L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

martedì 3 maggio 2016

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: ISOLA DELLE FEMMINE NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI Rifiuti a fuoco nei cementifici, protesta degli ambientalisti contro il piano della Regione

NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I 

CEMENTIFICI 


Rifiuti a fuoco nei cementifici, protesta degli 



ambientalisti contro il piano della Regione



Legambiente: "La Sicilia non è pronta, il governo Crocetta vuole solo il commissariamento"


Rifiuti a fuoco nei cementifici, protesta degli ambientalisti contro il piano della Regione


Battono ancora sulla differenziata. E accusano il governo Crocetta di “immobilismo, ignoranza e faciloneria”. Dopo l’anticipazione di Repubblica sul piano della Regione per smaltire il combustibile prodotto dai rifiuti nelle cementerie, gli ambientalisti salgono sulle barricate: “L’ipotesi – dice il presidente regionale di Legambiente, Gianfranco Zanna – non è pronta e praticabile già domattina.  Questa ipotesi prevede innanzitutto la presenza degli impianti di selezione dei rifiuti per togliere l'umido e contestualmente bisogna adeguare le cementerie, che, a loro volta, devono essere autorizzate. Per questo ci vuole tempo, lo stesso per indire le gare e portare i rifiuti fuori dalla Sicilia”. L’accusa è durissima: “Il solo scopo del governo è fare scoppiare un'emergenza sanitaria e arrivare allo scellerato e fallimentare commissariamento”. Per gli ambientalisti la soluzione è una sola: “La raccolta differenziata. Senza di essa – prosegue Zanna non si può parlare di gestione dei rifiuti. Per arrivare a questo, lo ribadiamo, l'unica soluzione resta purtroppo quella di portare i rifiuti fuori dall'isola per un breve periodo, ma a condizione che si pratichino subito scelte e azioni per una non più rinviabile politica seria e sostenibile di gestione”.

Al dipartimento Rifiuti si ragiona sull'ipotesi di smaltire l'immondizia trattata nelle cementerie seguendo il modello abruzzese. Per farlo, però, è necessario che le aziende si dotino di filtri anti-inquinamento all'avanguardia. I cementifici attivi in Sicilia sono sei: si trovano a Isola delle Femmine e Porto Empedocle (entrambi gestiti dall’Italcementi), Melilli (Sicical), Modica e Ragusa (entrambi Colacem) e Augusta (Buzzi Unicem). Nelle strutture finirebbero rifiuti “trasformati” in combustibile dopo un passaggio negli impianti di “trattamento meccanico biologico” come quello inaugurato l’anno scorso a Bellolampo.

L’idea è semplice: i cementifici bruciano già combustibile, e quindi se nei loro forni andassero i rifiuti trattati l’impatto ambientale si ridurrebbe. “Utilizzare gli impianti già esistenti per smaltire i rifiuti – dice il presidente della Regione Rosario Crocetta – permetterebbe di inquinare meno. È una favolosa opportunità per alleggerire il sistema e allo stesso tempo evitare l’uso di combustibili fossili”. “Il combustibile – annota Giuseppe Napoli, il professionista incaricato di redigere l’adeguamento del piano - può essere utilizzato unicamente da cementifici in possesso dell'autorizzazione integrata ambientale basata sull'adozione delle migliori tecniche disponibili”. Nelle cementerie, secondo le stime della Regione, potrebbe finire circa il 20 per cento del carico destinato ai termovalorizzatori, se questi fossero realizzati.

Intanto, ieri Crocetta è tornato a invocare il commissariamento.




 Sabato il governatore ha riannodato i fili del confronto con il sottosegretario alla presidenza Claudio De Vincenzi. Oggi il confronto proseguirà con una telefonata fra i due per arrivare a un commissariamento che la Regione vuole ottenere in tempi brevi: senza l’emergenza, secondo il dipartimento Rifiuti, il caos potrebbe arrivare entro fine mese. “Non ottenere il commissariamento – avvisa Crocetta – potrebbe provocare un problema di carattere sanitario”.

http://palermo.repubblica.it/politica/2016/05/03/news/rifiuti_da_smaltire_nelle_cementerie_scoppia_la_protesta_degli_ambientalisti-138990558/

NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I 

CEMENTIFICI 



"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. 

"Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative. 


Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina



Sicilia, il piano della Regione: bruciare i rifiuti nei cementifici  



martedì, 3 maggio 2016



Per risolvere l’emergenza rifiuti in Sicilia la Regione ha un piano: bruciare i rifiuti nei cementifici. Le discariche infatti, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, si vanno esaurendo –  il loro riempimento è previsto per fine Maggio – e le alternative sono poche. In sei stabilimenti per la produzione di cemento, già individuati, i rifiuti potrebbero essere utilizzati come combustibile. Dagli uffici della Regione dicono che si tratta di un’operazione sicura, addirittura “green”, che si fa già in altre parti d’Italia, ad esempio in Abruzzo.  Sembra l’ultima spiaggia per la Regione, dato che il presidente Rosario Crocetta paventa un’emergenza sanitaria nell’isola, con il ritorno dei cumuli di immondizia in strada.   L’uso dei cementifici per bruciare i rifiuti non è alternativo ai termovalorizzatori, che comunque il governo Renzi vuole costruire in Sicilia. E’ uno strumento in più, per risolvere ancora più velocemente l’emergenza, evitando la misura costosissima e imbarazzante dell’invio dei rifiuti all’estero. 
A rivelare il piano segreto della Regione e dell’assessore Vania Contraffatto è Repubblica Palermo di oggi:
 Un piano che si intreccia con la discussione romana sull’emergenza: sabato, a margine della visita del premier in Sicilia, il presidente della Regione Rosario Crocetta e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti hanno riannodato i fili del dialogo, con un confronto che proseguirà telefonicamente oggi.
In assessorato è stato costituito un gruppo di lavoro, un “tavolo permanente per la gestione dei rifiuti”, composto da dirigenti e consulenti gratuiti fra i quali Gaspare Viviani e Riccardo Ursi, rispettivamente ordinario di Ingegneria ambientale e associato di Diritto amministrativo all’università di Palermo. Continua Repubblica:
L’ipotesi di lavoro è appunto lo smaltimento “alternativo”, confluito già nella correzione del piano Rifiuti trasmessa a gennaio al ministero dell’Ambiente: l’uso del materiale prodotto dal trattamento dell’immondizia “come combustibile alternativo ai combustibili fossili, in modo particolare negli impianti termoelettrici e nei cementifici appositamente attrezzati”. 
Gli impianti dovrebbero essere quelli di  Isola delle Femmine e Porto Empedocle (entrambi gestiti dall’Italcementi), Melilli (Sicical), Modica e Ragusa (entrambi Colacem) e Augusta (Buzzi Unicem).
C’è timore di eventuali proteste degli ambientalisti ma Legambiente in altre occasioni si è detta favorevole all’ipotesi perché bruciare i rifiuti nei cementifici, si legge in un documento
– rende i cementifici più controllati.
I cementifici quando bruciano rifiuti sono obbligati a monitorare alcuni inquinanti – come ad esempio le diossine – che non sono obbligati a monitorare per legge quando bruciano le altre schifezze classificate come combustibili tradizionali;
– a parità di risultati, bruciare rifiuti in un cementificio è meglio che in un inceneritore sotto il profilo delle emissioni di CO2: nel primo caso (cementificio) infatti il rifiuto sostituisce un (pessimo) combustibile fossile, che comunque verrebbe impiegato; nel secondo caso (inceneritore) invece i rifiuti verrebbero usati per produrre calore, in parte convertito in elettricità (al massimo per il 25%), in parte (nei paesi e nei mesi freddi) usato in reti di teleriscaldamento, in parte (la gran parte) semplicemente disperso nell’ambiente come calore: gli inceneritori, anche i migliori possibili, sono macchine intrinsecamente inefficienti sotto il profilo del recupero energetico, specie nei paesi caldi;
Il tema dei rifiuti in Sicilia è tornato prepotentemente di attualità sia dopo la decisione della Regione di accentrare di nuovo la gestione, sia per le dichiarazioni di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo. – “Noi le discariche private ce le siamo trovate. Non le abbiamo fatte. Se ci avessero dato altri sei mesi di gestione commissariale, le cose sarebbero diverse, sicuramente migliori”. Lo ha detto il governatore Rosario Crocetta ai giornalisti che chiedevano cosa pensasse delle ultime dichiarazioni del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, sulla gestione dei rifiuti. “A Bellolampo – ha spiegato Crocetta – si possono conferire 1.200 tornante di rifiuti all’anno. Se ne producono 4.500. Vorrei capire cosa vogliamo fare, le mandiamo all’estero?”.
 Il sistema dei rifiuti si basa sulle strutture private: tre delle principali discariche siciliane – Lentini, Siculiana  Motta Sant’Anastasia – non sono pubbliche ma la Regione, che sta cercando di realizzarne altre due, a Gela e a Enna. Proprio per accelerare le procedure su questo fronte è stato chiesto il commissariamento, sul quale però c’è ancora uno stallo.
Ma per capire come mai siamo arrivati a questo punto sarebbe importante guardare indietro, e seguire, ad esempio un piccolo, ma importante processo che si tiene a Marsala, in questi mesi, e che riguarda proprio i presunti casi di truffa e corruzione nella gestione della raccolta dei rifiuti avvenuta in provincia di Trapani negli ultimi anni. Il processo lo segue, udienza dopo udienza, Tp24.it.  Un investigatore ha raccontato ad esempio come nel centro del conferimento per i rifiuti organici venivano scaricati anche rifiuti non differenziati e Rsu, e plastica, per un totale di 47.000 tonnellate di rifiuti illecitamente trattati.

RIFIUTI NEI CEMENTIFICI, INDAGINE DELLA COMMISSIONE EUROPEA (GRAZIE A MOVIMENTO LEGGE “RIFIUTI ZERO”)

RIFIUTI NEI CEMENTIFICI, INDAGINE DELLA COMMISSIONE EUROPEA (GRAZIE A MOVIMENTO LEGGE “RIFIUTI ZERO”)


20 aprile 2015

“La Commissione Europea avvia un’indagine sui decreti del Ministero dell’Ambiente del 2013 che regolano l’utilizzo del combustibile solido secondario prodotto dai rifiuti (CSS) all’interno dei cementifici”. A darne notizia sono l’eurodeputato M5S Ignazio Corrao e la collega “pentastellata” alla Camera dei Deputati Claudia Mannino. “

L’interrogazione – spiegano i due parlamentari siciliani – prende le mosse dalla denuncia del Movimento “Legge Rifiuti Zero” integrata nel 2014 con un contributo scientifico dell’International Society of Doctors on Environment (ISDE) che evidenzia tutte le possibili violazioni della normativa europea da parte di tali decreti. L’accento é posto in particolare sull’art. 6 della Direttiva 2008/98/CE per cui la classificazione di “non rifiuto” è attribuibile esclusivamente in assenza di impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana. Il contributo dell’ISDE dimostra con dati empirici come l’impiego dei CSS nei cementifici causi produzione ed emissione di sostanze nocive come i metalli pesanti, le diossine, il PCB, addirittura in misura superiore ai già dannosissimi inceneritori”. L’interrogazione alla Commissione Europea, depositata dall’europarlamentare Ignazio Corrao, richiama sia la denuncia del Movimento “Legge Rifiuti Zero” che una precedente denuncia di cui il Movimento 5 Stelle Palermo si era fatto promotore nella passata legislatura su questi stessi decreti (allora in fase di adozione). Oggi a tal proposito la risposta ufficiale della Commissione Europea dell’avvio di indagini. “Questi decreti – aggiungono i due portavoce Corrao e Mannino – cercano di ovviare al fatto che la gente non vuole più sentire parlare di inceneritori e, in palese violazione della normativa europea, stanno tentando di cambiare il nome ai rifiuti per bruciarli nei cementifici con danni ambientali e sanitari irreversibili. Vogliono sfruttare l’esistente per attirare meno l’attenzione pubblica, facendo circolare la menzogna che bruciare è la soluzione facile ed economica, senza alcun rischio. Per fortuna c’è una parte della cittadinanza estremamente attenta che va ringraziata e sostenuta a livello istituzionale nel suo percorso. Stiamo seguendo la vicenda da vicino in quanto il piano rifiuti della Sicilia, per quanto scaduto, pone il CSS come uno degli elementi chiave del ciclo dei rifiuti. Lo stesso mega impianto di TMB in via di ultimazione a Bellolampo è funzionale a tale politica. Stiamo cercando di lavorare per difendere i cittadini da ulteriori scelte disastrose dal punto di vista sanitario e ambientale. Pretendiamo – concludono i deputati – solo l’applicazione corretta della normativa europea in quanto sarebbe sufficiente a proteggere la popolazione”.


A2a, ALTECOEN TECNOSERVIZI, AMIA, Bellolampo, CORTE EUROPEA, CUFFARO, EDILPOWER, ELETTROAMBIENTE, EMIT, ENEL, CONTRAFATTO, ISOLA DELLE FEMMINE, IMPREGILO, INCENERITORI, ITALCEMENTI, diossine, TUMORI, CROCETTA






ISOLA DELLE FEMMINE NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI Rifiuti a fuoco nei cementifici, protesta degli ambientalisti contro il piano della Regione

sabato 30 aprile 2016

Le Mani su Isola delle Femmine: PRG0 PRG ISOLA DELLE FEMMINE DELIBERA CONSILIAR...

PRG0   PRG  ISOLA DELLE FEMMINE DELIBERA CONSILIARE 71 29 09 00 DELIBERA 47 12 08 03 DELIBERA 33 12 08 07 ADOZIONE PRG TUTTA LA DOCUMENTAZIONE E LE RICHIESTE DEL DIPARTIMENTO URBANISTICA LICENZE ILLEGITTIME VIA VAS
PRG1 2009 ISOLA DELLE FEMMINE TRASMISSIONE PROT 41829 5 GIUGNO ASSESSORATO PROT 9000 05 06 09 DELIBERE 71 29 09 00 N 47 12 08 03 N 33 01 08 07
PRG2 2009 ISOLA DELLE FEMMINE  ASSESSORATO PROT 85871 19 11 5   RISPOSTA ALLA NOTA PROT 9000 05 06 09  RICHIESTA INTEGRAZIONE VAS GENIO PORTO GEOLOGICO AGROFORESTALE FIRME PRESIDENTE CONSIGLIO E PROGETTISTA
PRG3 2010 ISOLA DELLE FEMMINE  ASSESSORATO PROT 28623 26 04   RISPOSTA ALLA NOTA PROT 85871 09 11 09  SOLLECITO   INTEGRAZIONE VAS GENIO PORTO GEOLOGICO AGROFORESTALE FIRME PRESIDENTE CONSIGLIO E PROGETTISTA
PRG4 2011 ISOLA DELLE FEMMINE  DETERMINA 14 23 MARZO  LIQUIDAZIONE  PROF FERRARELLA ANDREA VALUTAZIONE INCIDENZA INCARICO AFFIDATO DELIBERA GIUNTA 63 15 06 2010 18 MILA 972 EURO
PRG5 2011 ISOLA DELLE FEMMINE  ASSESSORATO PROT 35623 GIUGNO  RISPOSTA ALLA NOTA COMUNE 932 19 GENNAIO 2011 VALUTAZIONE  INCIDENZA TRASMESSA MANCANO INFORMAZIONI RISPOSTA ENTRO 30 GIORNI PENA ARCHIVIAZIONE PRATICA
PRG6 2014 ISOLA DELLE FEMMINE  ASSESSORATO PROT 20699  16 10 RISPOSTA ALLA NOTA COMUNE 1409 22 01 14 DELIBERA VARIANTE AREA SENZA DESTINAZIONE URBANISTICA SOLUZIONE    APPROVANDO IL NUOVO PRG  ATTESA INTEGRAZIONI
PRG7 2014 ISOLA DELLE FEMMINE  ASSESSORATO  E PROCURA COMUNICAZIONE LICENZE EDILIZIE ILLEGITTIME  VINCOLI URBANISTICI SCRIVANO ARDIZZONE D’ALIA BILLECI SORELLE POMIERO MALIBLU’ TOIA

PRG7 2014 ISOLA DELLE FEMMINE ASSESSORATO E PROCURA COMUNICAZIONE LICENZE EDILIZIE ILLEGITTIME VINCOLI U... by Pino Ciampolillo




PRG8 2011 ISOLA DELLE FEMMINE  ASSESSORATO  PROT 67459 04 10 2011 VISTA NOTA 15223 10 03 11 INTEGRAZIOE AL PRG VALUTAZIONE INCIDENZA NOTA 36523 26 05 11 VAS PENA LA ARCHIVIAZIONE PRATICA
PRG9   2008 PRG RMPS SOCIETA' COOPERATIVA LA TIZIANA DE SILVA POMIERO TERESI RICHIESTA DA B2 A C VIA LIBERTA' DA VIA ROMA A CAPACI E LA LINEA FERRATA OPPOSIZIONE PRG BOLOGNA VOTA A FAVORE  10220 10221 13 09 07 7193 7195 

PRG0 PRG ISOLA DELLE FEMMINE DELIBERA CONSILIARE 71 29 09 00 DELIBERA 47 12 08 03 DELIBERA 33 12 08 07 ADOZIONE PRG TUTTA LA DOCUMENTAZIONE E LE RICHIESTE DEL DIPARTIMENTO URBANISTICA LICENZE ILLEGITTIME VIA VAS


PRG0 PRG ISOLA DELLE FEMMINE DELIBERA 71 29 09 00 DELIBERA 47 12 08 03 DELIBERA 33 12 08 07 ADOZIONE PRG DOCUMENTAZIONE RICHIESTE DIPARTIMENTO URBANISTICA LICENZE ILLEGITTIME VIA VAS,

sabato 23 aprile 2016

ITALCEMENTI RICORSO AL TAR RICHIESTA DI REVOCA ORDINANZA SINDACALE PORTOBELLO N 5 FEBBRAIO 2009 TRASPAORTO PETCOKE PER LE VIE DEL PAESE

N. 00221/2016 REG.PROV.PRES.









N. 00388/2009 REG.RIC.













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REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)


Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO
sul ricorso numero di registro generale 388 del 2009, proposto da:

Italcementi Spa, rappresentato e difeso dall'avv. Massimiliano Mangano, con domicilio eletto presso Pitruzzella in Palermo, Via N. Morello N.40; 
contro
Comune di Isola delle Femmine
per l'annullamento
- dell'ordinanza sindacale n. 5 de 6 febbraio 09, emessa dal Sindaco del Comune di Isola delle Femmine di divieto di trasporto di pet-coke all'intemo dell'agglomerato urbano, con autocarri a cassone aperto anche se coperto da teloni;- ove occorra e per quanto di interesse, della deliberazione del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine n. 52 del 13 novembre 2008, mai comunicata alla ricorrente;- della nota di trasmissione della suddetta ordinanza del 20 febbraio 2009; prot. 2506.


Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli artt. 82 e 83 del cod. proc. amm.;
Visto l’avviso di pendenza ultraquinquennale inviato a mezzo p.e.c.;
Considerato che nel termine previsto dall’art. 82 co 1 del c.p.a. non è stata presentata nuova istanza di fissazione di udienza e che il ricorso è pertanto da ritenersi perento;


P.Q.M.
Dichiara perento il ricorso indicato in epigrafe.
Nulla per le spese.
La Segreteria darà comunicazione del presente decreto alle parti costituite. Ai sensi dell'art. 85, co. 3, cod. proc. amm., nel termine di 60 giorni dalla comunicazione ciascuna delle parti costituite può proporre opposizione al Collegio, con atto notificato a tutte le parti e depositato presso la Segreteria entro 10 giorni dall'ultima notifica.
Così deciso in Palermo il giorno 20 aprile 2016.










Il Presidente
Calogero Ferlisi










DEPOSITATO IN SEGRETERIA
Il 22/04/2016
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=E5ZQ2XLZTROEKSGAD3DNLXCEYA&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE





L'ordinanza emessa dal Sindaco Portobello sul Petcoke:
Portobello: "strumentalizzata dalla Italcementi, dalle R.S.U. e dal mio ex vicesindaco Bologna per farsi la campagna elettorale...." 
Il Sindaco di Isola delle Femmine Professore Gaspare Portobello convoca un tavolo tecnico per discutere della sua ordinanza che vieta, così come è stato fatto dal sindaco di Palermo, il transito per le vie di Isola delle Femmine di autocarri che trasportano pet-coke senza le osservanze delle leggi in materia di trasporto di materiale altamente tossico e nocivo alla salute umana.
Al tavolo tecnico è stata inviata la Italcementi che ha pensato bene di non partecipare, il Sindaco si è detto molto rammaricato per questa assenza e nel contempo ha denunciato che sia l’azienda che le Organizzazioni di base RSU stanno strumentalizzando molto la questione dell’ordinanza da lui emessa. Nel contempo, il sindaco Portobello ha stigmatizzato le dichiarazione del suo ex Vicesindaco Bologna che ha approfittato della questione Pet.coke, senza peraltro entrare nel merito, per iniziare la sua campagna elettorale. Dimenticando che proprio sotto la sua sindacatura nel 2001 è stato concessa alla Italcementi un’autorizzazione edilizia per la costruzione di un deposito di petcoke in un’area ad alta protezione ambientale e senza le previste autorizzazioni per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi, dei vigili del fuoco e………senza preoccuparsi dei danni che avrebbe arrecato alla salute umana e all’ambiente un tale deposito.
Io non ci sto dichiara Portobello io porterò avanti la mia battaglia e costringerò tutte le parti interessate, azienda sindacati politici enti pubblici ad affrontare concretamente la problematica della Italcementi e la sua presenza sul nostro territorio nella salvaguardia dei livelli occupazionali e della salute dei cittadini.
Un’osservazione Signor Sindaco, come Comitato Isola Pulita, senz’altro non avremmo declinato alcun invito a partecipare al tavolo tecnico di lavoro, la nostra speranza che si tratti semplicemente di una non dovuta dimenticanza da parte Sua.

IL RICORSO AL T.A.R DELLA ITALCEMENTI


A proposito del ricorso al TAR da parte della Italcementi sulla ordinanza emessa dal Sindaco Portobello che vieta il transito, per le vie del Paese, degli autocarri che trasportano Pet-Coke, per la Italcementi, senza l’adozione delle previste norme e dispositivi di legge nazionali ed europee in materia di trasporto di materiale tossico ed altamente nocivo.

Vogliamo ricordare che una veloce lettura del decreto 693 emesso il mese di luglio del 2008 dal servizio 2 Assessorato Territorio Ambiente della Regione Sicilia a firma dell’ Ing Vincenzo Sansone, stabiliva:

……per il trasporto di materiali pulverulenti e del combustibile (leggasi pet-coke n.d.r.) il gestore dovrà fare ricorso a procedure che impediscano la diffusione delle polveri (di qualunque tipo), tramite l’utilizzo di idonei mezzi e/o dispositivi di tenuta…….

Letto quanto il decreto di Autorizzazione Integrata Ambientale stabilisce in tema di movimentazione stoccaggio e trasporto del combustibile Pet-coke, naturale sorge in noi e nei Cittadini di Isola delle Femmine, la convinzione, dell’uso strumentale della Ordinanza Sindacale.

Da parte dei lavoratori TUTTI Italcementi e ditte appaltatrici, da parte dei Sindacati delle Associazioni Ambientaliste e delle Istituzioni locali vanno respinti e contrastati tutti i provvedimenti che la Italcementi intende, oggi o nelle prossime settimane, mettere in atto.

Concordiamo con il nostro Sindaco sull’istituzione di un tavolo di concertazione tra la Italcementi Sindacati Comune ed Associazioni Ambientaliste.

I lavoratori TUTTI devono vedere salvaguardati i propri posti di lavoro, i cittadini devono vedere salvaguardata la propria incolumità e la propria salute. La Italcementi svolgere la sua funzione imprenditoriale nel rispetto delle leggi e delle normative, dei decreti, delle leggi, dei regolamenti in tema di ambiente.

Non ci sono guerre da condurre, ma democratiche battaglie di progresso e di civiltà per una migliore qualità della vita.

Il prossimo giugno nel nostro Paese si svolgeranno le elezioni amministrative, NESSUNO degli schieramenti deve sentirsi autorizzato a strumentalizzare le problematiche della Italcementi per propri scopi di bottega.

Il futuro della Nostra Comunità va ben oltre l’elezione di un Sindaco Assessore o Consigliere.

NESSUNO può e deve sentirsi escluso in un momento in cui il nostro futuro, quello delle nostre famiglie e dei nostri figli sembra pieno di insidie e di incertezze.

Comitato Cittadino Isola Pulita

OGGETTO: Ricorso al Tribunale Ammnistrativo Regionale 
Oggetto Divieto di trasporto di Pet-coke all'interno dell'agglomerato urbano 
Tipo Ricorso Ordinario Udienza 10/03/2009 
Sospensiva 18 Sezione 1 Ruolo 388/2009 udienza 10.3.09




Italcementi Spa
Avvocati: Petruzzella Giovanni e Massimiliano Mangano

Contro
Comune di Isola delle Femmine
Avvocati ------------------- 
Giudici Giallombardo Valenti Lenti 









ORDINANZA 2009  SINDACALE PORTOBELLO 5 FEBBRAO DIVIETO TRANSITO PER LE VIE DI ISOLA DELLE FEMMINE    DI AUTOCARRI ITALCEMENTI CON PETCOKE 

ORDINANZA 2009 SINDACALE PORTOBELLO 5 FEBBRAO DIVIETO TRANSITO PER LE VIE DI ISOLA DELLE FEMMINE DI AUT...



ITALCEMENTI RICORSO AL TAR RICHIESTA DI REVOCA ORDINANZA SINDACALE PORTOBELLO N 5 FEBBRAIO 2009 TRASPAORTO PETCOKE PER LE VIE DEL PAESE


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