L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

mercoledì 18 giugno 2014

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: GENCHI PELLERITO DISTILLERIA BERTOLINO LO BIUNDO MANIACI LA CONFERENZA DEI SERVIZI E L'A.I.A.

GENCHI PELLERITO DISTILLERIA BERTOLINO LO BIUNDO MANIACI LA CONFERENZA DEI SERVIZI E L'A.I.A.






Redazione Telejato,

in riferimento al servizio mandato in onda dal
vostro TG di venerdì 13 u,s. relativo alla conferenza dei servizi sulla
richiesta di rinnovo dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera della
Distilleria Bertolino, devo segnalare una serie di notevoli
inesattezze (evito l'uso del termine siciliano che meglio renderebbe il
concetto), alcune delle quali mi toccano anche in
maniera offensiva sul piano personale e sull'attività di (ex)
dirigente del suddetto Dipartimento, di cui chiedo doverosa rettifica con
lo stesso mezzo. 

Vado, sinteticamente, nell'ordine:

1) non so se si tratta di una defaillance
mnemonica o di altro del sindaco Lo Biundo e della redazione, ma entrambi sanno
molto bene che io non sono mai stato il direttore del
dipartimento ambiente, bensì il responsabile del servizio 3 "Tutela
dall'inquinamento atmosferico" e la differenza, in tutti i sensi, non è di
poco conto, anzi;

2) il sindaco ed il direttore del TG duettano
vicendevolmente, mostrando sorpresa ed ironia e chiedendosi, come mai io non mi
fossi accorto a suo tempo - stiamo parlando del 2003-2004 - se la
Distilleria fosse soggetta ad AIA; ancora una volta entrambi incorrono in una
defaillance mnemonica, poichè tutti e due dovrebbero sapere che l'AIA viene
regolamentata dal D.lgs. 59 del 2005, cioè un anno dopo il rilascio
dell'autorizzazione alle emissioni in tmosfera, ed allora come oggi l'AIA è stata
di competenza di un altro ufficio del dipartimento ambiente; aggiungo che ad
oggi, dopo 10 anni, l'ufficio competente si deve ancora pronunciare, come
hanno riferito i funzionari intervenuti nella conferenza dei servizi di
giorno 12, sull'assoggettabilità della distilleria ad AIA; pertanto, sono
io che, con sorpresa ed ironia, mi stupisco di chi nel servizio fa la
pessima figura di non ricordare la banale realtà di fatti
arcinoti;   

3) nei titoli e nel servizio si afferma testualmente "guarda caso
si sveglia anche Genchi"
; si tratta, come Sindaco e Telejato sanno molto
bene, di una insinuazione capziosa e falsa;  
il dott. Genchi in questi
anni non ha dormito, ma proprio in seguito alla vicenda Bertolino ed al diniego
alle autorizzazioni alle emissioni dei previsti 4 megainceneritori dei rifiuti
urbani, è stato (maldestramente) deferito assieme al collega
Alessandro
Pellerito
alla commissione regionale di disciplina per non essersi voluto
piegato ai voleri del direttore
Marinese sull'autorizzazione alla Distilleria; 
la commissione li ha prosciolti da ogni addebito ed il giudizio è costato alla
Regione 16000 euro di rimborso di spese legali; ma, a seguire,  mi è stato
revocato l'incarico di responsabile del servizio 3, restando in
tale condizione e nel generale dimenticatoio per circa 7 anni e subendo, tra
l'altro, un danno economico complessivo di oltre 150.000 euro
(lordi); sulla vicenda, dopo le pronunce favorevoli della magistratura,
dovrò adesso, da pensionato, andare ad impiantare la causa di
risarcimento; 

pertanto,
in questi anni, ci sono state ben altre persone che hanno dormito e
dimenticato il caso
Genchi ed il caso Alessandro Pellerito, come il fatto che
quest'ultimo, disgustato e sconfortato da questa situazione di abbandono, ha
deciso di troncare il rapporto di lavoro con la Regione ed è emigrato con
la famiglia in Canada;
entrato in Regione come vittima della mafia, perchè
investito con altri compagni di scuola dall'auto di scorta di Borsellino,
è
uscito dalla Regione come vittima della mafia dei colletti bianchi
, nel
vergognoso silenzio generale;

4) in questi 10 anni,
invece, Sindaco e Telejato si sono "sorbiti" il c.d. decreto Marinese
che, revocando il
mio decreto, n. 368/2004, ha concesso alla distilleria limiti
alle emissioni blandi, sistemi di monitoraggio in continuo irrisori e nessuna
prescrizione per lo stoccaggio e l'essiccazione delle vinacce (allego il file
in cui si confrontano le prescrizioni previste dal mio decreto, 368, e del
Marinese, 1140); e, dopo 10 anni, come ho potuto constatare quando Legambiente
mi ha chiesto di rioccuparmi della vicenda, nulla è cambiato, è come se il
tempo si fosse fermato; quindi, sono io a stupirmi, non solo di questo fatto,
ma che Sindaco e Telejato facciano finta di stupirsi;

5) infine, faccio
presente che i suggerimenti tecnici riportati nel servizio televisivo
(stoccaggio al chiuso in depressione delle vinacce, l'inutilità della loro copertura
con teloni, anzi il possibile peggioramento della situazione con tale metodo,
la necessità dei sistemi di monitoraggio in continuo, ecc.) sono quelli da me
esposti già 10 anni fa (stoccaggio al chiuso) nel decreto 368 e nell'Ordinanza
Sindacale del 2007 (Giunta Motisi), mentre tutti gli altri li avevo anticipati
ai rappresentanti della società civile di Partinico prima della conferenza dei
servizi e li ho poi dettagliatamente esposti nell'intervento finale nella
stessa conferenza; ad essi la Distilleria ed i suoi consulenti non sono stati
in grado di replicare alcunchè; devo, purtroppo rilevare che il Comune è
arrivato alla conferenza piuttosto impreparato in quanto ad osservazioni e
proposte operative. 

Confido che la
redazione fornisca ai telespettatori del TG le precisazioni richieste e dovute,
secondo quanto previsto dalle norme vigenti in materia, utilizzando per
maggiore chiarezza anche la documentazione che allego.     
         
dott. chim. Gioacchino
Genchi


COMUNE
DI PARTINICO PROVINCIA DI PALERMO




IL SINDACO



Ordinanza ex artt. 216 e 217 R.D.
n. 1265/1934 Testo Unico Leggi Sanitarie




Prot./Gen. n.
19213 Del 31 Agosto 2007 
Partinico, lì 31 agosto 2007



OGGETTO: Distilleria Bertolino S.p.a.




Attività di stoccaggio e lavorazione delle vinacce (vergini ed esauste) e
fecce.




Attività di recupero della “borlanda” per la produzione e utilizzo di biogas,
giusta Decreto n. 298 del 5/12/2006 Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque.




Ordinanza Sindacale ex artt. 216 e
217 T.U.LL.SS. n. 1265/1934 per le industrie insalubri di prima classe.




Spett.le




Distilleria Bertolino S.p.a.




V.le dei Platani s.n.




PARTINICO (PA)




e p.c.


Agenzia Regionale




per i Rifiuti e le Acque




Via Catania, n. 2




PALERMO (PA)




A.R.T.A.




Via Ugo La Malfa, n. 169




PALERMO (PA)




A.R.P.A.




Via Ugo La Malfa, n. 169




PALERMO (PA)




Provincia Regionale Palermo




Area Tutela Ambientale e




Difesa del Suolo




Via San Lorenzo 312




PALERMO (PA)




Procura della Repubblica




c/o il Tribunale di Palermo




P.zza V.E. Orlando




PALERMO (PA)




C.a. Dott. Calogero Ferrara




Tribunale di Palermo




Sez. Dist. di Partinico




Via Papa Paolo VI




PARTINICO (PA)




C.a. Dott. Salvatore F. Flaccovio




Commissariato di P.S. di Partinico




C.so Dei Mille n. 235




PARTINICO (PA)




Considerato che:




l
a Distilleria Bertolino S.p.a. ha sede legale ed impianti siti in Partinico
nel Viale dei Platani s.n.c. in pieno centro abitato;


la citata azienda rientra tra le
industrie insalubri di prima classe ai sensi dell’art. 216 del R.D. n
1265/1934, giusta espressa previsione dei DD.MM. di classificazione, a partire
dal Decreto di classificazione del 12/02/1971 e successivi, oggi D.M.
05/09/1994 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 20 settembre, n. 220) Allegato
unico, Parte I, Lett. C, voce n. 10;




la zona urbanistica ove ricade la Distilleria Bertolino S.p.A. è classificata
dal P.R.G. del Comune di Partinico come zona omogenea “D2” ed ivi non sono
consentiti né la realizzazione, né l’ampliamento di industrie insalubri di
prima classe. In detta zona “D2” le norme del P.R.G. consentono la
realizzazione di impianti industriali o artigianali innocui, definendo
 innocui (così come prevede anche l’art. 216 T.U.LL.SS.) quelli che non
producono fumo, né esalazioni, né rumori molesti;









l’art. 216, comma 5, del R.D. n. 1265/1934, con riferimento alla fattispecie in
oggetto, statuisce che: “una industria o manifattura la quale sia inscritta
nella prima classe, può essere permessa nell’abitato, quante volte
l’industriale che l’esercita provi che, per l’introduzione di nuovi metodi o
speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del
vicinato”.







Rilevato che:




nei confronti della Sig.ra Antonina Bertolino, nata a Salemi il 20.04.1943,
n.q. di presidente della Distilleria Bertolino S.p.A. e della Sig.ra Maria
Giovanna Gulino, nata a Palermo il 12.02.1972, n.q. di consigliere delegato
della medesima Società, è pendente il procedimento penale n. 12706/2003 - ove
peraltro
 il Comune si è costituito parte civile - per
violazione di norme penali poste a tutela dell’ambiente
 [artt. 51 D.L.vo n. 22/1997
(capo di imputazione A), art. 24 D.P.R. n. 203/1988 (capo di imputazione B),
artt. 25, comma 2, e 26 D.P.R.
n.
203/1988 (capo di imputazione C), art. 674 c.p. (capo di imputazione D), art.
51 D.L.vo 22/1997 (capo di imputazione E)], per le seguenti ipotesi delittuose:


A) art. 51 D.L.vo 22/1997 per avere effettuato operazioni di gestione, ed in
particolare di recupero e di riutilizzo vietate dalla normativa, di sostanze
costituenti rifiuti in mancanza delle prescritte autorizzazioni e, tra l’altro
a titolo esemplificativo, le seguenti operazioni



Operazione R13 di messa in riserva di differenti tipologie di rifiuti:




Messa in riserva del tartrato grezzo.




Messa in riserva delle ceneri di combustione delle buccette.




Messa in riserva di borlande.




Messa in riserva di residui da destinare al compostaggio.




Operazione R1 utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per
produrre energia delle seguenti tipologie di rifiuti:




Produzione di biogas mediante digestione anaerobica di reflui e residui della
distillazione acque di lavaggio, torbide da impianto di sedimentazione e
flottazione miscela areata del depuratore biologico.




Combustione di buccette e raspi per il recupero della energia termica contenuta
nei fumi prodotti;




Combustione di buccetta per recuperare l’energia mediante produzione di vapore.




Operazione D14 ricondizionamento preliminare:




Essiccazione della buccetta.




Operazione D1: Deposito sul suolo:




Discarica di residui di vinaccia realizzata nell’area adiacente il depuratore;



B) art 24 D.P.R. 203/1988 per aver attivato l’impianto di digestione
anaerobica, qualificato ai sensi dell’articolo 216 del T.U. delle Leggi
Sanitarie, industria insalubre di prima classe (Parte I, Lett. B), voce 64 del
D.M. 5.9.1994) per i vapori nocivi e le polveri che può emettere ed il pericolo
di incendio (circolare Ministero Sanità del 23.9.1971), in mancanza della
prescritta autorizzazione
 

C) artt. 25, comma 2, e 26 DPR 203/1988, per non aver rispettato, con riferimento
al funzionamento delle caldaie “MARCHESI” e “GIROLA”, la prescrizione di
utilizzare dette caldaie solo in presenza di rilevatore di emissioni di
continuo;


D) art. 674 c.p. perché con le condotte sopra indicate, in relazione allo
stabilimento industriale della Bertolino S.p.a. sito in Partinico viale dei
Platani s.n.c. esercente attività di distillazione, ed anche omettendo di
approntare sistemi di convogliamento delle emissioni diffuse prodotte dai
bacini asserviti all’impianto di digestione anaerobica e dai depositi a cielo
aperto di vinacce e fecce [sia antecedenti alla lavorazione che dopo la stessa
e dunque delle parti residue] ed ancora non espletando le fasi di ricevimento,
stoccaggio, selezione della frazione organica e produzione di biogas in
ambiente chiuso, come prescritto dal D.M. 5 febbraio 1998, provocavano
emissioni di gas, fumi ed odori dirette ad offendere e molestare le persone in
Partinico (PA);


Tutti fatti commessi in Partinico (PA) ed accertati in data successiva al
settembre 2003 e fino al 23 marzo 2005 (data dell’esecuzione del sequestro
preventivo di parte dell’impianto produttivo)”;


E) art. 51 D.L.vo 22/1997 per avere detenuto i fanghi esausti provenienti dal
biogas e parte dei fanghi prodotti dall’impianto di depurazione delle acque
reflue, in deposito temporaneo, per un quantitativo superiore ai 20 mc previsti
dall’art. 6 comma 3 del Decreto Ronchi, e per avere effettuato la messa in
riserva R13 della vinaccia esausta (già sottoposta a processo di vinellazione
con produzione di miscela idroalcolica) per quantitativi superiori a quelli
consentiti (600 mc) costituendo, così, una discarica di rifiuti speciali non
pericolosi senza le autorizzazioni prescritte dall’art. 28 del medesimo D.L.vo
22/1997



Fatto accertato in Partinico il 15.11.2002.




Visti:



il D.D.G. n. 1140/2004 del Dirigente Generale dell’Assessorato Regionale
Territorio ed Ambiente che, autorizzando le emissioni in atmosfera degli
impianti della Distilleria Bertolino S.p.a. ivi indicati, dà atto (a pag. 5)
che l’intero impianto aziendale rientra tra le industrie insalubri di prima
classe, ai sensi dell’art. 216 T.U.LL.SS. e che lo stesso è ubicato in centro
abitato, demandando alla competenza del Sindaco di Partinico – quale Autorità
Sanitaria ex R.D. n. 1265/1934 - l’adozione dei provvedimenti necessari in
relazione alle emissioni diffuse riferite alla lavorazione delle vinacce e
delle fecce;

il Decreto n. 298 del 5/12/2006 dell’Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque
che, con esclusivo riferimento all’impianto di digestione anaerobica, ha
autorizzato la Distilleria Bertolino (ai sensi dell’art. 210 del D.L.vo n.
152/06, c.d. “Codice dell’Ambiente”) all’attività di recupero del rifiuto
“borlanda” per la produzione e riutilizzo di biogas attraverso il medesimo impianto
di digestione, prescrivendo all’art. 6 che “l’attività autorizzata ai sensi del
presente Decreto non deve costituire un pericolo per la salute dell’uomo e
recare pregiudizi all’ambiente ed in particolare creare rischi per l’acqua,
l’aria il suolo, la fauna e la flora nonché causare inconvenienti da rumore ed
odori”.



Rilevato che:



il Tribunale del Riesame di Palermo con ordinanza del 23 giugno 2005
(confermata dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 13243/06) ha
ritenuto lo stesso impianto di digestione anaerobica, da sé solo, un’industria
insalubre di prima classe (Parte I, Lett. B), voce 64 del D.M. 5/09/1994) per i
vapori nocivi e le polveri che può emettere ed il pericolo di incendio
(circolare Ministero Sanità del 23.9.1971).







Considerato che:



dalla relazione dell’ARPA Sicilia di Palermo (“La Distilleria Bertolino e la
qualità dell’aria nel comune di Partinico”), a firma del Direttore del
Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo Dott. Luigi Librici e del Referente
del U.O. Atmosfera Dott. Vincenzo Ruvolo (acquisita agli atti del sopracitato
proc. pen. n. 12706/03 R.g.n.r.), emerge chiaramente attraverso rilievi tecnici
e fotografici effettuati in diversi periodi dell’anno dai funzionari dell’ARPA,
da ottobre 2003 a maggio 2004 (cioè in un periodo di piena attività
dell’azienda), che:

i piazzali della distilleria, durante le lavorazioni industriali, sono
costantemente colmi di ingenti quantitativi (dell’ordine di circa 50.000
Tonnellate), di vinacce e che queste, accatastate nei piazzali, subiscono
costantemente processi di modificazione degradativi della sostanza organica
contenuta anche a seguito dell’azione di fattori climatici (pag. 10/63
Relazione ARPA);


sulle vinacce esauste dopo torchiatura, sulle vinacce grezze e sulla feccia
sono state condotte analisi chimiche (pag. 10/63 e ss. Relazione ARPA) … che
hanno evidenziato un elevato contenuto in solidi totali volatili…(pag. 18/63
Relazione ARPA);


la presenza degli acidi a catena corta è attribuibile, secondo i tecnici
dell’ARPA, a fenomeni degradativi che la vinaccia subisce durante il lungo
periodo di stoccaggio nei piazzali dello stabilimento (pag. 19/63 Relazione
ARPA);


in considerazione delle notevoli quantità di vinacce stoccate nei piazzali
dello stabilimento (50.000 Tonnellate), sono conseguentemente presenti quantità
rilevanti di acidi grassi a catena corta, “che caratterizzati da una elevata
volatilità e da odore nauseante, contribuiscono sicuramente alla diffusione di
molestie olfattive nell’intorno della Distilleria”. “Tale quantitativo,
costituito essenzialmente da sostanze volatili, viene disperso in atmosfera
attraverso il camino dell’essiccatoio contribuendo, in questo caso, alla
diffusione di molestie olfattive in zone più ampie, rispetto allo stabilimento,
interessate alla ricaduta delle emissioni” (pag. 19/63 Relazione ARPA);


i tecnici dell’ARPA oltre alla presenza dell’alcol etilico (etanolo) e
dell’etilacetato (prodotti derivanti dall’attività della Distilleria),
evidenziano “la presenza di aldeidi (aldeide acetica, butanale, aldeide
butirrica), chetoni (propanone, butanone), acidi a catena corta (acido
butanoico) e di alcoli (pentacolo e 2-butanolo). In particolare la riscontrata
presenza di aldeidi, chetoni e acidi a catena corta è responsabile della persistenza
di esalazioni maleodoranti” (pag. 24/63 Relazione ARPA).


i tecnici ritengono importante far rilevare che il camino E8 (essiccatoio),
tenuto conto sia delle elevate portate, sia del suo funzionamento in continuo
per buona parte dell’anno, emette nell’ambiente circostante una considerevole
concentrazione di sostanza organica, essenzialmente costituita sia da
idrocarburi derivanti da processi di combustione incompleta (in primo luogo
benzene), sia da sostanze organiche derivanti dal processo di essiccazione
delle vinacce … che, in alcuni casi, in particolari condizioni meteorologiche,
potrebbero essere responsabili, di odori molesti anche in zone relativamente
distanti dallo stabilimento…(pag. 37/63 Relazione ARPA);


Preso atto che:


la Distilleria Bertolino con propria nota datata 30/07/2007, pervenuta al
Comune di Partinico in data 2/08/2007, ha comunicato che il Tribunale di
Palermo, Sez. Dist. di Partinico, con ordinanza del 13/07/2007 (allegata alla
citata nota), resa in seno all’istanza di dissequestro degli impianti avanzata
dalle imputate, ha autorizzato la rimozione temporanea dei sigilli - rigettando
l’istanza di dissequestro - per consentire al C.T.U. nominato (Ing. Balistreri)
di osservare “il processo di lavorazione … anche nel periodo di incameramento
della materia suddetta [vinaccia e feccia] e di massimo regime della
distilleria, e cioè nel periodo compreso tra la fine di agosto ed il mese di
novembre”; e ciò al fine di valutare le esigenze cautelari in ordine ai capi di
imputazione B) e D) sopra riportati;


Considerato che:


in data 30/08/2007 la Distilleria Bertolino S.p.a. ha iniziato ad incamerare i
primi quantitativi di vinacce per procedere alle operazioni peritali
autorizzate dal Tribunale di Palermo, Sez. Distaccata di Partinico, giusta
relazione della Polizia Municipale di pari data;


la Distilleria Bertolino, ad oggi, non ha adottato alcun particolare
accorgimento tecnico per impedire il diffondersi di emissioni moleste legate
alle lavorazioni della vinaccia e della feccia, con particolare riferimento
all’accatastamento a cielo aperto e allo stoccaggio delle stesse sia prima che
dopo le lavorazioni industriali, anche rispetto alle esalazioni provenienti
dall’essiccatoio (punto di emissione E8), né risulta che il Comune di Partinico
abbia concesso l’autorizzazione ai sensi dell’art. 216 del R.D. n. 1265/1934;


Osservato che:


rientrano nei poteri del sindaco ex art.
216 t.u. sanitario r.d. 27 luglio 1934 n. 1265 ingiungere ad un’impresa, che
esercita un’industria cosiddetta "insalubre", di presentare un
progetto preordinato ad eliminare un temuto pericolo alla sanità pubblica e di
mettere in funzione l’impianto entro un dato termine” (Cons. Stato, sez. V,
15/02/2001, n.766);


“in base agli art. 216 e 217 t.u. l. sanitaria, il sindaco è titolare di
un’ampia potestà di valutazione della tollerabilità o meno delle lavorazioni
provenienti dalle industrie, classificate "insalubri", e l’esercizio
di tale potestà può avvenire in qualsiasi tempo e, quindi, anche in epoca
successiva all’attivazione dell’impianto industriale e può estrinsecarsi con
l’adozione in via cautelare di interventi finalizzati ad impedire la
continuazione o l’evolversi di attività che presentano i caratteri di possibile
pericolosità, per effetto di esalazioni, scoli e rifiuti, … e ciò per
contemperare le esigenze di pubblico interesse con quelle pur rispettabili
dell’attività produttiva. L’autorizzazione amministrativa per l’esercizio di
un’industria classificata insalubre è concessa e può essere mantenuta a
condizione che l’esercizio non superi i limiti della più stretta tollerabilità
e che siano adottate tutte le misure, secondo la specificità delle lavorazioni,
per evitare esalazioni "moleste"” (Cons. Stato, sez. V, 15/02/2001,
n.766);


“l’installazione nell’abitato di una industria insalubre non è di per sé
vietata in assoluto dal momento che lo stesso art. 216 t.u. 27 luglio 1934 n.
1265 la consente in determinate circostanze ed in particolari condizioni,
qualora sia accompagnata dall’introduzione di particolari metodi produttivi o
cautele in grado di escludere qualsiasi rischio di compromissione della salute
del vicinato” (T.A.R. Marche, 23/11/2001, n.1201);


“in materia di sanità ed igiene pubblica, la p.a. non può limitare il proprio
intervento sulle industrie insalubri solo mediante atti repressivi, stroncando
così attività produttive esistenti e addirittura a suo tempo già autorizzate,
ma deve compiere atti di prevenzione, individuando quelle particolari cautele
da suggerire all’imprenditore affinché le esigenze produttive vengano
salvaguardate e non provochino nocumento per il vicinato, come al riguardo
stabilisce l’art. 216 r.d. 27 luglio 1934 n. 1265 (t.u. sanitario)” (T.A.R.
Lombardia Milano, 27/12/1999, n.5123; Cons. Stato, sez. V, 22/06/1998, n.909);


“nell’esercizio dei poteri repressivi di cui agli art. 216 e 217, t.u. 27
luglio 1934 n. 1265, il sindaco può anche imporre la delocalizzazione
dell’impianto” (T.A.R. Campania Napoli, sez. III, 24/02/1999, n.530), laddove
“la delocalizzazione autoritativa e immediata degli impianti produttivi
preesistenti divenuti incompatibili, può essere disposta, ai sensi dell’art.
217 del T.U.LL.SS. di cui al R.D. n.1265/34 unicamente nell’esercizio dei
poteri di ordinanza contingibile ed urgente per la cessazione delle attività classificate
insalubri di 1° classe, al fine di prevenire o impedire il pericolo o il danno
per la salute pubblica, previo concreto accertamento della sussistenza di una
situazione di effettiva pericolosità e laddove si siano rivelate inefficaci le
misure tecniche finalizzate ad eliminare gli inconvenienti riscontrati (cfr.
nel senso che nel novero delle misure adottabili in base agli artt. 216-217
cit. possa rientrare anche, quando del caso, quella della delocalizzazione
dell’impianto Cons. di Stato, Sez. V, n. 587 del 3 giugno 1994)” (T.A.R.
Lombardia – Milano – Sez. III, 11/10/2004, n. 5524; T.A.R. Valle d’Aosta,
14/04/2003, n.52; Cons. di Stato, Sez. V, n. 587 3/06/1994).


Ritenuto, pertanto, che:


sia doveroso adottare a tutela della salute pubblica un’ordinanza ex artt. 216
e 217 del R.D. n. 1265/1934, per limitare l’esposizione della popolazione
esposta alle esalazioni provenienti dalle lavorazioni industriali della
Distilleria Bertolino S.p.a. (industria insalubre di prima classe in pieno
centro abitato), così come evidenziate anche dall’ARPA Sicilia;


sia necessario consentire all’azienda, nel bilanciamento degli interessi
dell’impresa, l’adeguamento dei propri impianti alle cennate esigenze di tutela
della salute pubblica, fatta salva la successiva verifica circa l’efficacia
delle misure imposte ed il rispetto delle stesse


O R D I N A
alla Distilleria Bertolino S.p.a., con sede e stabilimento in Partinico nel
Viale dei Platani s.n.c.


di stoccare in luogo chiuso, con sistema di depressione, le vinacce (vergini ed
esauste) e le fecce destinate alle lavorazioni industriali, assegnando per
l’adeguamento degli impianti aziendali termine di novanta giorni dalla
notificazione della presente ordinanza. In particolare, dispone che:


le emissioni diffuse in ciascuna fase di manipolazione, produzione, trasporto,
carico, scarico e stoccaggio delle vinacce (vergini, lavorate ed esauste) e
delle fecce, quali prodotti pulverulenti, devono rispettare le prescrizioni e
le direttive contenute nell’allegato 6 del D.M. 12/07/1990 ora inserite
nell’allegato V della parte quinta del D.Lgs. n. 152/2006;


le emissioni diffuse in forma di gas o vapore, derivanti dalla lavorazione,
trasporto, travaso, stoccaggio di sostanze organiche liquide (“borlande”)
durante le fasi di lavorazione devono rispettare le prescrizioni e le direttive
contenute nell’allegato 7 del D.M. 12/07/1990 ora inserite nell’allegato V
della parte quinta del D.Lgs. n. 152/2006;


l’aria proveniente dalla zona chiusa di deposito e stoccaggio del materiale
organico andrà aspirata e convogliala ad un biofiltro, il cui corretto
funzionamento dovrà essere garantito tramite la dotazione di misuratori del
grado di umidità, della portata di aria e della temperatura, in grado di
produrre opportuni segnali ai fini di un feed impiantistico per la correzione
dei parametri critici;


i punti di emissione dovranno essere orientati in modo da evitare che eventuali
disservizi dei filtri biologici diffondano per aerosol sostanze nocive e
maleodoranti;


i filtri biologici dovranno essere controllati con cadenza bisettimanale, anche
in considerazione degli inquinanti microbici che provocherebbero nocumento al
lavoratori. La Società, con cadenza semestrale, dovrà trasmettere al Comune di
Partinico ed agli Organi di Controllo in seguito specificati, apposita
dichiarazione sostitutiva nella quale vengano riportati il numero e l’esito dei
controlli bisettimanali effettuati;


i punti di emissione dovranno essere dotati di sistemi di abbattimento a
carbone attivo;


per il controllo e la determinazione quali/quantitativa delle emissioni
odorigene la Ditta dovrà dislocare, nel periodo degli autocontrolli, almeno 8
(otto) campionatori passivi a diffusione radiale lungo il perimetro interno
aziendale; questi saranno installati, in posizioni equidistanti tra loro, su
pali, sottotetti, ecc. ad un’altezza di circa 3 metri dal suolo riparati dal
box di campionamento per la protezione dalle intemperie;


la durata del campionamento non dovrà essere inferiore a 25 giorni consecutivi
per semestre con l’attività lavorativa a pieno regime. I campionatori, dopo il
ritiro, dovranno essere analizzati mediante estrazione con solvente (solfuro di
carbonio) e la determinazione analitica quali/quantitativa delle sostanze
organiche sarà condotta secondo tecnica GC/MS;


al fine di evitare la diffusione di emissioni nell’ambiente circostante, le
porte di accesso ai locali dovranno essere dotate di dispositivi automatici per
la chiusura delle stesse, minimizzando i tempi di apertura verso l’esterno;
deve altresì essere previsto un sistema a depressione o a barriera laminare, al
fine di evitare la diffusione verso l’esterno delle sostanze inquinanti e/o
odorifere ogni qualvolta le porte dì accesso siano aperte;


nel caso di accertamento di molestie olfattive o superamento della normale
tollerabilità, la Società dovrà applicare ogni ulteriore accorgimento,
concordato con il Comune di Partinico e con gli Organi di Controllo,
finalizzato al contenimento ed all’abbattimento delle stesse;


la Società dovrà concordare con l’A.R.PA. Sicilia e questo Comune una campagna
di monitoraggio per la qualità dell’aria ed il rumore e trasmetterne apposita
relazione, prima dell’inizio della costruzione degli impianti destinati al
deposito e allo stoccaggio delle vinacce e delle fecce, a questo Comune,
all’A.R.P.A. di Palermo, all’A.R.T.A., alla Provincia Regionale di Palermo e
all’Agenzia per i Rifiuti e per le Acque;


di presentare, entro quarantacinque giorni dalla notificazione della presente
ordinanza, un progetto preordinato ad eliminare le molestie olfattive derivanti
dalle esalazioni causate dall’essiccatoio delle vinacce (punto di emissione
c.d. “E 8”). Il progetto così presentato dovrà essere realizzato entro i
successivi quarantacinque giorni decorrenti dalla data di approvazione da parte
delle Autorità competenti.


Nel caso di mancato adeguamento nei termini sopra indicati alle prescrizioni
imposte, si ordina la cessazione immediata dello stoccaggio a cielo aperto
delle vinacce (vergini ed esauste) e delle fecce, con il conseguente obbligo di
rimozione a carico della Distilleria Bertolino S.p.a., nonché la cessazione
delle esalazioni moleste dell’essiccatoio.


Avverso la presente ordinanza è possibile ricorrere al T.A.R. della Sicilia,
Sez. Palermo, nel termine di sessanta giorni decorrenti dalla notificazione del
presente atto.



Partinico, lì 31
agosto 2007




Il Sindaco



Dott. Giuseppe Motisi



COMUNE DI PARTINICO PROVINCIA DI PALERMO




Deliberazione della Giunta Municipale N° 185 del Reg.


Data 27.12.2005

OGGETTO L.R. 10/91 – DIRETTIVA EX ART. 16 C.3 REGOLAMENTO SULL’ORDINAMENTO DEI
SERVIZI E DEGLI UFFICI IN AVVIO PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO PER LA VERIFICA DI
LEGITTIMITÀ DELLE AUTORIZZAZIONI, LICENZE, CONCESSIONI EDILIZIE RILASCIATE DAL
COMUNE DI PARTINICO ALLA DISTILLERIA BERTOLINO SPA DAL 1975 AL 2005 >.





L’anno duemilacinque il giorno ventisette del mese di Dicembre alle ore 12,30
nella sala delle adunanze del Comune, si è riunita la Giunta Municipale con
l’intervento dei signori:

Presiede il Sindaco, Dott. Giuseppe Motisi e partecipa il Segretario Generale
Dott. Lucio Guarino. Il 
Sindaco, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la
riunione ed invita a deliberare sull’oggetto sopraindicato.




Il Sindaco, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione
ed invita a 
deliberare sull'oggetto sopraindicato.









Proposta di deliberazione avente per oggetto: " L.R.10/91 Direttiva ex
art.16 c.33 Regolamento sull'Ordinamento dei Servizi e degli Uffici, in ordine
a:




.
IL SINDACO

Premesso che è intendimento di questa
Amministrazione, in conformità alle linee del programma politico amministrativo
che intende attuare nel corso del proprio mandato, procedere alla verifica di
legittimità delle autorizzazioni, licenze, concessioni edilizie rilasciate dal
Comune di Partinico alla Distilleria Bertolino spa dal 1975 al 2005.

-Vista la nota dell'Assessore al Territorio ed Ambiente della Regione
Siciliana, dell.5.4.1994 prot, n. 21827 indirizzata al Sindaco pro-tempore del
Comune di Partinico, che recita " A seguito delle risultanze del rapporto
ispettivo disposto da questo Assessorato con provvedimento n. 14752 del
26.3.1993 si è rilevato che tutte le concessioni ed autorizzazioni edilizie
rilasciate per la Distilleria Bertolino dopo l'approvazione dello strumento urbanistico generale vigente nel
territorio di Partinico ( PUC n. 3 approvato con DPRS., 66/A del 16.4.1975),
sono affette dallo stesso vizio originario di base, e cioè quello di essere
state rilasciate non tenendo conto che la zona urbanistica D2 del PUC n. 3, nell'ambito
della quale ricade la Distilleria, non consente, né la realizzazione, nè
l'ampliamento di industrie insalubri di 1^ categoria, come sono classificate le
distillerie. Infatti, in detta zona D2, la normativa contenuta nel suddetto
Piano comprensoriale, consente la realizzazione di impianti industriali o
artigianali innocui, definendo impianti innocui quelli che non producono fumo,
né esalazioni, né rumori molesti. Per quanto sopra il rilascio da parte di
codesto Comune di concessioni ed autorizzazioni edilizie per la Distilleria
Bertolino è avvenuto in violazione delle norme urbanistiche e pertanto si
chiede alla S.V. l'adozione dei consequenziali provvedimenti dì annullamento,
in autotutela dandone comunicazione a questo Assessorato, nonché all'Autorità
Giudiziaria competente, entro giorni 30 dalla presente .

-Visto il parere del Prof. Sandro Amorosino del 28.10.2004 prot. 14222 che,
richiesto in merito, tra l'altro afferma “ prima di adottare eventuali
provvedimenti di annullamento di concessioni o autorizzazioni, per motivi
urbanistici, il Comune deve valutare molto attentamente, caso per caso, ogni
situazione .. per non rischiare eventuali pronunce di illegittimità da parte
del giudice amministrativo ..> ed inoltre ed
ancora < sarebbe da dimostrare che il richiedente non agì in buonafede
all'atto della richiesta, ad esempio ingannando intenzionalmente
l'Amministrazione mediante false rappresentazioni di fatti>

















GENCHI PELLERITO DISTILLERIA BERTOLINO LO BIUNDO MANIACI LA CONFERENZA DEI SERVIZI E L'A.I.A. 



ANZA’, BELLOMO, BERTOLINO, EMISSIONI, GENCHI, inquinamento, ITALCEMENTI, LO BIUNDO BIUNDO, MANIACI, MARINESE, MOTISI, PELLERITO, PELLERITO A.I.A., SIINO, TELEJATO, TOLOMEO, 

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