicato su 'Epidemiologia&Prevenzione', si osserva una mortalità generale per tutti i tumori significativamente più elevata, sia negli uomini sia nelle donne". Il boom riguarda il cancro alla pleura, ai bronchi e ai polmoni, con eccessi di patologie per lo stomaco, la laringe, il colon e il retto. Un disastro sanitario che è evidente anche nelle tabelle sulle malattie generiche, con troppi ricoveri per malattie psichiatriche e avvelenamenti. Che a Gela si muore d'ambiente sembra provarlo anche un'altro report firmato dall'Istituto superiore di sanità: tra i lavoratori del petrolchimico, i più a rischio sono quelli che, finito il turno, tornano a casa in città. I pendolari non residenti hanno tassi di mortalità per cancro polmonare molto più bassi.



Lo studio è uno spartiacque. Per la prima volta gli scienziati hanno in mano un potenziale nesso tra inquinamento del territorio e mortalità in eccesso. Un legame che dovrebbe indurre le istituzioni a darsi una mossa, mettendo in campo politiche di prevenzione più efficaci: anche se non sappiamo ancora il tipo di arsenico che circola nel corpo dei gelesi (quello inorganico è cancerogeno, quello organico è tossico, ma assai meno pericoloso) gli scienziati chiedono subito maggiori controlli sugli alimenti, in particolare su verdure, pesci e crostacei. 



Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr, ha coordinato la ricerca e non nasconde la sua preoccupazione: "L'impatto ambientale è indubitabile. In mare, nelle acque, sulla terra ci sono concentrazione di metalli superiori fino a un milione di volte i livelli accettabili. L'arsenico non era già presente in forme naturali, come dice qualcuno, ma è stato immesso dall'uomo. La 'pistola fumante'? Diciamo che abbiamo trovato i proiettili, ora dobbiamo capire chi ha sparato".



La procura indaga, ma il compito dei pm non è facile. Oggi a Gela è attiva la grande raffineria dell'Eni, ma nell'area per decenni hanno fabbricato clorosoda, acido cloridico e altri prodotti chimici. Le bonifiche già partite sono poche, la stragrande maggioranza dei veleni resta a terra. "Siamo ancora alle conferenze istruttorie", chiosa Bianchi: "Bisognerebbe accelerare l'iter, anche perché l'arsenico è un composto che non rimane a lungo nel corpo. Le grandi quantità che abbiamo trovato dimostrano che l'esposizione è tutt'ora in corso"


Giovedì 16 luglio 2009 

Sangue all'arsenico per gli abitanti di Gela



Questo è quello che scaturisce da un convegno tenutosi presso la sala multiusi del Cnos-Fap di Gela dove giorno 16 luglio si sono riuniti i responsabili del Progetto Sebiomag ,basato sullo studio epidemiologico e di biomonitoraggio dell’area di Gela . Lo studio finanziato dall’assessorato al territorio ed ambiente della Regione Siciliana è stato realizzato dal IFC-CNR in collaborazione con l’OMS nell’ambito di un lavoro di assistenza tecnica alla Regione Siciliana per il risanamento delle aree ad alto impatto ambientale Siciliane. Tra i relatori Fabrizio Bianchi e Liliana Cori del CNR,Claudio Minoia dell’Istituto Maugeri ,Achille Cirnigliaro dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale,presenti all’assise in rappresentanza del comune l’assessore all’Ecologia ed Ambiente Enrico Vella, mentre per la provincia regionale presente il Presidente della Provincia On Pino Federico. Varie le relazioni che hanno puntualizzato il grave stato di salute dell’ambiente a Gela ma a fare la parte del Leone la relazione del Dott. Fabrizio Bianchi responsabile del progetto Sebiomag che ha posto ai presenti lo studio relativo alla presenza di metalli pesanti nel sangue e nelle urine dei soggetti analizzati, abitanti a Gela ,Niscemi e Butera. I metalli che sono stati oggetto di studio sono l’arsenico,il mercurio,il selenio,il rame,l’antimonio,il tallio,il berillio,il piombo,il cadmio,il vanadio. Semaforo rosso per l’arsenico che nei campioni analizzati(Sangue intero,Plasma,Urine) colpisce una parte diffusa di cittadini di Gela dove si è vista un presenza superiore alla norma(circa 60 micron-grammi litro). Tra gli altri metalli presente anche il mercurio in concentrazione minore. Tra le possibili cause di inquinamento da arsenico ipotizzate sono l’acqua destinata al consumo umano che risulta la principale fonte di arsenico inorganico e l’uso di crostacei pescati in acque inquinate. Ma l’aspetto preoccupante che è scaturito dalle altre relazioni è l’aumento delle patologie tumorali(2001-2007) con netto maggiore appannaggio per i tumori della trachea dei bronchi e dei polmoni. Tra le patologie non tumorali netta la presenza di patologie respiratorie e della vescica e del sistema genito-urinario. Degna di nota la considerazione che l’esposizione ad arsenico inorganico può causare vari effetti sulla salute, quali irritazione dello stomaco e degli intestini, produzione ridotta di globuli rossi e bianchi del sangue, cambiamenti della pelle e irritazione dei polmoni. Si ipotizza anche che l'assorbimento di quantita' specifiche di arsenico inorganico possa intensificare le probabilità di sviluppo del cancro, soprattutto la probabilità di sviluppo di cancro della pelle, di cancro polmonare, di cancro al fegato e di cancro linfatico. Un'esposizione molto alta ad arsenico inorganico può causare sterilità ed false gestazioni nelle donne e può causare disturbi alla pelle, bassa resistenza alle infezioni, disturbi a cuore e danni al cervello sia negli uomini che nelle donne. Per concludere, l'arsenico inorganico può danneggiare il DNA. Generalmente la dose di arsenico considerata letale e' pari a 100 mg. L'arsenico organico non può causare nè cancro, nè danni al DNA. Ma l'esposizione a quantita' elevate può avere certi effetti a salute umana, quali la ferita ai nervi e dolori di stomaco. Certamente una grave situazione, quella dell’area del Gelese, che oggi però non ha i mezzi strutturali e sanitari adeguati per rispondere alle Patologie da industrializzazione ed a cautela della salute della collettività.


http://cirignotta.blogspot.it/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html#.U24_ZYF_sV8




IN DATA 30.11.90 le aree dei territori che comprendono i comuni di Siracusa, Floridia, Augusta, Melilli, Priolo,Solarino e Gela, Butera, Niscemi sono state dichiarate ad elevato rischio di crisi ambientale con delibera del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art.7 della legge 349/86.

DECRETO LEGISLATIVO 31 MARZO  1998 N 112
L’art.72 sostituisce l’art.7 dell a legge 349 e delega alle  regioni le competenze in campo di aree a rischio.
La Regione Siciliana ai sensi del D.L. 112 nel 2002 ha dichiarato area ad elevato rischio di crisi ambientale il Comprensorio del Mela.

UFFICIO SPECIALE PER LE AREE AD ELEVATO  RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE
Con Delibera di Giunta di Governo n° 306 del 29.06.2005 è stato istituito Ufficio Speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale presso l’Assessorato Regionale territorio e ambiente .
L’Ufficio è caratterizzato da una esclusiva, specifica ed autonoma incidenza nell’intero comparto, sia dal punto di vista tecnico che gestionale, organizzativo e finanziario.

ACCORDO QUADRO DI COLLABORAZIONE
World Health Organization - Regional Office  for Europe
Regione Siciliana - Assessorato ambiente e  territorio

CONVENZIONE
€Regione Siciliana - Assessorato  ambiente e territorio
Ufficio speciale per le aree ad elevato  rischio di crisi ambientale
CUTGANA Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti Naturali e degli Agroecosistemi 

AGENDA 21
Processo strategico per incoraggiare  e controllare lo sviluppo sostenibile .

L’Agenda XXI pone come elemento centrale per  l’obiettivo di raggiungimento della sostenibilità il  ruolo ed il coinvolgimento degli attori sociali e  delle comunità locali ed in particolare al Capitolo  28 impegna le Autorità locali ad adottare  un’Agenda 21 Locale, anche aprendo “un dialogo  con i propri cittadini, con le associazioni locali e  con le imprese private”.

BANDO PER IL  COFINANZIAMENTO DI  PROGRAMMI DI  ATTIVAZIONE E  DI ATTUAZIONE DI AGENDE 21 LOCALI NELLE AREE AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE

AGENDA 21
I soggetti che intendono avvalersi del sostegno di  parte Regionale, tramite l’Ufficio Speciale “Aree ad  elevato rischio di crisi ambientale”, per l’attivazione,  l’attuazione e lo sviluppo de i processi di Agenda 21,  debbono impegnarsi ad individuare apposite  tematiche, da affrontare nell’ambito dei diversi tavoli  di lavoro che si andranno a costituire, al fine di  contribuire all’aggiornamento e/o predisposizione dei  piani di risanamento ambientale delle aree a rischio,  nell’ottica del perseguimento di uno sviluppo  sostenibile delle aree stesse.

RISORSE DISPONIBILI
Le risorse disponibili per ciascuna area a  rischio, per l'attuazione del presente provvedimento sono così ripartite:
€ 512.000,00 per l’area del Comprensorio  del Mela (Me)
€ 896.000,00 per l’area di Augusta – Priolo  (SR)
€ 256.000,00 per l’area Gela (CL)

PARTECIPAZIONE
Su sedici comuni hanno partecipato quindici  (il comune mancante è attualmente  commissariato)

CATEGORIA “A” ATTIVAZIONE
Comune di PACE DEL  MELA capofila associato  a San Pier Niceto
Importo del progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di MILAZZO Importo del progetto  presentato  € 160.000,00 Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di SIRACUSA  Importo del progetto  presentato  € 160.000,00 Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di AUGUSTA Importo del progetto  presentato  € 160.000,00 Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di SOLARINO Importo del progetto  presentato  € 160.000,00 Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di PRIOLO DI GARGALLO Importo del progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di GELA Importo del progetto  presentato  € 160.000,00 Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di SANTA LUCIA  DEL MELA GUALTIERI SICAMINÒ E CONDRÒ Importo del progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del cofinanz.to accordato € 128.000,00

CATEGORIA “B” ATTUAZIONE
Comune di NISCEMI Importo del progetto  presentato  € 160.000,00 Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di MELILLI  Importo del progetto  presentato  € 160.000,00 Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di SAN FILIPPO DEL MELA  Importo del progetto  presentato € 160.000,00  Importo del  cofinanz.to accordato € 128.000,00

LEGGE 27.12.2006 COMMA  833 ART.1
Assegna alla Regione Siciliana,a valere sul  gettito delle accisa sui prodotti petroliferi  immessi in consumo nel territorio regionale, l’importo di 60 milioni di euro per ciascuno  degli anni 2008 e 2009 a titolo di contributo  di solidarietà nazionale di cui all’art.38 dello Statuto

LEGGE 27.12.2006 COMMA  833 ART.1
La medesima norma statale precisa  che”l’ erogazione dei contributi è subordinata alla redazione di un  piano  economico  finalizzato prevalentemente al  risanamento ambientale dei luoghi di insediamento degli stabilimenti petroliferi,  nonché ad investimenti infrastrutturali






ARSENICO INORGANICO IMPATTO SULLA SALUTE UMANA SEPIAS_UNICO





 LA TRUFFA DELLE AREE DI CRISI AMBIENTALE DELLA SICILIA FONDAZIONE CUTGANA UNIVERSITA' CATANIA









 AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE MEMORIA GIP PETRUZZELLA





CUSPILICI 15 MAGGIO 2000 CUTGANA LEGGE REG 15 5 2000 N 10 ART 4 COMMA 7 AUTORIZZA LA GIUNTA ISTITUIRE UFFICI SPECIALI









AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE LUGLIO 2005 FLORIDIA AUGUSTA MELILLI PRIOLO SIRACUSA SOLARINO GELA NISCEMI BUTERA ASSESSORE CASCIO NUOVA DICHIARAZIONE AREE A RISCHIO










CUSPILICI 27 APRILE 2007 UFFICIO SPECIALE AFFIDAMENTO COMPETENZE













CUSPILICI OTTOBRE 2007 GUTGANA OLIVERI Ufficio Speciale Revoca Competenze ASSESSORE INTERLANDI












CUSPILICI CUTGANA 19 NOVEMBRE 2009 GELA BUTERA NISCEMI MILAZZO SAN FILIPPO SANTA LUCIA CONDRO GUALTIERI SICAMINO SA PIERO SIRACUSA PRIOLO MELILLI AUGUSTA FLORIDIA SOLARINO UFFICIO SPECIALE ASSESSORE INTERLANDI










CUSPILICI 2 APRILE 2010 CUTGANA OLIVERI UFFICIO SPECIALE_









CUSPILICI CUTGANA OLIVERI 30 12 2010 PRIOLO MELILLI FLORIDIA SOLARINO SIRACUSA GELA BUTERA NISCEMI DELIBERA UFFICIO SPECIALE AMIANTO-AREE A RISCHIO










CUSPILICI CUTGANA ISTITUITO UFFICIO SPECIALE GRANDI RISCHI 10 GEN 2011 DELIBERA UFFICIO SPECIALE AMIANTO-AREE A RISCHIO






CUSPILICI MAGGIO 2011 CUTGANA OLIVERI DECRETO PRESIDENTE REGIONE UFFICIO AREE A RISCHIO





CUSPILICI 16 MAGGIO 2012 UFFICIO SPECIALE SPORTELLO UNICO PER RISANAMENTO AREE DECRETO N 19 INQUINAMENTO ATMOSFERA POLVERI











CUSPILICI MARZO 2013 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici_Palermo Oggi 15-03-13











CUSPILICI MARZO 2013 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici 15-03-13














CUSPILICI DICEMBRE 2012 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici 1° puntata







CUSPILICI DICEMBRE 2012 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici 2° puntata






CUSPILICI DICEMBRE 2012 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici 3° puntata









INCHIESTA PROCURA 7 DICEMBRE 2012 CUSPILICI CUTGANA MASSIMO OLIVERI T CUTGANA CUSPILICI_PROF CONSULENTE SUA INSAPUTA






 AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE STUDIO EPIDEMIOLOGICO SULLE MALATTIE E TAVOLE DI MORTALITA’




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