L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

domenica 16 marzo 2014

Incendio alla raffineria, paura a Gela


Incendio alla raffineria, paura a Gela


Esplosione nel settore Coking 1, nessun ferito. Immediato l'intervento delle squadre di sicurezza e dei vigili del fuoco

Incendio alla raffineria, paura a Gela

GELA - Un incendio di ste GELA GELA       - Un incendio di vaste proporzioni si è sviluppato questa mattina nel settore Coking 1, all'interno della raffineria Eni di Gela, nell'isola 7. Una esplosione improvvisa seguita da nuvoloni di fumo nero e denso che hanno preoccupato l'intera città. Non ci sarebbero stati feriti. Si tratta di uno degli impianti più importanti del petrolchimico. Ancora non è chiaro se ci siano state perdite o se l'impianto sia andato in panne e per quale ragione sia avvenuta l'esplosione
Immediato l'intervento dei vigili del fuoco e delle squadre di sicurezza del colosso industriale. Non è la prima volta che a Gela si verificano fatti del genere. Anche i rappresentanti sindacali sono accorsi per capire cosa fosse accaduto e che cosa non abbia funzionato. A preoccuparsi maggiormente gli imprenditori che si trovano nella zona circostante e che hanno vissuto momenti di terrore alla vista delle fiamme e della nube che ha oscurato il cielo.








A Gela neonato dal sesso incerto
Crocetta annuncia un'ispezione

Il presidente della Regione: "La diffusione della notizia è stata una grave violazione della privacy, in futuro il bambino potrebbe soffrirne. E spero che nessuno, neppure i genitori, vogliano imporre un sesso piuttosto che l'altro". Il primario gelese frena: "Per ora siamo di fronte a una anomalia esterna: non può parlarsi di ermafroditismo". Solo un'ipotesi che la malformazione derivi dall'inquinamento ambientale.
A Gela neonato dal sesso incerto Crocetta annuncia un'ispezione
Il Vittorio Emanuele di Gela 





Secondo i medici del reparto di Ostetricia e Ginecologia il piccolo, nato da parto spontaneo, è di "sesso ambiguo" poiché ha organi genitali "incerti". I genitori sono giovani e non soffrono di alcuna patologia. Le ecografie durante la gravidanza non avevano mostrato alcuna anomalia sul feto. Il caso in questione si verifica una volta su cinquemila bambini neonati. Il primario del reparto, Michele Palmeri, ha confermato la rarità della malformazione ed ha disposto il trasferimento del neonato in una struttura specializzata di Palermo.








Saranno comunque gli esami che saranno svolti a Palermo a fare chiarezza sul caso del bimbo dal sesso incerto. Probabilmente decisivo sarà un test cromosomico. Intanto c'è chi ipotizza che la malformazione possa essere legata all'inquinamento ambientale della zona di Gela. Ma anche questa, se non da escludere, è un'ipotesi che non può al momento trovare conferma.




 


Regione Sicilia, la “guerra delle discariche”: Scontro in giunta Lo Bello – Marino


Scritto da Redazione Canicatti Web Notizie il 14 marzo 2014, alle 06:22

Mamriella-Lo-Bello-300x236Il pomo della discordia sembrano essere le discariche dell’area catanese, ma c’è chi giura che a far scoppiare la “bomba” con questa violenza sia anche l‘avvicinarsi del rimpasto nella giunta regionale. Fatto sta che scontri sempre sopiti e rimasti sotto traccia improvvisamente esplodono.
A togliere il “tappo” alle tensioni dentro al giunta siciliana è stata, oggi pomeriggio, l’assessore regionale al Territorio Mariella Lo Bello che attacca frontalmente il collega Nicolò Marino: “La strategia mediatica dell’assessore Marino stride con le azioni concrete che lo stesso assume – dice senza mezzi termini -. In più occasioni ho avuto modo, infatti, di lamentarmi di atti che a mio giudizio violavano quel principio di imparzialità al quale abbiamo l’obbligo di legge e il dovere morale di attenerci, evitando che si appaia o, peggio, che si operi a favore di chicchessia o contro qualcuno”.
“Per carattere e per stile prediligo gli atti concreti. Quando sono stata nominata assessore ho avviato la più importante rotazione del personale mai disposta e quando sono venuta in possesso di atti o di notizie che potevano avere rilievo penale ne ho curato l’immediata trasmissione alla Procura della repubblica parlandone poco – aggiunge – forse sbagliando, con i giornalisti, così come quando si è trattato di intraprendere decisioni politiche importanti ne ho sempre parlato con il presidente Crocetta, che sempre mi ha incoraggiata ad interventi radicali e trasparenti”.
“Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, e’ diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato”.
Per l’assessore “tali circostanze sono apparse obiettivamente marcate da singolari coincidenze ed e’ per questo che le ho sottoposte all’autorità giudiziaria non appena ne ho avuto notizia, non di certo dal dipartimento energia o dall’assessorato Energia. Una denuncia con nomi e cognomi, fatti ed atti”. Chi, come il collega punta l’indice con accuse peraltro sommarie – attacca l’assessore Lo Bello – agisce probabilmente solo per creare una cortina di fumo a copertura delle proprie azioni che il più delle volte sono sembrate invero parzialissime e dimentiche persino delle conoscenze che lo stesso, per il suo passato di magistrato, avrebbe dovuto avere a memoria”.
“La mia azione è stata sempre stata coraggiosa ed imparziale – rivendica la Lo Bello – come quando, io segretaria, la Cgil ha denunciato nella mia provincia l’esistenza di 19 bombe ecologiche indicando i nomi dei proprietari dei terreni dove erano stati interrati rifiuti forse speciali, ancora oggi il sospetto è grande, o come quando ho chiesto di sottoporre ad ispezione una discarica a Monserrato o quando, ancora,segnalare che in una discarica nelle vicinanze di Camastra arrivavano troppi mezzi provenienti dalla Campania”.
“Per tornare ad oggi le ispezioni su tutte le discariche prima private e poi pubbliche – conclude – per sapere se tali discariche possano essere nocive per la salute dei siciliani, cosi’ come le indagini, conclusa la prima fase, su tutte le miniere abbandonate della Sicilia” “Questo il lavoro fatto: puntuale ed utile, insomma da sempre dalla stessa parte”, conclude.
BlogSicilia

http://www.lasiciliaweb.it/articolo/114412





 Come sempre succede in questi ultimi anni in Sicilia quando si presentano delle EMERGENZE  ambientali  il movimento dei Cittadini  denuncia l’ASSENZA di UN PIANO DELL’ARIA REGIONALE  in realtà un PIANO  REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA  è stato approvato  GAB/176  DEL 9 AGOSTO 2007 (approvato e mai adottato per inefficacia) che porta la firma dell’Assessore Rosanna Interlandi  

Un piano dell’aria che come dimostrato NON POTRA’ mai avere una sua efficace applicazione in quanto, il PIANO approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia) risulta essere il frutto della maggior parte di un COLLAGE di capitoli, paragrafi …….. integralmente trascritti da pubblicazioni di altre Enti e  di Amministrazioni quali per esempio la Regione del Veneto.
Il risultato che ne è scaturito nella redazione del PIANO  REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA  
UN POUT-POURRI di dati siciliani e soluzioni Venete.

Infatti il Piano   di Tutela Aria Sicilia risulta essere COPIATO per una PERCENTUALE del 47,26%  dal Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera della Regione Veneto, significa : per ogni 10 righe del PIANO 5,3 sono “sicule” e 4,7 sono copiate dal Veneto- ogni 1,13 riga “sicula” ce n’è 1 “veneta”. La percentuale del 47,26%   sale al 90,00%   con le copiature dalle altre 27 fonti. Vale a dire che per ogni 10 righe del Piano, 1 è “sicula” e 9 sono il frutto del  collage “veneto ed altre fonti”

Inoltre tra gli  innumerevoli motivi di inefficacia del Piano Tutela Aria regione Sicilia, la “dimenticanza” di TUTTI gli impianti industriali della Regione Sicilia: I Petrolchimici, le Centrali Termoelettriche, I cementifici, la Distilleria  Bertolino e non da ultimo non vengono citati TUTTI gli impianti di minore dimensione ed impatto sulla qualità dell’aria.

Interrogazioni   interpellanze mozioni sono state presentate sin dal 2007 al Parlamento Europeo, al Parlamento Nazionale all’Assemblea Regionale per richiedere :L’immediato ritiro del Piano Aria approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia)

Richiesta di ritiro del Piano è stata avanzata nell’audizione delle Associazioni Ambientaliste alla  Commissione Ambiente Territorio Ambiente della Regione Sicilia  del 26  settembre 2013  che vedeva la partecipazione dell’Assessore Mariella Lo Bello e del Dottor Capilli uno degli autori del Piano Aria approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia)

Le dichiarazioni dell’Assessore Lo Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura di parti del Piano siciliano.

In particolare :
La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio  e l’ambiente,   esprime  compiacimento   per   le   iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al  quale  ha   dato  risposta  alle  interrogazioni presentate.  
Ammette  che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un  piano  di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di  decreti assessoriali.
[N.B.: il riferimento è ai decreti sulla zonizzazione dell'ozono e dei metalli pesanti, i quali, tuttavia, risultano affatto significativi e pieni di palesi incongruenze, con il risultato di essere inservibili]
   
Sostiene   che  il   ritiro    del    piano comporterebbe  una  lacuna
e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno  procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso. ……………..
Mentre il Dottor Capilli uno dei Coautori del Piano dichiara:

Il  dott.  CAPILLI  riconosce che " il documento è stato esplicitamente attinto da diverse altre fonti" e  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario  regionale delle emissioni.
Entrambi, nella audizione successiva, hanno avuto persino la spudoratezza di negare le loro precedenti affermazioni, non sapendo, però, che esse sono state registrate e nella registrazione quelle dichiarazioni vengono puntualmente confermate.  


In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE  

Scritto da Il Moderatore il 7 marzo 2014







In Sicilia e a Palermo c’e una grave violazione di legge sulla rete di monitoraggio dell’aria e sulla mancata adozione del piano risanamento aria. Per questo i Verdi oggi, in conferenza stampa, hanno presentato un esposto alla Procura della repubblica di Palermo e all’Unione Europea per le violazione affinché si  indaghi sulla Regione Siciliana.
I cittadini siciliani non sanno cosa respirano, cosa mangiano e perché si ammalano nelle zone più inquinate come ad esempio Milazzo, Priolo e Gela. L’assenza di una rete di monitoraggio che misuri tutti gli inquinanti previsti dalla legge, come IPa, Diossine, BENZOAPIRENE , polveri sottili, è un fatto gravissimo che viola le disposizioni  comunitarie e nazionali. Ma non finisce qua. La Regione Siciliana non ha un piano di risanamento dell’aria, unica regione in Italia, e spiace che il presidente Crocetta, che è stato europarlamentare, non abbia provveduto a fare in modo che la regione da lui guidata rispettasse le direttive europee. Questa situazione crea gravi zone di ombra dove chi inquina potrebbe avvantaggiarsi.
La Regione Siciliana non garantisce adeguata pubblicità alla popolazione  sui livelli di inquinamento come la convezione di Aarhus prevede. Chiediamo, pertanto, alla Procura di Palermo di aprire un ‘indagine anche per sapere come sono stati spesi soldi per le bonifiche in regione. All’UE chiediamo l’apertura di un’indagine per far rispettare le direttive europee sulla qualità dell’aria . Al sindaco di Palermo ricordiamo che è il che responsabile della salute pubblica  e che, nella rete comunale di monitoraggio dell’aria, buona parte di inquinanti non sono rilevabili e classificati come n.d ( non disponibili ) e la stessa rete di monitoraggio non è conforme alla normativa nazionale ovvero la dlgs 155/2010.
http://www.ilmoderatore.it/2014/03/07/in-sicilia-aria-fuorilegge-esposto-in-procura-ed-alla-ue/




Siracusa – Verdi e Green Italia presentano esposto all’Europa sull’inquinamento nelle zone industriali siciliane


Patti e Bonelli
PATTI E BONELLI 
   (Gregorio Valvo) Siracusa, 7 marzo 2014 -  Se  Verdi e Green Italia hanno deciso di rivolgersi alle  autorità della Unione Europea in materia di ambiente, significa che non si fidano di quel che “passa il convento” a Siracusa, sul controllo della qualità dell’aria. Anche dalla conferenza stampa tenuta all’Albergo Alfeo si è ricavato che  ancora oggi per Angelo Bonelli, Peppe Patti e Fabio Granata neanche l’Arpa è ritenuta affidabile. All’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, secondo i partiti ambientalisti,  mancano gli strumenti necessari per rendere comprensibili di dati che pubblicano. In sostanza i cittadini non sono messi in condizione di avere una lettura chiara di quel che sono costretti a respirare. 
Il tavolo della conferenza stampa
IL TAVOLO DELLA CONFERENZA STAMPA 
L’esposto presentato alla Commissione Europea per l’Ambiente e al Commissario europeo riguarda i siti d’interesse nazionale di Priolo, Milazzo e Gela e contiene una articolata denuncia relativa al rischio ambientale esistente a causa delle industrie che insistono in questi territori. La popolazione si vede costretta a restare senza informazione sullo stato dell’aria e neanche degli sforamenti dei valori elaborati. Il benzene sembra essere il maggiore indiziato per quel che attiene il danno alla salute dei cittadini che vivono nelle zone interessate. Ovviamente, Bonelli, Patti  e Granata  dedicano un ampio stralcio alle mancate bonifiche del terreno  perchè fanno notare  che “ è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo”.  Hanno detto chiaramente ” non ci fidiamo di quel che accade da noi ecco perchè abbiamo dovuto interessare la Procura della Repubblica di Siracusa e le autorità della UE”. E’ stato chiarito che si tratta di un altro passo avanti nella lotta per l’ambiente che in provincia di Siracusa lascia molto a desiderare per la mancanza di collaborazione con gli enti preposti ai controlli.  Pubblichiamo il testo del documento denuncia che l’Europa dovrà esaminare e valutare eventuali sanzioni.
 Esposto oggetto della conferenza stampa tenuta dai VERDI e GREEN ITALIA, tenuta dai cordinatori nazionali Angelo Bonelli e Fabio Granata!
Alla commissione europea per l’ambiente -  Al commissario europeo per l’ambiente Janez Potočnik
Sicilia, siti Priolo, Milazzo e Gela. Violazione direttive europee qualità aria e convenzione Aarhus.
Nella regione Sicilia insistono tre SIN Milazzo, Priolo e Gela, siti di interesse nazionale da bonificare, ad alto rischio ambientale. In queste tre aree la rete di monitoraggio della regione Sicilia gestita dall’agenzia regionale per la protezione ambientale monitora solo il benzene. Esiste un’altra rete denominata SIRVIANET, la cui accessibilità via web non sempre è possibile che pubblica dati derivanti dalle reti di monitoraggio delle province e dei comuni successivamente valicati dall’Arpa.

Da valutazioni effettuate la rete di monitoraggio della qualità dell’aria non risulta conforme alle disposizioni di legge regolate dal Dlgs 155/10 e dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria .

In particolare la rete di monitoraggio dell’ARPA Sicilia a Siracusa ha due stazioni classificate con il nome di MEGARA e SASOL. Dette stazioni non rispondono ai requisiti di legge in quanto non monitorano gli inquinanti previsti come : SO2, CO, NO2, O3, Pm10,Pm2,5, e i valori obiettivo per nichel, cadmio, arsenico e benzopirene cosi come disciplinati dalla direttiva europea del 2004/107/CE.

La stazione in oggetto monitora solo il benzene. Ma questa situazione è analoga per altre realtà territoriali alto rischio ambientale e classificate come SIN come Milazzo e Gela.

Per quanto riguarda il benzene non è riportato nel sito di ARPA Sicilia il valore medio annuo relativo al 2013 che per legge è previsto in 5 nanogrammi/metro cubo .

Nella stazione MEGARA di Siracusa si riscontrano gravi superamenti del benzene, seppur su base giornaliera: ad esempio il 4 e 5 gennaio 2014 il benzene ha raggiunto il valore di 111,5 nanogrammi/ metro cubo nella stazione MEGARA. Per quanto concerne la stazione SASOL per il 2014 non sono pubblicati dati.

Per quanto riguarda le due stazioni di Milazzo i dati del benzene non sempre sono riportati e risultano n.d. Nella stazione Pace del Mela si riscontrano valori giornalieri ampiamente superiori a 5 ng/mc ma non si conosce il dato annuale. L’assenza della pubblicazione del report annuale sul benzene da parte di ARPA Sicilia non consente di conoscere se l’ente preposto alla vigilanza , l’ARPA, abbia certificato la violazione del superamento del valore dei 5 nanogrammi / metro cubo in base al quale devono scattare le misure come previsto dall’art.9 del decreto legislativo 155/10.

Nel sito Arpa Sicilia sono pubblicati i dati della rete SIRVIANET ma anche questa rete non risponde a requisiti di legge in quanto non sono disponibili i dati dei seguenti inquinanti: CO, delle PM2,5 e degli IPA con un monitoraggio incompleto di NO2 e SO2 nel resto delle stazioni di monitoraggio si registra il non rilevamento degli idrocarburi non metanici.

A proposito dell’incompletezza dei dati delle stazioni di monitoraggio e della loro non conformità con la legge prima il DM 60/02 e poi il DLgs 155/10 allego una lettera del Dott. Francesco Licata Di Baucina che in data 17.010.2014 conferma quanto da noi contestato in una conferenza stampa del 16.01.2014 tenutasi a Siracusa, ovvero la non conformità alla legge della rete monitoraggio Arpa Sicilia.

In base al DM 60/02 e oggi con l’art.5 comma 1 del Dlgs 155/10 alla valutazione della qualità dell’aria e all’adozione delle misure di risanamento provvedono le regioni, ed in questo caso la regione Sicilia che ancora non ha provveduto all’adozione del piano di risanamento dell’aria regionale cosi come anche previsto dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria.

Quello che lascia preoccupati in tema di inquinamento ambientale e quindi delle gravi conseguenze in materia di tutela della salute è che la rete di monitoraggio non risponde alle esigenze di informazione al pubblico dei dati prevista dal DM 60/02 poi dal Dlgs 155/10 e delle direttive europee sulla qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus. L’assenza dei dati e di una pubblica informazione degli stessi crea un ombra preoccupante su quelle che negli anni sono state le conseguenze all’ambiente in materia di contaminazione delle falde , dei terreni , delle acque,dell’aria e di quale può essere il livello di contaminazione delle matrici biologiche e della catena alimentare. Le conseguenze ambientali descritte hanno una diretta conseguenza sulla salute della popolazione residente limitrofa al polo petrolchimo di Priolo, Augusta, Melilli, Gargallo e della città di Siracusa.

Gli scriventi chiedono alla commissione europea per l’ambiente di verificare se l’Italia, in relazione alla regione Sicilia ed in particolare per i tre siti di Siracusa, Milazzo e Gela ha violato le direttive in materia di qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus.

In particolare per mancata:

adozione piano risanamento aria da parte della regione Sicilia
misurazione di sostanze inquinanti dannose alla salute nelle aree ricadenti nel perimetro del Sin e se si diffondano gas, vapori, sostanze aereiformi e sostanze solide ( polveri ecc ) contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori operanti all’interno degli impianti e per la popolazione dei vicini centri abitati di Priolo, Melilli, Augusta, Siracusa, Gela e Milazzo riguardo a Benzoa pirene, idrocarburi non metanici, Ipa,composti solforati quali propilmercaptano, tiofene, isobutilmercaptano, diossine, furani, benzene, metalli pesanti e polveri
verifica se i livelli degli inquinanti succitati provenienti dai fumi dei camini, delle torce o da emissioni fuggitive si ritrovino nei terreni circostanti dei siti succitati
pubblicizzazione alla popolazione del livello degli inquinanti nell’aria
INOLTRE NON E’ NOTO:
se all’interno degli impianti produttivi ricadenti nel polo petrolchimico siano osservate tutte le misure idonee ad evitare la dispersione incontrollata di fumi, polveri e inquinanti nocivi alla salute dei lavoratori e della popolazione limitrofa.
se i valori di emissione delle sostanze inquinanti come diossine, furani, composti solforati, idrocarburi non metanici, benzoapirene, metalli pesanti, benzene, monossido di carbonio, Ipa, polveri e tutto quanto espressamente previsto dalla legge siano conformi alle disposizioni normative comunitarie, nazionali e regionali in vigore
quali siano i piani di evacuazione in caso di incidente rilevante, dato che la popolazione non è informata dell’esistenza dei suddetti piani.
INFORMIAMO LA COMMISSIONE EUROPEA PER L’AMBIENTE CHE:
è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo.
ad oggi nessun piano di bonifica e risanamento ambientale è stato avviato nei siti inquinati, tranne sporadici e non complessivi interventi nonostante ingenti risorse economiche, anche comunitarie, siano state investite. Le conseguenze dell’inquinamento sulla salute della popolazione destano preoccupazione. A Priolo-Siracusa vi è un’incidenza di nascituri geneticamente malformati pari al 5.6%. Ad esempio lo studio epidemiologico dell’ISS denominato studio Sentieri nel periodo 1995-2000 e 2001 -2005 ha evidenziato un eccesso di mortalità tra la popolazione di Priolo,Melilli, e Siracusa. A Gela invece secondo lo studio dell’osservatorio regionale epidemiologico il tumore infantile è al +159,2%. L’analisi delle tabelle sulla «mortalità» in alcuni casi sono persino peggiori rispetto a quelle di Taranto. Rispetto alle città più vicine, a Gela i maschi muoiono di più per tutti i tipi di tumore (+ 18,3%), per il cancro infantile (+ 159,2%), per il tumore allo stomaco (+ 47,5%), alla pleura (+ 67,3%), alla vescica (+ 9,6), o per morbo di Hodgkin (+ 72,4), del mieloma multiplo (+ 31,8) e delle malattie del sistema circolatorio (+ 14,2). A Milazzo L’analisi per le specifiche sedi tumorali ha permesso di osservare tra gli uomini eccessi statisticamente significativi sul livello di confronto locale per il tumore maligno del colon e del retto (SMR=152) e del mieloma multiplo (SMR=424).Tra le donne eccessi statisticamente significativi sono stati osservati per il tumore maligno del sistema nervoso centrale sia sul confronto locale (SMR=187) che regionale (SMR=203), mentre sul confronto locale per il tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni (SMR=199) e tumore maligno delle ossa e del connettivo (SMR=461).

Siracusa 5 marzo 2014






Abbiamo ricevuto il messaggio con preghiera di pubblicazione 
Amici, Compagni, Cittadini sono sconvolto!
Anche questa mattina la solita notizia :
” ….sai  Maria la mamma di ………. che abita  di fronte a …….. gli hanno detto che ha il CANCRO!!!!!!!!!!!...”
“Ma come? così giovane?….”
“Si purtroppo è  una malattia che non perdona e non guarda l’età, come è successo a ……………… la settimana scorsa  anche lui era giovane. Eppure!”
“Piuttosto, ma il nostro amico  ha finito il ciclo di chemio al  San Giovanni di Brescia?    è tornato?”
"E la moglie di..................è ancora in cura alla Maddalena? 
Pensa era ormai convinta di averlo sconfitto definitivamente questo mostro ma ecco che a distanza di anni si ritrova a dover ripercorrere questo calvario" Sono discorsi che   sempre più frequentemente  si sentono fare a Isola delle Femmine. Una volta c'era una sorta di vergogna di pudore, si preferiva non parlarne, si pensava a me non succederà  mai. Mai mi succederà! 
E poi?  
E poi, questo male oscuro stringe sempre più il suo cerchio,  i suoi tentacoli si allungano ed ecco "insinuarsi" nel "corpaccione" del  tuo conoscente e poi un amico di lavoro e poi    il vicino di casa e poi ..... e poi.... e poi ...suona prepotentemente alla porta del corpo di una tuo caro. E qui inizia il breve lungo calvario!!!!!!!!! 
Un giorno si e l’altro pure da qualche parte del paese o in qualche abitazione di Isola delle Femmine si fanno questi discorsi. 
Non si sa da dove iniziare si è come impotenti si viene assaliti dalla disperazione.Siamo un paesino di settemila abitanti ci si conosce quasi tutti il solo udire  questi discorsi si viene assaliti da una sorta di terrore e di impotenza. Ci si chiede: ….perchè? questo graduale lento e sembra inesorabile aumento di queste “malattie” nella nostra Isola delle Femmine 
” Non mi sono di conforto le chiacchierate con medici e farmacista della zona:
“……negli ultimi anni a Isola delle Femmine ……… oltre a forme  di  neoplasie,  tumori o……ne sono un esempio  l’aumento della vendita di medicinali a queste “MALATTIE oltre aila vendita dei tanti medicinali per la “cura” dei  casi di tiroidi  che colpiscono  non solo le donne purtroppo sono in aumento i casi che colpiscono anche gli uomini
Ma soprattutto mi chiedo da cosa derivano tutte queste malattie che stanno rendendo il paese di Isola delle Femmine una sorta di “ospedale da campo” ?
Mi verrebbe facile puntare il dito contro la Italcementi di Isola delle Femmine uno stabilimento accerchiato da TANTISSIME civili abitazioni Scuole,Supermercati, Scuola della prima infanzia, campo di calcio………..Uno stabilimento quello della Italcementi che usa come combustibile il MICIDIALE PETCOKE!

Da dove possiamo iniziare? 

ITALCEMENTI 20 FEBBRAIO A.I.A. DECADUTA SIN DAL 18 LUGLIO 2010 PER INOSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI NON ADOZIONE DELLE B.A.T. di isolapulita

Tirreno Power, la centrale si sta spegnendo
"Potrà ripartire con tecnologie adeguate"

I sindacati chiedono un incontro con il Prefetto. C'è un nesso tra i decessi e le rilevazioni, secondo l'ordinanza. Non sarebbero stati rispettati limiti imposti dall'autorizzazione integrata ambientale sulle emissioni. La Regione Liguria: avevamo segnalato noi le inadempienze. Legambiente: avviare le riconversioni


Tirreno Power, la centrale si sta spegnendo "Potrà ripartire con tecnologie adeguate"


















La centrale Tirreno Power di Vado Ligure 


La procura di Savona, che da tempo indaga sulle emissioni della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, ha chiesto ed ottenuto il sequestro dell' impianto. I carabinieri del Noe hanno infatti notificato ai dirigenti dell'impianto il sequestro, e si sono avviate le operazioni di spegnimento dei due gruppi a carbone che alimentano la centrale. Ci vorranno dalle 22 alle 26 ore perchè la centrale si fermi.

Il giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi ha deciso il sì alla richiesta della Procura. La richiesta è stata decisa in seguito alle verifiche che sono state effettuate dai consulenti del Ministero dell'Ambiente e della Procura. Dagli accertamenti svolti sarebbe emerso, in particolare, il mancato rispetto di alcuni limiti imposti dall'Autorizzazione integrata ambientale. Oltre al superamento di alcuni limiti imposti dall'Aia, il sequestro sarebbe scattato anche per l'assenza del "sistema di monitoraggio a camino", che avrebbe dovuto essere realizzato entro il 14 settembre dell'anno scorso.
Il gip Fiorenza Giorgi spiega nell'ordinanza che la centrale potrà ripartire dopo che si sarà messa in regola introducendo tecnologie adeguate.  

L'ordinanza. L'ordinanza con cui il gip ha disposto il sequestro della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure parla di nesso di causalità tra le emissioni, le morti e le patologie. E la prova del disastro ambientale doloso con conseguenza sulla salute dei cittadini starebbe nella rarefazione dei licheni e nell'aumento delle malattie.

L'inchiesta. Sull'attività di Tirreno Power - nella cui proprietà è presente anche il Gruppo Sorgenia - sono aperti due filoni d'inchiesta, una per disastro ambientale e una per omicidio colposo. Risultano indagati per disastro ambientale Giovanni Gosio ex direttore generale, dimessosi alcune settimane fa, e il direttore dello stabilimento Pasquale D'Elia. Ci sarebbe anche un terzo indagato di cui non si conosce il nome.

Secondo la procura di Savona, i fumi della centrale hanno causato 442 morti tra il 2000 e il 2007. Per il procuratore Granero la centrale avrebbe causato anche "tra i 1700 e i 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d'asma tra il 2005 e il 2012".

Tre settimane fa la procura aveva acquisito un verbale dell'Ispra, l'Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale del ministero dell'Ambiente, redatto durante una visita di routine.

La posizione dell'azienda. L'azienda si è sempre difesa sostenendo che gli studi dei consulenti di parte hanno delle "criticità". "Non sono mai state sottoposte a un contraddittorio, non si comprende quale sia stato il metodo di valutazione di esposizione agli inquinanti.
Tale mancanza di chiarezza è accompagnata dall'assenza della doverosa analisi di robustezza, di sensitività e quindi di affidabilità globale del metodo adottato. Anche per questo motivo non si può affermare in concreto alcun nesso di causalità" tra morti, malattie ed emissioni. Secondo l'azienda, nelle perizie dei consulenti della procura mancherebbe anche lo studio della ricaduta a terra delle particelle inquinanti.

Sindacati: mantenere i posti di lavoro. "Abbiamo chiesto al Prefetto di convocare al più presto un incontro con l'azienda, la Regione, i due Comuni di Vado Ligure e Quiliano per capire meglio i contorni di questa vicenda e trovare una soluzione che consenta sia il mantenimento dei posti di lavoro sia il rispetto e la tutela dell'ambiente". Così Fulvia Veirana, segretaria della Camera del Lavoro della Cgil di Savona, a seguito del sequestro della centrale di Vado Ligure. "Tutte le aziende, compresa Tirreno Power - aggiunge Veirana - devono attenersi alle prescrizioni di legge. In caso contrario è giusto che vengano sanzionate.
Il punto è come costringere l'azienda a rispettare i limiti di emissioni imposti dalla legge, garantendo l'occupazione. Per questo chiediamo che azienda e istituzioni provino a costruire percorso condiviso per la tutela dell'ambiente e dei posti di lavoro. La centrale di Vado occupa 200 lavoratori diretti che, con l'indotto, arrivano a circa 700 unità. Non accettiamo il 'ricatto occupazionale' perchè in tutto il mondo ci sono centrali a carbone che funzionano senza rischi per l'ambiente o per la salute dei cittadini". Pino Congiu, segretario della Uiltec savonese, aggiunge che "abbiamo sollecitato l'azienda a fornire spiegazioni dettagliate sulle ragioni del sequestro. La situazione è complessa. Il vecchio piano industriale, che prevedeva un investimento di 1,3 miliardi di euro sugli impianti e per la copertura del parco a carbone, non è mai stato realizzato e poche settimane fa il nuovo direttore generale ha annunciato un nuovo piano entro giugno. Non vorremmo - conclude Congiu - che ci fosse una strategia di disimpegno degli azionisti sulla centrale"

La Regione: primi a segnalare.
 "Le inottemperanze e le inosservanze alle prescrizioni dell'Aia (l'autorizzazione ambientale integrata) che hanno motivato il provvedimento sono contenute in un verbale di Ispra dopo una visita fatta insieme con i tecnici di Arpal alla centrale. Il dipartimento Ambiente della Regione Liguria aveva già precedentemente inviato, fra l'altro, una serie di lettere al ministero dell'Ambiente, in cui si chiedeva di verificare l'esistenza di inadempienze ambientali sull'Aia stessa". Lo ha dichiarato l'assessore all'Ambiente della Regione Liguria Renata Briano, commentando la notizia della richiesta  di sequestro dell'impianto Tirreno Power da parte della Procura di Savona. 


Legambiente: riconvertire impianti
.“Il sequestro dell’impianto della Tirreno Power di Vado Ligure rappresenta un importante passo avanti nella lotta all’inquinamento ambientale e sanitario da anni denunciato in Liguria. Ora ci aspettiamo che la centrale a carbone di Vado Ligure venga riconvertita con progetti utili e sostenibili e che possa così diventare un esempio da seguire anche per gli altri impianti industriali vecchi e inquinanti presenti ancora in Italia, che arrecano solo danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. Dall’altra parte è però necessario che ci sia un cambio di rotta nella politica energetica di questo Paese. È ora di dire basta ai sussidi per le fonte fossili e alle politiche a favore del carbone,
 bisogna invece optare per una politica energetica che guardi alle fonti rinnovabili e alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano”, così Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente commenta il sequestro dell’impianto a carbone di Vado Ligure

Video: TG1 

LA CENTRALE TERMOELETTRICA DI VADO LIGURE E' STATA CHIUSA IN QUANTO "...MANCA UN SISTEMA DI MONITORAGGIO DEI FUMI CHE L'AZIENDA AVREBBE DOVUTO REALIZZARE ENTRO IL 14 SETTEMBRE 2013 COSI' COME PREVISTO NEL DECRETO A.I.A. N 227 DEL DICEMBRE 2012....."



TIRRENO POWER VADO LIGURE GAZZETTA UFFICIALE 5 GENNAIO 2013 DECRETO MINISTERIALE AIA 14 12 2012 DEC-MIN- 227_TIRRENO VADO LIGURE from Isola Pulita


A Isola delle Femmine "terra di nessuno" il decreto di concessione A.I.A. n 693 del luglio 2008 alla ditta Italcementi che pure prevedeva (pena la decadenza del decreto stesso) degli obblighi di attivazione di un sistema di monitoraggio e di controllo. Solo adesso, ed a distanza di anni 6 si è individuata un'area ove installare una centralina di monitoraggio degli inquinanti provenienti dalla cementeria affinchè detta centralina venga installata ci vorranno ancora diversi mesi. 

Mi chiedo cosa è successo sino ad ora in termini di emissioni?

Chi ha controllato dal 7 luglio 2008 ad oggi,  le "eventuali" emissioni provenienti dalla Italcementi? 

Ancora...

Come può succedere che NESSUNO NESSUNO NESSUNO in particolare chi ne aveva la RESPONSABILITA' - Assessorato. Servizio 3. A.R.P.A. (secondo il Decreto AIA) di esercitare un minimo di controllo e di verifica!!!! 

Ciò nonostante le tante denunce e segnalazioni fatte agli organi competenti nonchè alle Autorità giudiziarie.

Si! la Sicilia è proprio la TERRA DI NESSUNO!!!!!!!!! 
ISOLA DELLE FEMMINE LUNGO MARE PARCO  DELLA NATURA CEMENTERIA 


Lo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine è lì dalla fine degli anni Cinquanta. Nel frattempo intorno allo stabilimento, è cresciuto un paese di oltre  7mila abitanti.

L’impianto si trova tra la ferrovia Palermo-Punta Raisi e l’autostrada. Il Comune ha costruito delle case popolari di fianco allo stabilimento. Di fronte al  Cementificio è stato approvato un piano di lottizzazione con decine di civili abitazioni. , supermercati, scuola della prima infanzia e scuola media inferiore oltre a strutture sportive ed un posto di primo intervento ospedaliero.  Sullo sfondo c’è l’isolotto che dà il nome alla località: dal 1997 è una Riserva naturale.






SCATTI  CHE  FOTOGRANO LA REALTA' QUOTIDIANA DEL TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE E COMUNI LIMIITROFI........

I FUMI CHE INCOMBONO QUOTIDIANAMENTE SULLE  VITE DEI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE ......

da anni speriamo che qualche altro occhio vigile li veda.... 

....e provveda a tutela di tutti noi CITTADINI di Isola delle Femmine 

Sicuramente... è tutto nella norma

Sicuramente... le emissioni provenienti dalla ITALCEMENTI ...

...SONO NEI LIMITI CONCESSI NEL DECRETO A.I.A.  693 2008...

...ANCHE SE AL DI SOPRA DELLE PRESTAZIONI PREVISTE DALLE MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI..

MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI. PREVISTE NEL DECRETO A.I.A. 693 2008 CHE LA ITALCEMENTI HA PENSATO BENE DI NON OTTEMPERARE

MA QUALCUNO....CONSIDERA O DOVREBBE AVER AVUTO LA LUNGIMIRANZA DI CONSIDERARE.......

CHE SOTTO TALI FUMI VIVONO, RESPIRANO E CRESCONO I NOSTRI FIGLI


 2008  07  29  
AMBIENTE: ASSESSORE SICILIA, OK REGIONE AD USO PETCOKE E' TEMPORANEO
Palermo, 29 lug. - (Adnkronos) - "L'onorevole Siragusa prima di diffondere notizie allarmanti avrebbe potuto richiedere copia del provvedimento autorizzativo e si sarebbe resa conto che l'assessorato all'Ambiente ha rilasciato un'autorizzazione temporanea con limiti all'emissione in atmosfera estremamente inferiori a quelli stabiliti dalla legge, ed in presenza di tutti i pareri favorevoli". L'assessore regionale all'Ambiente della Sicilia, Giuseppe Sorbello, rimanda al mittente le accuse lanciate dalla deputata del Pd, Alessandra Siragusa, che ha annunciato la presentazione di un'interrogazione alla Camera.
Al centro del provvedimento l'autorizzazione concessa dall'assessorato al Territorio e Ambiente della Regione siciliana all'impiego del petcoke come combustibile nella cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (Palermo). Una decisione che l'esponente del partito di Veltroni giudica "pericolosa". L'assessore Sorbello precisa che si tratta di "un'autorizzazione temporanea integrata dai pareri della Provincia regionale di Palermo, dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, della Commissione provinciale per la tutela dell'Ambiente, dell'azienda Ausl, dell'Arpa provinciale di Palermo e del servizio 3 dell'assessorato al Territorio, con limiti di emissione in atmosfera al di sotto dei parametri stabiliti per legge''.
''Il provvedimento autorizzativo - aggiunge - impone la riconversione tecnologica dell'intero impianto secondo le migliori tecnologie presenti sul mercato. E impone - precisa Sorbello- entro 60 giorni dal rilascio dell'autorizzazione, lo sgombero dell'attuale sito di stoccaggio del petcoke dalla cava di Raffo Rosso e la bonifica e il ripristino ambientale della stessa area".

fonte della notizia: 



Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altri motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine


Per maggiori informazioni si trovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:




ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE Interrogazione a 


risposta scritta 4-03034 MANNINO Claudia 21 dicembre 2013, 


seduta n. 143



Camera, interrogazione a risposta scritta   di Claudia MANNINO (M5S)
il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi...

                     presentato il: 21/12/2013
                      
Atto Camera  

   

 Interrogazione a risposta scritta 4-03034 presentato da MANNINO Claudia testo di Sabato 21 dicembre 2013, seduta n. 143  

 MANNINO. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:   


il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di igiene e di sicurezza degli alimenti;   

 lo stesso decreto legislativo stabilisce che il Ministero della Salute svolge le funzioni di competenza statale concernenti la tutela della salute umana anche sotto il profilo ambientale, nonché il monitoraggio della qualità delle attività sanitarie regionali;   

 a seguito di sopralluoghi effettuati dalle competenti autorità il 6 dicembre 2005 risultava che la «cementeria di Isola delle Femmine», sita nel comune di Isola delle Femmine, utilizzasse come combustibile, per i propri impianti di produzione, il petcoke senza avere ottenuto alcuna autorizzazione;   

 a seguito di un atto di diffida della regione siciliana, il gestore dell'impianto ha presentato, in data 3 novembre 2006, un'istanza per ottenere l'Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria a realizzare un progetto di conversione tecnologica degli impianti produttivi (revamping);   

 nel corso del procedimento autorizzatorio, il soggetto gestore ha chiesto il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, esclusivamente per l'impianto esistente includendo il coke di petrolio tra i combustibili utilizzati, impegnandosi a ripresentare una richiesta di autorizzazione per la realizzazione del progetto di conversione tecnologica dell'impianto, dopo aver acquisito il necessario giudizio di compatibilità ambientale per la realizzazione delle opere previste nello stesso progetto;   


 con decreto del responsabile del servizio n. 693 del 18 luglio 2008, è stata rilasciata alla società italcementi SpA l'autorizzazione integrata ambientale per l'impianto esistente «cementerà di Isola delle Femmine», sito nel comune di Isola delle Femmine, che consente l'impiego del coke di petrolio tra i combustibili autorizzati;   


 l'articolo 6 del decreto n. 693 del 2008 stabilisce che «il provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di collaudo», in seno alla quale gli enti preposti al controllo potranno, se ritenuto necessario, modificare le condizioni e le prescrizioni autorizzative, stabilite dall'articolo 7 dello stesso decreto n. 693 del 2008;   

 l'articolo 7 del decreto n. 683 del 2008 elenca, dettagliatamente, le condizioni e le prescrizioni che devono essere rispettate relativamente al recupero dei rifiuti come materie prime, ai limiti di emissione, alla conversione tecnologica dell'impianto, all'uso dei combustibili e ai consumi energetici, al trattamento dei rifiuti prodotti e infine alle attività di monitoraggio, stabilendo che l'efficacia dell'Autorizzazione Integrata Ambientale «viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute in sede di conferenza di servizi», e che a far data dalla notifica del provvedimento «dovranno essere osservate le prescrizioni relative all'applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria» riportate dettagliatamente nello stesso decreto;   

 tra le prescrizioni relative all'impianto, fissate dal Decreto 683/2009, all'articolo 7, è stato inserito l'obbligo, per il gestore, di procedere – entro 24 mesi dal rilascio dell'autorizzazione – alla conversione tecnologica (il cosiddetto revamping) dell'impianto con il completo allineamento delle migliori tecniche disponibili (M.T.D.) per la produzione del cemento, al fine di ottenere un sostanziale abbattimento dei principali inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 a distanza di più di 5 anni dal rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, la conversione tecnologica dell'impianto, prescritta dall'articolo 7 del decreto n. 683 del 2009, non è stata realizzata;   

 non risulta che l'amministrazione competente al rilascio dell'AIA abbia effettuato alcun controllo in ordine all'effettivo adempimento, da parte del soggetto gestore, alle prescrizioni dettagliatamente elencate nel decreto n. 683 del 2009, nonostante – in data 18 gennaio 2011 – sia stata comunicata all'amministrazione regionale e all'autorità giudiziaria una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementeria;   

 nel comune di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, continua, dunque, ad operare un impianto per la produzione del cemento, che non utilizza le tecnologie disponibili per conseguire un effettivo abbattimento delle emissioni inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 la mancata ottemperanza alle prescrizioni fissate nel provvedimento di rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale – e in particolare a quella concernente l'obbligo di adeguamento tecnologico dell'impianto esistente – non costituisca una grave minaccia per la salute pubblica stante la stessa collocazione dell'impianto rispetto ai centri abitati circostanti –:   

 quali elementi disponga in merito alla situazione e ai fatti esposti;   
 se intenda assumere iniziative al fine di tutelare la salute delle comunità che abitano nel territorio interessato dalle emissioni inquinanti connesse al funzionamento della cementeria di Isola delle Femmine. (4-03034) 





La guerra del cemento, 4 anni di battaglie infuocate nella Bassa Padovana

di Alice Cavicchioli


MONSELICE 13 Feb - Monselice, provincia di Padova. Qui, nel 2010, comincia una storia che oggi, dopo 4 anni, non è ancora finita, e che lascia dietro di sé una ferita profonda, aperta fra gli abitanti che le cronache hanno diviso in ambientalisti da un lato e lavoratori dall’altro, ma che di fatto non sono nient’altro che cittadini, stretti nella morsa di una battaglia che li ha messi gli uni contro gli altri.



A innescare la miccia è il revamping di Italcementi, un progetto di ristrutturazione presentato da una delle tre cementerie che – con una concentrazione che non ha eguali in Europa – insistono nell’area dei Colli Euganei tutte nel raggio di 5 chilometri. Sul piatto c’è un investimento da 160 milioni di euro che prevede anche una torre di preriscaldo alta 110 metri, poi scesi a 89, e la garanzia di occupazione per i lavoratori. Senza il revamping gli operai rischiano il posto e dunque sostengono compatti la sua attuazione.



comitati “E noi?” e “Lasciateci respirare”, supportati da una buona fetta di cittadini, associazioni e un inaspettato fronte trasversale composto da molte amministrazioni del territorio, nell’opera vedono invece uno sfregio ambientale nel cuore del Parco Colli e temono da parte della cementeria l’utilizzo di rifiuti come combustibile, con conseguenti rischi sanitari per la popolazione. La produzione di cemento nel 2010 è già in forte calo e il sospetto dei comitati è che l’industria punti sull’uso di materiale di scarto per abbattere i costi nel quadro di un mercato in declino. La popolazione convive dagli anni ’50 con tre attività industriali classificate come insalubri di 1° classe.



La situazione della Bassa è percepita “a rischio” da molti, e proprio da un approfondimento sulle vicende di questo territorio nasce anche il documentario “Nel mio giardino” (dal quale sono state tratte le immagini per questo servizio), realizzato da Cristian Cesaro, Fabio Lessio, Santo Bruno e davide Donnola. I dati epidemiologici dell’Usl 17 sull’incidenza dei tumori nell’area dimostrano un tasso di mortalità che rientra nella media degli altri Comuni, ma per Francesco Miazzi, portavoce del comitato “Lasciateci respirare”, il rapporto non è rassicurante come sembra: “Se è vero che la mortalità è nella media - e questo anche grazie ai progressi medici - il numero delle persone che si ammalano invece è in aumento” sottolinea Miazzi, che a Monselice è anche consigliere comunale.



“Quello che non hanno voluto tirare fuori – sostiene – sono i numeri, tratti dallo stesso documento e relativi al tasso di patologie respiratorie registrate nell’Usl 17”: affetti da insufficienza respiratoria e malati cronici di asma qui sarebbero risultati molto più numerosi rispetto alla tendenza regionale.

Sul fronte opposto ci sono i lavoratori della cementeria che temono per il loro avvenire. La crisi preme, e lo spettro della disoccupazione avanza.



Si può scegliere tra la salute e il lavoro? Fra il bene dei singoli nell’immediato e il bene di una comunità nel suo futuro? Sono domande davanti alle quali un cittadino non dovrebbe mai trovarsi, le stesse che hanno finito per spaccare la popolazione, dividendola proprio su ciò che la dovrebbe unire, cioè il destino del proprio territorio.





Comincia una battaglia legale che vedrà due sentenza del Tar bocciare il revamping. Parallelamente la procura di Padova mette sotto inchiesta il sindaco di Monselice Francesco Lunghi e l’allora presidente del Parco Colli Chiara Matteazzi, favorevoli al revamping. Le indagini condotte dai carabinieri del Noe di Venezia arrivano ad ipotizzare i reati di corruzione e abuso di ufficio volti a garantire l’approvazione e la realizzazione del progetto. Lo stesso Tar del Veneto, nel maggio del 2012, nell’annullare l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei e la delibera della giunta provinciale con cui si era espresso il parere di compatibilità ambientale favorevole, dispone la trasmissione degli atti alla Procura ritenendo “necessario che essa verifichi se l’illegittimo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica impugnata abbia comportato la commissione di reati”.



Seguono due anni di indagini con tanto di intercettazioni e pedinamenti. Il sospetto dei carabinieri è che i ripensamenti di vari amministratori pubblici prima contrari e poi favorevoli al progetto Italcementi “si affiancasse a situazioni di favore come compensi e nuovi incarichi”. Ma il 20 dicembre 2013 il sostituto procuratore, pur sottolineando la condotta “non del tutto chiara” degli indagati, chiede l’archiviazione del caso in assenza di elementi idonei a esercitare l’azione penale. I comitati si oppongono e la decisione, ad oggi, è quindi affidata al gipNel frattempo il Consiglio di Stato, a fine 2012, ha ribaltato anche la seconda sentenza del Tar. Italcementi può, dunque, fare il revamping.



Ma il progetto, con la crisi del cemento al suo apice, è ormai tramontato. La colpa, per il sindaco Lunghi e il suo vice, è dei comitati, di chi si è opposto, tanto da annunciare contro di loro una class action. Eppure, perfino il sindacato, che rappresenta i lavoratori, non attribuisce ai comitati la retromarcia sul revamping, ma alla crisi del settore e alle mutazioni del mercato.



Perché allora questa class action? Francesco Miazzi tira in ballo l’imminente campagna elettorale per il comune di Monselice e parla di “ennesimo tentativo intimidatorio”. Intanto, i forni del cementificio si spengono, lo stabilimento dopo essere stato “declassato” a centro di macinazione, a fine gennaio di quest’anno viene chiuso e al termine di una vertenza sindacale condotta in un clima esacerbato su ogni fronte, i sindacati ottengono per tutti i lavoratori la cassa integrazione straordinaria per almeno due anni, potenzialmente rinnovabile per altri due. Nel frattempo la speranza è che la politica ricomponga ciò che ha diviso, disegnando per Monselice e per la Bassa Padovana strade di sviluppo alternative.
 
13 febbraio 2014






ITALCEMENTI SOPRALLUOGHI ARPA 2009 NON E' STATA PRESENTATA ISTANZA A.I.A. VEDI 693 OBBLIGO REVAMPING PAG 4


LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE INQUINA?
La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? di isolapulita





PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE DECRETO 155 29 GENN 2009 CONTRATTO ING NATALE ZUCCARELLO NOMINA DIRIGENTE RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008



TOLOMEO PIETRO NOMINA SANSONE DIRIGENTE 2 SERVIZIO VIA VAS A PARTIRE DAL 17 DICEMBRE 2008 DOPO  CINQUE MESI DALLA FIRMA COME RESPONSABILE DEL 2° SERVIZIO VIA VAS   DECRETO CONCESSORIO  A.I.A. ALLA ITALCEMENTI DEL LUGLIO 2008 






 

  

Cambiamo Aria



Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007  somiglia stranamente a quello del Veneto. 




Semplice coincidenza?
E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. 

Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene

E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quindi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.
Se intanto il campionato finisce, pazienza. 
Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore  Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria 

 

IL PIANO COPIATO

 

NUMERO DELLE RIGHE DEL PIANO REGIONALE DI TUTELA E RISANAMENTO DELL’ATMOSFERA DELLA REGIONE VENETO (approvato con delibera 452 del 15 febbraio 2000 ed adottato con deliberazione 57 del CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO dell’11.11.2004, BOCCIATO DALLA COMMISSIONE AMBIENTE D’EUROPA (DUMAS) NELL’APRILE 2006) COPIATE NEL PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA APPROVATO CON Decreto Assessoriale 176/GAB Regione Sicilia del 9 Agosto 2007

Nel conteggio del numero delle righe SI SONO ESCLUSI : Titoli dei paragrafi e sottoparagrafi, tabelle, grafici e figure per ogni capitolo.
Il conteggio si riferisce solo al raffronto con il Piano della Regione Veneto e non comprende le altre fonti copiate.
Capitolo 1
Totale delle righe del piano Sicilia                                                            564  
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE)  nel Piano Sicilia     323
Incidenza percentuale                                                                              57,26%
Capitolo 2
Totale delle righe del piano Sicilia                                                           2002    
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE)  nel Piano Sicilia       520
Incidenza percentuale                                                                               25,97%
Capitolo 3
Totale delle righe del piano Sicilia                                                             396
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia     265
Incidenza percentuale                                                                               66,91%
Capitolo 4 [include solo un elenco di norme; non conteggiato]
Totale delle righe del piano Sicilia                                                            222
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia         1 
Capitolo 5
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              61
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      31
Incidenza percentuale                                                                           50,81%
Capitolo 6
Totale delle righe del piano Sicilia                                                        617 
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia    566
Incidenza percentuale                                                                            91.73%
Capitolo 7
Totale delle righe del piano Sicilia                                                             659
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia        73
Incidenza percentuale                                                                               11%
Capitolo 8
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              46
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia       23
Incidenza percentuale                                                                                50%
Capitolo 9
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              30
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      30
Incidenza percentuale                                                                               100%
Capitolo 10
Totale delle righe del piano Sicilia                                                                8
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia        8
Incidenza percentuale                                                                              100%
Glossario
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              202
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      136  
Incidenza percentuale                                                                            67,32%
BIBLIOGRAFIA RIGHE DEL PIANO SICILIA                                            76


T O T A L I
Totale delle righe dell’INTERO  Piano Sicilia                                                4.585(*)                    
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia  2.167


Incidenza percentuale                                                                     47,26% 
(*) non conteggiate le pagine dell’elenco delle normative e della bibliografia


POSIZIONAMENTO DELLE RIGHE COPIATE DAL PIANO ARIA DEL VENETO INCOLLATE SUL  PIANO SICILIA:

CAPITOLO 1
PAG    9 dalla 16° alla 50° riga  
PAG  10  dalla 1° alla 10° riga; dalla 12° alla 31° riga
PAG  11  dalla 1° alla 24° riga; dalla 26° alla  31°; dalla 34° alla 39°; dalla 42° alla 52°
PAG  12  dalla 1° alla 26° riga; dalla 30° alla  33°; dalla 39° alla 39° dalla 43° riga
PAG  13  dalla 1° alla 6°  riga
PAG  25  dalla 1° alla 42° riga
PAG  26  dalla 1° ; dalla 5° alla 16°; dalla 21° alla 25°
PAG  27  dalla 1° alla 32° riga
PAG  28  dalla 1° alla 46°; dalla 48° alla  50° 
PAG  29  dalla 1° alla 8° riga
CAPITOLO 2
PAG  30 dalla 25° alla 26° riga; dalla 33° alla 53°
PAG  31  dalla 1° alla 14° riga; dalla 16° alla  25°
PAG  33 dalla 13° alla 14°  riga
PAG  49  dalla 9° alla 25° riga; 31° 
PAG  70  dalla 1° alla 29° riga
PAG  72  dalla 18° alla 23° riga
PAG  74  dalla 1° alla 24° riga
PAG  90  dalla 18° alla 28°; dalla 31° alla 32°; dalla 38° alla 40°
PAG  91  dalla 14° alla 24° riga
PAG  99  dalla 7° alla 10° riga; dalla 27° alla  43°
PAG  100 dalla 34° alla 35° riga
PAG  101 dalla 10° alla 15° riga
PAG  111 dalla 1° alla 8° riga; dalla 11° alla 13°
PAG  112 dalla 5° alla 7° riga
PAG  114 dalla 3° alla 7° riga; dalla  11° alla 17°; dalla 20° alla 25°
PAG  116 dalla 1° alla 9° riga; dalla 17° alla  27°; 34° 
PAG  121 dalla 22° alla 24°  riga
PAG  122 dalla 1° alla 15° alla  22° riga
PAG  126 dalla 1° alla 15° riga; dalla 21° alla 26°; dalla 30° alla 39°; dalla 42° alla 44°; dalla 48° alla 49°
PAG  127 dalla 3° alla 17° riga;  dalla 26° dalla 36° alla  40° riga
PAG  128 dala 17° alla 22° riga; dalla 46° alla  57°
PAG  129 dalla 1° alla 50° riga
PAG  130 dalla 1° alla 10° riga; dalla 15° alla 17°; dalla 31° alla 50°
PAG  131 dalla 1° alla 11° riga
PAG  132 dalla 1° alla 18° riga
PAG  133 dalla 1° alla 29° riga
PAG  135 dalla 8° alla  9°  riga
PAG  140 dalla 1° alla 14° riga
PAG  141 dalla 50° alla 51° riga
PAG  142 dalla 2° alla 3° alla 9°    riga
CAPITOLO 3
PAG 169 dalla 1° alla 20° riga; dalla 24° alla 52°
PAG 170 dalla 16° alla 26° riga
PAG 172 dalla 1° alla 5° riga
PAG 173 dalla 12° alla 14° riga
PAG 174 dalla 1° alla 15° riga
PAG 175 dalla 1° alla 4° riga; dalla 11° 14° riga
PAG 177 dalla 8° alla 10° riga; dalla 11° alla 12°
PAG 178 dalla 1° alla 8° riga
PAG 180 dalla 1° alla  6° riga
PAG 181 alla 2° alla 9° riga
PAG 185 dalla 1° alla 4° e la 6° riga
PAG 186 dalla 7° alla 16° riga
PAG 189 dalla 1° alla 2°; dalla 4° alla 5°
PAG 190 dalla 1° alla 44° riga
PAG 191 dalla 1° alla 40° riga
PAG 192 dalla 1° alla 27° riga
PAG 193 dalla 1° alla 10° riga
PAG 195 dalla 3° alla 10° riga; dalla 12° alla 14°
CAPITOLO 4
PAG 196  34° RIGA
CAPITOLO 5
PAG 202 dalla 9° alla 12° riga; 15°
PAG 203 dalla 1° alla 20° riga; dalla 25° alla 29°
CAPITOLO 6
PAG 204 dalla 4° alla 7° riga; dalla 13° alla 16°; dalla 20° alla 22°; dalla 37° alla 44°
PAG 205 dalla 1° alla 46° riga
PAG 206 dalla 1° alla 51° riga
PAG 207 dalla 1° alla 36° riga
PAG 208 dalla 1° alla 42° riga
PAG 209 dalla 1° alla 36° riga
PAG 210 dalla 1° alla 3°; dalla 4° alla 8° 
PAG 211 dalla 1° alla 48° riga
PAG 212 dalla 1° alla 41° riga
PAG 213 dalla 1° alla 46° riga
PAG 214 dalla 1° alla 42° riga
PAG 215 dalla 1° alla 39° riga
PAG 216 dalla 1° alla 53° riga
PAG 217 dalla 1° alla 17° riga; dalla 19° alla 42°
PAG 218 dalla 1° alla 10°; 16°; 17°; dalla 20° alla 26°; dalla 28° alla 36°
CAPITOLO 7
PAG 219 dalla 1° alla 17° riga; dalla 20° alla 25°
PAG 220 dalla 5° alla 15° riga; dalla 21° alla 26°
PAG 232 dalla 19° alla 45° riga
PAG 233 dalla 1° alla 6° riga
CAPITOLO 8
PAG 234 dalla 3° alla 4° riga; dalla 15° alla 16°; dalla 20° alla 21°; dalla 26° alla 40°; dalla 43° alla 44°
CAPITOLO 9
PAG 235 dalla 1° alla 29° riga
CAPITOLO 10
PAG 236 dalla 1° alla 8° riga
GLOSSARIO
PAG 237 dalla 1° alla 59° riga
PAG 238 dalla 1° alla 61° riga
PAG 239 dalla 1° alla 5° riga
  



Numero delle righe COPIATE dalle altre 32 fonti (+PIANO VENETO) e INCOLLATE  nel  PIANO  SICILIA



1.      FONTE DEL COPIATO: Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera della Regione Veneto
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°      2.167
2.     FONTE DEL COPIATO: http://www.globalgeografia.com.pdf         
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                             7
3.     FONTE DEL COPIATO: Programma Pluriennale regionale attuativo regolamento CEE 2080/92           
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         75
4.       FONTE DEL COPIATO: Il turismo in Sicilia 200-2001 pag 312           
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°         21
5.     FONTE DEL COPIATO: http://www.sinanet.apat.it/it/sinanet/progetti/pri_clc2000/ilprogetto-i-clc2000-in_italia/metodologia/iv_livello_clc
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°          10
6.     FONTE DEL COPIATO: Agenda21, Relazione sullo stato dell’ambiente, Città di Palermo
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         61
       
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         28
8.     FONTE DEL COPIATO www.provincia.torino.it/ambiente/inquinamento/aria/qualita/parametri/b_ azoto          
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                          N°           8                                        
9.     FONTE DEL COPIATO Dipartimento Chimica Università Palermo
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°          56
10. FONTE DEL COPIATO AMIA, Il rilevamento dell’inquinamento acustico ed atmosferico nel Comune di Palermo, Agosto 1997-Dicembre 1998
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°         65 
11.  FONTE DEL COPIATO AMIA, 3Relazione
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°           4
  
12.   FONTE DEL COPIATO AMIA, 4Relazione
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia   
       
13.   FONTE DEL COPIATO AMIA, 5Relazione
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°         75                                    
14.  FONTE DEL COPIATO . Drago "Carta climatica e Atlante climatologico della Sicilia"
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°        318
15.  FONTE DEL COPIATO E. Golfieri e G. Silvestri “Progetto di residenze con l’utilizzo di sistemi solari passivi e di raffrescamento naturale ad Alfonsine (RA), Tesi di Laurea, Università di Ferrara, 1997-1998        
      N°Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                              N°        8
       
16.   FONTE DEL COPIATO ENEA 1999
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°     40
17. FONTE DEL COPIATO A. Drago “I processi di desertificazione e i possibili interventi di mitigazione”
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°      6
       
18.   FONTE DEL COPIATO Istituto Veneto Tesi di Laurea
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°     22
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°   212
20.  FONTE DEL COPIATO Piano Provinciale Tutela Qualità aria Provincia Trento
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°       9
21.  FONTE DEL COPIATO APAT BIOMONITORAGGIO
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°   140     
22.  FONTE DEL COPIATO Linee guida per la formazione del “Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela”, 2005
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°      76
23.  FONTE DEL COPIATO ARPA Laboratorio mobile, Comune di Milazzo, 2005-2006
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    121
24.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2004
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    186
25.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2005
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    248
26.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2006
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    264
27.  FONTE DEL COPIATO D:M. 261/2002
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°      14
28.  FONTE DEL COPIATO 158-168 Genchi Cammarata
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      34
29. Allegato Tecnico Convenzione Università PA CIRIAS datato 7.2.2008
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      19
30  Convenzione Università Messina dr. Parmaliana datato 17.3.2005 A.R.T.A. dr. Genchi
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      44
31 Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi-Cammarata  Università PA Ing Barbaro
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                          N°      12
32  Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi   Università PA Ing Barbaro”Oggetto Attività di        ricerca” N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                  N°      11
33 FONTE DEL COPIATO Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti “Piano Regionale dei Trasporti e della Mobilità”, Piano Direttore, 2002  N° Righe 
COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                                                 N°      34



TOTALI RIGHE PRESE-COPIATE DALLE 33 FONTI E INCOLLATE SUL “PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA  QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA”              2291+2.167                                                    N°     4.458        


T O T A L I

Totale delle righe dell’INTERO  Piano Sicilia                                                    4.882                    
Righe COMPLESSIVE DELLE 33 FONTI  riproposte (INCOLLATE) 
nel Piano Sicilia                                                                                 4.458        

Incidenza percentuale                                                                       91,31%


COPIATO NON SOLO DAL PIANO VENETO ma..: FONTI DEL COPIATO E INCOLLATO SUL PIANO SICILIA


CAPITOLO 1 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Global Geografia
PAG  15 dalla 1° alla 5° riga  
Programma Pluriennale
PAG  15  dalla 5° alla 9° riga;
Turismo in Sicilia pag 312
PAG  16  dalla 1° alla 13° riga;
Programma Pluriennale  
PAG  17  dalla 4° alla 15° riga; 
SINANET
PAG  18  dalla 1° alla 13°  riga
Relazione sullo stato dell’ambiente Agenda 21 pag 26-27 e 113-117
PAG  20  dalla 1° alla 12° riga
PAG  21  dalla 1° alla 21° riga
PAG  22  dalla 1° alla 25° riga
Programma Pluriennale
PAG  23  dalla 1° alla 23°;  
CAPITOLO 2 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario ARPA 2005 PAG 2.2 e 2.6
PAG 30   dalla 8° alla 25° riga; dalla 37° alla 49° riga;  
Annuario ARPA 2004 PAG 2.26 -2.30
PAG  31  dalla 26° alla 34° riga;  dalla 21° alla 25° riga;  
PAG  32  dalla 3° alla 5° riga;     
Prov Torino AZOTO 
PAG  35 dalla 16° alla 24° riga  
Prov Torino ZOLFO
PAG  35 dalla 5° alla 15° riga  
Annuario ARPA 2004 PAG 2.14 -2.25, 2.8-2.13,2.36-2.40
PAG  35 dalla 1° alla 4° riga,  16, dalla 25° alla  37° riga,  
PAG  36 dalla 1° alla 18° riga,  
PAG  38 dalla 1° alla 13° riga,  dalla 15° alla 30° riga,  dalla 32° alla 37° riga,  
PAG  39 dalla 1° alla 38° riga,  
PAG  41 dalla 1° alla 7° riga,  
PAG  42 dalla 1° alla 14° riga, dalla 17° alla 27° riga,  
PAG  46 dalla 11° alla   12° riga,    
PAG  47 dalla  1° alla   17° riga  
Annuario ARPA 2005 PAG 2.7
PAG  49 dalla  30° alla   34° riga  
Annuario ARPA 2006 PAG 2.6 e 2.28
PAG  49 dalla 41° alla   42° riga  
PAG  50 dalla 1° alla      9° riga  
PAG  50 dalla 10° alla  24° riga  
PAG  51 dalla 1° alla     2° riga
PAG  52 dalla 1° alla    49° riga  
PAG  53 dalla 1° alla    15° riga  
Annuario ARPA 2004 PAG 2.42
PAG  70 TABELLA  
Annuario ARPA 2005 PAG 2.18 e 2.19
PAG  71 dalla  24° alla   26° riga  
PAG  72 dalla  1° alla   8° riga  
AMIA Palermo relazione 97/98 pag  44-47
PAG  81 dalla 5° alla     29° riga  
PAG  81 dalla 38° alla   99° riga  
PAG  81 dalla 5° alla     29° riga  
PAG  82 dalla 1° alla      4° riga  
PAG  82 dalla 7° alla      8° riga  
PAG  83 dalla 1° alla      7° riga  
PAG  83 dalla 8° alla      9° riga  
PAG  83 dalla 11° alla   12° riga  
PAG  83 dalla 13° alla 159° riga  
AMIA Palermo III relazione pag 278-284
PAG  84-86 TABELE
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG  93 dalla 1° alla 31° riga,   
PAG  93 dalla 32° alla 40° riga
Università Ferrara tesi laurea “l’AMBIENTE NATURALE” capitolo 2°
PAG  96 dalla 10° alla 15° riga
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG  99 dalla 7° alla 11° riga,   dalla 1° alla 21° riga  
Programma Pluriennale
PAG  99 dalla 1° alla 6° riga,   dalla 11° alla 26° riga  
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  101 dalla 7° alla 10° riga
PAG  103 dalla 1° alla 4° riga,   
ENEA 1999
PAG  105 dalla 5° alla 40° riga
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  106 dalla 1° alla 3° riga,
PAG  106 dalla 4° alla 17° riga,    
I Processi di desertificazione e i possibili rimedi pag 1
PAG  109 dalla 1° alla 5° riga,    
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  110 dalla 1° alla 7° riga,   
PAG  110 dalla 8° alla 24° riga
Istituto Veneto pag 20-21
PAG  111 dalla 14° alla 25° riga
PAG  112 dalla 1° alla    3° riga
Piano Provinciale Tutela Aria Provincia Trento pag 38
PAG  114 dalla 15° alla    17° riga, dalla 25° alla 27° riga;
Annuario Arpa 2006 pag 2.29 2.31-2.32
PAG  115 dalla 1° alla   29° riga
Annuario Arpa 2006 pag 2.31-2.32
 PAG 118  dalla 1° alla   8° riga
Annuario Arpa 2005 pag 2.23-2.24
PAG  124 dalla 34° alla   46° riga
DIRVIT
PAG 126   dalla 16° alla  20° riga; dalla 23° alla  25° riga; dalla 36° alla  37° riga; dalla 41° alla  44° riga;       dalla 47° alla  51° riga;
PAG 127   dalla 1° alla  2° riga; dalla 18° alla  35° riga; dalla 40° alla  47° riga; dalla 48° alla  52° riga;       
PAG 128  dalla 1° alla 17° riga; dalla 24° alla  31° riga; dalla 32° alla  46° riga;
PAG 129  dalla 1° alla 19° riga;
PAG 130  dalla 11° alla 14° riga;
Annuario Arpa 2006 pag 2.25-2.39
PAG 133   dalla 32° alla  45° riga;
PAG 134   dalla 9° alla   22° riga;
PAG 136   dalla 1° alla 17° riga;  dalla 24° alla 26° riga
PAG 137  dalla 1° alla 19° riga;
PAG 138  dalla 1° alla 22° riga;
PAG 139  dalla 1° alla 18° riga;
AMIA V relazione pag 276-284
 PAG  138 E PAG 139 TABELLE 
APAT Biomonitoraggio 2005
PAG  140 dalla 15° alla    34° riga,
Linee Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 69-70
PAG  140 dalla 35° alla    36° riga,
PAG  141 dalla 1° alla    24° riga,
ARPA Laboratorio Mobile Milazzo pag 14, 22-24,32-42
PAG  151 dalla 8° alla    11° riga,
PAG  152 dalla 1° alla    32° riga,
PAG  153 dalla 1° alla    40° riga,
PAG  154 dalla 1° alla    11° riga,
AMIA III IV V Relazione
PAG  157 dalla 17° alla    29° riga,
AMIA III Relazione
PAG  157 TABELLA 
CAPITOLO 3 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG  157 dalla 17° alla    29° riga,
AMIA Acidità Piogge acide pag 32
PAG  157 dalla 14° alla    23° riga,
AMIA V Relazione pag 276
PAG  157 dalla 17° alla    29° riga,
GENCHI-CAMMARATA
PAG  158 dalla 1° alla  46° riga, 
PAG  159 dalla 1° alla  24° riga, 
Annuario ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG  170 dalla 1° alla    12° riga,
PAG  171 dalla 1° alla    12° riga,
AMIA V Relazione pag 276
PAG  172 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.33-2.34
PAG  173 dalla 6° alla  10° riga,
PAG  173 dalla 1° alla  3° riga,
PAG  173 dalla 7° alla    18° riga,
AMIA V Relazione pag 283-284
PAG  174 e pag 175 TABELLE 
Annuario ARPA 2004 PAG 2.58 -2.69
PAG  173 e pag 173 TABELLE 
Annuario ARPA 2005 PAG 2.29 e 2.30
PAG  175 dalla 5° alla 10° riga, dalla 15° alla 25° riga;  
Annuario ARPA 2004 PAG 2.64
PAG  176 TABELLE
AMIA V Relazione pag 281
PAG  176 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.31-2.32
PAG  177 dalla 1° alla  7° riga, dalla 11° alla  16° riga,
PAG  178 TABELLE
Annuario ARPA 2004 PAG 2.67
PAG  178 TABELLE
AMIA V Relazione pag 279-280
PAG  179 TABELLE
AMIA V Relazione pag 279-280
PAG  180 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.27
PAG 181   dalla 10° alla 16° riga; dalla 18° alla 25° riga;
PAG 182   dalla 1° alla  6° riga; 
Annuario ARPA 2004 PAG 2.64
PAG  182 TABELLE
AMIA V Relazione pag 276-278 e 284
PAG  182 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.35
PAG 186 dalla 17° alla 33° riga;
Annuario ARPA 2004 PAG 2.72
PAG  187 TABELLE
AMIA V Relazione pag 281-283
PAG  187 TABELLE
Annuario ARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG 201   dalla 1° alla 17° riga;
PAG 202   dalla 1° alla   8° riga;
CAPITOLO 4 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Linee Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 196
PAG  196 dalla 1° alla 20° riga  
DM 261/2002
PAG  196 dalla 21° alla 34° riga  
Normativa
PAG  196 dalla 35° alla 47° riga  
PAG  197 dalla 1°   alla 60° riga  
CAPITOLO 5 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario ARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG  201 dalla 1°   alla 17° riga  
PAG  202 dalla 1°   alla 8° riga  
CAPITOLO 7 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Allegato Tecnico Convenzione Università PA CIRIAS ARTA datato 7.2.2008
PAG  220 dalla 19°   alla 38° riga  
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi  Università Messina dr. Parmaliana 17.3.2005 Allegato Tecnico
PAG  226 dalla 38°   alla 44° riga  
PAG  227 dalla 1°     alla 37° riga  
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi-Cammarata  Università PA Ing Barbaro
PAG  229 dalla 1°     alla 12° riga  
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi   Università PA Ing Barbaro”Oggetto Attività di ricerca” 
PAG  229 dalla 13°     alla 30° riga  
PAG  230 dalla  1°      alla  4° riga  
Piano Direttore Assessorato Turismo e Trasporti Sicilia pag 4-6
PAG  233 dalla 7°   alla 27° riga  
CAPITOLO BIBBLIOGRAFIA fonti del copiato sul Piano Sicilia
Bibliografia Annuario ARPA pag 2.37-2.39
PAG  240 dalla 1°   alla 59° riga  
PAG  241 dalla 1°   alla 21° riga  

Regione Sicilia, la “guerra delle discariche”: Scontro in giunta Lo Bello – Marino



ANZA', ZUCCARELLO,LOMBARDO,CIRINCIONE,BARBARO,PARMALIANA,TOLOMEO,PETIX,GULLO,LO BELLO,COPIA E INCOLLA,PIANO ARIA REGIONE SICILIA,GENCHI,CAMMARATA,PELLERITO,CIAMPOLILLO

CAMBIAMO ARIA IL PIANO ARIA REGIONE SICILIA UNA COPIATURA UNICA In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE CAMBIAMO ARIA

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