L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

martedì 26 agosto 2014

ISOLA DELLE FEMMINE AUTORIZZAZIONE ALL'ITALCEMENTI: SI DECIDE SULLA SALUTE PUBBLICA

ISOLA DELLE FEMMINE AUTORIZZAZIONE ALL'ITALCEMENTI:  SI DECIDE SULLA SALUTE PUBBLICA



Martedì 26 Agosto 2014 - 13:00 



In vista del rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento, il M5S ha presentato le sue richieste alla Regione, che prevedono paletti strettissimi. La deputata Claudia Mannino: “Si decide ora sulla salute dei cittadini per i prossimi 12 anni”.




PALERMO - “L'istituzione di un registro tumori nei comuni di Carini, Capaci, Isola delle Femmine e Torretta e un costante monitoraggio epidemiologico e tumorale per i cittadini di questi comuni; il completo e pubblico monitoraggio delle emissioni inquinanti; l'aumento dei controlli obbligatori periodici da parte dell'ARPA, con oneri a carico dell'Italcementi. E ancora: obbligo di procedere alll'ammodernamento dell'impianto in un tempo stretto per limitare le emissioni, tramite l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili; predisposizione di prescrizioni chiare e con tempistiche di attuazione precise (come previsto dalla legge); obbligo di sottoporre l'impianto alle procedure V.I.A. E V.INC.A. In linea con la normativa europea; divieto esplicito di utilizzare il cementificio come inceneritore, e, infine, forti limitazioni all'utilizzo del pet coke, sostanza estremamente pericolosa per la salute”.

Sono numerosi e molto stretti i paletti piazzati dal Movimento 5 stelle sulla strada del rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale per il cementificio di Isola delle Femmine. “Le nostre richieste presentate ieri alla Regione – afferma la deputata alla Camera Claudia Mannino – sono finalizzate a garantire l'esercizio dell'impianto nell'integrale rispetto della normativa ambientale che è stata scritta, pur se migliorabile, per fare in modo che le attività industriali non ledano il diritto di ogni cittadino a vivere in un ambiente salubre. Ci aspettiamo pertanto che le nostre proposte vengano prese
in considerazione ed integrate nel prossimo decreto A.I.A.”.

“Abbiamo chiesto – continua Claudia Mannino – di partecipare in prima persona al procedimento e, in linea col nostro ruolo di cittadini attivi e di deputati, staremo col fiato sul collo dell'amministrazione regionale affinché il nuovo provvedimento garantisca la salute dei cittadini e, soprattutto, venga fatto rispettare integralmente. Siamo infatti rimasti sconcertati nel constatare che le centraline per il monitoraggio della qualità dell'aria – elemento fondamentale dell'A.I.A. - previste nel decreto del 2008 non siano state installate. In questa vicenda riteniamo debbano essere verificate le responsabilità che verranno accertate dalle autorità competenti. Per queste ragioni sto provvedendo a segnalare la vicenda al ministero dell'Ambiente e, unitamente al portavoce regionale Giampiero Trizzino, invieremo una denuncia alla Commissione Europea per possibili violazioni della direttiva relativa all'autorizzazione integrata ambientale”.

Dalla deputata arriva anche un appello, diretto all'assessorato al Territorio ed Ambiente, per una maggiore sorveglianza su chi porta avanti importanti procedimenti come questo, che “avrà un impatto sulla condizione di salute dei cittadini per i prossimi 12 anni”. “E' obbligo sottolineare – sostiene la Mannino – che la preoccupante vicenda processuale che vede coinvolto il dipendente regionale Cannova (R.U.P. Per A.I.A. Italcementi 2008), pur non riguardando il procedimento in oggetto, impone che l’Assessorato ponga una particolare attenzione a tutti i procedimenti da questi portati avanti e che hanno un impatto significativo sull’ambiente e sulla salute dei cittadini come quello della Italcementi”.





Autorizzazione all'Italcementi: si decide sulla salute pubblica - Live Sicilia       

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO

Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.

Anticipata via fax

Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:

Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.
(rintracciabile sul sito a pag 
Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”

articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”
Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato
 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altroi motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.
 

25.10.2013 PROTOCOLLATO ASSESSORATO 
Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine 
 
PIU' VOLTE REITERATA E MAI NESSUNO SI SIA CURATO DI RISPONDERE  

E ORA CI VENGONO A PARLARE DI RINNOVO DEL DECRETO 693 DEL 18 LUGLIO 2008......

MA QUALE DECRETO BISOGNA BISOGNA RINNOVARE?????

IL DECRETO 693 SIGNORI E' DECADUTO SIN DALLE ORE 00,01 DEL 18 LUGLIO 2010 PER INOSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI INSERITE NEL DECRETO A.I.A.



MANNINO CLAUDIA,TRIZZINO, A.I.A.. decreto 693 ITALCEMENTI 2008, CANNOVA,SANSONE,ZUCCARELLO,ANZA',PETCOKE
                        

sabato 23 agosto 2014

▶ TG3 Padre PALMIRO PRESUTTO 23 AGOSTO 2014 - Video Dailymotion










 IL POPOLO INQUINATO NON PIANGE, MA LOTTA WE SHALL OVERCOME

A sua eccellenza il prefetto di Siracusa

Al portavoce M5s Commissione Ambiente della camera dei deputati on. Claudia Mannino

Al portavoce M5s Commissione Affari sociali e Sanità della camera dei deputati on. Giulia Grillo

All'assessore regionale all'Ambiente Maria Rita Sgarlata

All'Assessore regionale alla Sanità Rita Borsellino

Al presidente IV Commissione Ambiente Ars Giampiero Trizzino

Al portavoce M5s Commissione Antimafia Ars on. Stefano Zito

Ai sindaci del quadrilatero industriale: Rizza, Palmeri, commissari di Augusta

Alla procura di Siracusa

Alle procure antimafia Palermo

Alla corte dei conti

Alla comunità Europea

Il 15 aprile dello scorso 2013 una delegazione del movimento 5 stelle di Siracusa, Melilli, Priolo, Augusta, guidata dalla dott.ssa Mara Nicotra, ricercatore esperto in problematiche ambientali della IV Commissione Ambiente M5S Siracusa, incontra il presidente della IV Commissione Ambiente dell'Ars Giampiero Trizzino (M5S) per attenzionare l'inquinamento industriale dell'aria siracusana di natura delle raffinerie.

La Nicotra spiega a Trizzino, con dati scientifici alla mano, che taluni degli inquinanti emessi in atmosfera dalle industrie petrolchimiche ed immessi nell’aria ambiente, anche potenzialmente ad attività cancerogena con possibili conseguenti effetti sulle comunità limitrofe alla fonte di emissione, non sono normati dall'attuale decreto nazionale (155/2010) sulla qualità dell'aria ambiente.

Tra l’altro, parte di essi vengono emessi nel corso degli sfiaccolamenti continui delle torce degli impianti, le quali, ben visibili anche a distanza, restano accese senza apparente motivo data la loro funzione di sistemi di sicurezza. Da ciò deriva la necessità che nelle aree industriali oltre ai classici inquinanti dell’aria ambiente urbana, come NOx e SO2, assumono particolare incidenza anche altre sostanze, tipo benzene “orario”, acido solfidrico, specifici idrocarburi non metanici e mercaptani, abbondantemente presenti, ogni ora del giorno, come ampiamente rilevato, nelle aree a rischio siciliane.

Il problema non sta ovviamente nella predisposizione di qualche decreto, spiega Gioacchino Genchi, chimico già dirigente del Servizio “Tutela dall’inquinamento atmosferico” del dipartimento ambiente della regione siciliana – come si ricorderà rimosso dall’incarico per non aver, tra l’altro, concesso la realizzazione di un mega inceneritore (500 mila tonnellate) che doveva sorgere a Punta Cugno dentro lo stabilimento Enel Augusta, accanto ad altri 4 grandi impianti di combustione, Gespi, Oikothen, Buzzi, Unicem, ma nella assenza totale di un piano complessivo di risanamento ambientale, nonostante che nel 1995 fossero stati predisposti i piani per le aree a rischio di Siracusa e Gela ed il Ministero dell’Ambiente avesse stanziato per essi 100 e 40 miliardi di lire, il cui utilizzo rimane ancora “materia oscura”.

Analoga è la situazione per la terza area della regione dichiarata a rischio nel 2002 che comprende i 6 comuni del Comprensorio del Mela. In questo caso il piano di risanamento non è mai stato redatto ed i 7.500.000 euro stanziati dall’ARTA per il piano e gli interventi formano anch’essi “materia oscura”.

Nel 2007, invece, l’ARTA approva con un decreto assessoriale un c.d. piano regionale di risanamento ambientale dell'aria, che alla prova dei fatti risulta il frutto di un copia incolla dell’omologo della regione Veneto (peraltro già bocciato dalla Commissione Europea) e di numerosi altri documenti. Si apre un putiferio mediatico, partono le inchieste, ma il piano è ancora, incredibile ma vero, sul sito web dell’ARTA, nonostante le numerose audizioni e processi in atto, che confermano l'irresponsabilità dei soggetti controllori.
Su questa vicenda il deputato all'Ars (M5S) Stefano Zito presenta 2 interrogazioni parlamentari e in un tavolo prefettizio dichiara che nel quadrilatero siracusano oltre ad non esserci i dovuti controlli negli impianti, carenti e poco attendibili sono le centraline sulla qualità dell'aria, considerato che su 365 giorni l’anno funzionano forse per la metà..

Si evidenzia anche il grande conflitto di interessi che esiste tra ASP-industrie e comuni del quadrilatero industriale siracusano. Nel senso che non solo manca una normativa ad hoc riguardante l'inquinamento industriale dell'aria che si respira, ma i comuni consentono ancora all'industria, attraverso il Cipa (Consorzio per la protezione Ambiente degli industriali), di stare all'interno di una rete di rilevamento pubblica attraverso un protocollo di intesa istituito nel 2005 per contrastare tale inquinamento. 

Ci chiediamo: è normale che chi deve essere controllato diventi controllore di se stesso? 

E’ normale che l'industria attraverso il Cipa, il cui presidente è anche il coordinatore del registro tumori della Sicilia orientale, debba controllare la qualità dell'aria delle centraline della provincia alla stessa stregua di una Arpa, che è l’organo di controllo istituzionale? Ma allora è per questo motivo che l'Asp Siracusa non fa correlazioni tra il dato ambientale e patologie tumorali nonostante Arpa e provincia inviano loro i dati degli inquinanti petrolchimici non normati ma comunque rilevati?

Ma come fanno i sindaci che rappresentano la massima autorità sanitaria a non intervenire quando si verifica un picco orario di benzene (ben noto cancerogeno) o quando sanno chi delle industrie ha causato l’incidente o emesso sostanze chimiche maleodoranti?

Come fanno a tacere e non intervenire sapendo che la gente del quadrilatero sta morendo di cancro? Ma perché ogni qualvolta che si registra uno sforamento di PM10 subito scatta l’allarme e invece per il benzene, l’H2S e gli idrocarburi non metanici, mai?

Non è mai avvenuto neanche quando esisteva il decreto regionale 888/17 detto “codice di autoregolamentazione”, che avrebbe dovuto far abbassare alle aziende l’emissioni di idrocarburi non metanici ogni qualvolta superavano 200 ug/m3 ogni 3 ore. Ma questo limite era vincolato all’Ozono, quindi il tutto si attribuiva allo smog urbano. In ogni caso tale decreto non ha mai funzionato!

Ma chi sono i Sindaci? Politici alla stessa stregua di tutti gli altri che occupano posti di governo o di opposizione a Palermo e a Roma e che fino ad oggi non hanno mosso un dito per risolvere il problema. Dallo stato dell’arte emerso dai dati dello scorso convegno del 25 luglio possiamo ancora fidarci della politica?
Vorremmo dire di si, ma abbiamo perso ogni speranza, ed allora riversiamo tutta la nostra aspettativa verso le Procure, e già un primo segnale forte lo abbiamo ottenuto. Non a caso il 25 luglio al convegno abbiamo avuto l’onore e il piacere di vedere la presenza del dott. Francesco Paolo Giordano, procuratore capo della procura del tribunale di Siracusa che ascoltava le relazioni scottanti dei nostri relatori, ove emergevano situazioni veramente drammatiche, come ad esempio il caso per cui ogni ora del giorno si registrano concentrazioni cancerogene di benzene soprattutto a Priolo.

Si evidenziano i giorni: 25 dicembre 2009 ove la popolazione priolese è stata costretta a respirare per ben 15 ore consecutive oltre 450 ug/m3 di benzene e l'8 marzo 2013 per la festa delle donne in cui si riscontrano oltre 700 ug/m3 di benzene per 19 ore consecutive (Nicotra, 2014-Che aria tira nel quadrilatero siracusano? Un decreto per normare-pubbl. Convegno 25 luglio Siracusa).

Ci viene di affermare che questo è un omicidio se ci dovesse venire un cancro (cit. Don Palmiro Prisutto), poiché la soglia cancerogena espressa dalla letteratura scientifica non deve superare 260 ug/m3 di benzene al giorno che equivale ad una soglia bassa di benzene di 0,26mg/m3 (Crum & Allen 1984; Paxton et al. 1994) .

La conferma che esiste un nesso tra cancro e inquinamento industriale è stato il tema della relazione del prof. Burgio dell’ECERI.

Queste sostanze, a Priolo, tra l’altro, sono presenti contemporaneamente nelle stesse ore del giorno ad altri composti tossici e odorigeni, quali l’idrogeno solforato e talune classi di idrocarburi non metanici. Stessa situazione si riscontra ad Augusta, Melilli e Belvedere.

Dalla correlazione dei dati monitorati in ciascuna di queste stazioni viene fuori che all'aumentare dell'H2S aumentano in modo esponenziale anche gli idrocarburi non metanici, mentre, a Melilli, a differenza di Priolo, all'aumentare del benzene aumenta in modo esponenziale l'H2S.

Tali dati vengono confermati in maniera ancora più incisiva dal direttore dell'Arpa Siracusa dott. Gaetano Valastro, il quale, da relatore anch'egli al convegno, ha anche lamentato che ogni anno alla struttura vengono diminuite sempre più risorse umane e finanziarie.

Sarà un caso?

Ci chiediamo:

voluto da chi?

Perché la regione siciliana non è intervenuta negli anni sugli aspetti gestionali dell’ARPA?

Perché l’ARTA non ha esercitato, come dovuto, la vigilanza sull’operato dell’ARPA, sulla deriva dei controlli ambientali, ecc. , che via via ne hanno depotenziato le già limitate attività a tutto vantaggio dei “controllati”?

In un documento Arpa (vedi allegato) pervenuto all’Assemblea Regionale Siciliana su richiesta dell’on. Angela Foti della IV Commissione Ambiente emerge che il benzene nelle stazioni industriali siracusane supera quasi sempre il limite annuale che è 5 ug/m3 (decreto 155/2010).

Se così è, allora come si spiega che il prof. Sciacca presidente Cipa e del registro tumori di mezza Sicilia possa affermare che l’aria della zona industriale di Priolo, Melilli e Augusta è OK? 

Che le polveri sottili derivano dal deserto e che tumori derivano dai metalli pesanti dell’Etna?

Non vi sembrano queste affermazioni offensive per il “POPOLO INQUINATO”?

Ad Augusta Don Palmiro Prisutto ogni 28 del mese celebra una messa funebre ricordando quanti giovani e bambini muoiono per cancro. Don Palmiro sta dimostrando che ogni 2 decessi uno è morto per cancro.



 
Il 18 maggio 2013 Melilli (SR) viene invasa dall’ennesima nube tossica di mercaptani L'odore nauseabondo già ad una concentrazione di oltre 20 ug/m3 dalle ore 12 alle ore 22:30 circa, infastidisce parecchi residenti e come al solito le industrie del petrolchimico siracusano davano come risposta al prefetto e al sindaco di Melilli Pippo Cannata "qui tutto a posto".

Come se non sapessimo che solo 2 raffinerie nel territorio siracusano: Esso e Isab producono tale sostanza.

Due giorni dopo all’Isab impianti Nord muore un operaio di Priolo per aver respirato in maniera off limits dell'acido solfidrico probabilmente ad una concentrazione oltre 500 ppm, proveniente da un guasto dell'impianto da cui veniva prodotto questo gas dall’azione tossica simile all’acido cianidrico. E se per un verso l’evento luttuoso ripropone ancora una volta in maniera drammatica il problema della sicurezza degli impianti ad alto rischio di incidenti rilevanti, per altro verso va considerato che le concentrazioni misurate a Melilli, Priolo e Belvedere dell’acido solfidrico vanno oltre 70 ugNm3 e cioè oltre la soglia odorigena fissata dall'OMS che e' 7ug/Nm3. Un ulteriore conferma alla richiesta che detto inquinante, normato in fase emissiva, debba trovare altrettanti limiti normativi, in atto mancanti, anche a livello di aria ambiente. 

 Ci chiediamo a cosa servono i controlli alle emissioni, ammesso che siano sufficientemente adeguati, se le multinazionali titolari degli impianti se ne infischiano di sistemare i loro impianti nel rispetto dell’adozione delle migliori tecnologie disponibili e la fanno sempre franca anche quando ci scappa il morto?

A seguito di questo incidente il 26 maggio 2013 la IV Commissione Ambiente della regione siciliana si riunisce ad un tavolo tecnico al comune di Melilli e, acquisito lo stato dell'arte sulla cattiva qualità dell'aria del quadrilatero industriale, il presidente Trizzino e il deputato Zito fanno notare ai presenti (industrie, deputati regionali, Arpa, Asp, Sindacati, Sindaci) che è evidente che c'è stato uno spreco di denaro pubblico dagli anni 90 ad oggi e che un intervento di risanamento e/o di bonifica non è stato mai fatto. Gli stessi dopo qualche giorno sporgono denuncia, specificando che nel territorio di Siracusa sono spariti in totale 100 miliardi delle vecchie lire del piano di risanamento mai attuato in quest’area così come i 40 miliardi per l’area di Gela, ricordando anche le mancate bonifiche per le quali nel 2005 vennero stanziati 770 milioni di euro dall’allora ministro dell’ambiente Prestigiacomo Si ricorderà, infatti, che l’accordo di programma prevedeva anche la riconversione e riqualificazione degli impianti, le bonifiche sia per i fondali al mercurio della rada di Augusta che per i suoli e i pozzi al benzene di Priolo, oltre che la previsione di dare respiro pure al Porto Grande di Siracusa e complessivamente all’intera area industriale. Purtroppo apprendiamo dai tavoli tecnici prefettizi che quell'accordo di programma non andò avanti perché solo Isab partecipò alla transazione con ben 30 milioni di euro. In un siffatto scenario dove il principio del “chi inquina paga” è platealmente violato gli unici a pagare, con la vita però, sono i residenti e gli operai che lavorano negli stabilimenti industriali. Tutto ciò è pure scritto nell’Atlante regionale sanitario e gli studi epidemiologici di recente pubblicazione su Sentieri ne confermano la veridicità.

Le inchieste e le interrogazioni parlamentari di Stefano Zito continuano, così come quelle dell'on. Amoddio, dalla quale attraverso la stampa si apprende che di quei 770 milioni di euro ne sono rimasti solo 50 mila nei fondi CIPE. Ci chiediamo: il resto in quale tasca sono finiti?

Nel frattempo montano le proteste e le azioni legali del "popolo inquinato" di Gela, Milazzo e Priolo. Un consigliere comunale Giuseppe Marano viene denunciato da ENI per procurato allarme ad un risarcimento di 400 mila euro, mentre a Gela la stessa ENI chiede a David Melfa un risarcimento di un milione di euro per lo stesso motivo.

E’ mai possibile che quando c'è qualcuno che difende la salute dei cittadini viene perseguitato piuttosto che protetto?

Sarà vero che a distanza di 9 lunghi e funesti anni il ministero all'Ambiente mette a disposizione i primi 115 milioni di euro per le bonifiche del Sin di Priolo? Oppure è solo passerella politica come è successo in passato con i soldi della bonifica della rada di Augusta? basteranno?

O sono stati stanziati solo sulla carta come precedentemente fatto?

E gli altri soldi, quelli sbandierati nel 2005 dall'ex ministro all'ambiente Prestigiacomo durante la sua bella campagna elettorale chi li ha intascati? Certo di stranezze se ne vivono tante al punto tale che il successore della Prestigiacomo, Clini, è stato arrestato per aver intascato mazzette per 600 milioni di euro inerente lo scandalo idrico che lo legava alla Libia.

Il 13 settembre Mara Nicotra, cittadina anch'essa del popolo inquinato di Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta, stanca di morire di puzza e di veder morire amici, genitore e parenti di cancro a causa degli inquinanti industriali immessi nell'aria, presenta a sua eccellenza il prefetto di Siracusa un esposto, con tutta una serie di proposte operative da realizzare al più presto possibile nel nostro territorio. Come per es. implementare centraline di rilevamento aria; estromettere il Cipa dalla rete pubblica di monitoraggio dell'aria; potenziare Arpa Siracusa di risorse umane e finanziarie; realizzare un Simage con telerilevamento e sistema delle emergenze; realizzare una normativa riguardante, a livello di immissioni nell’aria ambiente gli inquinanti odorigeni e cancerogeni di derivazione delle raffinerie con sistemi di allarme e sanzioni previste per le industrie ree; far correlare all’Asp il dato ambientale con patologie tumorali; eliminare l’effetto bolla dai camini; adottare sistemi efficaci di controllo quali-quantitativi degli inquinanti emessi dalle torce, realizzare piano di risanamento aria; riconvertire impianti verso una chimica verde. Ma ad oggi non si è fatto nulla.

Il 26 settembre 2013 l’on. Trizzino convoca a Palermo un'altra Audizione di Commissione per far rimuovere dal sito web dell’ARTA quell’indecoroso piano di risanamento regionale dell'aria frutto del copia e incolla dal piano della regione Veneto e da altre fonti, tanto denunciato da numerose associazioni ambientaliste (Legambiente, Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, CGIL, ecc.) chiamando a rispondere l'assessore all'ambiente regionale del tempo Mariella Lo Bello, In quel contesto, fu chiesto all'assessore Lo Bello di rimuovere quel piano e fu posto il problema di intervenire a livello normativo su taluni inquinanti caratteristici dell’aria ambiente nelle aree industriali. L'assessore fu costretta ad ammettere la copiatura di parti del piano e si impegnò a convocare a breve termine un tavolo tecnico per le questioni normative. Da li a poco, in una successiva audizione, l'assessore si rimangiò ogni cosa e non diede poi seguito a nessuno degli impegni presi. 

Da allora (dicembre 2013) un'altra audizione su questo tema non si è più fatta.
Il 20 maggio 2014, Mara Nicotra, vittima di un altro cancro in famiglia, muore il fratello Mauro di anni 57, rompe il silenzio assordante da parte della regione siciliana, e sempre più imperterrita presenta una denuncia alla procura di Siracusa, allegando i risultati di uno studio sulla cattiva qualità dell'aria e del grosso conflitto di interessi che si muove tra industria, politica e Asp.

Nel frattempo la procura rinvia a giudizio Isab per aver avvelenato le falde acquifere di Melilli e per aver riscontrato ettari e ettari di terreno che galleggia sugli idrocarburi.

Ora il "popolo inquinato" di Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, Gela e Milazzo dice basta a questo sterminio generato da un sistema di criminalità politico-mafiosa organizzata e pretende di essere ascoltato. Sta a Lei caro assessore Sgarlata dimostrare nei fatti e con azioni concrete di non volere seguire le strade battute dai suoi predecessori. Sta a Lei dimostrare di voler portare avanti tutte quelle azioni tecniche, scientifiche, legali e legislative cui i suoi predecessori si sono sottratti di adempiere. Ritiri una volta per tutte l’obbrobrio del piano copiato, avvii, anche con la collaborazione delle associazioni ambientaliste e dei comitati civici, la realizzazione di un piano di risanamento ambientale sulla qualità dell’aria che affronti, tra le prime problematiche, la valutazione a livello di immissioni nell’aria ambiente di limiti tabellari alle sostanze odorigene e cancerogene dei petrolchimici. Una bozza di proposta è stata illustrata al convegno del 25 luglio a Siracusa dalla dott.ssa Nicotra.

IL POPOLO INQUINATO NON PIANGE, MA LOTTA WE SHALL OVERCOME


Popolo inquinato del quadrilatero siracusano
Popolo inquinato di Gela
Popolo inquinato di Milazzo
Meetup "Costruiamo insieme M5S Siracusa"
IV Commissione Ambiente meetup "Costruiamo insieme M5s Siracusa"
Comitato Ambiente Belvedere
Movimento 5 stelle Priolo
Movimento 5 stelle Melilli- Villasmundo- Città Giardino
Movimento 5 stelle Augusta
AugustAmbiente
Decontaminazione Sicilia
ECERI
Comitato Cittadino Isola Pulita


Firmatari referenti impegnanti nella battaglia in prima persona:

Arturo Andolina referente popolo inquinato del quadrilatero siracusano
David Melfa: referente popolo inquinato di Gela
Giuseppe Marano referente popolo inquinato di Milazzo
Rosario Messina portavoce del meetup “Costruiamo insieme M5S Siracusa”
Mara Nicotra: referente IV Commissione Ambiente meetup “Costruiamo insieme M5S Siracusa”
Massimo Marino referente Comitato Ambiente Belvedere
Giorgio Pasqua portavoce M5S Priolo
Domenico la Scala portavoce del M5S Melilli-Villasmundo-Città Giardino
Giusy Chiaramonte portavoce del comitato Priolo Verde
Padre Palmiro Prisutto
Sarah Marturana attivista M5S Augusta
Mauro Caruso attivista M5S Augusta
Luigi Solarino presidente AugustAmbiente
Pino Pisani presidente Decontaminazione Sicilia
Gioacchino Genchi, già dirigente chimico Regione Siciliana
Mario Casella responsabile mailing list Decontaminazione Sicilia
Ernesto Burgio ricercatore e responsabile ECERI
Pino Ciampolillo Comitato Cittadino Isola Pulita


Premesso che: 

- con D.P.C.M. del 30/11/1990, cioè quasi 25 anni fa, i territori dei comuni di Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, Floridia e Solarino e quelli dei comuni di Gela, Butera e Niscemi venivano dichiarati “Aree ad Elevato Rischio di crisi Ambientale”; 

- con due D.P.R. del 17/01/1995, cioè più di 19 anni fa, venivano approvati i rispettivi Piani di Disinquinamento, destinando loro, nell’ordine, le somme di 100 e di 40 miliardi di lire; 

- a gennaio del 1996 venivano istituiti i Comitati di Coordinamento per le due Aree per l’attuazione dei Piani; 

- a novembre del 1996 il Ministero dell’Ambiente trasferiva alla Regione Siciliana le somme complessive di 100 e 40 miliardi, di cui l’ARTA, a fine dicembre, impegnava 300 milioni in favore del Comitato di Coordinamento di Siracusa e 28 milioni per quello di Caltanissetta; 

- nel corso degli anni 1997-1999 venivano sostenute soltanto spese per il funzionamento dei Comitati di Coordinamento e delle relative Segreterie; 

- stante l’inerzia della Regione Siciliana, in data 21/07/2000 il Ministero dell’Interno emanava l’Ordinanza n. 3072 ex art.12, con la quale toglieva ogni potere alla Regione, nominava Commissari, per la realizzazione degli interventi delle due Aree, i Prefetti di Siracusa e Caltanissetta e disponeva che le somme relative fossero trasferite sulle contabilità speciali intestate ai Commissari; 

- con D.A. n. 50/GAB del 04/09/2002 l’ARTA dichiarava area ad elevato rischio di crisi ambientale i territori dei comuni del comprensorio del Mela (Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto), istituiva la "Commissione Stato-Regione, Provincia, Enti locali, per la definizione del piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela" e stanziava € 7.500.000 per la redazione del Piano e per gli interventi da adottare; - al 31/12/2004 scadevano i termini delle dichiarazioni ministeriali per le aree di Siracusa e Gela ed i compiti dei Prefetti-Commissari; le somme erogate dall’ARTA ammontavano 

• Commissario Delegato per Siracusa € 30.829.827,35; 

• Comune di Siracusa € 68.238,87; 

• Comitato di Coordinamento di Siracusa circa € 875.000; 

• Commissario Delegato per Caltanissetta € 8.263.310,38; 

• Comitato di Coordinamento di Caltanissetta circa € 140.000; - restavano disponibili le somme: 

• per l’Area di Siracusa, circa € 19.878.623,79; 

• per l’Area di Caltanissetta, circa € 11.894.965,58.

- con i DD.AA. 189/GAB e 190/GAB del 11/07/2005 l’ARTA emanava una nuova dichiarazione di aree a rischio per le aree di Siracusa e Caltanissetta;

- Con Delibera di Giunta n. 306 del 29/06/2005 veniva istituito l’Ufficio Speciale “Aree ad elevato rischio di crisi ambientale” che assorbiva tutte le competenze dei Prefetti-Commissari, dei Comitati di Coordinamento e della Commissione Stato- Regione, Province ed Enti Locali;

- Con Delibera di Giunta n. 257 del 14/07/2009 l’Ufficio veniva soppresso in ragione della “vastità e complessità delle problematiche ambientali che informano i territori ricadenti nelle Aree…”;

- Con D.P.Reg. n. 5/Area 1/S.G. del 17/01/2011 veniva ricostituito l’Ufficio Speciale, questa volta denominato “Sportello unico per il risanamento delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale nel territorio regionale – Agenda 21 – Amianto”, sempre sotto la direzione dello stesso dirigente;

- Al 31/12/2012 l’Ufficio Speciale veniva definitivamente chiuso ed articoli di stampa riportavano notizie in merito ad indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Catania;

- Con D.A. n. 176/GAB del 09/08/2007 l’ARTA approvava il c.d. “Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente”, che alla verifica dei fatti risultava frutto di un “collage” di copia ed incolla di ampie parti del Piano di Risanamento della qualità dell’aria della Regione Veneto dell’anno 2000, peraltro già bocciato dalla Commissione Europea, e di numerosi documenti già editi da altri Enti;

- In particolare, dalla semplice analisi comparativa della documentazione e dal conteggio delle righe copiate il c.d. Piano Siciliano risulta composto per l’85-91% da righe interamente copiate dal Piano del Veneto e da altre fonti;

- Incredibile ma vero, a distanza di 7 anni il c.d. Piano figura ancora inserito nel sito web dell’ARTA come documento/strumento di programmazione istituzionale in tema di qualità dell’aria, nonostante che le ripetute denunce delle Associazioni ambientaliste ne abbiano da tempo richiesto il ritiro e che, da ultimo, sia intervenuta la sentenza di condanna del Tribunale di Palermo ad 1 anno ed 8 mesi nei confronti del dirigente responsabile della sua redazione, sentenza che fa riferimento alle numerose e vistose copiature ivi presenti;

e considerato che

- sulle Aree di Siracusa e Caltanisetta, a fronte degli ingenti finanziamenti erogati dal Ministero dell’Ambiente, nulla è dato a sapere in merito a: se i Piani originari (del 1995) sono stati attuati ed in che parte, se essi sono stati aggiornati ed attuati ed in che parte, quale utilizzo hanno avuto i finanziamenti erogati e qual è la consistenza delle somme se ed ancora disponibili, se e quali interventi strutturali di ordine impiantistico in situ, oltre che normativi ed amministrativi, sono stati adottati nel tempo e da quando le competenze sono ritornate all’ARTA (gli ultimi 2 anni) per contrastare e ridurre l’inquinamento atmosferico e delle altre matrici ambientali;

- sull’Area del Comprensorio del Mela, a fronte del finanziamento stanziato dall’ARTA nel 2002, nulla è dato a sapere in merito a: se è stato redatto il Piano di Risanamento, quale utilizzo ha avuto il finanziamento originario e qual è l’eventuale consistenza delle somme se ed ancora disponibili, se e quali interventi strutturali di ordine impiantistico in situ, oltre che normativi ed amministrativi sono stati adottati nel tempo e da quando le competenze sono ritornate all’ARTA (gli ultimi 2 anni) per contrastare e ridurre l’inquinamento atmosferico e delle altre matrici ambientali; - da 14 anni a questa parte, solo a voler focalizzare il periodo dai commissariamenti ministeriali in poi, senza per questo dimenticare lassismi, inerzie ed inadempienze precedenti, si è assistito ad una girandola di ben 11 assessori all’ARTA e di un numero quasi analogo di dirigenti generali al dipartimento ambiente, tutti distintisi per annunci e dichiarazioni di intenti rimasti puntualmente disattesi; - i risultati riguardo alle Aree a rischio, alla tutela della qualità dell’aria ed alla salvaguardia della salute delle popolazioni esposte sono al cospetto di tutti e si sintetizzano oggi in 2 ex Presidenti della Regione (Cuffaro e Lombardo) e 4 ex assessori dell’ARTA (Cascio, Interlandi, Sorbello e Di Mauro) sotto processo per omessi interventi antismog, nel Piano della qualità dell’aria copiato, inattuabile e pur tuttavia non revocato, nel sistema dei controlli e, in generale del sistema ARPA, ultradeficitario (a fronte di finanziamenti POR 2000-2006 di € 36.307.052 e POR FERS 2007-2013 di € 35.000.000), il tutto nell’incredibile scenario che la tutela dall’inquinamento atmosferico non ha mai figurato né continua a figurare tra gli obiettivi strategici dell’ARTA (!!!).



le Organizzazioni ed i Comitati scriventi, per i motivi su esposti e con l’urgente priorità che la situazione necessita, chiedono al Sig. Assessore di fissare un incontro nei prossimi giorni (prima della metà di agosto), riservandosi fin d’ora di intraprendere ogni ulteriore passo presso le Autorità competenti perché si accertino una buona volta responsabilità e responsabili riguardo a mancati interventi, inerzie, lassismi, spreco di risorse economiche e quant’altro ai danni dell’ambiente e della salute della gente, con particolare riferimento ai Piani di risanamento fasulli ed alle Aree dichiarate ad elevato rischio ambientale. 

IL POPOLO INQUINATO NON PIANGE, MA LOTTA WE SHALL OVERCOME


GELA, ISOLA DELLE FEMMINE, Italcementi, M5S, MILAZZO, PETROLCHIMICO, MANNINO,AUGUSTA MELILLI,PRIOLO,INQUINANTI,TUMORI,NEOPLASIE,DON PALMIRO PRISUTTO