L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

mercoledì 16 novembre 2011

Piano Qualità dell'aria Regione Sicilia







Dr. Genchi comunica all'assessore
Interlandi del copia incolla del Piano
Aria e quindi di provvedere in
merito.
Dr. Genchi in assenza di  risposte dell'Assessore
Interlandi sul Piano Aria Copia-Incolla
preannuncia l'intenzione di organizzare
un conferenza stampa di
denuncia.
Il 21 Novembre nella TARDA
MATTINATA viene organizzata la
conferenza stampa
INFORMATIVA


Fatto

Il 21 novembre 2007si svolgeva a Palermo, presso la sede di Legambiente, una conferenza stampa riguardante il Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria (Allegato n. 1), approvato con D.A. dell’Assessore al Territorio e Ambiente n. 176/GAB del 9 agosto 2007.

In particolare, veniva illustrato, esibendo la relativa documentazione, che numerose parti del Piano risultavano integralmente copiate dall’omologo Piano della Regione Veneto (Allegato n. 2), al punto che a causa della loro “fedele” trasposizione nel contesto ambientale siciliano si venivano a configurare situazioni paradossali, inverosimili ed incongruenti, come si specificherà appresso in dettaglio.

Va, tuttavia, precisato che, nove giorni prima, il dott. Gioacchino Genchi, dirigente chimico dell’Assessorato e responsabile del Servizio “Tutela dall’inquinamento atmosferico fino all’8 gennaio 2007, aveva provveduto ad informare di persona l’Assessore Interlandi (vedi e-mail del 13 novembre, Allegato n. 3) sulle gravi anomalie contenute nel Piano siciliano, mostrandogli alcuni degli esempi più appariscenti e singolari e mettendolo al corrente delle intenzioni di Legambiente di indire una conferenza stampa sull’argomento nel caso in cui non si fossero adottati adeguati provvedimenti.

L’Assessore, particolarmente colpito dai fatti rappresentati, aveva preannunciato al dott. Genchi un immediato intervento per l’individuazione delle responsabilità e per il ritiro del documento.

Ma, nei giorni a seguire, non accadeva nulla, sicché si arrivava alla conferenza stampa di Legambiente del 21 novembre, anche questa anticipata dal dott. Genchi all’Assessore con e-mail del 20 novembre (Allegato n. 4).

Il 23 novembre si teneva ad Augusta un convegno scientifico organizzato dal Kiwanis club Augusta, tra i cui relatori figuravano il prof. Parmaliana ed il dott. Genchi.

Il dott. Genchi imperniava il proprio intervento sulle stesse problematiche oggetto della conferenza stampa di due giorni prima ed il prof. Parmaliana, pur presente, nulla obiettava o replicava riguardo le denunciate anomalie del Piano regionale di coordinamento della qualità dell’aria.

Sia durante il suo intervento che nel corso del dibattito che seguiva la fine dei lavori il dott. Genchi puntualizzava, su espressa domanda del pubblico presente, che nessun compenso risultava erogato dall’Assessorato ai coautori esterni – il riferimento era al personale di due Istituti universitari, uno di Palermo, l’altro di Messina – per la redazione del Piano, ma che dopo la sua approvazione erano state stipulate due convenzioni tra l’Assessorato ed i suddetti Istituti per l’importo di € 75.600 ciascuna.

Come sarà chiarito appresso, la singolarità stava nel fatto che l’oggetto delle due convenzioni coincideva con parti del Piano redatte dagli stessi universitari ed anche con precedenti proposte di collaborazione con l’Assessorato presentate 1-2 anni prima, con la sola eccezione della sostituzione nel titolo della parola “redazione” (del Piano) con la parola “revisione” (del Piano).

In breve, gli strumenti conoscitivi, le nozioni, i dati, le informazioni e quant’altro i soggetti universitari avevano prima ritenuto necessari ed avevano proposto per la “redazione” del Piano, adesso, “evidentemente”, non erano più tali, anzi si erano trasformati in necessari per la “revisione” del Piano.     

Il 12 marzo 2008, cioè a 7 mesi di distanza dall’approvazione del Piano, l’Assessore Interlandi emanava il D.A. n. 43/GAB (Allegato n. 5) con il quale si apportavano correzioni ad alcune parti del Piano definite “refusi” e frutto di “errori materiali non sostanziali”. Ben prima, ma senza alcun atto formale o correzione ufficiale,  era stato fatto sparire dal testo del Piano pubblicato nel sito dell’Assessorato il link con il Piano della Regione Veneto http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm,, maldestramente lasciato al § 1.6.1, pag. 26.  

In realtà, come appresso verrà illustrato, per quanto riguarda i cosiddetti “refusi” si tratta di quei refusi irrilevanti citati nella conferenza stampa di Legambiente al solo scopo di mostrare che dal “copia e incolla” del Piano veneto non si erano salvati neppure gli errori di battitura… del testo veneto; per quanto riguarda i cosiddetti “errori materiali non sostanziali” continua a restare incomprensibile come e perché si possa arrivare a definire tali i riferimenti al “sistema aerologico padano”, alle “piste ciclabili sugli argini di fiumi e canali”, alla limitazioni temporali di accensione del riscaldamento domestico e ad altre risibilità del genere nel contesto siciliano, frutto anch’essi del “copia e incolla” cieco ed indiscriminato.

Si sottolinea, peraltro, che le correzioni riguardano solo le strafalcionerie (neppure tutte) messe sinteticamente in evidenza nella conferenza stampa, non risultando prese in considerazione tante altre parti di cui non era stata fatta esplicita menzione.
     
Di seguito si riportano le argomentazioni principali esposte nella conferenza stampa del 21 novembre e riprese dal dott. Genchi al Convegno del Kiwanis, unitamente ad una più completa analisi del testo del Piano, che, per inciso, confutano e vanificano in maniera oltre modo palese anche le pretese doglianze del prof. Parmaliana. 


Il contenuto del Piano regionale di coordinamento della qualità dell’aria

Il Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana, approvato, come già detto, con D.A. n. 176/GAB del 9 agosto 2008 e che costituisce “piano di settore del Piano regionale di tutela e risanamento ambientale”, risulta in realtà un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti (rectius, copiati) da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni (Allegati n. 2 e nn. 7-23).

Non sarebbe neppure il caso di ricordare che nella redazione di un qualsiasi documento, quando si riportano testualmente frasi o brani di altro autore, è regola generale, non solo per ovvi motivi di correttezza deontologica e professionale, l’uso di forme di evidenziazione, quali la virgolettatura, il carattere corsivo, ecc., accompagnate dalla citazione in maniera puntuale e precisa della fonte originale da cui si è attinto.

Nel caso in oggetto gli autori, tra i quali figura in copertina anche il nome del prof. Parmaliana, hanno presentato il Piano nella forma di un documento originale, corredato sì della consueta sezione di riferimenti bibliografici, ma come se il contenuto fosse il frutto ex novo del proprio  personale contributo elaborativo, quando invece si è in presenza di un mero “assemblaggio”, operato con un “copia e incolla”, di porzioni di documenti di varia estrazione e provenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza ed altri anche temporalmente superati.

Gli autori hanno utilizzato come “mirror” il Piano Regionale di Tutela e Risanamento della Regione Veneto, datato anno 2000 e cioè “vecchio” di 7 anni, con ovvie e disastrose conseguenze derivanti principalmente dal divario temporale tra i due documenti, dalle differenti caratteristiche ambientali e dal diverso assetto amministrativo delle due Regioni, nonché dalla non conoscenza, giusto il caso, che il Piano del Veneto era stato già bocciato dalla Comunità Europea (Allegati n. 6).

In particolare, come viene mostrato nel CD che si acclude alla presente memoria:

Ø      Le parti che si sono evidenziate in giallo risultano testualmente comuni nei due Piani, laddove gli “autori” siciliani si sono limitati alla semplice sostituzione di parole del tipo “Veneto” , “ARPAV” , ecc., con “Sicilia”, “ARPA”, ecc.;
Ø      Le parti che si sono evidenziate in rosso, oltre ad essere in comune, segnalano anche macroscopiche incongruenze determinatesi con la trasposizione testuale dal Piano Veneto a quello Siciliano. Per brevità, qui si citano solo alcune tra le più eclatanti, mentre per le altre si rimanda alla lettura del testo:
a) parecchie Direttive Comunitarie e normative nazionali, all’epoca della redazione del Piano Veneto (anno 2000) riportate in via di emanazione o vigenti, sono riferite come tali pure al 2007, nonostante esse siano state nel frattempo emanate, recepite e persino abrogate da altre successivamente intervenute;
b) documenti (p.e. il bollettino COP, il DOCUP, ecc.) che si riferiscono a strutture, attività ed atti di programmazione della Regione Veneto sono inseriti come se in realtà fossero e facessero parte del contesto siciliano;
c) caratteristiche e condizioni ambientali proprie del Veneto, (p.e. “il bacino aerologico padano”, ”limitazione degli orari di riscaldamento degli impianti termici civili”,l’intero territorio pianeggiante”, le “comunità montane”, queste ultime, per inciso, abolite in Sicilia da quasi 20 anni, ecc.) figurano nella descrizione di quelle siciliane;
d) tra le misure da adottare per il decongestionamento del traffico urbano da e verso i centri storici è prevista la realizzazione di “percorsi ciclabili protetti…utilizzando gli argini di fiumi e canali” (salvo a creare prima i fiumi ed i canali da immettere nei centri storici dei Comuni siciliani !);
e) l’assetto amministrativo di regione a statuto ordinario del Veneto appare avere sostituito le prerogative dello statuto speciale della Regione Siciliana (p.e. si fa riferimento al Consiglio Regionale al posto dell’Assemblea Regionale, a competenze della Giunta Regionale al posto di quelle dell’Assessore al ramo, ecc.);
Ø      Gli “autori” non si sono astenuti neppure dal copiare la “Bibliografia” (presa pressoché per intero dall’Annuario Arpa del 2005) ed il “Glossario”, tanto che in quest’ultimo vengono riportati acronimi e sigle di organismi, strutture e documenti inesistenti in Sicilia (CIS-Comitato di Indirizzo e Sorveglianza, DOCUP- Documento Unico di Programmazione 2000-2006 della Regione Veneto, SFMR-Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale, TTZ-Tavoli Tecnici Zonali) e, di contro, non vengono inclusi acronimi e sigle citati nel testo siciliano (TOFP-Tropospheric Ozone Forming Potentials, PGTL-Piano Generale dei Trasporti e della Logistica, ecc.);  
Ø      Alla luce di quanto sopra, appare evidente che le parti suddette non siano state neppure riviste dagli “autori”, anche considerato che risultano presenti gli stessi refusi del documento del Veneto e, soprattutto, perché al cap. 1, § 1.6, sotto § 1.6.1, pag. 26, dopo l’ultimo capoverso che recita “Per una trattazione di maggiore dettaglio sulla normativa inerente la qualità dell’aria e le emissioni in atmosfera si rimanda al Cap. 4”  è stato “dimenticato” il link  http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, che è giusto il collegamento (interno) web al cap. 4 del Piano del Veneto. Per accedere dall’esterno al capitolo basta anteporre www. a <servizigenerali.org/…. >;   
Ø      Le parti che sono state riquadrate in vari bordi colorati       ,       , ecc. risultano “prelevate” integralmente, con lo stesso sistema del “copia ed incolla”, da varie pubblicazioni quali Annuari ARPA, capitolo “Atmosfera” (2004, 2005, 2006, ecc.), Relazione sullo stato dell’ambiente della città di Palermo (2006, Agenda 21) ecc., che gli “autori” riportano tra le fonti bibliografiche o i documenti di riferimento. Come già detto, tuttavia, non si è in presenza di spunti o di citazioni bibliografiche, ma di un vero e proprio copiato di interi brani e capitoli. Altre parti, ancora, risultano “prelevate” da siti web di facile reperimento, che però non figurano tra le fonti indicate.
Ø      Alcuni Progetti da attuarsi in regime di convenzione, elaborati già negli anni passati da Istituti Universitari e proposti all’Assessorato al fine di fornire “Attività di supporto tecnico-scientifico” per la “redazione” del Piano, risultano ora inseriti, pur rimasti del tutto invariati i soggetti proponenti ed il contenuto della proposta, non già per le finalità originarie, bensì per la “revisione” e l’attuazione del Piano stesso. I soggetti proponenti, uno dei quali risulta essere il prof. Parmaliana, che figurano tra gli “autori” del Piano, si sono limitati a ritoccare il titolo del Progetto, sostituendo la parola “redazione  con “revisione” (Allegati 24-27). Per qualche altro Progetto non si è persino ritenuto di cambiare il titolo. Inoltre, fanno parte dell’elenco dei Progetti - non si comprende  a quale titolo e finalità - un Progetto della Regione Lombardia, corredato di tanto di stralcio di Decreto di approvazione del 2004 e di citazione di varie Delibere della Giunta lombarda, un Progetto messo sulla carta dal Comune di Palermo nel 2006 ed abortito da tempo ed un presunto Progetto “Analisi della Climatologia Urbana e Qualità del Clima”, presunto nel senso che non è dato a comprendere di cosa effettivamente si tratti, dato che si limita ad una sintetica spiegazione delle modalità e dei criteri per classificare i climi della terra.
Ø      A dire il vero, c’è nel Piano una parte effettivamente originale: l’indicazione dell’istituzione di un mastodontico Organismo, denominato “Tavolo tecnico regionale di coordinamento sulla qualità dell’aria ambiente”, costituito da 39 (sic!) componenti, integrabile, se del caso, con ulteriori componenti (sic!), al fine di coordinare, in definitiva, il Piano (copiato). (N.B. : nel Decreto assessoriale di costituzione del Tavolo regionale, oltre a questo sono stati “individuati” altri 9 “Tavoli di settore provinciali”), il tutto con buona pace dei processi di semplificazione dell’azione amministrativa;
Ø      Tra le innumerevoli perplessità, al lettore non può non sorgere una ovvia domanda: dove sono, nel Piano, gli impianti industriali della Regione ? Dove sono i Petrolchimici, le Centrali Termoelettriche, i Cementifici, la Distilleria più grande d’Europa, ecc. per finire agli impianti di minori dimensione ed impatto sulla qualità dell’aria ?

In conclusione, all’esame dei fatti, il Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana possiede tutti i connotati antitetici per essere definito tale, tanto meno quello di avere una qualche attinenza con i prerequisiti di un documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria, monco qual è degli elementi fondamentali e costitutivi, ad iniziare dall’inventario delle emissioni, dalla modellistica e, ovviamente, degli strumenti finanziari e delle risorse economiche (se si eccettuano i 500.000 euro che i Comuni siciliani dovrebbero stanziare, secondo gli “autori”, dal proprio bilancio per le piste ciclabili lungo gli ipotetici e fantasiosi canali ed argini dei fiumi che si immettono nei loro centri storici). 
Ma il Bilancio regionale ed i Comuni ne sono a conoscenza ?


Le doglianze del prof. Parmaliana

1) Il prof. Parmaliana afferma che il Piano della Regione Siciliana non sarebbe frutto di copiato e che il DM 261/02 “obbligherebbe” le Regioni a definire i Piani seguendo una struttura ed una sequenza logica predefinita, anche nei contenuti.

Per quanto riguarda la copiatura si rimanda al paragrafo precedente ed al successivo punto 2), mentre relativamente al presunto “obbligo” è sufficiente confrontare gli indici (Allegato A) e, soprattutto, i contenuti dei Piani redatti dalle altre Regioni e pubblicati nel sito del Ministero dell’Ambiente per smentire le affermazioni del prof. Parmaliana. Infatti, già relativamente all’indice, è facile notare che si tratta solo di una mera traccia metodologica che, in quanto tale, risulta sviluppata in modo autonomo ed originale dalle varie Regioni, mentre in merito ai contenuti dei Piani essi sono, come è ovvio, ben differenti l’uno dall’altro. Solo due Piani sono in molte parti totalmente uguali: il Piano del Veneto e quello della Sicilia.


2)  Il prof. Parmaliana conferma la completa originalità del Piano della Sicilia, che – a suo dire - non può essere intaccata dalla presenza di qualche refuso e di qualche vizio di forma.

Il prof. Parmaliana non esplicita cosa egli intenda per “refuso” o per “vizio di forma”, ma qui si osserva che, se la lingua italiana ha un senso, i termini da lui adoperati non hanno alcuna connessione logica e funzionale con le incongruenze e le storture denunciate.  Il Piano è un “collage” di brani, paragrafi, capitoli copiati interamente da diverse fonti, tra cui c’è la struttura e buona parte del contenuto del Piano del Veneto. Nel corso della conferenza stampa di Legambiente ed al convegno del Kiwanis non si è accennato minimamente alla “sicilianità” dei dati del Piano, bensì al fatto che gli interventi di tutela e di risanamento della qualità dell’aria da adottare sull’ambiente e sul territorio siciliano fossero copia fedele di quelli elaborati dalla Regione Veneto nel suo Piano di risanamento, vale a dire per situazioni e condizioni ambientali, strutturali, veicolari, industriali, ecc., radicalmente differenti da quelli della realtà isolana, con il risultato di soluzioni di smaccata incoerenza, incongruenza e razionalità. Nel testo si riscontrano 4-5 refusi (proprio nel senso etimologico del termine, “errore di stampa o di battitura”), del tutto privi di importanza, la cui unica singolarità consiste nel fatto che sono refusi contenuti nel Piano del Veneto e che sono stati anch’essi copiati integralmente. Quindi, nel copia e incolla, da “refusi veneti” sono diventati “refusi siciliani” e gli autori siciliani, tramite l’ennesima gaffe assessoriale (il citato D.A. n. 43), dopo 7 mesi li hanno corretti facendoli comparire come loro errori di stampa.  Nel corso della conferenza stampa di Legambiente era stato sottolineato proprio questo aspetto, cioè che il “copia e incolla” era stato effettuato in modo talmente “brutale” e senza neppure un successivo controllo o una semplice rilettura del testo da generare alla fine situazioni a dir poco paradossali. Come si è già anticipato, nei giorni a seguire la conferenza stampa, nell’impossibilità di poter giustificare una delle gaffe più clamorose, cioè l’incomprensibile presenza del link del Piano del Veneto (la fonte ispiratrice del copiato) http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm  nel testo siciliano (§ 1.6.1, pag. 26), il link veniva fatto scomparire dalla versione pubblicata nel sito dell’Assessorato, come se non vi fosse mai stato. Le numerose correzioni apportate al Piano a distanza di mesi hanno cercato di “ovviare” ad alcune imbarazzanti strafalcionerie determinatesi con la trasposizione letterale dei brani del testo veneto nel testo-contesto siciliano, ma si sono limitate solo a quelle parti evidenziate sommariamente nel corso della conferenza stampa di Legambiente. Infatti, non risultano apportate correzioni, forse perché gli autori non se ne sono neppure accorti, a tutte le altre parti che non erano state citate nella conferenza stampa e che adesso si trovano  evidenziate nel testo del Piano riportato nel CD.


3) Il prof. Parmaliana lamenta di essere stato accusato di avere percepito la somma di 75000 euro per la sua collaborazione alla stesura del Piano.

L’affermazione è priva di fondamento. Sia nel corso della conferenza stampa che al convegno del Kiwanis club ad Augusta non si è affatto affermato che qualcuno degli autori avesse ricevuto un compenso per avere collaborato alla stesura del Piano, ma è stato chiaramente affermato che alcuni professori delle Università di Palermo e di Messina, coautori del Piano, subito dopo la sua approvazione avevano stipulato con l’Assessorato 2 convenzioni da 75.600 euro ciascuna per la revisione e l’attuazione del Piano sugli stessi argomenti da loro trattati nella stesura. In più, l’oggetto di tali convenzioni altro non era che la copia esatta di proposte presentate in precedenza all’Assessorato dagli stessi soggetti finalizzate alla redazione del Piano, nel cui titolo la parola “redazione” risultava sostituita da “revisione”, lasciando inalterato – come detto – tutto il contenuto. E così, ciò che entrambi i soggetti avevano prima ritenuto necessario e propedeutico per la redazione del Piano, adesso veniva ritenuto da essi stessi necessario e proposto nell’identica veste per la revisione del Piano.
Nel caso specifico del prof. Parmaliana i riferimenti sono la proposta di convenzione con l’Assessorato per “Attività di Supporto Tecnico-Scientifico alla redazione del Piano di Risanamento e Tutela della Qualità dell’Aria” del 5 aprile 2005, il Progetto 7.1.9 “Attività di Supporto Tecnico-Scientifico alla revisione del Piano di Risanamento e Tutela della Qualità dell’Aria” riportato alle pagg. 226-227 del Piano, i cui contenuti tecnici sono perfettamente identici, e la convenzione da € 75.600 stipulata con l’Assessorato ed approvata con il D.R.S. n. 882 del 16 ottobre 2007 a firma del responsabile, nonché coautore, della redazione del Piano, dott. Salvatore Anzà (Allegati B-F).


4) Il prof. Parmaliana lamenta che gli autori, quindi anche egli stesso, sono stati definiti incompetenti e sprovveduti.

Alla luce di quanto sopra esposto i termini con cui sono stati definiti gli autori non appaiono inappropriati. L’avere attinto a piene mani a scritti di altrui paternità, per di più nei modi descritti, per “confezionare” un simile documento è una tangibile testimonianza quantomeno di scarsa competenza nella materia. L’essere ricorsi al Piano della Regione Veneto, senza nemmeno sapere che la versione “fonte dell’ispirazione” fosse quella già bocciata dalla Commissione Europea (Allegato G, n. 6), è dimostrazione palese di profonda sprovvedutezza. Peraltro, nel Piano non è riportata una distinzione dei ruoli svolti dagli autori nella stesura delle varie parti e, quindi, la paternità del “copia e incolla” generale è allo stato dei fatti indistinguibile. Il prof. Parmaliana, lungi eventualmente dal prendere le distanze da chi o da coloro che hanno “confezionato” il prodotto, tenta di inerpicarsi su per un percorso di improponibile giustificazione di un’operazione tanto maldestra quanto censurabile. In tale contesto il prof. Parmaliana si spinge persino ad avvalorare la tesi che la citazione di un documento in bibliografia (come è avvenuto da parte degli autori del Piano) consente di copiarlo integralmente o in parte e di farlo apparire in un altro elaborato come frutto di lavoro originale e personale (come è avvenuto da parte degli autori del Piano).
Ma, se per assurdo, le cose stessero così, non sarebbe difficile ipotizzare che, coerenza per coerenza, non ci sarebbe più alcun studente del prof. Parmaliana che, sorpreso a copiare da un collega o, per esempio, ad autoattribuirsi passi, brani, ecc. di libri di testo, non si giustificherebbe che con qualche “refuso”, “errore materiale”, “vizio di forma” o, anche, con l’indicazione della fonte di “riferimento”.
          
Sulla base delle argomentazioni svolte, le pretese risarcitorie del prof. Parmaliana risultano totalmente infondate e prive di qualsiasi consistenza probatoria.



CONTENUTO DEL CD

1)     Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana
2)     Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera della Regione Veneto
3)     E-mail del 13 novembre 2007 all’Assessore Interlandi
4)     E-mail del 20 novembre 2007 all’Assessore Interlandi
5)     D.A. n. 43/GAB del 12 marzo 2008
6)     Comunicato stampa del 29 aprile 2006 ed interrogazione al Consiglio regionale del Veneto del 2 maggio 2006 del Gruppo Consiliare Verdi Veneto sulla bocciatura del Piano di risanamento dell’atmosfera del Veneto da parte della Commissione Europea
7)     Annuario ARPA 2004, cap. 2, Atmosfera
8)     Annuario ARPA 2005, cap. 2, Atmosfera
9)     Annuario ARPA 2006, cap. 2, Atmosfera
10)      ARPA Laboratorio mobile, Comune di Milazzo, 2005-2006
11)      Agenda 21, Relazione sullo stato dell’ambiente, Città di Palermo
14)      AMIA, Il rilevamento dell’inquinamento acustico ed atmosferico nel Comune di Palermo, Agosto 1997-Dicembre 1998
15)      AMIA, 3a  Relazione
16)      AMIA, 4a  Relazione
17)      AMIA, 5a  Relazione
18)      A. Drago "Carta climatica e Atlante climatologico  della Sicilia"
19)      E. Golfieri e G. Silvestri “Progetto di residenze con l’utilizzo di sistemi solari passivi e di raffrescamento naturale ad Alfonsine (RA), Tesi di Laurea, Università di Ferrara, 1997-1998
20)      A. Drago “I processi di desertificazione e i possibili interventi di mitigazione”
22)      Linee guida per la formazione del “Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela”, 2005
23)      Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti “Piano Regionale dei Trasporti e della Mobilità”, Piano Direttore, 2002

N.B. : I documenti contrassegnati dal n. 2 e dai nn. 7-23 sono le fonti del copiato.

Il capo Gabinetto in risposta alla richiesta
del dr. Genchi circa
le concluioni della
commissione ispettiva istituita dall'Assessore
Interlandi, comunica che la Commissione
NON ha redatto alcuna
relazione Conclusiva.

Certificazione che la Commissione Ispettiva
NON ha redatto alcuna relazione conclusiva.
MOTIVAZIONE:
a) la complessità dei quesiti;
b) troppi documenti da compulsare ed analizzare
CAUSE:
a) componente commissione assente per malattia
b) cessazione mandato dell'Assessore


Documenti specifici riguardanti il prof. Parmaliana

a)   Indici dei Piani delle Regioni Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e della Provincia Autonoma di Bolzano 
b)     Proposta del prof. Parmaliana per stipula di una Convenzione con l’Assessorato Territorio e Ambiente per “Attività di ricerca e di supporto tecnico-scientifico alla redazione del Piano di risanamento e tutela della qualità dell’aria”, aprile 2005
c)      Schema di Convenzione per ““Attività di ricerca e di supporto tecnico-scientifico alla redazione del Piano di risanamento e tutela della qualità dell’aria”, marzo 2005
d)     Allegato tecnico allo schema di Convenzione, marzo 2005
e)     Progetto 7.1.9 del Piano ““Attività di ricerca e di supporto tecnico-scientifico alla revisione del Piano di risanamento e tutela della qualità dell’aria”,
f)       D.R.S. n. 882 del 16 ottobre 2007 di approvazione della convenzione tra l’Assessorato Territorio e Ambiente ed il Dipartimento di appartenenza del prof. Parmaliana
g)     Allegato n. 6

ATTO DI TRANSAZIONE
tra le parti:
1. SIGG. MERLINO CONCETTA, nata a Falcone il 14.01.1960, PARMALIANA GILDA nata a Milazzo il 04.04.1986, PARMALIANA BASILIO nato a Milazzo il 15.01.1991, tutti n.q. di eredi del PROF. ADOLFO PARMALIANA   
                                                                           con l’Avv. Salvatore Ferrara
2. LEGAMBIENTE SICILIA , in persona del suo legale rappresentante arch. Domenico Fontana,
3- Teresa Campagna,
4 Domenico Fontana
5 Ciampolillo Giuseppe
6 Gioacchino Genchi                                                   
tutti con gli avv.ti Giuseppe Arnone e Nicola Giudice

3. RCS s.p.a., Felice Cavallaro  con gli avv.ti  Gilberto Vitale del Foro di Milano e Francesco Greco del Foro di Palermo                                                                       
PREMESSO CHE
-         Con atto di citazione notificato il 02.04.2011 il Prof. Adolfo Parmaliana conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Palermo LEGAMBIENTE SICILIA , in persona del suo legale rappresentante arch. Domenico Fontana, Teresa Campagna,  Domenico Fontana, Ciampolillo Giuseppe , Gioacchino Genchi nonché Marco Benanti per sentirli condannare in solido, previo accertamento di responsabilità, al risarcimento del danno patito in conseguenza di una campagna di stampa promossa nel novembre 2007 da Legambiente Sicilia e rilanciata su diversi organi di informazione, tra cui il Corriere della Sera con un articolo a firma di Felice Cavallaro.  
-         Detta campagna di stampa riguardava la redazione del Piano di coordinamento per la qualità dell’Aria a cura dell’ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIANA ed in particolare la pretesa integrale copiatura da parte dei redattori del Piano di altro Piano realizzato dalla Regione Veneto;           
-         Durante la conferenza stampa si faceva anche riferimento a delle convenzioni con l’Università di Messina mentre su un organo di informazione on line si riferiva addirittura che il Prof. Parmaliana per l’attività di collaborazione alla redazione del Piano avrebbe percepito 75.000,00 ;
-         Il prof. Parmaliana lamentava il carattere diffamatorio nei propri confronti della campagna di stampa in questione osservando, tra l’altro, di essersi limitato a fornire i dati richiestigli dall’ARTA senza percepire alcun compenso;        
-         La causa veniva rubricata al n. 5766/08 RG , attualmente pendente avanti il Tribunale Civile di Palermo - G.I. Dott.  Enrico Catanzaro, prossima udienza 10.05.2011;
-         Nelle more del giudizio si verificava l’interruzione del procedimento a causa del sopravvenuto decesso del Prof. Parmaliana;
-         Gli eredi del prof. Parmaliana riassumevano il giudizio;
-   è intenzione delle parti addivenire ad una definizione stragiudiziale della controversia senza alcun riconoscimento delle rispettive ragioni
*.*.*.*.
Tutto quanto sopra premesso SIGG. MERLINO CONCETTA,  PARMALIANA GILDA PARMALIANA BASILIO tutti n.q. di eredi del PROF. ADOLFO PARMALIANA   LEGAMBIENTE SICILIA , in persona del suo legale rappresentante arch. Domenico Fontana, Teresa Campagna, Domenico Fontana,  Giuseppe Ciampolillo, Gioacchino Genchi,  RCS s.p.a., in persona del legale rapp.te pro tempore, Felice Cavallaro
STIPULANO E CONVENGONO QUANTO SEGUE
1. Le premesse costituiscono parte integrante della presente scrittura privata;
2. Legambiente Sicilia, Domenico, Fontana, Teresa Campagna, Giuseppe Ciampolillo, Gioacchino Genchi si impegnano a pubblicare entro dieci giorni dalla sottoscrizione della presente scrittura un comunicato a firma congiunta dal seguente tenore:
<<Con riferimento alla nota vicenda della redazione del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, in ordine alla quale Legambiente ha promosso  nel novembre 2007 una conferenza stampa denunciando la sciatteria dei redattori del Piano, e le cui notizie sono state riprese dagli organi di stampa e ribadite in una conferenza organizzata dal Kiwanis Club di Augusta riteniamo doveroso precisare quanto segue.
Il prof. Parmaliana è del tutto estraneo alle contestazioni di cui alla conferenza stampa promossa da Legambiente cui tra gli altri partecipavano in qualità di promotori Domenico  Fontana e Gioacchino Genchi.
In particolare il Prof. Parmaliana non è redattore di tale piano e  per l’apporto prestato alla redazione del Piano in questione (consistente in una assistenza tecnico-scientifica relativa ad alcuni aspetti e dati statistici) non ha percepito alcun compenso tanto che in data 10.08.2007 l’Assessore Regionale Rossana Interlandi lo ringraziava formalmente per l’aiuto prestato a titolo gratuito.
Il Prof. Parmaliana ha rappresentato e continua a rappresentare, oltre che una figura di primo piano nel panorama scientifico, un fulgido esempio di rigore morale, di sana passione civile, da sempre impegnato nella difesa della legalità e dei diritti dei più deboli.
Egli non ha esitato ad esporsi in prima persona nella denuncia del malaffare, e delle collusioni tra la mafia e settori delle istituzioni.
Legambiente continuerà a ricordare la figura del Prof. Parmaliana ed il Dott. Genchi ribadisce l’alto valore professionale e scientifico del Prof. Parmaliana che ha avuto modo di apprezzare personalmente>>
IL Dott. Ciampolillo si impegna a pubblicare tale dichiarazione sul suo Blog e la stessa sarà liberamente resa pubblica dagli eredi del Prof. Parmaliana.
Nei confronti di RCS e di Felice Cavallaro gli eredi del Pof. Adolfo Parmaliana esprimono l’auspicio che gli stessi, nei modi e nei tempi che riterranno, vogliano ricordare la figura del Prof. Adolfo Parmaliana anche traendo spunto dal libro di Alfio Caruso (Longanesi 2009) “Io che da morto vi parlo”.
3. preso atto degli accordi intervenuti, i sigg. MERLINO CONCETTA,  PARMALIANA GILDA PARMALIANA BASILIO tutti n.q. di eredi del PROF. ADOLFO PARMALIANA   rinunciano alla causa promossa a spese compensate; tutti i convenuti accettano la rinuncia all’azione da parte degli eredi del Prof. Parmaliana con compensazione di spese ed onorari di giudizio;
4. nessuno comparirà all’udienza del 10 maggio 2011, con conseguente abbandono della causa con le modalità descritte e successiva dichiarazione di estinzione della stessa;
5. con la sottoscrizione della presente transazione, e all'abbandono della causa, le parti dichiarano, ora per allora, di non avere più nulla a pretendere l’una dall’altra, in ragione dei titoli dedotti o comunque deducibili nella presente causa ;
6. sottoscrivono la presente scrittura privata anche gli avv.ti Giuseppe Arnone e Nicola Giudice, Gilberto Viatale, Francesco Greco, l’ Avv. Salvatore Ferrara, nelle loro rispettive qualità di difensori delle parti LEGAMBIENTE SICILIA , in persona del suo legale rappresentante arch. Domenico Fontana, di Teresa Campagna, di Domenico Fontana, Ciampolillo Giuseppe e Gioacchino Genchi  RCS s.p.a., Felice Cavallaro  e SIGG. MERLINO CONCETTA,  PARMALIANA GILDA PARMALIANA BASILIO tutti n.q. di eredi del PROF. ADOLFO PARMALIANA, per autentica delle firme e per rinuncia alla solidarietà ex art. 68 L.P.
Palermo,  

MERLINO CONCETTA 
PARMALIANA GILDA

PARMALIANA BASILIO                                               Avv. Salvatore Ferrara


LEGAMBIENTE SICILIA
 in persona del suo legale rappresentante arch. Domenico Fontana

Teresa Campagna
Domenico Fontana
Ciampolillo Giuseppe
Gioacchino Genchi  
Avv.ti Giuseppe Arnone e Nicola Giudice


RCS s.p.a.
Felice Cavallaro                              

Avv. Gilberto Vitale
Avv. Francesco Greco      

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