L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

sabato 23 agosto 2014

Rifiuti e tangenti alla Regione Cannova resta in carcere - Live Sicilia

Rifiuti e tangenti alla Regione 
Cannova resta in carcere

Giovedì 21 Agosto 2014 - 19:37 







Per il funzionario dell'assessorato regionale al Territorio, arrestato a metà luglio, non si riaprono le porte del carcere. Segno che c'è ancora molto da scoprire.



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Il funzionario regionale Gianfranco Cannova




















PALERMO - Gianfranco Cannova resta in carcere. Il Riesame conferma la 
decisione del giudice

per le indagini preliminari che aveva respinto la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere o la sostituzione con una misura meno afflittiva.


Secondo il Tribunale, il funzionario palermitano dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente merita di restare in cella. Nonostante abbia ammesso di avere intascato tangenti per facilitare le pratiche di alcuni imprenditori del settore rifiuti, i fatti contestati sono gravi e c'è il rischio di reiterazione dei reati e inquinamento probatorio. Il no alla scarcerazione potrebbe anche rappresentare la conferma che c'è molto altro da scoprire rispetto a quanto già stato svelato con il blitz di metà luglio.

Nei giorni scorsi il Tribunale ha confermato gli arresti domiciliari per gli imprenditori sotto inchiesta: il catanese Domenico Proto e gli agrigentini Calogero e Nicolò Sodano. Anche nel loro caso si è parlato di reiterazioni dei reati visti “i contatti, la personalità e la spregiudicatezza” degli indagati. Eppure i Sodano avevano reso una confessione piena. I titolari della discarica "Soambiente" avevano confermato di avere comprato i favori di Cannova per il rilascio delle autorizzazioni. Non combaciavano le cifre, però. Dieci mila euro a detta del funzionario regionale, molti di più secondo i Sodano. 



La confessione di Cannova, resa all'indomani dell'arresto, non ha convinto i pubblici ministeri Alessandro Picchi, Daniela Varone e Alessandro Clemente. I magistrati sembrano essere certi che il funzionario “infedele” stia tacendo su altri episodi di corruzione. Nel corso dell'interrogatorio, Cannova ha fatto un solo riferimento specifico, tirando in ballo un collega che avrebbe intascato soldi. Ha sostenuto, però, di averlo saputo da voci di corridoio. Poi, ha parlato in generale di un sistema di favori che vigeva in assessorato. Un sistema che tutti conoscevano bene, ad ogni livello della macchina burocratica. È come se Cannova volesse puntare in alto con le sue dichiarazioni. Che, fino ad ora sono state vaghe.

Il funzionario, che dagli imprenditori ha ricevuto soldi in contanti, regali e soggiorni in alberghi, è coinvolto in un'altra indagine, parallela a quella sfociata negli arresti eseguiti dalla sezione Reati contro la pubblica amministrazione della Squadra mobile. E sempre di tangenti si tratterebbe, ma nel mirino ci sarebbero altri imprenditori.




Rifiuti e tangenti alla Regione Cannova resta in carcere - Live Sicilia

Cannova 2014 Agosto Rivista s Mese Di Agosto Lo Verso Riccardo Cannova



ANZA DOTTORE SALVATORE EX Dirigente ASSESSORATO AMBIENTE REGIONE SICILIA Coordinatore PIANO QUALITA 'DELL'ARIA SICILIA COPIATO DAL PIANO RISANAMENTO ARIA DEL VENETO ED ALTRE FONTI DA 27"puo ritenersi accertato Che Il Piano (ARIA REGIONE SICILIA) conteneva in sé non ERRORI comunque vistose copiature di ONU Piano di altra Regione. Appare Evidente Che Gli ERRORI del Piano Regionale per la Tutela della Qualità dell'Aria non potevano Essere Semplici refusi, Giacchè non potrebbe giustificarsi Logicamente la Creazione ad hoc di Una Commissione COMPOSTA da tre soggetti Che ha Lavorato per quattro Mesi per la correzione di Elaborato ONU di APPENA 385 pagine compresi GLI ALLEGATI. Nello Stesso decreto di correzione Relativo al Piano SI Legge di Comunità Montane argini fi Fiumi e Canali Intero teritorio pianeggiante della Regione, bacino archeologico padano. Puo pertanto ritenersi accertato il Che Il Piano conteneva in sé non ERRORI, comunque vistose copiature di u piano di altra Regione .... Tribunale di Palermo Sentenza di Condanna a SALVATORE ANZA? Alla pena di 1 anno e 8 Mesi di reclusione n. 5455/18 ottobre 2012



CANNOVA 2014 MAZZARA' SANT’ANDREA DISCARICA  PAG 18 CENTONOVE-28-2014



L’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE N 693 DEL 18 LUGLIO 2008 CHE HA VISTO COME RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO L’ARCHITETTO CANNOVA GIANFRANCO, CON LA QUALE  LA ITALCEMENTI  AVANZA RICHIESTA DI RINNOVO NON  PUO’ TROVARE ACCOGLIMENTO IN QUANTO IL
DECRETO SU CUI SI CHIEDE IL RINNOVO E’ DECADUTO SIN DAL 17 LUGLIO 2010 PER INOSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI  INSERITE NEL DECRETO 693 18 LUGLIO 2008

LA CONFERMA DI QUANTO SOPRA SI EVINCE DALLA CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO TECNICO PER IL GIORNO 09/06/2011 ALLE ORE 11 DEL SERVIZIO 2 VIA VAS DIRETTO DAL DOTTOR NATALE ZUCCARELLO  .

IL TAVOLO TECNICO CONVOCATO DAL DIRIGENTE RESPONSABILE DR NATALE ZUCCARELLO AVEVA IL COMPITO DI: “verificare se la societa’ italcementi s.p.a. ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento “

QUINDI NON SI PUO’ AVANZARE UNA RICHIESTA DI RINNOVO SU UN DECRETO CHE NON ESISTE

NON RISULTANDO ALCUN INTERVENTO VOLTO AD UNIFORMARSI ALLE PREVISIONI  DELLA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE CONCESSA NEL 2008, COMPORTA UNA GRAVE RESPONSABILITA’ PER L’AITALCEMENTI S.p.a.  CHE HA CONTINUATO AD UTILIZZARE UN IMPIANTO ALTAMENTE INQUINANTE E NOCIVO PER LA SALUTE DEI CITTADINI, OLTRE AD ESSERE FORIERA DI RESPONSABILITA’ ANCHE PER L’AMMINISTRAZIONE REGIONALE PER I SUOI AGENTI CHE RIMANENDO INERTI SONO SOLIDAMENTE RESPONSABILI CON LA ITALCEMENTI S.p.a., PER I DANNI ALLA SALUTE DEI CITTADINI.

NON RISULTA CHE L’AMMINISTRAZIONE  ABBIA MAI EFFETTUATO ALCUN CONTROLLO IN ORDINE ALL’ADEMPIMENTO DELLE PRESCRIZIONI IMPOSTE NEI TERMINI PREVISTI DALL’A.I.A.

Sempre in merito  alla procedura A.I.A.
Il  9 febbraio 2007 protocollo 10741 il 2°
servizio VIA VAS nel rispondere a quanto richiesto con nota prot arta 75686 del 2.11.206 della ITALCEMENTI tendente ad ottenere L’AUTORIZZAIONE  INTEGRATA AMBIENTALE comunicava alla ITALCEMENTI che la richiesta avanzata doveva essere sottoposta a procedura di Valutazione Di Impatto Ambientale

La comunicazione a firma del   Dirigente responsabile del servizio 2° VIA-VAS ingegnere VINCENZO SANSONE


Nella conferenza dei servizi del 21.11.2007 il responsabile del procedimento architetto CANNOVA GIANFRANCO comunica i presenti di  “ aver ricevuto una nota 2132 del 20.11.07 col quale si informa che la pratica di V.I.A. e’ in fase istruttoria e che sarà cura dell’U.O. trasmettere le risultanze alla conclusione del procedimento”


Nella conferenza dei servizi del 31.1.2008 il responsabile del procedimento
architetto CANNOVA GIANFRANCO comunica i presenti di  “ aver ricevuto una nota 138 del 25.01.08 col quale si informa che la pratica di V.I.A. e’ in fase istruttoria e che sarà cura dell’U.O. trasmettere le risultanze alla conclusione del procedimento”

La Italcementi chiede “ di rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale
relativo all’impianto attuale includendo il coke di petrolio, ad esclusione della conversione tecnologica da via semisecca a via secca che era stata proposta come adeguamento alle BAT.
 Lo stesso verrà riproposto dal momento in cui sarà rilasciata la Valutazione Impatto Ambientale sul progetto presentato.”

I presenti nicchiano daranno risposte in futuro….. cioè mai…….


Nella conferenza dei servizi del 20.02.2008 responsabile del procedimento architetto CANNOVA GIANFRANCO

Presenzia l’ingegnere Sansone Vincenzo Servizio 2 ARTA non  accenna minimamente alla richiesta inoltrata dal suo ufficio con nota 10741 il 2° servizio  del 9 febbraio 2007  con la quale si  subordina l’A.I.A. alla Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

L’ASL di Carini attraverso il dr. Pecocaro dichiara “ non essere in possesso di alcun progetto per poter valutare l’argomento odierno”.  


CANNOVA 2009 22 MAGGIO TIRRENO AMBIENTE ZUCCARELLO ANTONIOLI AUDI INNOCENTI PINO CONF SERVIZI 12 9 08 13 6 08 autorizzazione-integrata-ambientale 

CANNOVA 2011 18 APRILE SOAMBIENTE S.R.L. ARNONE SICEDIL DDG 253 AIA CANNOVA SODANO CONFERENZE SERVIZI 3 UNA NON VERBALIZZATA DEL 6 11 08 ALTRE 30 1 09 27 2 09 DECISORIA


CANNOVA ARCHITETTO GIANFRANCO PADUANO VALERIA


CANNOVA ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE CANNOVA ARCHITETTO GIANFRANCO 7485 11 10308 11 ORDINANZA-CANNOVA-PROTO-F.LLI-SODANO




CANNOVA ANTONIOLI INNOCENTI RELAZIONE COMMISSIONE ANALISI DISCARICHE OIKOS SICULA TRASPORTI TIRRENO AMBIENTE ABITA ANNA LIVIA DI FRANCO MARA FAIS D.A. 54 14 E D.A. 102 14 





Cannova 2008 Architetto Gianfranco Responsabile Del Procedimento Nella Procedura a.i.a. Italcementi Decreto 693 18 Luglio 2008 Conferenze Servizi 



GENCHI LOMBARDO RIFIUTI TERMOVALORIZZATORI POLITICIA REGIONALE CENTONOVE  16 APRILE 2010 


Nuovo maxi trasferimento alla Regione siciliana. Questa volta, il provvedimento del governatore Rosario Crocetta, colpisce una novantina tra dirigenti e funzionari dell’assessorato all’Ambiente e Territorio, dove la giunta ha scoperto migliaia di pratiche e autorizzazioni bloccate da tempo con “ritardi inspiegabili”.

“Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”. Lo ha rivelato il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti, a Gela, in occasione della presentazione delle liste che sosterrà: la sua, il “Megafono”, al Senato, e quella del Pd alla Camera. “Ce ne volevano di soldi”, ha detto in dialetto Crocetta, in un posto dove “la corruzione l’ha fatta da padrona in questi anni”.

“Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, e’ diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato”.



CROCETTA “Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/01/rifiuti-nei-cementifici-meglio-della.html 



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2009/01/i-miracoli-dei-dirigenti-pubblici-in.html



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/12/crocetta-e-i-nuovi-potenti-viaggio-gela.html



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/12/crocetta-e-i-nuovi-potenti-viaggio-gela.html 



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/03/ho-paura-ma-vado-avanti-by-isolapulita.html 



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/05/ruotano-i-dirigenti-tecnici-della.html 


Affari, tangenti e lobby il sistema rifiuti nell'Isola costa un miliardo l'anno



ANTONIO FRASCHILLA



ECCO il risultato di anni di mala gestio in un comparto chiave per la salute dei cittadini e il rispetto dell'ambiente: un sistema di smaltimento poco compatibile e un costo che è pari a 200 euro a siciliano, neonati compresi, contro i 190 del Lazio e i 111 euro della Lombardia. Il tutto mentre non ci sono abbastanza impianti per la differenziata, che non a caso vede l'Isola ultima nel Paese con meno del 10 per cento, con conseguente rischio di condanne dell'Unione europea.
Al di là delle indagini giudiziarie, che stanno alzando il velo su tangenti, legami pericolosi con la politica e pressioni sull'amministrazione, e hanno portato agli arresti di due amministratori di discariche, dell'Oikos e della Tirreno ambiente, il sistema dei rifiuti in Sicilia dopo quasi quindici anni di cattiva gestione è adesso quasi al collasso e non è più economicamente sostenibile. Al momento i rifiuti siciliani per il 90 per cento finiscono in quattro discariche: oltre a quelle citate, vanno nei siti della Sicula Trasporti e della Catanzaro. La Sicilia è attraversata da compattatori stracolmi di rifiuti. A esempio, da Termini Imerese i mezzi partono alla volta di Mazzarà Sant'Andrea (dove per conferire la tariffa è di 90 euro a tonnellata) oppure a Motta San'Anastasia (102 euro a tonnellata), compiendo più di 300 chilometri tra andata e ritorno. A Bagheria da qualche giorno gli autocompattatori carichi di rifiuti vanno a scaricare a Siculiana nel sito gestito dalla ditta Catanzaro Costruzioni. «Il servizio reso a Siculiana ha un costo di 78 euro per tonnellata di rifiuto contro il costo sostenuto per andare a scaricare a Catania di 140 euro per tonnellata», ha detto il sindaco grillino Patrizio Cinque. In media comun- que il costo per conferire i rifiuti nelle quattro discariche siciliane private costa 100 euro a tonnellata.
Considerando i rifiuti prodotti ogni hanno dai siciliani, pari a 2,5 milioni di tonnellate, e che di questi ben il 90 per cento finisce sotto terra, il costo complessivo è di 250 milioni di euro all'anno. A questa cifra occorre aggiungere la spesa per i 13 mila addetti al servizio, in gran parte assunti negli anni d'oro degli Ato che, chiaramente, hanno accumulato un miliardo di euro di debiti. Nell'Isola c'è un operatore ogni 398 abitanti, contro l'uno ogni mille di Treviso e una media nazionale di un addetto per 680 abitanti.
Dal 2003 è scattata una corsa folle ad assumere personale, spesso a ridosso di tornate elettorali, e i nodi sono venuti al pettine negli ultimi anni. Oggi questi stipendi costano circa 520 milioni di euro all'anno.
Ma le spese del sistema rifiuti siciliano non finisco qui. A queste cifre occorre aggiungere anche il 30 per cento di spese che va per oneri di gestione, manutenzione e acquisti di attrezzature: altri 200 milioni di euro all'anno. Il totale fa 970 milioni di euro all'anno, circa un miliardo. A fronte di questa mole di costi, i tributi riscossi dagli enti locali per lo smaltimento dei rifiuti Tarsu o Tia, ammontano a 650 milioni di euro. Quindi ogni anno il sistema accumula debiti per oltre 300 milioni di euro: oggi tra Ato e Comuni, il debito nei confronti delle imprese pubbliche e private che lavorano nel comparto è salito così a 1,5 miliardi di euro, nonostante i 600 milioni di euro di fondi regionali bruciati negli ultimi anni attraverso il cosiddetto fondo di rotazione istituito proprio per aiutare i Comuni.
Insomma, costi elevati e una macchina mangiasoldi perfetta. Ecco il sistema della spazzatura in Sicilia, mentre la magistratura indaga sulle tangenti e il ruolo della politica. Nel frattempo il piano rifiuti rimane in gran parte incompiuto: i Comuni non hanno i soldi per avviare la differenziata e dopo la fine dell'emergenza, con annesso commissariamento affidato alla Regione, dovrebbero essere le nuove Srr ad investire negli impianti. Sì, ma con quali fondi? Fino a quando i rifiuti andranno a finire solo nelle discariche? Il governo Crocetta ha dichiarato guerra ai privati coinvolti nelle indagini e minaccia di requisire le discariche. Ma quali sono i programmi del governo per cambiare questo sistema?
Dopo gli ultimi arresti il governo Crocetta ha dichiarato guerra ai privati Ogni dodici mesi si accumulano debiti per trecento milioni di euro
GLI OPERATORI
In Sicilia c'è un operatore ogni 398 abitanti Da sinistra, una discarica e Palazzo d'Orleans


APPALTI
E INCHIESTE, IL RITARDO DELLA POLITICA

Salvo Toscano


Con le indagini su discariche e fotovoltaico, gli inquirenti arrivano prima della politica, malgrado i tanti campanelli d'allarme suonati in questi anni. Serve un intervento deciso sulla burocrazia. Ma anche le imprese hanno qualcosa su cui riflettere, a partire dalla "convenienza" della legalità



PALERMO – L'ultimo annuncio in ordine di tempo risale a oggi, quando il presidente Rosario Crocetta ha detto che sarà creata “una banca dati on line, il cui accesso sarà riservato alle forze dell'ordine e alla magistratura, con tutte le informazioni relative agli appalti pubblici della Regione". Ma la settimana horribilis per la Regione, con due inchieste che hanno fatto tremare il Palazzo, quella sulle discariche e quella sul fotovoltaico, promette strascichi. Le indagini hanno svelato presunti incroci pericolosi tra burocrazia e affari, storie di tangenti e promiscuità – tutte, sia chiaro, ancora da dimostrare in sede giudiziaria – che gettano più di un'ombra sulla burocrazia regionale. Storie che affondano le proprie radici in quella matassa ingarbugliata di norme e codicilli, in quel labirinto nel quale non perdersi, per cittadini e imprese, è pratica non semplice, in quel pantano in cui le poche certezze fanno il gioco di disonesti e avidi a scapito del diritto.



Colpisce, nelle cronache di questi giorni, la corsa dei politici per piazzarsi primi nel gioco del “l'avevo detto io”. Tanti si sono iscritti, eppure resta il fatto che fino all'intervento della magistratura, lo status quo, per esempio sulla vicenda delle discariche, era rimasto quasi intatto. “La Procura è arrivata a conclusioni che la politica non ha saputo trarre: ha fatto prima delle istituzioni politiche”, ha sintetizzato in un'intervista a Livesicilia il deputato del Pd Anthony Barbagallo.



Eppure, i campanelli d'allarme erano suonati abbondanti, dentro e fuori dal Palazzo. Sul fronte delle energie alternative, ad esempio, una relazione dell'assessorato all'Energia aveva sollevato già forti perplessità sulle procedure per l'autorizzazione per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, dipingendo un quadro a dir poco caotico degli uffici. Quanto alla vicenda rifiuti, basta sfogliare le collezioni dei giornali. Solo pochi mesi fa, a marzo, era stata la Fit Cisl a chiedere maggiore trasparenza nel settore, invitando la commissione Antimafia “a rendere pubblico subito l'esito dei controlli antimafia sulle imprese che gestiscono le discariche in Sicilia, a partire da quelle pubbliche guidate da politici che pertanto devono dare per primi l'esempio”. Prima ancora c'erano state le esternazioni – con tanto di polemiche interne alla giunta – degli assessori Nicolò Marino e Mariella Lo Bello. Già a dicembre del 2010, sul Sole 24 Ore la Confindustria siciliana denunciava come nell'Isola si rilasciassero autorizzazioni in materia di protezione ambientale senza accertarsi che le aziende richiedenti avessero le carte in regola per averle. Passava un anno, e nel settembre del 2011 lo stesso vicepresidente degli industriali Giuseppe Catanzaro, imprenditore del settore, tornava alla carica, parlando al Giornale di Sicilia di “resistenze di pezzi malati di burocrazia e della politica che impediscono il cambiamento”, denunciando ritardi nell'informatizzare le procedure e a lasciare traccia di ciò che si è fatto. Nella stessa intervista Catanzaro lamentava: “Si spendono i fondi europei per comperare un sistema informatico di gestione delle pratiche, il Sivvi, di cui ad oggi non c’è alcuna applicazione”, aggiungeva l'imprenditore.





Il Sivvi è un sistema informativo di valutazione di impatto ambientalerealizzato da Sicilia e-Servizi e Sicilia e-innovazione con
i fondi europei, presentato in pompa magna nel giugno 2009 con una conferenza stampa a cui presero parte tra gli altri l'allora assessore Pippo Sorbello e la dirigente Rossana Interlandi. Doveva assicurare trasparenza nelle procedure. Lo si è cominciato usare solo nel 2011, ma in assessorato non pare sia troppo apprezzato, malgrado – spiega il dirigente generale del dipartimento Ambiente Gaetano Gullo – “all'epoca vi furono spesi 900 mila euro”. La digitalizzazione, spiega lo stesso Gullo, comunque c'è, sia attraverso Sivvi, sia per mezzo di un software realizzato da risorse interne che permette consultando quest'indirizzo di seguire l'iter delle pratiche su pagine excel.



Software o non software, il quadro emerso dalle ultime inchieste richiede alla politica una tempestività e una decisione nell'intervenire che fin qui non si è vista a sufficienza. E questo al di là dei proclami e dei data base da mettere a servizio degli investigatori. Servono piuttosto misure che davvero semplifichino gli iter burocratici garantendo trasparenza e criteri oggettivi e certi, interventi volti a evitare che si creino “regni” troppo lunghi negli uffici pubblici per mezzo di rotazioni mirate (che non degenerino nel caos), ogni sforzo possibile volto a evitare occasioni di contatti diretti tra uffici e ditte, e in ultimo sanzioni severe per i dipendenti infedeli, premiando invece i meritevoli e preservando questi ultimi da generalizzazioni. Insomma, occorre che la politica ristabilisca il suo primato sulla burocrazia, che da tempo ormai s'è ridotto invece alla sola attività di spartizione delle poltrone più pesanti secondo criteri di appartenenza.



Ma d'altra parte, anche per le imprese (e non solo per la politica) le inchieste di questa settimana offrono senz'altro spunti di riflessione. Un passaggio interessante dell'ordinanza è la conversazione tra due imprenditori coinvolti nell'indagine, Calogero e Giovanni Sodano. Parlando di presunte richieste di denaro da Gianfranco Cannova, il funzionario al centro dell'inchiesta, i due commentavano:
“Ora il dottore (Cannova, ndr) ci racconta le solite minchiate... che vuole soldi... non dobbiamo dare più niente noi... non ci credo che Catanzaro molla una lira per... per... per avere queste discariche... neanche una lira...”.
“Sì...”. “E il primo che si permette a dirgli dammi mille lire quello lo denuncia... noi troppo esagerati siamo stati...”. Un passaggio che fa riferimento al già citato vicepresidente degli industriali siciliani e che sembra dar forza alla scuola di pensiero, forse ancora minoritaria, della "legalità conveniente", per la quale - proprio come accade nei confronti degli estorsori di Cosa nostra - la denuncia alle autorità è la migliore e più efficace difesa per tenere alla larga eventuali corrotti e concussori.

http://livesicilia.it/2014/07/25/appalti-e-inchieste-il-ritardo-della-politica_520950/


Appalti e inchieste, il ritardo della politica - Live Sicilia



Rifiuti ed energia, tangentopoli di Sicilia
di Rosario Battiato



Gli ultimi due capitoli: l'operazione Terra Mia e le presunti tangenti per la costruzione del parco fotovoltaico di Monreale. Nei due settori gli interessi di criminalità  organizzata, malaffare e corruzione. Un sistema denunciato da anni e mai colpito


PALERMO – In Sicilia, i rifiuti e l'energia sono due panieri ricchi di risorse e braccati da interessi milionari non sempre trasparenti. Nessuno stupore, pertanto, se proprio in questi settori si sono annidati gli scandali della nuova tangentopoli siciliana. La storia dell'Isola è ricca di esempi, ma i fatti più recenti hanno riguardato l'inchiesta Terra Mia e l'affare del parco fotovoltaico di Monreale.



Come tanti altri avevano fatto prima di lui, anche l'assessore regionale all'Energia, Salvatore Calleri, ha tuonato contro la corruzione nella Pubblica amministrazione e ha ribadito l'impegno dei suoi uffici nel solco tracciato dal suo predecessore, Nicolò Marino, che in maniera incisiva aveva agito per rimodulare il potere delle discariche private nella direzione della legalità e della trasparenza e per normare un settore strategico per l'energia verde come l'eolico.




Prima di lui anche Giosuè Marino e Pier Carmelo Russo, entrambi assessori all'Energia durante il governo Lombardo, avevano espresso diverse e, in alcuni casi, ben documentate perplessità. Lo stesso governatore aveva sottolineato nel febbraio del 2010 in audizione alla Commissione parlamentare sui rifiuti, e poi in aprile all'Ars, che c'era un forte appetito della mafia “intorno alla gestione dei rifiuti”. E le operazioni che si sono susseguite in questi anni hanno confermato un lato oscuro sin troppo conosciuto: dall'affare dei termovalorizzatori alle discariche abusive nelle miniere abbandonate di Sicilia, dall'operazione "Trash" di Bronte del 2008 fino alla “Nuova Ionia” del 2013.




Solo qualche esempio pescato nel mare del malaffare che ruota attorno ai rifiuti e che nei giorni scorsi ha portato alla luce l'ennesimo scandalo che arriverebbe fino alla Regione con l'operazione Terra Mia, un certosino lavoro di intercettazioni che fa risalire alcune delle registrazioni più importanti al 2012.




Salvatore Calleri, che viene proprio da una roccaforte di legalità come la Fondazione Caponnetto, non ha voluto essere da meno dei suoi predecessori e nei giorni scorsi ha rilanciato. “Per quanto riguarda la discariche il mio assessorato - ha spiegato - ho disposto la chiusura della Oikos Spa di Motta Sant'Anastasia. Entro pochi mesi abbiamo le gare d'appalto per le discariche pubbliche. Abbiamo, inoltre, revocato l'autorizzazione alla ditta So Ambiente srl di Agrigento, dove avevamo avuto un'informazione prefettizia negativa. Per quanto riguarda Tirreno Ambiente, che si trova vicino Barcellona, siamo intervenuti”. Altri interventi hanno riguardato la discarica di Sant'Agata di Militello “per situazioni di cui sono venuto a conoscenza che potrebbero avere rilievi penali” e dei quali sarebbe stato interessato il procuratore Leonardo Agueci”.




Azioni lodevoli, ma c'è evidentemente un problema di funzionamento della macchina burocratica. Lo ha ammesso implicitamente lo stesso Rosario Crocetta rispondendo risposto ai cronisti che chiedevano le motivazioni del rientro al posto originario in circa un mese e mezzo del funzionario dell'assessorato al Territorio, Gianfranco Cannova, da venerdì ai domiciliari in quanto coinvolto nell'inchiesta, che era stato trasferito ad altro ufficio così come disposto dal governo regionale lo scorso anno con il provvedimento di rotazione dei dirigenti. Netta la riposta: “Avevo dato disposizione che i dirigenti trasferiti non dovevano tornare nei settori dai quali erano stati provenivano”. Perché chi doveva eseguire questo ordine non l'ha fatto?




Capitolo energia. Anche qui la Sicilia non si è mai fatta mancare nulla: dall'operazione “Broken wings” che ha messo nel mirino il re dell'eolico Nicastri ritenuto vicino al superlatitante Matteo Messina Denaro al primo scandalo fotovoltaico, il processo è in corso, che ha coinvolto i deputati Vitrano e Bonomo. Il fotovoltaico si è concesso un bis nei giorni scorsi dopo che la Guardia di Finanza di Napoli, nell'ambito di un'indagine sulla maxi evasione fiscale di due imprenditori toscani, aveva intercettato un giro di mazzette che riguardava la realizzazione del parco fotovoltaico di Monreale. Coinvolti l'ex assessore, oggi deputato coi democratici riformisti, Pippo Gianni, e il dirigente Martino Russo, indagati per corruzione, e Francesco Marcenò, dirigente regionale indagata per abuso d'ufficio. Per i funzionari previsto un provvedimento di sospensione.

http://www.qds.it/16839-rifiuti-ed-energia-tangentopoli-di-sicilia.htm









ASSESSORI CONTRO DURO SCONTRO TRA M marino-e-lo-bello-14-marzo-2014



 CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE RIFIUTI SPROPOSITA




CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE RIFIUTI... di isolapulita





Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori

Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori di isolapulita



Comm.Parlamentare RIfiuti Cuffaro Genchi 






Cannova conversando telefonicamente con sua moglie Valeria Paduano le confidava che aveva la disponibilità di un’autovettura “Della ditta”, una locuzione riferita alla “ditta” del Proto esternata in modo così confidenziale da ingenerare qualche confusione persino nella stessa moglie dell’indagato benché fosse anche lei a conoscenza della “familiarità” dei rapporti del marito con l’imprenditore catanese: 
V: E poi a Rimini come ci vai? 
G: C'è una macchina che mi aspetta. 
V: Di chi? G: Della Ditta. 
V: Quale Ditta? 
G: Di tua sorella... minchia.. ! 
V: Quale Ditta è? G: Sei scema? 
V: Che Ditta è non lo so.
 G: Quella di Mimmo.!”. 

Cannova di sfruttare la sua “compromettente” amicizia con il Proto anche per “sistemare”, almeno in un prossimo futuro, il figlio Paolo: 
G: Infatti è probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare lì.
 V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare lì...vediamo le cose come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu già pensi a Paolo dove lo devi mettere a lavorare. 
G: Sarebbe una buona oppurtunità..
 V: Per ora fagli prende sto diploma...che è ancora all'inizio, ho paura che..
 G: Poi a casa, anche quando va a Catania, è a due ore di strada..

GRAND HOTEL RIMINI allegata in atti, che attesta che la società OIKOS s.p.a. ha sborsato per il soggiorno del Cannova la somma complessiva di euro 717,00   carta   credito Master Card n. 5529 7500 7810 4933 intestata a Domenico Proto.

P: Senti, ma Mimmo almeno qualcosa te la esce per questa cosa che hai fatto?....Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI? … Meno male che c’è lui!!perche’ con questo……Quanto ti costano questi, omissis.”, ricevendo dal marito la seguente emblematica riposta di assenso: “
G: Se ne fotte lui dei soldi.”.

Hotel Baja Verde, di cui sopra si è detto: 
P: Io mi spavento.. io ti ho sempre detto stai attento con Mimmo perché io sono sicura che lui ha troppe attività, troppe cose, io..eee.. quando una prende soldi facili, prima o poi le paghi… 
G: Ma che vuoi dire? 
P: A me dispiace per lui ma prescindere perché con noi si è sempre comportato bene. 
G: Che vuoi dire non ho capito.. 
P: Che mi spaventa l’arresto.. 
G: Spaventati! 
P: Che hai i cazzi pure tu, cominciano a fare.. ci sono intercettazioni che andiamo al Baia Verde, andiamo qua.. andiamo là.. anche ste cose, io proprio oggi pensavo mi sarebbe piaciuto andare a Taormina, ora anche ora, a Capo Taormina, però ci dobbiamo un po’ limitare, tu sei troppo leggero nelle tue cose. 
G: Limitati, ci vado solo 
P: Dove? 
G: A Capo Taormina.

La preoccupazione della moglie del Cannova di giustificare il loro tenore di vita va anche posto in relazione al fatto che dall’accertamento bancario esperito sui conti correnti del Cannova e di Paduano Valeria  tra l’altro risulta che nel 
conto Unicredit, n. 300508486, 
intestato alla Paduano, 
il saldo finale a giugno 2012 ammontava ad euro 200.732,10, 
mentre negli anni precedenti risultavano i seguenti saldi: 
anno 2011 euro 459.335,25; 
anno 2010 euro 35.918,18; 
anno 2009 euro 8.301,80; 
anno 2008 euro 56.960,04; 
anno 2007 euro 11.637,98





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