L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

venerdì 24 giugno 2016

Isola delle Femmine Documenta: Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha ...


MAIORANA CALLIOPE VARIANTE SEQUESTRO ABITABILITA' di isolapulita









 Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha fatto carriera grazie a Cosa nostra”







Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha fatto carriera grazie a Cosa nostra”






I pentiti lo indicano come socio e prestanome dell'ex sindaco Vito Ciancimino, di cui fu anche assessore al Turismo. E' stato in affari con l’imprenditore Maiorana, scomparso con il figlio nel 2007. Sequestrati 100 immobili e tre imprese che valgono 15 milioni di euro. Altri sei milioni sequestrati dai carabinieri a un fiancheggiatore dei boss






Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha fatto carriera grazie a Cosa nostra”



http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/06/23/news/sigilli_al_patrimonio_del_costruttore_alamia_la_finanza_ha_fatto_carriera_grazie_a_cosa_nostra_-142689164/





Alamia e il giallo dei Maiorana  "... fare sparire due persone"



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Il nome dell'imprenditore salta fuori nell'indagine sull'omicidio dei due costruttori scomparsi nel nulla.



PALERMO - La mattina del 3 agosto 2007 si perdono le tracce di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio.Pochi mesi fa dal buco nero che ha ingoiato i costruttori sono emerse delle tracce. Per la precisione, la suola in gomma di una scarpa e un sacco con delle macchie di colore rosso. Non conosciamo l'esito delle analisi scientifiche dei carabinieri del Ris. Presto, però, potrebbe arrivare la svolta investigativa. Se così fosse saremmo di fronte alla più macabra delle conclusioni: i Maiorana sarebbero stati ammazzati.

La scarpa e il sacco sono stati trovati in un terreno non lontano da Palermo di cui non è trapelata mai la localizzazione. Un particolare, però, è saltato subito all'occhio degli inquirenti coordinati dai pubblici ministeri Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene. La suola e il sacco erano coperti da una grossa quantità di ghiaia, di quella usata per il calcestruzzo. Ghiaia “pulita”, cioè mai utilizzata. Qualcuno, dunque, potrebbe avrebbe potuto utilizzare il materiale nella speranza di consegnare all'oblio i segni di un omicidio.

Come sono arrivati i carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo, che avevano già scavato fra Carini, Villagrazia di Carini e Isola delle Femmine, fino al logo del ritrovamento? Ed è in questo contesto che è saltato fuori il nome di Francesco Paolo Alamia. Il dichiarante Massimo Ciancimino e il pentito Francesco Campanella hanno contribuito a indirizzare le indagini sul mondo degli affari, ma la svolta sarebbe arrivata da altri.

Il figlio dell'ex sindaco di Palermo, morto nel 2002, ha raccontato dei propri legami con Antonio Maiorana nella cooperativa Coreca 2000 e della paura che l'imprenditore gli avrebbe manifestato un mese e mezzo prima della scomparsa: temeva che gli accadesse qualcosa. Alamia e Maiorana si conoscevano dagli Ottanta, quando erano soci nella Progea, proprietaria anche del residence “Baia dei sette emiri” di Cefalù. Ed ancora Alamia era pure presente nella Calliope srl, la società che stava costruendo alcune villette a Isola delle Femmine.

Il cantiere della Calliope è l'ultimo posto in cui furono visti i due costruttori. La loro auto, una Smart, fu poi ritrovata nel parcheggio dell'aeroporto di Palermo, ma dai controlli risultò che i due non avevano preso alcun volo. L'inchiesta è stata chiusa e riaperta. E adesso si indaga per omicidio.

Dieci giorni prima della scomparsa, Alamia e la famiglia Bandiera, proprietaria del terreno, avevano firmato la cessione delle quote della Calliope a Dario Lopez, che ne deteneva già il 50%, e da questi a Karina Andrè, ex compagna di Maiorana padre.

Nel fascicolo dei pm c'è poi l'intreccio di sms e telefonate il giorno della scomparsa: Stefano e Antonio Maiorana, rispettivamente alle 5.51 e alle 5.21, si trovavano in via Primo Carnera a Capaci. Hanno chiamato e ricevuto un sms da Alamia. Alle 6.23 Alamia entrò in contatto con Lopez. La telefonata durò 200 secondi. Non è tutto. L'auto dei Maiorana, una Smart, fu ritrovata nel parcheggio dell'aeroporto tanto da giustificare, almeno a primo acchito, l'ipotesi dell'allontanamento volontario dei due imprenditori. Un personaggio tra quelli vicini ai Maiorana, un'ora e mezzo dopo (alle 7.52), attivò con il suo telefono la stessa cella che copre la bretella autostradale in uscita dall'aerostazione di Punta Raisi. Poco dopo, alle 8.11, venne filmato mentre prendeva un caffè dalle telecamere di un rifornimento di benzina Erg lungo la statale 113 tra Isola e Sferracavallo. E se fosse partito dall'aeroporto dove è stata ritrovata la Smart?

Infine c'è il capitolo intercettazioni. Uno dei primi telefoni a finire sotto controllo è stato quello di Alamia. Che il 4 ottobre 2007 lasciava intendere ad un amico che Antonio Maiorana poteva essere stato vittima del racket, rifiutandosi di pagare il 3% dei lavori ai boss (“E poi presto veniva lui... lo scienziato che era... ci sono andati a parlare di soli... no nascondili nella tasca... a te che ti costa il 3%? Mettiti d'acco... che hanno i coglioni più grossi di lui... basta fare 4 fatture... quattro cose... per raccogliere... avrebbe avuto”).

Alamia non escludeva una lupara bianca: “Una cosa così grave... fare sparire due persone... una che poverino non c'entrava niente... ma perché devo andare a fare queste cose... significa essere belve umane... quindi se il male è proporzionato all'errore che ha fatto, quanto deve essere questo errore?”. Poi aggiungeva che c'erano problemi da risolvere: “C'è merce da pagare... centinaia di milioni di contravvenzioni di cose...”.

Gli investigatori, a quel punto, misero il naso nel mondo dei fornitori. E scoprirono che nel cantiere di Isola avevano lavorato i fratelli Giuseppe e Antonio Di Maggio e Pietro Cinà, considerati vicini ai Lo Piccolo. A ciò si aggiungeva che alcuni sms anonimi, inviati al telefonino di Marco Maiorana, secondogenito di Antonio che decise di togliersi la vita, annunciavano che padre e fratello erano stati ammazzati dal boss di San Lorenzo. Del cantiere di Isola si parlava in una lettera trovata nel covo di Salvatore Lo Piccolo a Giardinello. Pietro Cinà, che si firmava Alfa, scriveva al capomafia per incassare un credito di 74 mila euro per i lavori fatti nel cantiere di Isola. I carabinieri interrogarono i pentiti. Uno di loro, Andrea Bonaccorso, disse: “Con riferimento alla scomparsa dei Maiorana so che i Lo Piccolo avevano fatto pervenire un biglietto da recapitare a Franco Zizo, socio dei Maiorana, per avere informazioni. Ma Zizo aveva risposto dicendo che non ne sapeva nulla. Lo Piccolo non si spiegava l'episodio visto che il cantiere era già a posto. Non era a conoscenza di nulla, precisano che probabilmente si trattava di problemi all'interno del cantiere”.

Nel corso delle indagini saltò fuori anche una lettera scritta da un'altra donna con cui Maiorana aveva intrattenuto una relazione sentimentale. La donna avvertiva la Andrè che il costruttore stava lavorando ad un progetto per un villaggio turistico a Selinunte. Per risolvere alcuni problemi burocratici, aveva cercato agganci con l'amministrazione comunale di Castelvetrano, con un deputato regionale della zona e pure con Giuseppe Grigoli, uomo Despar in Sicilia occidentale, braccio economico di Matteo Messina Denaro. Il ruolo di Maiorana nell'affare di Selinunte è rimasto finora poco chiaro. È emerso che la società incaricata a trattare era stata la Me Svil di cui Maiorana è stato amministratore unico fino al 2004. Successivamente le quote societarie sono passate ad un'altra proprietà. I nuovi soci hanno raccontato di non avere avuto mai a che fare con Maiorana.




http://livesicilia.it/2016/06/24/maiorana_762057/







Giallo Maiorana, svolta nelle indagini: indagati i 2 soci

Accusati di omicidio dalla procura Dario Lopez e Francesco Paolo Alamia, soci dei Maiorana del cantiere di Capaci dal quale scomparvero il 3 agosto del 2007
Giallo Maiorana, svolta nelle indagini:  indagati i 2 soci
ANTONIO MAIORANA 
È la svolta che si attendeva da tempo. La scomparsa degli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana è un caso di omicidio. È con quest'accusa che la procura ha indagato Dario Lopez e Francesco Paolo Alamia, soci dei Maiorana del cantiere di Capaci dal quale scomparvero il 3 agosto del 2007. Una svolta sulla quale trapela molto poco. Di certo c'è che carabinieri e magistrati hanno le idee abbastanza chiare.













A portarli sulla strada giusta sarebbe stata un'intuizione felice che avrebbe aperto le porte del movente. L'omicidio sarebbe maturato nell'ambito di contrasti per grossi affari legati ai cantieri edili. Si tratta di contrasti per grosse somme e nei quali si sarebbero inserite anche questioni private. Una storia molto cruda sulla quale è importante lasciare spazio al silenzio, per adesso, per non compromettere le indagini. Gli accertamenti del Ris su una suola di gomma e un sacco, ritrovati a Villagrazia di Carini a gennaio, sono state rinviate a giugno per motivi d'indagine.









L'inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dai pm Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia, sarebbe molto complessa e non è escluso nemmeno che ci sia anche la mano della mafia dietro al delitto. Alamia, socio in affari di Maiorana dagli anni Ottanta, è stato anche assessore comunale a Palermo e avrebbe avuto rapporti d'affari con l'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. Indagato per concorso in associazione mafiosa insieme a Dell'Utri e Berlusconi, la sua posizione venne archiviata nel 1997. Dario Lopez, invece, sarebbe stato uomo di mediazione, colui che garantiva la tranquillità del cantiere.



Giacomo Frazzitta, l'avvocato che difende l'ex moglie di Maiorana, Rossella Accardo, aveva offerto spunti investigativi sui soci delle due vittime: messaggi e contatti telefonici sospetti. Gli approfondimenti poi si erano inabissati e l'indagine era stata archiviata. Della pista che portava al cantiere nel 2008 parlò anche il pentito Gaspare Pulizzi, ex braccio destro del boss Salvatore Lo Piccolo: «Lo Piccolo mi aveva detto che la scomparsa dei Maiorana è stata determinata da contrasti interni al cantiere».







Nel  gennaio del 2009, poi, si suicida il fratello di Stefano, Marco. Si ricostruì che il ragazzo non aveva retto al dolore, adesso sembra chiaro che era depositario dei segreti del padre e del fratello. D'altronde in una copia di un Topolino era stata trovata anche questa frase: «Con Karina (la donna del padre, ndr) abbiamo distrutto la memoria del pc…Sapevo che quella mattina mio fratello andava a discutere qualcosa di grave e non sono riuscito a trattenerlo».





 

Pulizzi, ritenuto uno dei collaboratori più stretti di Lo Piccolo, in pratica ha ricostruito le strategie del boss, le alleanze e gli obiettivi 
Il pentito rivela anche i retroscena della sparizione dell'imprenditore edile Antonio Maiorana e del figlio Stefano, spariti il 3 agosto scorso. Dietro la scomparsa non ci sarebbe la mano della mafia, ma dei contrasti sorti nell'ambito lavorativo. Pulizzi racconta che "Lo Piccolo aveva detto che la scomparsa dei Maiorana è stata determinata da contrasti interni al cantiere". 

L'imprenditore e il figlio stavano realizzando alcune palazzine a Isola delle Femmine, nel Palermitano, e il 3 agosto si erano allontanati dal cantiere. 
continua su.... 

Comitato Cittadino Isola Pulita 

01/02/2008 
http://www.lasiciliaweb.com/index.php?id=1305 

http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2008/01/calliope-italcementi-prefabbricati-nord.html#links 


































http://liberaisoladellefemmine.blogspot.it/2016/03/maiorana-calliope-variante-sequestro.html









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Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha fatto carriera grazie a Cosa nostra” Alamia e il giallo dei Maiorana "... fare sparire due persone"

domenica 19 giugno 2016

Diritto alla Informazione: Kandidatin der Beppe-Grillo-Partei nach ersten Pro...

Kandidatin der Beppe-Grillo-Partei nach ersten Prognosen vorn

Bei der Bürgermeisterwahl in Rom liegt ersten Umfragen zufolge die Kandidatin der Protestpartei Fünf Sterne, Virginia Raggi, deutlich vor ihrem Herausforderer. Raggi könnte die erste Frau auf dem Posten werden.



Bei der Stichwahl um das Bürgermeisteramt in Rom zeichnet sich mehreren Nachwahlbefragungen zufolge ein Sieg der Protestpartei Fünf Sterne ab. Deren Kandidatin Virginia Raggi liege demnach mit mehr als 60 Prozent der Stimmen deutlich vorn, hieß es am späten Sonntagabend kurz nach Schließung der Wahllokale. Ihr Gegenkandidat ist Roberto Giachetti von der Demokratischen Partei (PD) von Ministerpräsident Matteo Renzi.
Die Stichwahl war notwendig geworden, weil keiner der beiden in der ersten Runde am 5. Juni mehr als 50 Prozent der Stimmen erhalten hatte. Kommunalwahlen fanden am Sonntag in insgesamt 126 italienischen Gemeinden statt, darunter neben Rom auch Mailand, Neapel, Turin und Bologna. Bis 23.00 Uhr konnten mehr als neun Millionen Wahlberechtigte ihre Stimme abgeben. Die Wahlbeteiligung war noch geringer als vor zwei Wochen: Bis 19.00 Uhr lag sie laut Innenministerium bei nur 36,5 Prozent – am 5. Juni waren es 43,6 Prozent gewesen
Die Abstimmung in der Hauptstadt wurde mit besonderer Aufmerksamkeit verfolgt. Sollte die 37 Jahre alte Anwältin Raggi tatsächlich die Wahl gewinnen, wäre sie nicht nur die erste Frau auf dem Posten in Rom: Ihre Partei erhofft sich davon auch einen politische Durchbruch. Eine erfolgreiche Arbeit in der Hauptstadt könnte Zweifel an der Regierungstauglichkeit von Fünf Sterne ausräumen. Ein Sieg in Rom könnte zum Sprungbrett für die italienischen Parlamentswahlen werden, die im kommenden Jahr erwartet werden.
Die 2009 ursprünglich als Protestbewegung gegründete Partei Fünf Sterne des Starkomikers Beppe Grillo erhoffte sich von den Wahlen und insbesondere dem Ergebnis in Rom einen Schub für ihre Festigung als größte Oppositionspartei. Spätestens im Juni 2018 finden in Italien Parlamentswahlen statt.

http://www.faz.net/aktuell/politik/ausland/europa/buergermeisterwahl-in-rom-kandidatin-der-beppe-grillo-partei-nach-ersten-prognosen-vorn-14297198.html#lesermeinungen



CHIARA APPENDINO È IL NUOVO SINDACO DI TORINO


Sconfitta imprevista per il sindaco uscente del Pd Piero Fassino contro la candidata del Movimento Cinque Stelle
Chiara Appendino è il nuovo sindaco di Torino





 La candidata del Movimento Cinque Stelle Chiara Appendino è il nuovo sindaco di Torino. Nel ballottaggio di domenica 19 giugno ha sconfitto con il 54,54 per cento delle preferenze il sindaco uscente del Pd Piero Fassino che si ferma al 45,46 per cento.
Una sconfitta imprevista per il candidato del Partito democratico che al primo turno conduceva la corsa con il 41,8 per cento rispetto al 30,9 per cento di Appendino. Una svolta storica nella politica della città piemontese, governata negli ultimi 23 anni del centrosinistra.
Appendino, commossa, ha detto: "È stato un lungo cammino, iniziato 5 anni fa. Tutti insieme abbiamo lavorato per costruire un progetto, un nuovo corso per questa città. I torinesi ci hanno accolto con un rinnovato interesse per la politica, ma noi altro non siamo che un piccolo frammento della storia della nostra città".
"Questa eredità abbiamo il dovere di custodirla e lasciarla migliore per chi ci succederà. Finalmente è giunto il nostro tempo, abbiamo il dovere di ricucire una città profondamente ferita. Ringrazio il mio predecessore Piero Fassino, tutti noi siamo Torino. Sarò il sindaco di tutti, perché di questa comunità tutti devono sentirsi parte." 
In festa i sostenitori dei 5 stelle: “Abbiamo vinto. Torino è stata liberata, per la città comincia una nuova era”, urlano euforici nella sede del comitato elettorale di Appendino.
VIDEO - La nostra intervista a Chiara Appendino  
Il sindaco uscente ha telefonato alla sfidante per complimentarsi del successo elettorale. Lo rendono noto gli uffici stampa dei due candidati.
"Il risultato è evidente, il centrodestra ha votato in blocco il Movimento 5 Stelle. Noi confermiamo i voti del primo turno, mentre il centrodestra ha fatto convergenza piena su Appendino", è stata il commento politico di Pietro Fassino.
Chiara Appendino è nata a Moncalieri, in provincia di Torino, nel 1984. Dopo la laurea in Bocconi, lavora presso la squadra di calcio della Juventus per circa due anni e successivamente entra a far parte dell’azienda di famiglia.
L’esordio in politica risale al 2010, quando aderisce al Movimento Cinque Stelle e si dedica al bilancio della città. L’anno successivo diventa consigliere comunale, per poi assumere la carica di vicepresidente della commissione bilancio.
L'affluenza al ballottaggio per il comune di Torino è stata del 54,41%. Al primo turno fu del 57,17%

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Kandidatin der Beppe-Grillo-Partei nach ersten Prognosen vorn CHIARA APPENDINO È IL NUOVO SINDACO DI TORINO

domenica 5 giugno 2016

L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982 LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L'ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA DA ...





L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

34 anni son  trascorsi da quel tragico martedì dell’8
giugno, quando la mano della mafia crivella con diversi  colpi di pistola il Nostro Concittadino
Vincenzo Enea.
La Giustizia ha emesso la
sua  sentenza  di condanna peraltro confermata dalla Corte
di Appello di Palermo il 19 febbraio 2015 e depositata il 17 agosto 2015.
L’attenta lettura della
sentenza fa emergere una storia “non scritta” 
che a partire dagli anni settanta è stata appannaggio della mafia e della
criminalità organizzata con la benevola compiacenza di PUBBLICI Amministratori,
una storia fatta di “violenza e prevaricazione”.
Ad oggi, c’è da chiedersi
e mi chiedo:
Cosa è cambiato dal punto
di vista culturale, negli atteggiamenti e nei comportamenti dei Cittadini di
Isola delle Femmine?
Di PIU’
Cosa è cambiato, ad oggi,
in chi è delegato a gestire la cosa pubblica nel rispetto delle regole e della
legalità?
Non è di certo con il
protagonismo e il presenzialismo  del
personaggio di turno (che è quasi sempre il medesimo personaggio) o qualche
regolamento in più  che si ristabilisce
la legalità  e il rispetto delle regole.
C’è da chiedersi se non rappresentino delle 
mosse astute, tese ad  apparire
come mere “operazioni di facciata” .
Per una vera “Rivoluzione”
oggi è importante che i Cittadino diventino i veri protagonisti che diventino i
fautori della legalità e della lotta alla mafia, I Cittadini, devono loro
scrivere la storia, raccontandosi i fatti e i misfatti di Isola delle Femmine
devono avere il coraggio di urlare a squarciagola NOI SIAMO LA STORIA.   

Pino Ciampolillo

Fatti e misfatti  ricorrenti
tra loro e concatenati:

·        
L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

  •  IL PIANO REGOLATORE GENERALE 1977 D.A. 8
  • Norme di Attuazione D.A. 83 1977 per le
    zone B D   mentre per le zone stralciate
    D.A. 121 1983 venne  approvata la
    perimetrazione relativa alle zone C espansione residenziale attraverso le
    lottizzazioni
  •  Regolamento edilizio delibera Consiglio
    Comunale n 20 29 gennaio 1982
  • La
    decimazione della Giunta  con arresti
    dell’ 11 ottobre 1984
  •  L’incendio all’ufficio tecnico del Comune
    novembre 1979
  •  LOTTIZZAZIONI EDILIZIE a partire dal
    1985  Di Matteo Pietro e altri, Tourist
    Holliday,La Paloma, Lo  Bianco, Don
    Bosco, la Calliope ……… cementificati oltre 100 mila metri quadrati del territorio
    di Isola delle Femmine 
  •  Piani Particolareggiati  scaduti maggio 2002
  •  ADDIO PIZZO 5 2010
  • Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine nel 2012




LA SENTENZA  di Appello n 6 2015 depositata il 17 agosto
2015   

….tra la fine degli anni
settanta e l’inizio degli anni ottanta, i clan mafiosi operanti nella zona che
ricomprendeva anche ISOLA DELLE FEMMINE avevano messo le mani sulle
attività  edili del territorio, e tramite
l’uso del PRESTANOME nelle imprese mafiose nonché di TECNICI e di
AMINISTRATORI  compiacenti intendevano
sbaragliare la concorrenza di imprenditori “liberi” quali Enea Vincenzo, anche
attraverso l’uso della forza.

L’impegno dell’edilizia è
un dato che contraddistingue la Cosa Nostra dell’epoca, secondo dati verificati
in numerosi processi relativi a quel periodo e poi rielaborati in numerosi
contributi della letteratura socio-criminologica che porteranno alla
approvazione della legge Rognoni-La Torre proprio del settembre 1982.

Quel fenomeno sancisce il
passaggio dalla “mafia tradizionale” alla “nuova mafia”; e spiega l’attivismo
delle cosche sui mercati legali e non degli anni settanta, evidenziando il peso
di significative sinergie: capacità di organizzare i fattori della produzione
(capitale e lavoro), a cui si collega l’uso strumentale della forza
intimidatoria derivante dai vincoli associativi, come si evince anche
dall’esame del presente processo.

In altri termini, proprio
a partire dagli anni settanta si registra anche nei luoghi come ISOLA DELLE
FEMMINE un “salto di qualità” dell’azione di Cosa Nostra, legato
all’urbanizzazione susseguente all’abbandono delle campagne. Le cosche spostano
i loro interessi. 

Dall’economia agricola passano al settore commerciale e
industriale. I particolare intervengono nel campo dell’edilizia e dei lavori
pubblici. Si perfeziona così un nuovo modello di impresa mafiosa. Radicamento
ed espansione sono propiziate da disponibilità finanziarie elevate, che vengono
dai traffici illeciti (armi,droga, estorsioni, usura): dal ridotto costo del
lavoro, grazie all’intimidazione violenta dei lavoratori e dei sindacalisti;
dalla riduzione dei costi di corruzione e dalla creazione di barriere
all’entrata (con l’istituzione di cartelli, ad esempio nel settore dei PUBBLICI
APPALTI); dallo scoraggiamento della concorrenza con forme subdole di violenza
e prevaricazione.

Scoraggiamento della
concorrenza con  violenza e
prevaricazione  sistematica sono i dati
che emergono dalla storia imprenditoriale degli ultimi anni di Enea Vincenzo,
penalizzato dallo sconfinamento del complesso alberghiero Costa Corsara
riconducibile ad una a società come B.B.P. infiltrata in logiche mafiose
………………………………………………………………… ……………………………….

All'esito dei primi
accertamenti da parte della polizia giudiziaria, il relativo rapporto del 26
ottobre 1982 concludeva con l'evidenziare alcune particolari circostanze:

 - il clima di intimidazione diffusa attorno
alla indagine che ha portato molti testimoni ad assumere un atteggiamento
reticente;

-la convinzione che il
soggetto che avrebbe potuto rendere un contributo decisivo ai fini della
individuazione  dei responsabili
dell'omicidio Enea Vincenzo era da identificare nel figlio della vittima,
Pietro Enea, il quale in quegli anni aveva vissuto ogni giorno al fianco del
padre convivendo con lui l'esperienza lavorativa e l'hobby della pesca;

- la sensazione che il
motivo del silenzio dell'Enea Pietro fosse dettato dall'esigenza di proteggere
i suoi familiari da eventuali ritorsione nel caso in cui avesse deciso di collaborare
con le autorità competenti;



- il movente dell'omicidio
collegato ai rapporti economici 
intercorrenti  tra Enea Vincenzo e
D'Agostino Benedetto e agli interessi di costoro confliggenti con quelli di
imprenditori edili in qualche modo riconducibili al mondo del crimine
organizzato.









POMIERO,BBP SNC,BRUNO FRANCESCO,MUTOLO,RICCOBONO,MACALIZZI,NAIMO,ENEA VINCENZO,VASSALLO GIUSEPPE,COPACABANA,BADALAMENTI,SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE,ARRESTI DELA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE,PRG,PIANI PARTICOLAREGGIATI,1982,



1982, ARRESTI DELLA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE, BADALAMENTI, BBP SNC, Bruno Francesco, COPACABANA, Enea Vincenzo, MACALIZZI, MUTOLO, NAIMO, PIANI PARTICOLAREGGIATI, pomiero, PRG, RICCOBONO, Vassallo Giuseppe,







L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982