L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

giovedì 4 agosto 2016

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina...


Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore

Dario Tomasello, professore associato di letteratura contemporanea, ha presentato "pubblicazioni ricopiate" all'esame per l'abilitazione al Miur. Sanzione dell'università, scatta anche l'inchiesta della procura di Patti


La massima sospensione per Dario Tomasello. Sono dodici mesi in cui il figlio dell’ex rettore dell'Università di Messina non potrà esercitare il ruolo di associato di letteratura italiana contemporanea. Così ha deciso il consiglio di disciplina di Messina, decisione sollecitata dal rettore Pietro Navarra e approvata dal consiglio di amministrazione, dopo l’ultimo esito della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro che ha scritto nero su bianco che le pubblicazioni presentate dal Tomasello per il conseguimento dell’abilitazione presso il Miur presentano “diverse ricopiature”.





È questo l’esito della denuncia presentata dal professore Giuseppe Fontanelli nel 2014 dopo il risultato dell’abilitazione nazionale (non un concorso dunque). Denuncia trasmessa poi dall’Università di Messina al Miur e più volte sollecitata. Un primo esito era arrivato lo scorso gennaio quando a seguito della denuncia la commissione che aveva valutato le abilitazioni nazionali aveva deciso di confermare il titolo di Tomasello. Esito che provocò diverse proteste tra cui un’interrogazione parlamentare di Francesco D’Uva, del  M5s, e che portò alla costituzione della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro. E questa sospensione potrebbe non esser l’unica conseguenza per Tomasello:  il dossier redatto da Fontanelli dove appaiono tantissimi i paragrafi riportati integralmente dal lavoro del professore Giuseppe Amoroso, ordinario di Letteratura italiana, professore di Tomasello, sono stati trasmessi in Procura dove Amoroso ha presentato ufficiale denuncia. Sul caso indaga la Procura di Patti.














Piano Aria Regione Sicilia Audizioni in Commissione Territorio Ambiente Interrogazioni Regionali e Nazionali Per Ritiro in Autotutela Del Piano Aria Sicilia Copiato



Nuovo maxi trasferimento alla Regione siciliana. Questa volta, il provvedimento del governatore Rosario Crocetta, colpisce una novantina tra dirigenti e funzionari dell’assessorato all’Ambiente e Territorio, dove la giunta ha scoperto migliaia di pratiche e autorizzazioni bloccate da tempo con “ritardi inspiegabili”.



“Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”. Lo ha rivelato il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti, a Gela, in occasione della presentazione delle liste che sosterrà: la sua, il “Megafono”, al Senato, e quella del Pd alla Camera. “Ce ne volevano di soldi”, ha detto in dialetto Crocetta, in un posto dove “la corruzione l’ha fatta da padrona in questi anni”.



“Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, e’ diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato”.









Le dichiarazioni dell’Assessore Lo Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura di parti del Piano siciliano.



  La sig.ra LO BELLO, Assessore   territorio  l’ambiente,  esprime  compiacimento   per   le iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al quale  ha   dato  risposta  alle interrogazioni presentate.  

Ammette che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un  piano di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di  decreti assessoriali.

[N.B.: il riferimento è ai decreti sulla zonizzazione dell'ozono e dei metalli pesanti, i quali, tuttavia, risultano affatto significativi e pieni di palesi incongruenze, con il risultato di essere inservibili]

   

Sostiene che  il ritiro    del    piano comporterebbe una  lacuna

 e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso.



Il  dott.  CAPILLI  riconosce che " il documento è stato esplicitamente attinto da diverse altre fonti" e  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario  regionale delle emissioni.

  

Entrambi, nella audizione successiva, hanno avuto persino la spudoratezza di negare le loro precedenti affermazioni, non sapendo, però, che esse sono state registrate e nella registrazione quelle dichiarazioni vengono puntualmente confermate.  



CROCETTA “Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”





http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/05/ruotano-i-dirigenti-tecnici-della.html  














Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore


PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO,ANZA' SALVATORE,INTERLANDI,TOLOMEO,TOMASELLO,RAGGI, GILETTI, LO BELLO,CAPILLI CROCETTA,MARINO

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina...


Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore

Dario Tomasello, professore associato di letteratura contemporanea, ha presentato "pubblicazioni ricopiate" all'esame per l'abilitazione al Miur. Sanzione dell'università, scatta anche l'inchiesta della procura di Patti


La massima sospensione per Dario Tomasello. Sono dodici mesi in cui il figlio dell’ex rettore dell'Università di Messina non potrà esercitare il ruolo di associato di letteratura italiana contemporanea. Così ha deciso il consiglio di disciplina di Messina, decisione sollecitata dal rettore Pietro Navarra e approvata dal consiglio di amministrazione, dopo l’ultimo esito della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro che ha scritto nero su bianco che le pubblicazioni presentate dal Tomasello per il conseguimento dell’abilitazione presso il Miur presentano “diverse ricopiature”.





È questo l’esito della denuncia presentata dal professore Giuseppe Fontanelli nel 2014 dopo il risultato dell’abilitazione nazionale (non un concorso dunque). Denuncia trasmessa poi dall’Università di Messina al Miur e più volte sollecitata. Un primo esito era arrivato lo scorso gennaio quando a seguito della denuncia la commissione che aveva valutato le abilitazioni nazionali aveva deciso di confermare il titolo di Tomasello. Esito che provocò diverse proteste tra cui un’interrogazione parlamentare di Francesco D’Uva, del  M5s, e che portò alla costituzione della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro. E questa sospensione potrebbe non esser l’unica conseguenza per Tomasello:  il dossier redatto da Fontanelli dove appaiono tantissimi i paragrafi riportati integralmente dal lavoro del professore Giuseppe Amoroso, ordinario di Letteratura italiana, professore di Tomasello, sono stati trasmessi in Procura dove Amoroso ha presentato ufficiale denuncia. Sul caso indaga la Procura di Patti.














Piano Aria Regione Sicilia Audizioni in Commissione Territorio Ambiente Interrogazioni Regionali e Nazionali Per Ritiro in Autotutela Del Piano Aria Sicilia Copiato



Nuovo maxi trasferimento alla Regione siciliana. Questa volta, il provvedimento del governatore Rosario Crocetta, colpisce una novantina tra dirigenti e funzionari dell’assessorato all’Ambiente e Territorio, dove la giunta ha scoperto migliaia di pratiche e autorizzazioni bloccate da tempo con “ritardi inspiegabili”.



“Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”. Lo ha rivelato il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti, a Gela, in occasione della presentazione delle liste che sosterrà: la sua, il “Megafono”, al Senato, e quella del Pd alla Camera. “Ce ne volevano di soldi”, ha detto in dialetto Crocetta, in un posto dove “la corruzione l’ha fatta da padrona in questi anni”.



“Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, e’ diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato”.









Le dichiarazioni dell’Assessore Lo Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura di parti del Piano siciliano.



  La sig.ra LO BELLO, Assessore   territorio  l’ambiente,  esprime  compiacimento   per   le iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al quale  ha   dato  risposta  alle interrogazioni presentate.  

Ammette che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un  piano di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di  decreti assessoriali.

[N.B.: il riferimento è ai decreti sulla zonizzazione dell'ozono e dei metalli pesanti, i quali, tuttavia, risultano affatto significativi e pieni di palesi incongruenze, con il risultato di essere inservibili]

   

Sostiene che  il ritiro    del    piano comporterebbe una  lacuna

 e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso.



Il  dott.  CAPILLI  riconosce che " il documento è stato esplicitamente attinto da diverse altre fonti" e  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario  regionale delle emissioni.

  

Entrambi, nella audizione successiva, hanno avuto persino la spudoratezza di negare le loro precedenti affermazioni, non sapendo, però, che esse sono state registrate e nella registrazione quelle dichiarazioni vengono puntualmente confermate.  



CROCETTA “Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”





http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/05/ruotano-i-dirigenti-tecnici-della.html  














Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore


PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO,ANZA' SALVATORE,INTERLANDI,TOLOMEO,TOMASELLO,RAGGI, GILETTI, LO BELLO,CAPILLI CROCETTA,MARINO

Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore

Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore

Dario Tomasello, professore associato di letteratura contemporanea, ha presentato "pubblicazioni ricopiate" all'esame per l'abilitazione al Miur. Sanzione dell'università, scatta anche l'inchiesta della procura di Patti

La massima sospensione per Dario Tomasello. Sono dodici mesi in cui il figlio dell’ex rettore dell'Università di Messina non potrà esercitare il ruolo di associato di letteratura italiana contemporanea. Così ha deciso il consiglio di disciplina di Messina, decisione sollecitata dal rettore Pietro Navarra e approvata dal consiglio di amministrazione, dopo l’ultimo esito della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro che ha scritto nero su bianco che le pubblicazioni presentate dal Tomasello per il conseguimento dell’abilitazione presso il Miur presentano “diverse ricopiature”.


È questo l’esito della denuncia presentata dal professore Giuseppe Fontanelli nel 2014 dopo il risultato dell’abilitazione nazionale (non un concorso dunque). Denuncia trasmessa poi dall’Università di Messina al Miur e più volte sollecitata. Un primo esito era arrivato lo scorso gennaio quando a seguito della denuncia la commissione che aveva valutato le abilitazioni nazionali aveva deciso di confermare il titolo di Tomasello. Esito che provocò diverse proteste tra cui un’interrogazione parlamentare di Francesco D’Uva, del  M5s, e che portò alla costituzione della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro. E questa sospensione potrebbe non esser l’unica conseguenza per Tomasello:  il dossier redatto da Fontanelli dove appaiono tantissimi i paragrafi riportati integralmente dal lavoro del professore Giuseppe Amoroso, ordinario di Letteratura italiana, professore di Tomasello, sono stati trasmessi in Procura dove Amoroso ha presentato ufficiale denuncia. Sul caso indaga la Procura di Patti.






Piano Aria Regione Sicilia Audizioni in Commissione Territorio Ambiente Interrogazioni Regionali e Nazionali Per Ritiro in Autotutela Del Piano Aria Sicilia Copiato

Nuovo maxi trasferimento alla Regione siciliana. Questa volta, il provvedimento del governatore Rosario Crocetta, colpisce una novantina tra dirigenti e funzionari dell’assessorato all’Ambiente e Territorio, dove la giunta ha scoperto migliaia di pratiche e autorizzazioni bloccate da tempo con “ritardi inspiegabili”.

“Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”. Lo ha rivelato il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti, a Gela, in occasione della presentazione delle liste che sosterrà: la sua, il “Megafono”, al Senato, e quella del Pd alla Camera. “Ce ne volevano di soldi”, ha detto in dialetto Crocetta, in un posto dove “la corruzione l’ha fatta da padrona in questi anni”.

“Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, e’ diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato”.




Le dichiarazioni dell’Assessore Lo Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura di parti del Piano siciliano.

  La sig.ra LO BELLO, Assessore   territorio  l’ambiente,  esprime  compiacimento   per   le iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al quale  ha   dato  risposta  alle interrogazioni presentate.  
Ammette che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un  piano di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di  decreti assessoriali.
[N.B.: il riferimento è ai decreti sulla zonizzazione dell'ozono e dei metalli pesanti, i quali, tuttavia, risultano affatto significativi e pieni di palesi incongruenze, con il risultato di essere inservibili]
   
Sostiene che  il ritiro    del    piano comporterebbe una  lacuna
 e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso.

Il  dott.  CAPILLI  riconosce che " il documento è stato esplicitamente attinto da diverse altre fonti" e  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario  regionale delle emissioni.
  
Entrambi, nella audizione successiva, hanno avuto persino la spudoratezza di negare le loro precedenti affermazioni, non sapendo, però, che esse sono state registrate e nella registrazione quelle dichiarazioni vengono puntualmente confermate.  

CROCETTA “Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/05/ruotano-i-dirigenti-tecnici-della.html  






Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore


PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO,ANZA' SALVATORE,INTERLANDI,TOLOMEO,TOMASELLO,RAGGI, GILETTI, LO BELLO,CAPILLI CROCETTA,MARINO

mercoledì 27 luglio 2016

Miasmi industriali, L'invito di Natura Sicula: "Più segnalazioni arrivano, più si tiene conto del problema"

"Una bella boccata di gas. Questo è quello che il polo industriale ha donato per l’ennesima volta ai siracusaniGas putrido, dal caratteristico odore di uova marce, determinato dall’inconfondibile idrogeno solforato (H2S), è stato avvertito domenica scorsa a partire dalle 4 del mattino". A sottolinearlo è Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula onlus.
La sostanza deriva dai processi di raffinazione del petrolio, di rifinitura di oli grezzi, di produzione di fertilizzanti, coloranti e pigmenti, di trattamento delle acque di scarico e di altri procedimenti industriali. L’odore, irritante e asfissiante, è stato avvertito fino al capoluogo. L’idrogeno solforato è estremamente tossico. L’azione irritante ha come bersaglio le mucose, soprattutto gli occhi. Nei confronti dei metalli mostra una discreta aggressività, provocandone un rapido deterioramento. Altrettanto pericolosi e presenti nell’aria siracusana (vedi Rapporto Qualità dell’Aria 2015) sono gli idrocarburi non metanici (NMHC) ovvero la somma di tutti gli inquinanti dell'aria, tranne il metano. Precursori significativi alla formazione di ozono, causano irritazione agli occhi, ai rivestimenti cutanei e alle prime vie respiratorie. Gli idrocarburi non metanici (NMHC) e l’idrogeno solforato emessi dalle industrie di Siracusa sono continuamente monitorati dall’Arpa e dal Libero Consorzio, ma ciò non basta a risolvere il problema.
Sulle emissioni di queste sostanze a bassa soglia olfattiva, la cui presenza è alla base della cattiva qualità dell’aria siracusana, non ci sono limiti di legge. Malgrado l’Ispra abbia stabilito che una esposizione "tollerata" non debba essere superiore ai 200 microgrammi per metro cubo per un massimo di tre ore, gli abitanti di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa possono lamentarsi quanto vogliono. In assenza di prescrizioni normative, nessuno può obbligare le industrie a ridurre le emissioni. Lo strumento per normare e risanare la qualità dell’aria ci sarebbe, il Piano regionale di Tutela della Qualità dell’Aria. "La Regione Siciliana - spiega Morreale -, nonostante le procedure d’infrazione e le condanne della Corte Europea, non lo ha ancora adeguato e adottato. Dovesse ripetersi il fenomeno, e siamo sicuri che si ripeterà, segnalarlo è diritto e dovere di ogni cittadino. Più segnalazioni arrivano e più viene preso in considerazione il problema. La segnalazione bisogna inviarla per email alla Protezione Civile e alla Polizia Municipale del Comune di pertinenza, specificando anche l’indirizzo ove è stato avvertito l’odore, ora di inizio e fine, i sintomi avvertiti (bruciore agli occhi, alla gola, nausea) e, se possibile, la tipologia dell’odore (acido, benzina, gasolio, gas)".
Priolo Gargallo, Legambiente: "Attivare il piano di tutela della qualità dell’aria"


Ancora una volta la stagione primavera-estate ha accentuato, in modo evidente, nel territorio dell’area a rischio di crisi ambientale - Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino – i noti fenomeni di puzze e miasmi.
Priolo Gargallo, Legambiente: "Attivare il piano di tutela della qualità dell’aria"E' chiaro che la stagione estiva è sempre più pesante dal punto di vista ambientale e, soprattutto, dall’inquinamento dell’aria, per i cittadini e i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo, esposti a microinquinanti e polveri sottili 24 ore su 24. Visto inoltre il frequente ricorrere degli episodi durante la stessa giornata, sarebbe auspicabile l'installazione di sensori fissi nelle varie zone del paese. Lo stesso rapporto annuale sulla qualità dell’aria 2015 presentato dall’Arpa di Siracusa, conferma quanto avvertito sempre dai cittadini residenti nell’area industriale, ovvero, se nel corso dell’ultimo decennio si nota un trend verso la riduzione dei macroinquinanti presenti (SO2, NOX, polveri grossolane) - e ciò grazie al combinato disposto di una legislazione più stringente, di controlli più accurati e, soprattutto, alla dismissione e/o riconversione di diversi impianti, tra i quali la vecchia centrale ad olio combustile dell’Agip con la trasformazione a turbogas della centrale Enel di Priolo e il calo delle produzioni - la qualità dell’aria non può dirsi migliorata in maniera consistente o, quantomeno, in misura tale da essere percepita dalle popolazioni residenti come meno cattiva del passato. Capitolo a parte rappresentano i parametri non normati dal DLgs 155/2010, ma comunque monitorati dalle centraline, quali in particolar modo, Idrogeno Solforato (H2S) e idrocarburi non metanici (NMHC). “Anche nel 2015 - ha affermato il direttore di Arpa di Siracusa Gaetano Valastro - sono state rilevate sostanze inquinanti, provenienti dalle lavorazioni industriali, che non trovano limiti o valori obiettivo nella norma di riferimento, la cui presenza sta all’origine degli episodi di cattiva qualità dell’aria. Tra questi ricordiamo gli Idrocarburi non metanici, l’Idrogeno solforato e altre sostanze solforate a bassa soglia olfattiva”.
Gli idrocarburi non metanici, in particolare, mostrano, nel 2015, un leggero aumento dei valori medi, con valori massimi orari che si attestano anche ad alcune migliaia di µg/m3. L’idrogeno solforato, mostra invece un andamento in discesa rispetto agli anni precedenti, nonostante si continuino a registrare valori che si attestano intorno ai 100 µg/m3, in alcune aree esterne ai centri urbani e intorno ai 20 µg/m3 in aree urbane, determinando le ben note situazioni di disagio olfattivo nella popolazione. "Insomma - afferma Pippo Giaquinta, presidente del circolo Legambiente di Priolo -, la popolazione e i lavoratori possono lamentarsi quanto vogliono ma se non ci sono soglie normative chiare di riferimento non si può far nulla. A questo si aggiunga il non più aggiornato codice di autoregolamentazione che, seppure in misura insufficiente rappresentava un modesto argine all’inquinamento dell’aria".
Lo strumento per normare e risanare la qualità dell’aria ci sarebbe: è il Piano di Tutela della qualità dell’aria che la Regione siciliana – nonostante le procedure d’infrazione e le condanne della Corte Europea – non ha ancora adeguato e attivato. "Proprio per prevenire gli effetti perniciosi della cattiva qualità dell’aria sulla salute delle persone e sull’ambiente - prosegue Giaquinta - è ormai indispensabile e vitale che esso venga subito messo in funzione. Dopo i rilievi del caso – in gran parte già effettuati -, alla luce dei dati sulle emissioni dei vari comparti e sui risultati delle indagini epidemiologiche, si devono dettare le norme e stabilire le misure adatte per risanare l’aria. Laddove, come nelle zone industriali, le emissioni rilevate sono costituite da numerose e diverse sostanze inquinanti per molte delle quali non è ancora vigente un limite normativo idoneo a salvaguardare la salute umana e dell’ambiente, il Piano potrà e dovrà dare precise misure prescrittive, anche in forza del principio di precauzione. Chi non lo fa, ma anche chi non si adopera perché il governo regionale ponga fine a questa nociva omissione e tuteli finalmente aria e salute dei siciliani, si assume una gravissima responsabilità nei confronti del popolo inquinato. Chiediamo pertanto un intervento deciso e urgente di tutte le istituzioni coinvolte e dei parlamentari regionali e nazionali, al fine di regolamentare la gamma dei microinquinanti stabilendo soglie chiare e stringenti e, inoltre, un intervento pressante che obblighi le aziende del petrolchimico ad aggiornare il codice di autoregolamentazione anche per i microinquinanti e gli idrocarburi non metanici NMHC e, infine, dei presidi permanenti 24 ore su 24 con sedi a Priolo-Melilli-Augusta che in costante collegamento e coordinamento con i centri di monitoraggio ambientale facciano da interfaccia con la cittadinanza la quale, soprattutto la notte, è impossibilitata a reagire e ad essere informata su tali fenomeni".

FONTE: 

La truffa ambientale della Sicilia Nuove sanzioni Ue alla Regione? 
GIULIO AMBROSETTI 5 NOVEMBRE 2014
POLITICA – La storia è quella del Piano per la tutela della qualità dell'aria e dell'ambiente che i tecnici dell'assessorato al Territorio hanno copiato dalla Regione Veneto. Sulla vicenda interrogazione dell'eurodeputato grillino Ignazio Corraro alla Commissione europea
«In Sicilia il piano ambientale è copiato da quello della Regione Veneto ed cittadini pagheranno di tasca propria l’inadempienza degli uffici regionali dato che l’Europa ha già avviato le procedure di infrazione». 
A riaccendere i riflettori su una questione che qualche anno fa ha sollevato un vespaio di polemiche è il capo delegazione del Movimento 5 stelle al Parlamento europeo, Ignazio Corrao. Il tema, come già accennato, è il Piano regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria e dell'ambiente emanato dall'assessorato regionale al Territorio e Ambiente nel 2007. Una vicenda finita già sui tavoli dei Tribunali.  Questo perché il Piano sembra non avere molto a che vedere con la Sicilia, se è vero che, per l'85 per cento, è stato copiato dal Piano della Regione Veneto e da altre fonti. 
Sulla vicenda Corrao, europarlamentare eletto in Sicilia, ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea. 
«Molti Comuni - si legge nell’interrogazione - che ricadono nei comprensori delle città siciliane di Gela, Messina e Siracusa (Aree dichiarate ad alto rischio ambientale dal 1990) da anni sono al centro di manifestazioni di protesta di cittadini, aziende e associazioni ambientaliste a causa dell'inquinamento ambientale. I risultati riguardanti le Aree a rischio, la tutela della qualità dell'aria e la salvaguardia della salute delle popolazioni si sintetizzano oggi in 2 ex presidenti della Regione e 4 ex assessori regionali al Territorio e Ambiente sotto processo per omessi interventi antismog e per il sistema di controlli deficitari, nonostante l'Unione europea abbia destinato risorse comunitarie per oltre 70 milioni di euro" (con molta probabilità, quando Corrao parla di Messina fa riferimento alla Valle del Mela, l'area del Messinese massacrata dall'elettrodotto di Terna). 
Corrao stigmatizza le continue rotazioni di dirigenti e personale operate dal presidente della Regione, Rosario Crocetta: «Rotazioni - sottolinea l'eurodeputato grillino - che non garantiscono un adeguato livello di esperienza e professionalità». 
Il capo delegazione del Movimento 5 Stelle chiede alla Commissione di valutare il caso alla luce della normativa europea. «E se è intenzione della Commissione valutare se l'assessorato regionale al Territorio e Ambiente è in grado di assicurare il rispetto del diritto comunitario». 
Dalla Commissione Europea intanto arriva già una prima risposta. «Nel luglio 2014 - si legge nel testo - è stata inviata al governo italiano una lettera di costituzione in mora, la quale evidenzia le varie carenze del Piano per la qualità dell’aria adottato dalla Regione Sicilia. In base alla risposta ricevuta dall’Italia, la Commissione deciderà sulle eventuali ulteriori azioni da intraprendere».


TG3 PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO DAL VENETO di isolapulita


AMBROSETTI, ASSURDITA' PIANO ARIA SICULO COPIATO DAL PIANO RISANAMENTO ARIA DEL VENETO DEL 2000 BOCCIATO DALLA COMMISSIONE EUROPEA,NICOTRA MARA,IL POPOLO INQUINATO,SOLARINO,DON PRESUTTO
Miasmi industriali, L'invito di Natura Sicula: "Più segnalazioni arrivano, più si tiene conto del problema"

"Una bella boccata di gas. Questo è quello che il polo industriale ha donato per l’ennesima volta ai siracusaniGas putrido, dal caratteristico odore di uova marce, determinato dall’inconfondibile idrogeno solforato (H2S), è stato avvertito domenica scorsa a partire dalle 4 del mattino". A sottolinearlo è Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula onlus.
La sostanza deriva dai processi di raffinazione del petrolio, di rifinitura di oli grezzi, di produzione di fertilizzanti, coloranti e pigmenti, di trattamento delle acque di scarico e di altri procedimenti industriali. L’odore, irritante e asfissiante, è stato avvertito fino al capoluogo. L’idrogeno solforato è estremamente tossico. L’azione irritante ha come bersaglio le mucose, soprattutto gli occhi. Nei confronti dei metalli mostra una discreta aggressività, provocandone un rapido deterioramento. Altrettanto pericolosi e presenti nell’aria siracusana (vedi Rapporto Qualità dell’Aria 2015) sono gli idrocarburi non metanici (NMHC) ovvero la somma di tutti gli inquinanti dell'aria, tranne il metano. Precursori significativi alla formazione di ozono, causano irritazione agli occhi, ai rivestimenti cutanei e alle prime vie respiratorie. Gli idrocarburi non metanici (NMHC) e l’idrogeno solforato emessi dalle industrie di Siracusa sono continuamente monitorati dall’Arpa e dal Libero Consorzio, ma ciò non basta a risolvere il problema.
Sulle emissioni di queste sostanze a bassa soglia olfattiva, la cui presenza è alla base della cattiva qualità dell’aria siracusana, non ci sono limiti di legge. Malgrado l’Ispra abbia stabilito che una esposizione "tollerata" non debba essere superiore ai 200 microgrammi per metro cubo per un massimo di tre ore, gli abitanti di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa possono lamentarsi quanto vogliono. In assenza di prescrizioni normative, nessuno può obbligare le industrie a ridurre le emissioni. Lo strumento per normare e risanare la qualità dell’aria ci sarebbe, il Piano regionale di Tutela della Qualità dell’Aria. "La Regione Siciliana - spiega Morreale -, nonostante le procedure d’infrazione e le condanne della Corte Europea, non lo ha ancora adeguato e adottato. Dovesse ripetersi il fenomeno, e siamo sicuri che si ripeterà, segnalarlo è diritto e dovere di ogni cittadino. Più segnalazioni arrivano e più viene preso in considerazione il problema. La segnalazione bisogna inviarla per email alla Protezione Civile e alla Polizia Municipale del Comune di pertinenza, specificando anche l’indirizzo ove è stato avvertito l’odore, ora di inizio e fine, i sintomi avvertiti (bruciore agli occhi, alla gola, nausea) e, se possibile, la tipologia dell’odore (acido, benzina, gasolio, gas)".
Priolo Gargallo, Legambiente: "Attivare il piano di tutela della qualità dell’aria"


Ancora una volta la stagione primavera-estate ha accentuato, in modo evidente, nel territorio dell’area a rischio di crisi ambientale - Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino – i noti fenomeni di puzze e miasmi.
Priolo Gargallo, Legambiente: "Attivare il piano di tutela della qualità dell’aria"E' chiaro che la stagione estiva è sempre più pesante dal punto di vista ambientale e, soprattutto, dall’inquinamento dell’aria, per i cittadini e i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo, esposti a microinquinanti e polveri sottili 24 ore su 24. Visto inoltre il frequente ricorrere degli episodi durante la stessa giornata, sarebbe auspicabile l'installazione di sensori fissi nelle varie zone del paese. Lo stesso rapporto annuale sulla qualità dell’aria 2015 presentato dall’Arpa di Siracusa, conferma quanto avvertito sempre dai cittadini residenti nell’area industriale, ovvero, se nel corso dell’ultimo decennio si nota un trend verso la riduzione dei macroinquinanti presenti (SO2, NOX, polveri grossolane) - e ciò grazie al combinato disposto di una legislazione più stringente, di controlli più accurati e, soprattutto, alla dismissione e/o riconversione di diversi impianti, tra i quali la vecchia centrale ad olio combustile dell’Agip con la trasformazione a turbogas della centrale Enel di Priolo e il calo delle produzioni - la qualità dell’aria non può dirsi migliorata in maniera consistente o, quantomeno, in misura tale da essere percepita dalle popolazioni residenti come meno cattiva del passato. Capitolo a parte rappresentano i parametri non normati dal DLgs 155/2010, ma comunque monitorati dalle centraline, quali in particolar modo, Idrogeno Solforato (H2S) e idrocarburi non metanici (NMHC). “Anche nel 2015 - ha affermato il direttore di Arpa di Siracusa Gaetano Valastro - sono state rilevate sostanze inquinanti, provenienti dalle lavorazioni industriali, che non trovano limiti o valori obiettivo nella norma di riferimento, la cui presenza sta all’origine degli episodi di cattiva qualità dell’aria. Tra questi ricordiamo gli Idrocarburi non metanici, l’Idrogeno solforato e altre sostanze solforate a bassa soglia olfattiva”.
Gli idrocarburi non metanici, in particolare, mostrano, nel 2015, un leggero aumento dei valori medi, con valori massimi orari che si attestano anche ad alcune migliaia di µg/m3. L’idrogeno solforato, mostra invece un andamento in discesa rispetto agli anni precedenti, nonostante si continuino a registrare valori che si attestano intorno ai 100 µg/m3, in alcune aree esterne ai centri urbani e intorno ai 20 µg/m3 in aree urbane, determinando le ben note situazioni di disagio olfattivo nella popolazione. "Insomma - afferma Pippo Giaquinta, presidente del circolo Legambiente di Priolo -, la popolazione e i lavoratori possono lamentarsi quanto vogliono ma se non ci sono soglie normative chiare di riferimento non si può far nulla. A questo si aggiunga il non più aggiornato codice di autoregolamentazione che, seppure in misura insufficiente rappresentava un modesto argine all’inquinamento dell’aria".
Lo strumento per normare e risanare la qualità dell’aria ci sarebbe: è il Piano di Tutela della qualità dell’aria che la Regione siciliana – nonostante le procedure d’infrazione e le condanne della Corte Europea – non ha ancora adeguato e attivato. "Proprio per prevenire gli effetti perniciosi della cattiva qualità dell’aria sulla salute delle persone e sull’ambiente - prosegue Giaquinta - è ormai indispensabile e vitale che esso venga subito messo in funzione. Dopo i rilievi del caso – in gran parte già effettuati -, alla luce dei dati sulle emissioni dei vari comparti e sui risultati delle indagini epidemiologiche, si devono dettare le norme e stabilire le misure adatte per risanare l’aria. Laddove, come nelle zone industriali, le emissioni rilevate sono costituite da numerose e diverse sostanze inquinanti per molte delle quali non è ancora vigente un limite normativo idoneo a salvaguardare la salute umana e dell’ambiente, il Piano potrà e dovrà dare precise misure prescrittive, anche in forza del principio di precauzione. Chi non lo fa, ma anche chi non si adopera perché il governo regionale ponga fine a questa nociva omissione e tuteli finalmente aria e salute dei siciliani, si assume una gravissima responsabilità nei confronti del popolo inquinato. Chiediamo pertanto un intervento deciso e urgente di tutte le istituzioni coinvolte e dei parlamentari regionali e nazionali, al fine di regolamentare la gamma dei microinquinanti stabilendo soglie chiare e stringenti e, inoltre, un intervento pressante che obblighi le aziende del petrolchimico ad aggiornare il codice di autoregolamentazione anche per i microinquinanti e gli idrocarburi non metanici NMHC e, infine, dei presidi permanenti 24 ore su 24 con sedi a Priolo-Melilli-Augusta che in costante collegamento e coordinamento con i centri di monitoraggio ambientale facciano da interfaccia con la cittadinanza la quale, soprattutto la notte, è impossibilitata a reagire e ad essere informata su tali fenomeni".

FONTE: 

La truffa ambientale della Sicilia Nuove sanzioni Ue alla Regione? 
GIULIO AMBROSETTI 5 NOVEMBRE 2014
POLITICA – La storia è quella del Piano per la tutela della qualità dell'aria e dell'ambiente che i tecnici dell'assessorato al Territorio hanno copiato dalla Regione Veneto. Sulla vicenda interrogazione dell'eurodeputato grillino Ignazio Corraro alla Commissione europea
«In Sicilia il piano ambientale è copiato da quello della Regione Veneto ed cittadini pagheranno di tasca propria l’inadempienza degli uffici regionali dato che l’Europa ha già avviato le procedure di infrazione». 
A riaccendere i riflettori su una questione che qualche anno fa ha sollevato un vespaio di polemiche è il capo delegazione del Movimento 5 stelle al Parlamento europeo, Ignazio Corrao. Il tema, come già accennato, è il Piano regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria e dell'ambiente emanato dall'assessorato regionale al Territorio e Ambiente nel 2007. Una vicenda finita già sui tavoli dei Tribunali.  Questo perché il Piano sembra non avere molto a che vedere con la Sicilia, se è vero che, per l'85 per cento, è stato copiato dal Piano della Regione Veneto e da altre fonti. 
Sulla vicenda Corrao, europarlamentare eletto in Sicilia, ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea. 
«Molti Comuni - si legge nell’interrogazione - che ricadono nei comprensori delle città siciliane di Gela, Messina e Siracusa (Aree dichiarate ad alto rischio ambientale dal 1990) da anni sono al centro di manifestazioni di protesta di cittadini, aziende e associazioni ambientaliste a causa dell'inquinamento ambientale. I risultati riguardanti le Aree a rischio, la tutela della qualità dell'aria e la salvaguardia della salute delle popolazioni si sintetizzano oggi in 2 ex presidenti della Regione e 4 ex assessori regionali al Territorio e Ambiente sotto processo per omessi interventi antismog e per il sistema di controlli deficitari, nonostante l'Unione europea abbia destinato risorse comunitarie per oltre 70 milioni di euro" (con molta probabilità, quando Corrao parla di Messina fa riferimento alla Valle del Mela, l'area del Messinese massacrata dall'elettrodotto di Terna). 
Corrao stigmatizza le continue rotazioni di dirigenti e personale operate dal presidente della Regione, Rosario Crocetta: «Rotazioni - sottolinea l'eurodeputato grillino - che non garantiscono un adeguato livello di esperienza e professionalità». 
Il capo delegazione del Movimento 5 Stelle chiede alla Commissione di valutare il caso alla luce della normativa europea. «E se è intenzione della Commissione valutare se l'assessorato regionale al Territorio e Ambiente è in grado di assicurare il rispetto del diritto comunitario». 
Dalla Commissione Europea intanto arriva già una prima risposta. «Nel luglio 2014 - si legge nel testo - è stata inviata al governo italiano una lettera di costituzione in mora, la quale evidenzia le varie carenze del Piano per la qualità dell’aria adottato dalla Regione Sicilia. In base alla risposta ricevuta dall’Italia, la Commissione deciderà sulle eventuali ulteriori azioni da intraprendere».


TG3 PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO DAL VENETO di isolapulita


AMBROSETTI, ASSURDITA' PIANO ARIA SICULO COPIATO DAL PIANO RISANAMENTO ARIA DEL VENETO DEL 2000 BOCCIATO DALLA COMMISSIONE EUROPEA,NICOTRA MARA,IL POPOLO INQUINATO,SOLARINO,DON PRESUTTO