L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

giovedì 31 luglio 2014

E' morto Lorenzo,Il bambino che ci ha fatto piangere

E' morto Lorenzo,Il bambino che ci ha fatto piangere
Il padre l'aveva portato via da Taranto per salvarlo

Il bambino che ci ha fatto piangere

E' morto Lorenzo, il piccolo malato con un tumore al cervello. Due anni fa il padre salì sul palco per dire STOP all'inquinamento
30 luglio 2014 - Alessandro Marescotti
"Cari amici volevo avvisarvi che Lorenzino ci ha fatto uno scherzetto... ha voluto diventare un angioletto..."
Mauro Zaratta sul palco nel 2012 a Taranto con il cartello

Ce lo ha comunicato in serata su Facebook in questo modo, Mauro Zaratta, padre di Lorenzo, bimbo di 5 anni malato di tumore al cervello.
A 3 mesi di vita avevano trovato a Lorenzo un tumore alla testa di 5 centimetri. «Era piùgrande il tumore che la sua testolina», diceva il padre Mauro Zaratta.
Mauro era diventato un "papà coraggio"perché oltre che accompagnare il figlio in lunghi viaggi della speranza, ebbe la forza disalire sul palco nel 2012 e di dire a tutti di fermare l'inquinamento, portando con sé su un cartello l'immagine del figlio.
Mauro era andato a Firenze per non fare respirare più l'aria malata di Taranto e per curare il suo bambino dopo pochi mesi dalla nascita.
"Lorenzo - disse Mauro dal palco - ha un tumore al cervello dalla nascita e ha perso la vista. Io spero che continui a vivere e sono qui perchè condivido la protesta della gente. Voglio però anche dire che i bambini della città devono poter vivere serenamente e in salute: bisogna fermare questo massacro".
Aveva con sé un cartello con la foto di Lorenze e la scritta: "Mio figlio, 3 anni, cancro. A quanti ancora?!".
"All'epoca del concepimento e della nascita - raccontò - mia moglie lavorava al rione Tamburi (il più vicino all'Ilva, ndr), anche se nessuno potrà mai dire che ci sia un nesso di causalità tra emissioni inquinanti e malattia".
Mauro sottolineò che la situazione prodotta dall'inquinamento industriale a Taranto è insostenibile e che anche se il figlio fosse guarito non sarebbe tornato più a vivere nella sua città, dove si trovano tutti i suoi parenti.
Un lavoratore dell'ILVA - a poche settimane dalla manifestazione aziendale organizzata nel 2012 per protestare contro l'ordinanza di sequestro del GIP Patrizia Todisco - gli scrisse su Facebook:
"Sono un operaio Ilva e purtroppo capisco quello che stai passando perché a me è successo a mio fratello e a mio padre. Ti sono vicino e spero anche io che questo massacro finisca, anzi ti dico che sono proprio favorevole alla chiusura. Dai un bacio al piccolo e digli che TARANTO, la parte sana di mente, è con tuo figlio. Ciao, ti auguro il meglio per te e per tuo figlio, vedrai che un giorno tornerai in una TARANTO pulita in tutti i sensi".
Mauro è stato accanto al suo bambino durante i pesanti cicli di chemioterapia.
Il coraggio di Mauro e Lorenzo - e il dolore di tutta la famiglia - sono stati un esempio per tutti noi.
Hanno ambedue continuato a lottare contro il cancro fino all'ultimo.
Sono stati una risposta dignitosa e forte all'indifferenza di quanti si voltano ancora dall'altra parte per convenienza, ignoranza o, peggio ancora, ignavia.
http://www.peacelink.it/ecologia/a/40450.htmlE' morto Lorenzo,Il bambino che ci ha fatto piangere

lunedì 28 luglio 2014

I soldi, le pressioni e gli incontri Fotovoltaico, su cosa indagano i pm

I soldi, le pressioni e gli incontri Fotovoltaico, su cosa indagano i pm

Domenica 27 Luglio 2014 - 14:33 di Riccardo Lo Verso

 

 

L'inchiesta della Procura di Palermo sul presunto giro di tangenti per la costruzione di un impianto a Monreale. Al vaglio dei pubblici ministeri ci sono intercettazioni e sms di politici e funzionari. Caccia al possibile pagamento di mazzette in contanti.





PALERMO - Il dirigente regionale Martino Russo e l'ex assessore regionale all'Industria Pippo Gianni avrebbero ricevuto due televisori per favorire gli imprenditori che stavano costruendo l'impianto fotovoltaico di Monreale. Un'ipotesi di corruzione che viene loro contestata nell'avviso di conclusione delle indagini notificato dalla Procura di Palermo pochi giorni fa. I pubblici ministeri Roberto Tartaglia e Luca Battinieri stanno, però, stanno rileggendo una serie di intercettazioni e sms per capire se possano avere intascato anche denaro. Ve li proponiamo in sequenza.


22 ottobre 2009

Sandro Marchesi, dipendente di Luciano e Francesco Meoni (gli imprenditori toscani indagati sono titolari della società Heliosopower che costruì l'impianto di Monreale ndr), è soffisfatto: “... abbiamo l'autorizzazione registrata in mano... c'è l'ho in mano... registrato... atto registrato e lo stiamo riportando all'assessorato... abbiamo tutto il progetto firmato da loro... abbiamo l'autorizzazione ufficiale in mano... adesso loro la mandano alla Gazzetta... però non si prendono responsabilità su quando esce...”. Luciano Meoni lo ringrazia: "… complimenti a tutta la squadra che posso dirti". Lo stesso giorno Meoni contatta il suo uomo a Palermo, il vigile urbano Salvatore Gripp, che avrebbe fatto da mediatore con i funzionari e i politici: “... allora lunedì, martedì volevo dire domani parte Ledo e arriva sabato mattina alle 8 con la cosa lì... mi dispiace....poi mi dici te dove deve andare... comunque gli ho dato tutti i riferimenti, per cui...". E Grippi aggiunge: “… io di pomeriggio c'è l'ho comunque l’incontro con quelli".


23 ottobre 2009

Ledo Pacchiarotti e Franco Barbetta sono gli uomini che, secondo l'accusa, sarebbero stati incaricati di portare 150 mila euro in contanti a Palermo per pagare le mazzette ai funzionari pubblici. Sarebbero "quelli” con cui Grippi aveva appuntamento. Il piano salta. La Finanza, infatti, sequestra 150.000 in contanti ai due faccendieri a bordo della nave che da Napoli li doveva portate a Palermo. “Siamo nella merda”, dice Pacchiarotti.


27 ottobre 2009

Viene intercetatto Luciano Meoni: “Per far fronte ai nostri impegni, ci vorrà, ci diano qualche altra settimana... Chi l'ha preso in tasca siamo noi. Loro alla fine se lo prendono due settimane dopo... tanto è un anno e mezzo, per cui non c'è mica nulla di strano". Gli invstigatori riassumono il significato delle parole dellìimprenditori: "I siciliani posso aspettare".


10 novembre 2009

Dopo il sequestro del denaro, i rapporti tra i Meoni, Grippi ed i loro referenti politici ed amministrativi negli uffici della Regione Siciliana si sarebbero complicati. Russo chiama Grippi: "Meoni viene domani sera?". Risposta: "no... non viene domani, perché praticamente dovevano venire praticamente oggi... però da parte dell'assessorato gli hanno fatto sfumare gli appuntamenti, perchè oggi hanno preso come pretesto che c'erano tre cose all'Ars... non lo so... comunque io tecnicamente ti posso dire che da martedì in poi sono pronto per incontrarti e soddisfare le tue...”. Le “tue” potrebbe riferisi, secondo l'accusa, a possibile pretese di denaro da parte di Russo.


19 novembre 2009

Da giorni Russo non riesce a parlare con Grippi. Il vigile si nega, e il dirigente chiama Luciano Meoni: “….da me siete venuti a chiedere delle cortesie… io ho cercato di fare del mio meglio, per quello che mi era possibile... essere preso in giro, essere tartassato di telefonate, centomila telefonate al giorno, perchè dovevo risolvervi il problema. Ho fatto cose che non competevano nemmeno alla mia persona… a me piace che la parola data…è parola data. Quindi impegnarmi più di quello che mi era dovuto …disinteressatamente? ….evidentemente questo disinteressatamente è stato frainteso… per il culo, scusa il termine, non voglio essere preso”.

25 novembre 2009

Luciano Meoni si trova a Palermo. Ha un appuntamento con Marchesi e Grippi in un ristorante del centro città e scrive a Russo: “Ok! Martino, ho sistemato tutto… la cosa tua... ho lasciato tutto a Grippi il quale si metterà in contatto con te”.


2 dicembre 2009

Il contatto non c'è stato e Russo chiama Luciano Meoni: “... senti Luciano... io t'avevo fatto quindici giorni fa una telefonata, ti ricordi? tu m'hai mandato sms, ci siamo sentiti... io purtroppo ho dei problemi miei personali... Grippi… m'ha rimandato con telefonatine… cose... anche... domani, dopodomani... m'ha fatto venire a Palermo, adesso... mi manda adesso un messaggio... cioè dopo che noi ci siamo sentiti, m'ha rimandato da lunedì a martedì, da martedì a mercoledì, mi fa venire a Palermo e mi manda un messaggio con il quale mi dice... ti informo che per motivi urgenti sono fuori... allora io non ho bisogno d'incontrare nessuno... sta cosa per me è chiusa… definita... ci tenevo solo a fartelo sapere, fine". Meoni non ci sta: “…è uno schifo sta storia qui. Io l'ho incontrato, gli ho lasciato quello che dovevo fare per te e per l'assessore... ho fatto…ho detto io... vai, fallo, chiudilo e via... lui mi ha detto... ok, lo faccio in settimana... lui ha tutto per chiudere la cosa”.


15 dicembre 2009

Grippi chiama Russo per dargli un appuntamento. Russo: "eh va bene, ascolta ci vediamo alle 9 e 30 al Baretto, dove ci siamo visti l'altra volta... mi raccomando, perchè poi….così, perchè poi alle 10 mi vedo con l'onorevole Gianni”. Grippi: “... alle 9 e 30, già io sono anzi... lo vorrei pure incontrare". Al'indomani si scambiaranno alcuni sms per vedersi davanti il passo carraio dell'Ars.


1 febbraio 2010

Grippi contatta Russo: “... ho bisogno di uno, due giorni per essere pronto… una parte è già pronta mentre l'altra la devo ancora completare”.


3 febbraio 2010

Pippo Gianni teelfona Martino Russo che gli dice di essere davanti al bar Aluia in via Libertà: "… attraversi....ce ne andiamo dove dici tu".


Di cosa dovevano discutere, le pressioni di Russo a Grippi e Meoni, se tali sono state, a cosa erano finalizzate? I pm di Palermo non hanno ancora trovato le risposte.

REGIONE, BANCOMAT DELLA CORRUZIONE: IN UN ANNO CENTO MILIONI DI TANGENTI

Dalla pubblicità all'energia: ecco perché nell'Isola dilaga il malaffare

di ANTONIO FRASCHILLA





TANGENTI e malaffare per oltre 100 milioni di euro in poco più di un anno nell'isola del tesoro. Nel mirino la Regione, che si sta rivelando sempre di più il cuore di un sistema che garantisce truffe da capogiro tra mazzette e scarsi controlli. Seguono a ruota Comuni e altri enti locali: complessivamente, negli ultimi sedici mesi soltanto la Guardia di finanza ha segnalato frodi per 520 milioni e danni erariali per 826 milioni. Rifiuti, energia, formazione, sanità, finanziamenti Ue sono i settori più aggrediti perché bancomat perfetti per affari milionari. "Una nuova tangentopoli, il regno della manciugghia", ha detto il governatore Rosario Crocetta. Un malaffare che continua però a espandersi, in particolare proprio nei corridoi dell'amministrazione regionale, con funzionari coinvolti in indagini e vicende poco chiare tutti rimasti spesso al loro posto nonostante annunci mediatici di rotazioni e trasferimenti, e con politici, più che chiacchierati, che siedono in maggioranza.


Una cosa comunque è certa: i numeri forniti dal comando regionale della Guardia di finanza guidato dal generale Ignazio Gibilaro sono impressionanti e lanciano l'allarme sulla corruzione in Sicilia, che vede la Regione cuore pulsante di questo mondo nero. Basta leggere le cronache delle indagini principali in corso delle Procure dell'isola sui fondi del Ciapi utilizzati per pagare i politici, le tangenti versate da imprenditori a deputati regionali per oliare le pratiche in materia di energia, le mazzette garantite dai re dei rifiuti per avere le autorizzazioni ambientali, gli enti di formazione in mano agli onorevoli e, nel mezzo, funzionari e dipendenti pubblici corrotti, nella peggiore della ipotesi, distratti nella migliore. Mentre la politica sembra confusa e annuncia riforme su riforme senza andare al dunque: lo scenario migliore per chi vuole continuare a fare affari illeciti all'ombra di Palazzo d'Orleans e dei Comuni dell'Isola. Cioè dei siciliani.




Affari, tangenti e lobby il sistema rifiuti nell'Isola costa un miliardo l'anno


ANTONIO FRASCHILLA



ECCO il risultato di anni di mala gestio in un comparto chiave per la salute dei cittadini e il rispetto dell'ambiente: un sistema di smaltimento poco compatibile e un costo che è pari a 200 euro a siciliano, neonati compresi, contro i 190 del Lazio e i 111 euro della Lombardia. Il tutto mentre non ci sono abbastanza impianti per la differenziata, che non a caso vede l'Isola ultima nel Paese con meno del 10 per cento, con conseguente rischio di condanne dell'Unione europea.
Al di là delle indagini giudiziarie, che stanno alzando il velo su tangenti, legami pericolosi con la politica e pressioni sull'amministrazione, e hanno portato agli arresti di due amministratori di discariche, dell'Oikos e della Tirreno ambiente, il sistema dei rifiuti in Sicilia dopo quasi quindici anni di cattiva gestione è adesso quasi al collasso e non è più economicamente sostenibile. Al momento i rifiuti siciliani per il 90 per cento finiscono in quattro discariche: oltre a quelle citate, vanno nei siti della Sicula Trasporti e della Catanzaro. La Sicilia è attraversata da compattatori stracolmi di rifiuti. A esempio, da Termini Imerese i mezzi partono alla volta di Mazzarà Sant'Andrea (dove per conferire la tariffa è di 90 euro a tonnellata) oppure a Motta San'Anastasia (102 euro a tonnellata), compiendo più di 300 chilometri tra andata e ritorno. A Bagheria da qualche giorno gli autocompattatori carichi di rifiuti vanno a scaricare a Siculiana nel sito gestito dalla ditta Catanzaro Costruzioni. «Il servizio reso a Siculiana ha un costo di 78 euro per tonnellata di rifiuto contro il costo sostenuto per andare a scaricare a Catania di 140 euro per tonnellata», ha detto il sindaco grillino Patrizio Cinque. In media comun- que il costo per conferire i rifiuti nelle quattro discariche siciliane private costa 100 euro a tonnellata.
Considerando i rifiuti prodotti ogni hanno dai siciliani, pari a 2,5 milioni di tonnellate, e che di questi ben il 90 per cento finisce sotto terra, il costo complessivo è di 250 milioni di euro all'anno. A questa cifra occorre aggiungere la spesa per i 13 mila addetti al servizio, in gran parte assunti negli anni d'oro degli Ato che, chiaramente, hanno accumulato un miliardo di euro di debiti. Nell'Isola c'è un operatore ogni 398 abitanti, contro l'uno ogni mille di Treviso e una media nazionale di un addetto per 680 abitanti.
Dal 2003 è scattata una corsa folle ad assumere personale, spesso a ridosso di tornate elettorali, e i nodi sono venuti al pettine negli ultimi anni. Oggi questi stipendi costano circa 520 milioni di euro all'anno.
Ma le spese del sistema rifiuti siciliano non finisco qui. A queste cifre occorre aggiungere anche il 30 per cento di spese che va per oneri di gestione, manutenzione e acquisti di attrezzature: altri 200 milioni di euro all'anno. Il totale fa 970 milioni di euro all'anno, circa un miliardo. A fronte di questa mole di costi, i tributi riscossi dagli enti locali per lo smaltimento dei rifiuti Tarsu o Tia, ammontano a 650 milioni di euro. Quindi ogni anno il sistema accumula debiti per oltre 300 milioni di euro: oggi tra Ato e Comuni, il debito nei confronti delle imprese pubbliche e private che lavorano nel comparto è salito così a 1,5 miliardi di euro, nonostante i 600 milioni di euro di fondi regionali bruciati negli ultimi anni attraverso il cosiddetto fondo di rotazione istituito proprio per aiutare i Comuni.
Insomma, costi elevati e una macchina mangiasoldi perfetta. Ecco il sistema della spazzatura in Sicilia, mentre la magistratura indaga sulle tangenti e il ruolo della politica. Nel frattempo il piano rifiuti rimane in gran parte incompiuto: i Comuni non hanno i soldi per avviare la differenziata e dopo la fine dell'emergenza, con annesso commissariamento affidato alla Regione, dovrebbero essere le nuove Srr ad investire negli impianti. Sì, ma con quali fondi? Fino a quando i rifiuti andranno a finire solo nelle discariche? Il governo Crocetta ha dichiarato guerra ai privati coinvolti nelle indagini e minaccia di requisire le discariche. Ma quali sono i programmi del governo per cambiare questo sistema?
Dopo gli ultimi arresti il governo Crocetta ha dichiarato guerra ai privati Ogni dodici mesi si accumulano debiti per trecento milioni di euro
GLI OPERATORI
In Sicilia c'è un operatore ogni 398 abitanti Da sinistra, una discarica e Palazzo d'Orleans

APPALTI E INCHIESTE, IL RITARDO DELLA POLITICA

Salvo Toscano


Con le indagini su discariche e fotovoltaico, gli inquirenti arrivano prima della politica, malgrado i tanti campanelli d'allarme suonati in questi anni. Serve un intervento deciso sulla burocrazia. Ma anche le imprese hanno qualcosa su cui riflettere, a partire dalla "convenienza" della legalità


PALERMO – L'ultimo annuncio in ordine di tempo risale a oggi, quando il presidente Rosario Crocetta ha detto che sarà creata “una banca dati on line, il cui accesso sarà riservato alle forze dell'ordine e alla magistratura, con tutte le informazioni relative agli appalti pubblici della Regione". Ma la settimana horribilis per la Regione, con due inchieste che hanno fatto tremare il Palazzo, quella sulle discariche e quella sul fotovoltaico, promette strascichi. Le indagini hanno svelato presunti incroci pericolosi tra burocrazia e affari, storie di tangenti e promiscuità – tutte, sia chiaro, ancora da dimostrare in sede giudiziaria – che gettano più di un'ombra sulla burocrazia regionale. Storie che affondano le proprie radici in quella matassa ingarbugliata di norme e codicilli, in quel labirinto nel quale non perdersi, per cittadini e imprese, è pratica non semplice, in quel pantano in cui le poche certezze fanno il gioco di disonesti e avidi a scapito del diritto.
Colpisce, nelle cronache di questi giorni, la corsa dei politici per piazzarsi primi nel gioco del “l'avevo detto io”. Tanti si sono iscritti, eppure resta il fatto che fino all'intervento della magistratura, lo status quo, per esempio sulla vicenda delle discariche, era rimasto quasi intatto. “La Procura è arrivata a conclusioni che la politica non ha saputo trarre: ha fatto prima delle istituzioni politiche”, ha sintetizzato in un'intervista a Livesicilia il deputato del Pd Anthony Barbagallo.

Eppure, i campanelli d'allarme erano suonati abbondanti, dentro e fuori dal Palazzo. Sul fronte delle energie alternative, ad esempio, una relazione dell'assessorato all'Energia aveva sollevato già forti perplessità sulle procedure per l'autorizzazione per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, dipingendo un quadro a dir poco caotico degli uffici. Quanto alla vicenda rifiuti, basta sfogliare le collezioni dei giornali. Solo pochi mesi fa, a marzo, era stata la Fit Cisl a chiedere maggiore trasparenza nel settore, invitando la commissione Antimafia “a rendere pubblico subito l'esito dei controlli antimafia sulle imprese che gestiscono le discariche in Sicilia, a partire da quelle pubbliche guidate da politici che pertanto devono dare per primi l'esempio”. Prima ancora c'erano state le esternazioni – con tanto di polemiche interne alla giunta – degli assessori Nicolò Marino e Mariella Lo Bello. Già a dicembre del 2010, sul Sole 24 Ore la Confindustria siciliana denunciava come nell'Isola si rilasciassero autorizzazioni in materia di protezione ambientale senza accertarsi che le aziende richiedenti avessero le carte in regola per averle. Passava un anno, e nel settembre del 2011 lo stesso vicepresidente degli industriali Giuseppe Catanzaro, imprenditore del settore, tornava alla carica, parlando al Giornale di Sicilia di “resistenze di pezzi malati di burocrazia e della politica che impediscono il cambiamento”, denunciando ritardi nell'informatizzare le procedure e a lasciare traccia di ciò che si è fatto. Nella stessa intervista Catanzaro lamentava: “Si spendono i fondi europei per comperare un sistema informatico di gestione delle pratiche, il Sivvi, di cui ad oggi non c’è alcuna applicazione”, aggiungeva l'imprenditore.


Il Sivvi è un sistema informativo di valutazione di impatto ambientalerealizzato da Sicilia e-Servizi e Sicilia e-innovazione con i fondi europei, presentato in pompa magna nel giugno 2009 con una conferenza stampa a cui presero parte tra gli altri l'allora assessore Pippo Sorbello e la dirigente Rossana Interlandi. Doveva assicurare trasparenza nelle procedure. Lo si è cominciato usare solo nel 2011, ma in assessorato non pare sia troppo apprezzato, malgrado – spiega il dirigente generale del dipartimento Ambiente Gaetano Gullo – “all'epoca vi furono spesi 900 mila euro”. La digitalizzazione, spiega lo stesso Gullo, comunque c'è, sia attraverso Sivvi, sia per mezzo di un software realizzato da risorse interne che permette consultando quest'indirizzo di seguire l'iter delle pratiche su pagine excel.

Software o non software, il quadro emerso dalle ultime inchieste richiede alla politica una tempestività e una decisione nell'intervenire che fin qui non si è vista a sufficienza. E questo al di là dei proclami e dei data base da mettere a servizio degli investigatori. Servono piuttosto misure che davvero semplifichino gli iter burocratici garantendo trasparenza e criteri oggettivi e certi, interventi volti a evitare che si creino “regni” troppo lunghi negli uffici pubblici per mezzo di rotazioni mirate (che non degenerino nel caos), ogni sforzo possibile volto a evitare occasioni di contatti diretti tra uffici e ditte, e in ultimo sanzioni severe per i dipendenti infedeli, premiando invece i meritevoli e preservando questi ultimi da generalizzazioni. Insomma, occorre che la politica ristabilisca il suo primato sulla burocrazia, che da tempo ormai s'è ridotto invece alla sola attività di spartizione delle poltrone più pesanti secondo criteri di appartenenza.

Ma d'altra parte, anche per le imprese (e non solo per la politica) le inchieste di questa settimana offrono senz'altro spunti di riflessione. Un passaggio interessante dell'ordinanza è la conversazione tra due imprenditori coinvolti nell'indagine, Calogero e Giovanni Sodano. Parlando di presunte richieste di denaro da Gianfranco Cannova, il funzionario al centro dell'inchiesta, i due commentavano: “Ora il dottore (Cannova, ndr) ci racconta le solite minchiate... che vuole soldi... non dobbiamo dare più niente noi... non ci credo che Catanzaro molla una lira per... per... per avere queste discariche... neanche una lira...”. “Sì...”. “E il primo che si permette a dirgli dammi mille lire quello lo denuncia... noi troppo esagerati siamo stati...”. Un passaggio che fa riferimento al già citato vicepresidente degli industriali siciliani e che sembra dar forza alla scuola di pensiero, forse ancora minoritaria, della "legalità conveniente", per la quale - proprio come accade nei confronti degli estorsori di Cosa nostra - la denuncia alle autorità è la migliore e più efficace difesa per tenere alla larga eventuali corrotti e concussori.

http://livesicilia.it/2014/07/25/appalti-e-inchieste-il-ritardo-della-politica_520950/



Appalti e inchieste, il ritardo della politica - Live Sicilia




Rifiuti ed energia, tangentopoli di Sicilia
di Rosario Battiato

Gli ultimi due capitoli: l'operazione Terra Mia e le presunti tangenti per la costruzione del parco fotovoltaico di Monreale. Nei due settori gli interessi di criminalità  organizzata, malaffare e corruzione. Un sistema denunciato da anni e mai colpito

PALERMO – In Sicilia, i rifiuti e l'energia sono due panieri ricchi di risorse e braccati da interessi milionari non sempre trasparenti. Nessuno stupore, pertanto, se proprio in questi settori si sono annidati gli scandali della nuova tangentopoli siciliana. La storia dell'Isola è ricca di esempi, ma i fatti più recenti hanno riguardato l'inchiesta Terra Mia e l'affare del parco fotovoltaico di Monreale.


Come tanti altri avevano fatto prima di lui, anche l'assessore regionale all'Energia, Salvatore Calleri, ha tuonato contro la corruzione nella Pubblica amministrazione e ha ribadito l'impegno dei suoi uffici nel solco tracciato dal suo predecessore, Nicolò Marino, che in maniera incisiva aveva agito per rimodulare il potere delle discariche private nella direzione della legalità e della trasparenza e per normare un settore strategico per l'energia verde come l'eolico.


Prima di lui anche Giosuè Marino e Pier Carmelo Russo, entrambi assessori all'Energia durante il governo Lombardo, avevano espresso diverse e, in alcuni casi, ben documentate perplessità. Lo stesso governatore aveva sottolineato nel febbraio del 2010 in audizione alla Commissione parlamentare sui rifiuti, e poi in aprile all'Ars, che c'era un forte appetito della mafia “intorno alla gestione dei rifiuti”. E le operazioni che si sono susseguite in questi anni hanno confermato un lato oscuro sin troppo conosciuto: dall'affare dei termovalorizzatori alle discariche abusive nelle miniere abbandonate di Sicilia, dall'operazione "Trash" di Bronte del 2008 fino alla “Nuova Ionia” del 2013.


Solo qualche esempio pescato nel mare del malaffare che ruota attorno ai rifiuti e che nei giorni scorsi ha portato alla luce l'ennesimo scandalo che arriverebbe fino alla Regione con l'operazione Terra Mia, un certosino lavoro di intercettazioni che fa risalire alcune delle registrazioni più importanti al 2012.


Salvatore Calleri, che viene proprio da una roccaforte di legalità come la Fondazione Caponnetto, non ha voluto essere da meno dei suoi predecessori e nei giorni scorsi ha rilanciato. “Per quanto riguarda la discariche il mio assessorato - ha spiegato - ho disposto la chiusura della Oikos Spa di Motta Sant'Anastasia. Entro pochi mesi abbiamo le gare d'appalto per le discariche pubbliche. Abbiamo, inoltre, revocato l'autorizzazione alla ditta So Ambiente srl di Agrigento, dove avevamo avuto un'informazione prefettizia negativa. Per quanto riguarda Tirreno Ambiente, che si trova vicino Barcellona, siamo intervenuti”. Altri interventi hanno riguardato la discarica di Sant'Agata di Militello “per situazioni di cui sono venuto a conoscenza che potrebbero avere rilievi penali” e dei quali sarebbe stato interessato il procuratore Leonardo Agueci”.


Azioni lodevoli, ma c'è evidentemente un problema di funzionamento della macchina burocratica. Lo ha ammesso implicitamente lo stesso Rosario Crocetta rispondendo risposto ai cronisti che chiedevano le motivazioni del rientro al posto originario in circa un mese e mezzo del funzionario dell'assessorato al Territorio, Gianfranco Cannova, da venerdì ai domiciliari in quanto coinvolto nell'inchiesta, che era stato trasferito ad altro ufficio così come disposto dal governo regionale lo scorso anno con il provvedimento di rotazione dei dirigenti. Netta la riposta: “Avevo dato disposizione che i dirigenti trasferiti non dovevano tornare nei settori dai quali erano stati provenivano”. Perché chi doveva eseguire questo ordine non l'ha fatto?


Capitolo energia. Anche qui la Sicilia non si è mai fatta mancare nulla: dall'operazione “Broken wings” che ha messo nel mirino il re dell'eolico Nicastri ritenuto vicino al superlatitante Matteo Messina Denaro al primo scandalo fotovoltaico, il processo è in corso, che ha coinvolto i deputati Vitrano e Bonomo. Il fotovoltaico si è concesso un bis nei giorni scorsi dopo che la Guardia di Finanza di Napoli, nell'ambito di un'indagine sulla maxi evasione fiscale di due imprenditori toscani, aveva intercettato un giro di mazzette che riguardava la realizzazione del parco fotovoltaico di Monreale. Coinvolti l'ex assessore, oggi deputato coi democratici riformisti, Pippo Gianni, e il dirigente Martino Russo, indagati per corruzione, e Francesco Marcenò, dirigente regionale indagata per abuso d'ufficio. Per i funzionari previsto un provvedimento di sospensione.

http://www.qds.it/16839-rifiuti-ed-energia-tangentopoli-di-sicilia.htm








ASSESSORI CONTRO DURO SCONTRO TRA M marino-e-lo-bello-14-marzo-2014



 CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE RIFIUTI SPROPOSITA



CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE RIFIUTI... di isolapulita Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori
Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori di isolapulita Comm.Parlamentare RIfiuti Cuffaro Genchi 





Cannova conversando telefonicamente con sua moglie Valeria Paduano le confidava che aveva la disponibilità di un’autovettura “Della ditta”, una locuzione riferita alla “ditta” del Proto esternata in modo così confidenziale da ingenerare qualche confusione persino nella stessa moglie dell’indagato benché fosse anche lei a conoscenza della “familiarità” dei rapporti del marito con l’imprenditore catanese: 
V: E poi a Rimini come ci vai? 
G: C'è una macchina che mi aspetta. 
V: Di chi? G: Della Ditta. 
V: Quale Ditta? 
G: Di tua sorella... minchia.. ! 
V: Quale Ditta è? G: Sei scema? 
V: Che Ditta è non lo so.
 G: Quella di Mimmo.!”. 

Cannova di sfruttare la sua “compromettente” amicizia con il Proto anche per “sistemare”, almeno in un prossimo futuro, il figlio Paolo: 
G: Infatti è probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare lì.
 V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare lì...vediamo le cose come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu già pensi a Paolo dove lo devi mettere a lavorare. 
G: Sarebbe una buona oppurtunità..
 V: Per ora fagli prende sto diploma...che è ancora all'inizio, ho paura che..
 G: Poi a casa, anche quando va a Catania, è a due ore di strada..

GRAND HOTEL RIMINI allegata in atti, che attesta che la società OIKOS s.p.a. ha sborsato per il soggiorno del Cannova la somma complessiva di euro 717,00   carta   credito Master Card n. 5529 7500 7810 4933 intestata a Domenico Proto.

P: Senti, ma Mimmo almeno qualcosa te la esce per questa cosa che hai fatto?....Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI? … Meno male che c’è lui!!perche’ con questo……Quanto ti costano questi, omissis.”, ricevendo dal marito la seguente emblematica riposta di assenso: “
G: Se ne fotte lui dei soldi.”.

Hotel Baja Verde, di cui sopra si è detto: 
P: Io mi spavento.. io ti ho sempre detto stai attento con Mimmo perché io sono sicura che lui ha troppe attività, troppe cose, io..eee.. quando una prende soldi facili, prima o poi le paghi… 
G: Ma che vuoi dire? 
P: A me dispiace per lui ma prescindere perché con noi si è sempre comportato bene. 
G: Che vuoi dire non ho capito.. 
P: Che mi spaventa l’arresto.. 
G: Spaventati! 
P: Che hai i cazzi pure tu, cominciano a fare.. ci sono intercettazioni che andiamo al Baia Verde, andiamo qua.. andiamo là.. anche ste cose, io proprio oggi pensavo mi sarebbe piaciuto andare a Taormina, ora anche ora, a Capo Taormina, però ci dobbiamo un po’ limitare, tu sei troppo leggero nelle tue cose. 
G: Limitati, ci vado solo 
P: Dove? 
G: A Capo Taormina.

La preoccupazione della moglie del Cannova di giustificare il loro tenore di vita va anche posto in relazione al fatto che dall’accertamento bancario esperito sui conti correnti del Cannova e di Paduano Valeria  tra l’altro risulta che nel 
conto Unicredit, n. 300508486, 
intestato alla Paduano, 
il saldo finale a giugno 2012 ammontava ad euro 200.732,10, 
mentre negli anni precedenti risultavano i seguenti saldi: 
anno 2011 euro 459.335,25; 
anno 2010 euro 35.918,18; 
anno 2009 euro 8.301,80; 
anno 2008 euro 56.960,04; 
anno 2007 euro 11.637,98

Lo scellerato patto criminale viene, come da trascrizioni telefoniche che seguono, consumato, nella specie, con la rivelazione di segreti d’ufficio da parte del CANNOVA al PROTO e, di converso, con la dazione, da parte dell’imprenditore, di denaro contante, regalie di vario tipo al funzionario infedele per le sue indebite prestazioni finalizzate ad agevolarlo negli atti amministrativi che riguardano la sua società. Si specifica che gli atti oggetto del mercimonio sono di competenza dell’ufficio regionale del CANNOVA, il quale sperava nella futura assunzione del figlio adottivo Paolo nelle società del PROTO al compimento della maggiore età, come poi lo stesso CANNOVA rivelerà a sua moglie Paduano Valeria.

In particolare, CANNOVA, una volta venuto a conoscenza dell’intenzione di revocare l’A.I.A. alla società del PROTO, immediatamente rivelava la notizia al diretto interessato affinché questi potesse correre ai ripari, muovendo eventualmente proprie conoscenze e amicizie, tra cui quella con l’allora Governatore della Regione, Raffaele Lombardo (in quel periodo Commissario Straordinario all’emergenza rifiuti per la Sicilia), il quale lo riceverà privatamente, come poi racconterà il PROTO stesso in un intercettazione più avanti riportata.

Ovviamente PROTO, come è stato documentalmente accertato (vedi infra) ha pagato gran parte delle spese di viaggio   sostenute a Rimini da CANNOVA, a mezzo di carta di credito a lui stesso intestata (Mastercard nr.5529 75007810 4933 con scadenza del 05.2013).

Nella specie, Domenico PROTO si è fatto carico delle spese sostenute da CANNOVA durante la permanenza a Rimini (dal 09/11/2011 all’11/11/2011), ed particolare:

− l’autonoleggio di un’autovettura marca Passat 2000 TDI SW, targata EH 746 YG, costata nel periodo di riferimento al Proto € 229,45, di cui € 149,46 a mezzo voucher pagato dal PROTO e € 79,99 dal CANNOVA con carta di credito, autovettura direttamente data in consegna al CANNOVA, il quale nella bolla di consegna figura quale “dipendente della Oikos Spa ”
− i costi alberghieri sostenuti, pagati da PROTO con la carta di credito sopra riportata, spendendo stavolta complessivamente per il solo CANNOVA € 717,  dichiarazione a firma del direttore dell’Albergo “Grand Hotel” di Rimini);
− le spese del biglietto aereo del CANNOVA da Palermo a Bologna A/R compagnia Alitalia, del costo complessivo di € 486,46, pagato con carta di credito di PROTO   


In una conversazione Cannova ha avvisato PROTO della prossima emissione del decreto di annullamento dell’AIA per la sua società; CANNOVA, poi, violando qualsiasi dovere di segretezza d’ufficio, si preoccupava di inviare all’imprenditore catanese il documento a mezzo fax, cosa che poi di fatto non avveniva poiché, in conversazione telefonica successiva, CANNOVA diceva a PROTO che il documento lo avrebbe portato con sé e glielo avrebbe fatto leggere in occasione del viaggio a Rimini.

P: PROTO Domenico
S: SUDANO Domenico
S: Pronto?
P: Senatore!
S: Pronto? Ehi, Mimmuzzo!
P: Come stai, senatore, come stai?
S: Come stai tu? Mi fanno battagliare... mi fanno battagliare, Mimmo, però va' bene và..!
P: Come, come, come ti fanno...
S: Come stai tu?
P: Chi è costui, che lo uccido! chi è costui, che lo uccido!
S: Eh eh eh.. no, abbiamo predisposto già la risposta e martedì la firma Berlusconi, quindi, da martedì in poi, nel giro di dieci giorni, otto giorni, dovremmo chiudere sta partita, dai, se Dio vuole...
P: Ah ah ah ah....! Avanti, dai! Ci facciamo il SANTO NATALE, eh eh eh..
S: Avanti, va' bene, ve bene. Tutto bene tu?
P: Tutto bene, si si, tutto bene, volevo sentire la tua voce e la volevo sentire bella, carica, come la sto sentendo ora!
S: Si si si,.. (incompr.).. io sono lottatore, Mimmo, dai!
P: Nel giusto! Noi, nel giusto sempre!
S: Nel giusto! Sempre nel giusto...
P: Nel giusto!
S: Sempre nel giusto… Sempre nel giusto. Va' bene Mimmuzzo (incompr.)
P: Un bacio grosso,un bacio grosso, allora, ok?
S: Grazie, ci vediamo, ciao gioia, ciao, un bacio ciao.

C:CANNOVA GIANFRANCO (CHIAMANTE)
P:PROTO DOMENICO (CHIAMATO)
P: Gianfranco?
C: Ehilà! Mimmuzzo!
P: Allora, ti hanno mandato il messaggino?
C: No!
P: Non ti è apparso...
C: No!
P: Ti ho messo partenza da Catania, vedi... perché se no dovevi...
C: incomprensibile
P: Ho messo partenza da Catania se no dovevi partire all'una, mi sembra, alle dodici e trenta...
C: Si... eh... aspé un minuto Mimmo però... io posso partire mercoledì!
P: Ah!
C: Perché tu mi avevi detto che partivamo mercoledì e invece ora Veronica mi ha detto che partite merco... martedì!
P: Noi si mercoledì...
C: incomprensibile
P: ... noi, vabbé e ti par... parti un altro giorno allora, scusa.
C: E questo infatti volevo post...
P: Fai una cosa, parla con Veronica, eh.... dagli... dagli l'input qual'è la disponibilità e ti faccio cambiare tutte cose.
C: Oh! Un'altra cosa e... a questo punto rientriamo giovedì tutti assieme oppure noi ci tratteniamo fino a venerdì? Tu come sei messo?
P: No, io venerdì mattina c'ho, alla Sicilia a Catania, appuntamento con.... giornale, dobbiamo fare delle dichiarazioni.
C: Ho capito!
P: Se no incomprensibile ...
C: Mimmo?
P: Si, ti sento!
C: Senti, vedi che è arrivato l'altro documento che praticamente parla di nuovo di e.... annullamento del decreto AIA nei confronti di OIKOS... ora faccio i fax e glieli faccio arrivare a Veronica, quindi questa cosa continua, è quella del direttore, pensavo fosse finita e invece continua. Hai capito?... Pronto?... Pronto?...
(VOL. II aff. 131 ss) 

C: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
P: PROTO Domenico (CHIAMATO)
P: Gianfranco?
C: Ehi, Mimmo, ti stavo dicendo, ti devo trasmett...
P: In ufficio, dico? Sei in ufficio?
C: No, per ora no, sono... ora devo rientr... ora rientro, comunque, perchè devo andare a fare questi fax……….eve arrivare…..
P: Mmh... Da parte di chi arriva questo documento?
C: Da parte del direttore, che, praticamente, gli ha scritto l'ufficio di gabinetto dell'assessore, perchè ha avuto la richiesta da parte della Prefettura. Ufficio di presidenza, segreteria tecnica, da parte del presidente..ehm... della.. della regione.
P: Ma è il direttore che scrive?
C: Si!
P: Cioè, ZUCCARELLO Scrive?
C: No! ZUCCARELLO non è direttore, non cominciamo!
P: Allora chi è, scusa?
C: Scrive ARNONE! Perchè vuole risposta la MONTEROSSO, Patrizia MONTEROSSO6, ch'è il capo di gabinetto di LOMBARDO.
P: Ho capito! Va' beh, questo... questo...
C: Te lo faccio arrivare tramite fax.. ehm... stasera vattelo a prendere in ufficio.
P: Va' bene.
C: Va' bene?
P: Va' bene Gianfranco.
 Quindi, di seguito la telefonata e l’sms che il segretario particolare di Domenico PROTO, Giuseppe Arcidiacono, fa a CANNOVA per confermargli gli orari di partenza per Rimini. In questa conversazione telefonica il Cannova chiedeva che gli venisse messa a disposizione un’autovettura.
A: Giuseppe ARCIDIACONO (CHIAMANTE)
C: Gianfranco CANNOVA (CHIAMATO)
C: Giuseppe!
A: Si, architetto, buongiorno!
C: Buongiorno.
A: Ha ricevuto il messaggio? Io ho chiuso perche le stavo scrivendo il messaggio, in pratica.
C: No, Giusè, non è arrivato ancora.
A: Comunque, gliel'ho inviato ora. In pratica è confermata quella partenza che mi diceva lei, nove-undici, va' bene?
C: Eh! Nove-undici... L'orario?
A: Parte il nove e rientra l'undici, l'orario quello che diceva lei. Va' bene?
C: Ah, va' bene. Va' bene, ok.
A: Ok? c'è messo numero di prenotazione e tutto....
C: La macchina, Giuseppe? Per la macchina?
A: Per la macchina poi... poi si senta col presidente
C: Eh e quando, lui...
A: O la vuole prenotata? Non lo so, per me è come dice lei.
C: Lui che ha detto?
A: Non lo so, io a lui non... Ora, ora ... ora ne parlo col presidente e glielo faccio sapere, va' bene?
C: Eh, me lo faccia sapere, perchè se no sono a piedi, poi...
A: Va' bene, ok, va' bene...
C: E' lì il presidente?
A: No, il presidente non c'è. Dovrebbe venire, non lo so...
C: E deve venire, perche probabilmente deve prendere a cosa...a Veronica
A: Va' bene?
C: Ok, aspetto a lei, allora, Giuseppe
A: Ok, grazie. Arrivederci.
C: Arrivederci

A seguire una conversazione tra CANNOVA e sua moglie Paduano Valeria, in cui il primo confida nella possibilità che un giorno il figlio Paolo possa lavorare per il Proto:
(VOL. II aff. 141 ss)
Progressivo n°: 6064 Data : 09/11/2011 Ora : 16:05:38 Durata : 0:02:52
G: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
V: PADUANO Valeria (CHIAMATA)
V: Pronto.
G: Vale..
V: Ma sei partito, dove sei?
G: In piscina... non devo collocare tutti e due prima..
V: Ma parti alle cinque?Sei in ritardo.
G: No alle cinque in aereoporto.
V: E a che ora parti?
G: Alle sette meno dieci.
V: Come?
G: Sette meno dieci.
V: Sette meno dieci?
G: Si.
V: Cioè arrivi là alle dieci... il tempo che arrivi..Arrivi a Bologna?.. Palermo, Bologna?
G: Si si.
V: E poi a Rimini come ci vai?
G: C'è una macchina che mi aspetta.
V: Di chi?
G: Della Ditta.
V: Quale Ditta?
G: Di tua sorella... minchia.. !!!!!!!!!!
V: Quale Ditta è?
G: Sei scema?
V: Che Ditta è non lo so.
G: Quella di Mimmo.! [Domenico PROTO]
V: Che ti aspetta, perchè lui si è portato la ditta appresso, cioè la macchina appresso..
G: Si c'ha delle macchine affittate là..
V: E dopodichè andate lì, e poi c'è la cena e tu stasera.. allora tu mi vuoi fare credere che tu non andrai in questi locali? Insieme a mimmo?
G: Nooo, stasera (inc.)
V: Vabbè quelli chiudono alle sei di mattina..
G: Facciamo pure la cena, infatti facciamo pure la cena..
 V: E tu mi vuoi fare credere che sei là e tu e Mimmo da solo tu non andrai mai in questi locali?
G: Si da solo, siamo docidi persone.. da solo.c'è suo figlio, sua figlia..
V: Suo figlio, sua figlia? E come mai?
G: Perchè se li porta, per queste cose di lavoro, se li porta.
V: Se li porta.
G: Per queste cose fuori.. che gli dice che gli servono per imparare il mestiere.
V: Ho capito. Vabbè ci devo credere. no io non ci credo. Io glielo chiederò..
G: Chiama a Mimmo e glielo chiedi.
V: Gianfranco prima di partire, ora ci sentiamo. Io devo andare ora dal notaio. Va bene.
G: Infatti è probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare lì.
V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare lì...vediamo le cose come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu già pensi a Paolo dove lo devi mettere a lavorare.
G: Sarebbe una buona oppurtunità..
V: Per ora fagli prende sto diploma...che è ancora all'inizio, ho paura che..
G: Poi a casa, anche quando va a Catania, è a due ore di strada..
V: E lo so.. però...
G: Va là a dormire, e poi..
V: Io ho, ho obiettivi molto migliori per lui se se ne andasse in Svizzera sarebbe la cosa..
G: Andare in Svizzera..
V: Si.
G: A fare il cameriere..
V: Vabbè, fammi posteggiare..sto andando dal notaio..ora tra un pò ci sentiamo..

G: Ciao.

La conversazione telefonica che segue iniziava con un’esclamazione dialettale di CANNOVA: “Agghiurno’?!”, cui seguiva la conferma dell’interlocutore, quindi CANNOVA raccomandava PROTO per un prossimo incontro con il Direttore Generale dell’Assessorato, Giovanni Arnone, in quanto dal tenore della telefonata sembrerebbe che l’Arnone non aveva gradito la visita fatta presso gli uffici dell’Assessorato da PROTO [dobbiamo muoverci diversamente con ..con il direttore]. CANNOVA consigliava di farsi preannunciare la sua visita presso gli uffici dell’ARTA ” da una telefonata preventiva”, poi i due alludevano ad alcuni viaggi già fatti e da farsi a Roma dal PROTO, e quindi al probabile intervento di un non meglio identificato politico.

C: Cannova Gianfranco= Chiamato
P: Proto Domenico = Chiamante
C: Mimmo "agghiurnò" finalmente?
P: "agghiurnò agghiurnò"!
C: "agghiurnò" meno male!
Dalle ore 07:55:46 alle ore alle ore 08:01:12 omississ
C: Ah senti a proposito. La prossima volta, e.....
P: ..si..!
C: ..dobbiamo muoverci diversamente con ..con il direttore. Perchè ieri che eravamo assieme, mi fece una battuta. Mi fa, si mette accanto a me e mi fa dice: "Ma quello di ieri che mi ha salutato chi era? Io non lo conosco!" .
P: Cosa...cosa cosa?..Non ho capito!
C: Ieri....
P: ..si!...
C: ...ero assieme ad Emanuele,....
P: ..si!...
C: ...si mette accanto a me e mi fa: "Cannova ma quello di ieri che mi ha salutato chi era? Che io non lo conosco a quello! Eh… no… Il presidente dell'Oikos, si ricorda che aveva il problema... si, si lo so ma io a questo non lo conosco e mi ha baciato pure! quindi la prossima volta, siccome tutte questi..questi personaggi sono tutti spaventati, una telefonata preventiva.
P: Ah! Certo, ho capito, ho capito|!
C: Hai capito?
P: (incompr.)
C: per evitare che continua a fare il cretino.
P: Ah! Ha detto che non mi conosce.
C: Si!..."ma chi è ? Io a questo non lo conosco! Mi ha salutato pure." .. lo so (incompr.)! ma io non lo conosco, dissi, gli stavo dicendo, ma come? Ci sei andato a mangiare insieme e non lo conosci?
P: Tu digli......digli ..ricordargli di ..Roma!
C: No, Mimmo!...una telefonata preventiva...
P: … se le scorda le cose?
C: Si, se li scorda le cose. Una telefonata preventiva cosi la prossima volta....
P: ....la settimana prossima mi faccio prendere l'appuntamento.
C: No! Ma infatti, il fatto di scendere una volta a settimana, vedi che non è sbagliato.
P: Eh, no, lo sò, lo sò. Poi mi faccio ...(incompr.)...da me.
C: Poi ho parlato nuovamente per la questione che aveva sollevato lui ed in pratica...
P: ...si...
C: ...........il risultato dovrebbe essere che lui si piglia la tariffa e l'a.i.a. rimane quà.
P: Ah!
C: Capito?
P: Ho capito, dai!
C: E' questa cosa dovrebbe essere un provvedimento che poi va in giunta di governo..
P: ...ho capito.
C: Va be Mimmuzzu!
P: ottimo, ottimo, ottimo... 

CANNOVA ben sapeva che la carica ricoperta dal suo Dirigente Generale, Giovanni Arnone, fosse espressione della volontà politica dell’allora Governatore della Regione Lombardo a cui PROTO, come si vedrà nel seguito, faceva riferimento per tentare di risolvere le sue traversie amministrative: ciò spiega perché entrambi si auguravano che il “provvedimento” di loro interesse andasse poi in giunta di governo.

Sibillina, e di dubbia interpretazione rimane la frase che il CANNOVA pronunciava [il risultato dovrebbe essere che lui si piglia la tariffa e l'a.i.a. rimane qua]: cosa intenda dire CANNOVA quando asserisce “Lui si piglia la tariffanon è dato saperlo; non è emerso, infatti, dalle indagini nulla a carico del Direttore Generale dell’Assessorato al Territorio. L’affermazione, comunque, risulta sintomatica del modo di pensare e di intendere l’esercizio della propria funzione da parte di CANNOVA.

Di seguito, altra conversazione telefonica tra CANNOVA e PROTO che ribadisce il loro continuo rapporto basato esclusivamente sugli interessi economici dell’imprenditore catanese, che CANNOVA, in spregio a qualsiasi senso di correttezza e probità che dovrebbe essere proprio di un pubblico funzionario, cerca sempre di favorire.

In particolare, CANNOVA si preoccupava di dare le opportune istruzioni a PROTO per la trattazione delle pratiche amministrative gestite presso l’Assessorato ove lavorava e nelle quali era personalmente coinvolto. Infatti, PROTO faceva riferimento al fatto che era CANNOVA a “convocare” le persone, alludendo con chiarezza alla convocazione della Conferenza dei servizi che rientrava tra le mansioni di CANNOVA quale funzionario istruttore:

P: PROTO Domenico
C: CANNOVA Gianfranco
P: Gianfranco!
C: Ehilà, Mimmuzzo!!
P: Senti, rimandiamo, oggi, beddu!
C: Non ho capito, dimmi.
P: Rimandiamo oggi. Rimandiamo oggi il pranzo.
C: Va' bene, ok.
P: Spostiamolo a domani.
C: Va' bene, come vuoi.
P: Io domani ti porto un po' di documenti, e analizziamo a fondo quella documentazione.
C: L'hai letto il messaggio che ti ho mandato, poi, ieri?
P: Si, si, si, l'ho letto e stamattina l'ho discusso, gli ho detto di preparare la pratica, così come dico io e di non mandarla, né di là e né di là, poi sei tu che chiami....
C: Ma infatti, infatti. Minchia, uh... appena facciamo una cosa del genere, nell'arco di cinque minuti lo saprebbe tutta Catania!
P: Certo. Sei tu che chiami RACITI, chiami Tizio, chiami Caio e li convochi!
C: E infatti! Va' bene....
P: Ok?
C: Ok Mimmuzzo!

Ora, da tale conversazione deve necessariamente essere messo in evidenza quel “facciamo” pronunciato da CANNOVA, che manifesta come il medesimo perseguisse pienamente gli stessi interessi di PROTO, ed ancora la menzione ad una “convocazione” e a Raciti non lasciano dubbi sul fatto che l’argomento attenga all’attività amministrativa afferente le prerogative del funzionario infedele. 

Si ricorda che CANNOVA (cfr. sit di Zuccarello, vedi VOL. III aff. 6) è colui che rappresenta l’Amministrazione Regionale nelle conferenze dei servizi, per l’appunto “convocate”, e che il Raciti si identifica in Salvatore Raciti dirigente dell’Assessorato Provinciale all’Ambiente di Catania.
 Dalla telefonata che segue, non può non rilevarsi la spregiudicatezza di CANNOVA nell’ordinare al segretario di PROTO, Giuseppe Arcidiacono, di prenotargli l’albergo “Baia Verde”, categoria 5 stelle, di Aci Castello, ove poi soggiornerà con la moglie: le spese alberghiere saranno poi ovviamente sostenute da PROTO.
(VOL. II aff. 188 ss)

Progressivo n°: 9407 Data : 28/12/2011 Ora : 19:32:09 Durata : 0:01:51

C: CANNOVA GIANFRANCO
A: ARCIDIACONO GIUSEPPE
A: Pronto?
C: Giuseppe, buonasera, Cannova.
A: Buonasera architetto, come va?
C: Bene, grazie Giuseppe tutto a posto lì?
A: Si, si tutto a posto.
C: Giusé notizie del principale ne ha?
A: Principale... oggi pomeriggio l'ho visto.
C: Non le ha detto niente?
A: No.
C: Non le ha detto niente. Senta Giuseppe, una cortesia mi deve prenotare... domani, dal tre al sette con partenza l'otto.
A: Si.
C: va bene? Glielo dica...
A: D'accordo.
C: Che ne abbiamo parlato.
A: Ah?
C: Glielo dica che ne avevo parlato con lui.
A: Quindi tre...
C: Dal tre, tra notte al sette notte con partenza l'otto.
A: Ho capito, ma dove?
C: Al Baia Verde.
A: Va bene.
C: Mi da la conferma poi, Giuseppe?
A: Certo, ora le do la conferma, certo.
C: Va bene, grazie e... Giuseppe per una matrimoniale e una doppia.
A: Una matrimoniale?
C: ... e una doppia.
A: Va bene, ok.
C: Ci sentiamo dopo Giuseppe, grazie.
A: Niente, buonasera.
C: Arrivederci.
Il pagamento delle spese alberghiere a carico di CANNOVA deve seguire una contabilità separata e nascosta, in quanto il funzionario pubblico non può apparire nei bilanci della società. Come si vedrà dal contenuto della telefonata di seguito, erroneamente il suddetto pagamento stava per essere contabilizzate a carico della società OIKOS, ma un’impiegata accorta della società, Grazia Marletta7, avvedutasi per tempo dell’errore, immediatamente chiamava PROTO per riparare al problema:


G: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
V: PADUANO Valeria (CHIAMATA)
V: Pronto.
G: Vale..
V: Ma sei partito, dove sei?
G: In piscina... non devo collocare tutti e due prima..
V: Ma parti alle cinque?Sei in ritardo.
G: No alle cinque in aereoporto.
V: E a che ora parti?
G: Alle sette meno dieci.
V: Come?
G: Sette meno dieci.
V: Sette meno dieci?
G: Si.
V: Cioè arrivi là alle dieci... il tempo che arrivi..Arrivi a Bologna?.. Palermo, Bologna?
G: Si si.
V: E poi a Rimini come ci vai?
G: C'è una macchina che mi aspetta.
V: Di chi?
G: Della Ditta.
V: Quale Ditta?
G: Di tua sorella... minchia.. !!!!!!!!!!
V: Quale Ditta è?
G: Sei scema?
V: Che Ditta è non lo so.
G: Quella di Mimmo.! [Domenico PROTO]
V: Che ti aspetta, perchè lui si è portato la ditta appresso, cioè la macchina appresso..
G: Si c'ha delle macchine affittate là..
V: E dopodichè andate lì, e poi c'è la cena e tu stasera.. allora tu mi vuoi fare credere che tu non andrai in questi locali? Insieme a mimmo?
G: Nooo, stasera (inc.)
V: Vabbè quelli chiudono alle sei di mattina..
G: Facciamo pure la cena, infatti facciamo pure la cena..

V: E tu mi vuoi fare credere che sei là e tu e Mimmo da solo tu non andrai mai in questi locali?
G: Si da solo, siamo docidi persone.. da solo.c'è suo figlio, sua figlia..
V: Suo figlio, sua figlia? E come mai?
G: Perchè se li porta, per queste cose di lavoro, se li porta.
V: Se li porta.
G: Per queste cose fuori.. che gli dice che gli servono per imparare il mestiere.
V: Ho capito. Vabbè ci devo credere. no io non ci credo. Io glielo chiederò..
G: Chiama a Mimmo e glielo chiedi.
V: Gianfranco prima di partire, ora ci sentiamo. Io devo andare ora dal notaio. Va bene.
G: Infatti è probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare lì.
V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare lì...vediamo le cose come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu già pensi a Paolo dove lo devi mettere a lavorare.
G: Sarebbe una buona oppurtunità..
V: Per ora fagli prende sto diploma...che è ancora all'inizio, ho paura che..
G: Poi a casa, anche quando va a Catania, è a due ore di strada..
V: E lo so.. però...
G: Va là a dormire, e poi..
V: Io ho, ho obiettivi molto migliori per lui se se ne andasse in Svizzera sarebbe la cosa..
G: Andare in Svizzera..
V: Si.
G: A fare il cameriere..
V: Vabbè, fammi posteggiare..sto andando dal notaio..ora tra un pò ci sentiamo..
G: Ciao.
Formidabile riscontro di quanto sopra detto è rappresentato dall’ attestazione delle spese fatte dal Cannova Gianfranco redatta dal Direttore della struttura alberghiera “Grand Hotel di Rimini”:



Evidenti motivi di segretezza delle indagini hanno impedito di effettuare più mirati accertamenti, che dovranno comunque disporsi, quale l’individuazione del televisore e degli accessori, compendio della corruzione.

La conferma dell’intervento del PROTO nell’acquisto dell’impianto si ricava, senza nessuna ombra di dubbio, da un passo del colloquio in auto avvenuto qualche giorno dopo tra CANNOVA e la moglie Paduano Valeria, la quale, evidentemente a conoscenza della corruttela del marito, esclama:

CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”
omissis dall’ inizio a ore 20:21:11

P: Senti, ma Mimmo almeno qualcosa te la esce per questa cosa che hai fatto?....Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI? … Meno male che c’è lui!!perche’ con questo……Quanto ti costano questi, omissis.
G: Se ne fotte lui dei soldi.

omissis da ore 20:21:35 sino alla fine
La cosa che ha fatto il marito è stata l’acquisto del televisore, e PROTO ha dato (qualcosa te la esce per questa cosa che hai fatto?) € 10.000 (Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI?), a pieno riscontro di quanto, nel corso dell’ambientale con CANNOVA prima riportata, lo stesso PROTO diceva Eravamo rimasti “a chisti ciamma a fare avire autri 10000 euro” in più tu gli devi pagare la tua tv: quindi il televisore lo ha pagato CANNOVA, l’impianto stereo PROTO.

Si segnala la preoccupazione della Paduano per il costo del loro tenore di vita, infatti i due stavano proprio parlando dei costi da dover affrontare e la donna ringraziava il fatto di poter sempre contare sull’amico catanese Meno male che c’è lui.

L’indagine ha permesso, inoltre, di dimostrare come la corruzione del pubblico ufficiale abbia concretamente giovato al privato, permettendogli di assicurare alla sua società un ingente introito di denaro.
In particolare, la Squadra Mobile aveva modo di sentire, la prima e l’ultima settimana di aprile 2012, alcune conversazioni tra PROTO o la sua collaboratrice Puglisi Veronica (responsabile del piano sorveglianza e controllo della discarica della OIKOS10) e CANNOVA particolarmente interessanti, relative ad un guasto dell’impianto.

Nella prima settimana si rilevava la necessità di contattare CANNOVA in quanto l’ARPA, intervenuta sul posto per un controllo di routine, aveva constatato il fermo impianto e chiedeva che la società facesse una comunicazione formale agli organi di controllo, ovvero la Regione – l’ufficio del CANNOVA -, l’ARPA e la Provincia di Catania; nell’ultima settimana si verificava nuovamente il guasto e al solito CANNOVA interveniva per risolvere i problemi burocratici.

Poiché le sole intercettazioni non erano in grado di far comprendere pienamente i fatti e necessitando, di conseguenza, specifiche cognizioni tecnico-normative sulla materia ambientale, si è ottenuta la disponibilità dei Carabinieri del N.O.E., che, a seguito dell’analisi puntuale delle intercettazioni e della documentazione acquisita direttamente dalla OIKOS Spa (riguardante sia le autorizzazioni agli impianti che il flusso dei rifiuti ricevuti/prodotti e/o smaltiti/recuperati dalla società), ha relazionato sull’intera vicenda, come di seguito viene rappresentato.


L’attività di gestione dei rifiuti da parte della società OIKOS consiste nella ricezione, per lo smaltimento definitivo, di ingenti quantitativi di rifiuti urbani indifferenziati, aventi codice CER12 200301, con una media giornaliera di 700 tonnellate, prodotti dai Comuni della Sicilia orientale ed ivi conferiti dagli A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale)13 e/o da società incaricate.

Gli stessi rifiuti, prima del loro smaltimento definitivo in discarica, devono essere sottoposti ad un’operazione di selezione/trattamento, conformemente al D.lgs. n°36/200314.

La società OIKOS Spa11, con sede in Motta S.Anastasia (CT), gestisce gli impianti, complementari tra loro:

- di pretrattamento/selezione, denominato (IPPC)
- di discarica per rifiuti non pericolosi
entrambi siti in contrada Tiritì del Comune di Motta S.Anastasia.

Un’ulteriore esigua quantità di altre tipologie di rifiuti (rifiuti proventi dalla pulizia delle strade) viene invece conferita, sempre dagli A.T.O. e/o società incaricate, per essere smaltita direttamente nella stessa discarica, senza alcun obbligo di preventivo trattamento.

Per lo smaltimento di tutti i rifiuti ricevuti, la società OIKOS applica, nei confronti dei conferitori (A.T.O. e società di privati) e a seconda della destinazione dei rifiuti (verso l’impianto di trattamento o direttamente in discarica), due distinte tariffe: quella relativa al trattamento preventivo, pari a € 72,57 a tonnellata, e quella relativa allo smaltimento definitivo in discarica, pari a € 9,25 a tonnellata.

Nel corso del primo sopralluogo del 24 maggio 2012 (VOL. III aff. 592 ss) veniva accertata, in una porzione d’area della discarica, la presenza di rifiuti la cui tipologia non era consentito conferire ai sensi dell’art. 7 d.lgs. 36/03, o meglio:

- alcuni rifiuti che necessitavano in forza della loro tipologia, di essere sottoposti a pretrattamento, che non avevano, invece, sostenuto;
- altri rifiuti (per esempio traversine in cemento armato, materiale in legno, plastica e ferro, vedi foto da 21 a 25, VOL. III aff. 600-601) non potevano invece proprio essere smaltiti in quella discarica, perché per tale tipologia è necessario uno specifico pretrattamento con un impianto particolare, di cui la società OIKOS non dispone, per il successivo conferimento in discarica per i rifiuti inerti.

Le deduzioni fondate erano: 1) che non tutti i rifiuti transitassero dall’impianto di trattamento preliminare; 2) che non si attuassero idonee misure di sorveglianza e verifica dei flussi di rifiuti in ingresso; 3) che consapevolmente si smaltissero in discarica tipologie di rifiuti non consentite.
Veniva acquisita quindi la documentazione ambientale ed in particolare i registri di carico e scarico e le bindelle di pesa.


Nella stessa giornata CANNOVA conversava all’interno della propria autovettura con la moglie, Paduano Valeria, riferendole che la Polizia in mattina era stata nel suo ufficio, acquisendo documenti inerenti la società del Proto. La Paduano si mostrava molto preoccupata di un probabile arresto del PROTO e consigliava il marito di limitare i loro soggiorni presso l’Hotel Baja Verde, temendo che possibili intercettazioni potevano svelare che tali soggiorni fossero sempre interamente spesati dal PROTO (come poi effettivamente già è stato accertato); la Paduano rimproverava, infatti, il CANNOVA di essere sin troppo leggero, raccomandandogli maggiore cautela:

(VOL. II aff. 25 ss)
numero progressivo n°2674, nel brogliaccio di ascolto delle relative operazioni tecniche, registrata alle ore 16.00 del 29/05/2012, durata 60 minuti.

CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”
omissis dall’ inizio a ore 16.55.59

P: Io mi spavento.. io ti ho sempre detto stai attento con Mimmo (ndr Proto Domenico) perché io sono sicura che lui ha troppe attività, troppe cose, io..eee.. quando una prende soldi facili, prima o poi le paghi…
G: Ma che vuoi dire?
P: A me dispiace per lui ma prescindere perché con noi si è sempre comportato bene.
G: Che vuoi dire non ho capito..
P: Che mi spaventa l’arresto..
G: Spaventati!
P: Che hai i cazzi pure tu, cominciano a fare.. ci sono intercettazioni che andiamo al Baia Verde, andiamo qua.. andiamo là.. anche ste cose, io proprio oggi pensavo mi sarebbe piaciuto andare a Taormina, ora anche ora, a Capo Taormina, però ci dobbiamo un po’ limitare, tu sei troppo leggero nelle tue cose.
G: Limitati, ci vado solo!
P: Dove?
G: A Capo Taormina.
omissis da ore 16:56:50 sino alla fine
CANNOVA, nella conversazione immediatamente successiva, spiegava alla moglie l’escamotage utilizzato dal PROTO per i pagamenti delle spese da loro sostenuti presso i vari Hotel.

Secondo lui, per mascherare siffatti pagamenti presso le strutture alberghiere, PROTO userebbe la carta di credito di una sua

impiegata, Grazia Marletta, ma si sbaglia, come già accertato prima: i pagamenti alle strutture ricettive o per i viaggi del CANNOVA sono sempre stati eseguiti tramite bonifico bancario dalla Oikos S.p.a. o direttamente con carta di credito del PROTO:

CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”

omissis dall’ inizio a ore 23.02.23

P: Ma il mio problema coi costumi sai qual è, è che ne ho due milioni per andare quando a mare.
G: Vuoi andare da Giglio?
P: Si. Li uso solo quando vado Baia Verde, quando vado a Taormina, quest’anno ce lo facciamo almeno un fine settimana a Taormina, all’Atlantis al coso, chi vuole venire viene. Non me ne fotte niente. A spese di Mimmo [!!!!!!!!!!!!!!!!]. Con te parlo.
G: Vale anche se le cose diventano sempre più difficili, perché dice che ora ti controllano pure..
P: .. Cosa?
G: Le vacanze. Dove le fai.
P: Va bè un, ma noi ce li abbiamo le nostre entrate siamo sempre là, che fa’ non le abbiamo io ho tutto dichiarato, tu magari ma tu hai a me, hai la villa che già è dichiarata, abbiamo la nostra professione..
G: Valeria intanto ti controllano e poi ti giustifichi..
P: Ma infatti io, se vuoi risparmiare qualcosa, ma tu infatti, è Mimmo che se paga non deve dire, figurare perche sennò t’inchiummano! [!!!!!!!!!!!!!!!!]
G: Mimmo non paga mai.. con carte Oikos o cose varie..
P: .. e con le sue personali non è peggio? [!!!!!!!!!!!!!!!!]
G: Gliela dà , gliela dà a quella come si chiama..
P: Con quella sua personale non è peggio?
G: No ma quale personale.. gliela dà a quella, la sua impiegata quella..
P: Si ma la sua impiegata..
G: Come si chiama Nancy..
P: .. Non lo so chi è..
G: Quella di là.. l’hai vista..
P: Si ma, cioè gli dà la carta di credito dell’impiegata?
G: Gli fa’ pagare con la sua carta di credito e poi Mimmo gli restituisce i soldi.
P: Si ma non ha senso, un impiegata come se lo permette di pagare una vacanza do 6000 euro per una settimana? Perché tanto noi consumiamo.. [!!!!!!!!!!!!!!!! Seimila euro a settimana]
G: Lo può fare.
P: Un impiegata lo può fare? Perché quanto guadagna?
G: Lo può fare nel senso che è la Ditta che le offre il premio del soggiorno.
P: Mi sembra una stronzata. E se questa un giorno se la canta come quella di Bossi? Lui non deve dare..lui non deve dare..
G: Questa.. ma stai scherzando..
P: Ma chi è quella incinta, che era incinta.. ?
G: No quella grossa Nancy, Grace, Grace.. ecco!
P: Ma io questa non l’ho mai conosciuta?
G: Si l’hai conosciuta..
P: Va bè ma anche quando, tu, scusami, tu non puoi far figurare che gli hai fatto lavori.. che tu.. cioè per forza deve essere come..
G: La Finanza comincia a controllare pure le vacanze dove si fanno, un cinque stelle..
P: E le scuole. E le scuole..
omissis da ore 23:04:54 sino alla fine

A proseguire, nella medesima conversazione, innocentemente la Paduano affermava che il marito era completamente stipendiato dal PROTO e aveva paura che il loro alto tenore di vita, a seguito di un possibile arresto del PROTO, potesse subirne gravi conseguenze.

Singolare è che la donna non si pone alcun problema relativamente alla condotta del marito e alle possibili conseguenze penali.



Anche CANNOVA ammetteva alla moglie di essere assolutamente dipendente, dal punto di vista economico, dal PROTO; poi, per tranquillizzarla, sosteneva che qualora fosse venuto a mancare l’apporto economico fornito dal PROTO, avrebbero alienato unità immobiliari della moglie.

Si intuisce che i due hanno un forte bisogno di denaro poichè stanno progettando l’acquisto di una casa il cui valore economico supera il milione di euro.

CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”
omissis dall’ inizio a ore 17.08.54

P: Chi è che ti ha chiamato, Gianfranco?
G: L’ingegnere Zuccarello..
P: E che ti ha detto?
G: Che c’è la Procura ancora là..
P: E ti ha detto di andarci?
G: Si. Dice ma le avevo detto di venire dopo avere preso i ragazzi da scuola..
P: Ma questo ancora non se ne è andato?
G: Ma veramente no..
P: Ma che sei ai suoi ordini? Ma questo ancora non se n’è andato?
G: E il responsabile sono io.. anzi..
P: Io vorrei capire una cosa, allora noi dove stiamo andando adesso?
G: In Agenzia..
P: Si dov’è? Dov’è?
G: Via Autonomia Siciliana..
P: Qui.. a due passi..bene allora io dico questo, a maggiore ragione che c’è pure questa cosa di Mimmo, come facciamo fronte ad una spesa del genere?
G: Qual è il nesso fra Mimmo e questa..
P: Che Mimmo ti dava soldi!! E con questo ti aiutava a pagare..
G: E perché non me li dà più?
P: Gianfranco se Mimmo c’ha un’ indagine, una cosa, lo arrestano..
G: Ma che arrestano!!! Ma che dici!!
P: Ma tu sei sicuro che Mimmo è pulito?
G: Per Favore.
P: Ma tu sei sicuro che Mimmo è pulito?
G: Sarà sicuramente uno strascico di quello che è successo… certo che è pulito perché c’ho le indagini.. le cose antimafia a casa, le le… in ufficio… le informazioni antimafia.
P: Va bè quanti ce ne sono che c’hanno le informazioni antimafia e tutto insieme leggi nel giornale che l’hanno arrestato?
G: Noi abbiamo informazioni atipiche se ci sono procedimenti in corso noi lo sapp.. siamo i primi a saperlo.
P: Io ti dico sempre Gianfranco, di essere prudente, è un campo brutto, non solo bisogna..
G: E po ti sto dicendo che sto lavorando per essere indipendente da Mimmo.
P: Si ma stai lavorando… perché tu sei dipendente da Mimmo, scusa?
G: Per ora si!
P: Perché?
G: Però se Mimmo si ferma, minchia,
P: Attento
G: Tutti i fondi… vengono messi in crisi.
P: Si ma comunque Mimmo o non Mimmo… il discorso è uno, stai lavorando o non stai lavorando non sono cose che arrivano da un momento all’altro.
G: Ma anche… anche quando, ammesso e non concesso noi, ti ho detto, abbiamo i rimedi di come fare.
P: E quali sono?
G: Via Ausonia e Mondello.
P: No. Cioè che ci andiamo a vendere quattro case?
G: Possiamo valutare tutto.
P: …incomp… dopo che io ho faticato per avere quello che ho… non solo mi devo vendere via Cadorna e… e via casa…. Via Monti Iblei, mi vendo pure Mondello.
G: Ma prendiamo…
P: Ma stiamo scherzando?
G: Ma se siamo in crisi ti tieni tutte cose e rimaniamo in crisi?
P: C’era scritto LI VORSI?
G: Vendiamo Mondello…
P: L’hai letto LI VORSI?
G: Si.
P: Ma Mondello ti sembra così facile vendere ora?
G: L’anno scorso…
P: Perché una vuole vendere piglia e vende?
G: Questa tipologia di casa si.
P: Va bene.
G: L’anno scorso hanno avuto una perdita di 4 milioni di euro LI VORSI.
P: Lo so.
G: Hanno deciso, ci mangiamo i soldi che abbiamo.
L’interesse poi per l’acquisto di una casa emerge anche dalla trascrizione della conversazione ambientale, tra CANNOVA e la moglie, che segue, ove la Paduano chiedeva al CANNOVA se avesse altri 50.000 euro da dare “in nero” al costruttore: denaro che la moglie suggeriva, in caso di verifica fiscale, di far emergere dall’affitto della villa di Mondello, in quel momento locata al giocatore di calcio del Palermo, Barreto Edgar:
(VOL. II aff. 23 ss)
numero progressivo n°2611, nel brogliaccio di ascolto delle relative operazioni tecniche, registrata alle ore 01.00 del 27/05/2012, durata 60 minuti.
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera “G”
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera “P”
omissis dall’ inizio a ore 01.40.54
P: Tu devi farti un conto corrente, dove metti i soldi del.. un conto corrente una cosa a parte, dove metti i soldi della villa… un domani ti troverai…di Barreto, un domani ti troverai un gruzzolo e tocchi gli altri, le altre cose, non puoi mettere fondo sempre a questi 3 mila euro.. perché tu ci devi pagare il mutuo e l’altra metà te li metti da parte, mi senti quello quando parlo? Eh che ho detto?
G: Che parte del mutuo poi rivediamo la questione…
P: Perchè ancora non è partito il mutuo della villa?
G: Abbiamo fatto mutuo per la villa?
P: A maggior ragione mettendoteli da parte…
G: Per fare il mutuo devi fare l’atto..
P: Ma già in un anno non hai 50.000 euro in più da dargli a questo? Eh.. ce li hai? Te li sei messi da parte?
G: Certo, li sto mettendo…
P: … sicuro? E quando glieli dai?
G: A questo chi?
P: A questo del costruttore.. a questo che gli devi pagare la casa.. che gli hai dati soldi in nero.. non glieli puoi dare altri 50? Che sono quelli di Barreto che ti ha dato in un anno, è una anno ormai..
G: No Vale…
P: Ma perché.
G: Perché la casa dobbiamo dichiararla per forza 300.. perché al di sotto, non diventa più credibile.
P: Quindi in nero non gli puoi dare più niente?
G: Non diventa più credibile.

I suddetti elementi di prova forniscono, per l’attendibilità delle dichiarazioni, definitivo riscontro alla piena integrazione del reato contestato e prova dell’allarmante danno sociale provocato dal patto scellerato tra CANNOVA e PROTO

In occasione dell’invito fatto all’ing. Zuccarello Natale dalla Polizia per il giorno 01 giugno 2012, al fine di essere sentito a sit, questi, prontamente chiamava CANNOVA per chiedere informazioni.
Emerge che lo Zuccarello, sovraordinato rispetto al CANNOVA, non ha assolutamente alcuna idea sulla situazione della discarica di C/a Tiritì dell’OIKOS, e che CANNOVA ha buon gioco nel confondergli le idee.


G: Cannova Gianfranco
V: Paduano Valeria
Omississ dalle ore 20:34:20 alle ore 20:35:35
Poi:
V: Con Paolo ora parliamo....
G: Salutalo a Mimmo ora se ne va...
V: Come?
G: Salutalo..salutalo...
V: Cè Mimmo? a casa?
G: Si!
V: Ah! Tu eri a casa con Mimmo?
G: Si!
V: Eh...perchè non ci mangiamo una cosa fuori?
G: Perchè c'è un altro appuntamento e quindi non sa a che ora si
sbriga.
V: Lui, ha un altro appuntamento. Ho capito. Senti una cosa. Digli che aspetta che sto arrivando......Ehi! lo voglio salutare. Mi senti Gianfranco?
G: Si!...mi stava dicendo che potrebbe pure rimanere...
V: Potrebbe pure rimanere?
G: Uhm!
V: Se lui rimane possiamo andarci a prendere un boccone. ma una cosa così niente di informale.
G: No anche perchè non può fare tardi.
V: A loro gli prendiamo due cose al Mc Donald e noi ci andiamo a
mangiare una cosa fuori
G: Va bene!
V: Ma anche un'insalata.....ah?
G: Va bene!....va bene ora mi organizzo in questo modo. dai!
Omississ dalle ore 20:36:41 alle ore 20:38:24





AIA, ANZA', ARNONE, CANNOVA, CROCETTA, EOLICO, FRI EL MAPI SRL, GULLO ITALCEMENTI, LO BELLO, M&A RINNOVABILI SRL, MARINO, MONCADA, PADUANO, SANSONE, TAR PA 2451 2011, TAR PA RICORSO 1514 2010, TOLOMEO, ZUCCARELLO,
REGIONE, BANCOMAT DELLA CORRUZIONE: IN UN ANNO CENTO MILIONI DI TANGENTI I soldi, le pressioni e gli incontri Fotovoltaico, su cosa indagano i pm AIA, ANZA', ARNONE, CANNOVA, CROCETTA, EOLICO, FRI EL MAPI SRL, GULLO ITALCEMENTI, LO BELLO, M&A RINNOVABILI SRL, MARINO, MONCADA, PADUANO, SANSONE, GIANNI PIPPO, GRIPPI,MEONI,MARTINO RUSSO,TOLOMEO, ZUCCARELLO